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Antifurto: via dal mio camper! | Le inchieste di CamperLife

Il furto è uno degli eventi più sgradevoli e temuti. Il camper è la nostra casa delle vacanze, non trovarlo dove l’avevamo parcheggiato può essere un'esperienza molto dolorosa oltreché un danno economico rilevante.

camper camperlife rivista camperistiIl settimo comandamento "Non rubare" sembra essere uno dei meno seguiti in tutto il mondo e in tutti gli ambiti. È normale quindi che, come la stragrande maggioranza dei veicoli a motore, anche i camper siano oggetto di sgradite attenzioni da parte dei ladri. La buona notizia è che esistono molti mezzi per difenderci da questa iattura, specie oggi con l’elettronica diffusa e con il supporto della rete internet. La cattiva notizia è invece quella che, a differenza della maggior parte delle auto e delle moto quando obsolete, vecchie o di marchi poco conosciuti, per gli autocaravan il rischio furto non raggiunge mai lo zero, e spesso non ci si avvicina neanche. Anche quando sono ormai vecchiotti e malandati, o di brand ormai usciti dalla scena commerciale, restano appetibili per nomadi o persone che vivono di malaffare spostandosi di continuo. Per cui l’attenzione deve restare sempre alta e abbassare la guardia può avere esiti spiacevoli, non solo per il danno economico ma anche per il dispiacere e lo sconforto di perdere il nostro amato veicolo. E con esso smarrire una serie infinita di cose - ed emozioni - che vi sono dentro: nessun veicolo infatti ha il potere di ricordare e raccontare la nostra vita, nei momenti più felici delle vacanze, come il camper. Il furto del camper non è infatti paragonabile a quello in casa. È il furto della casa stessa, con tutto il suo contenuto!

Un po’ di buon senso
Prima di addentrarci nella parte più tecnica con la descrizione dei vari tipi di antifurto, due parole su quello che spesso è un po’ la causa stessa del maggior rischio di furto: il nostro comportamento. Non vogliamo fare qui noiose prediche, però bisogna sottolineare che qualche volta, specie durante le vacanze quando la voglia di rilassarsi prende il sopravvento e il cervello tende a “staccare” un po’ dallo stato di perenne tensione che viviamo tutti i giorni, agiamo superficialmente, presi dall’euforia e dall’allegria del momento. La prima regola per ridurre il rischio di furti è quella di applicare il nostro normale buon senso e non facilitare il lavoro ai ladri che sono invece sempre molto vigili e pronti a colpire sfruttando una nostra lacuna, una nostra debolezza o le nostre dimenticanze. Un’associazione che sta cominciando a prendere piede anche in Italia dopo essere nata negli anni settanta in America e diffusa poi nei paesi anglosassoni, il “Controllo del Vicinato”, insegna agli iscritti tante piccole regole da seguire per minimizzare le occasioni di furto ai ladri delle abitazioni. Non si tratta di fare i “Rambo” né di istituire pericolose ronde, ma semplicemente ricorda tanti piccoli aspetti che mettono il ladro in condizione di difficoltà o disagio, facendogli abbandonare l’obiettivo che diventa difficile per il suo scopo, preferendo allontanarsi e cercare altrove. Non è qui ovviamente il luogo per raccontare di questa organizzazione, ma ci sono molti consigli che, applicando appunto il buon senso, tornano utilissimi anche per la vita in camper, ovviamente fatte salve le differenze tecniche: dal tipo di serrature al posizionamento degli allarmi, dall’eliminare le facilitazioni all’accesso all’illuminazione con sensori di movimento delle zone d’ombra, e via discorrendo. Insomma, per sintetizzare, il primo e più valido antifurto siamo noi, con le nostre scelte e la conoscenza del nostro veicolo, aspetti che ci consentono una difesa preventiva migliore e che sfruttano se possibile anche la deterrenza dell’effetto sorpresa (un secondo antifurto non convenzionale, ad esempio) che può far desistere il ladro dal tentativo.

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Quale antifurto?
È una delle domande più ricorrenti tra i camperisti e sui forum; purtroppo una risposta univoca non c’è. Non esiste a priori un antifurto che sia davvero inviolabile: quello che un uomo ha progettato e costruito, un altro uomo altrettanto abile sarà in grado di disattivare o neutralizzare. Spesso molti prodotti vengono decantati dalla pubblicità come ultra sicuri, ma anche più spesso, grazie (o purtroppo…) alla rete e ai tutorial pubblicati su YouTube, si trovano filmati che spiegano candidamente come scassinare un antifurto meccanico o rendere inutile uno elettronico. È una guerra senza esclusione di colpi, quanto più va avanti la ricerca tecnologica, tanto più il crimine la tallona riuscendo quasi sempre a trovare il grimaldello giusto. Spesso quindi il vantaggio di un antifurto nuovo è appunto solo nella novità: appena messo in commercio ci sarà chi studierà per violarlo. Di un famoso antifurto meccanico per moto degli anni ‘90, che ha avuto diffusione e notorietà impressionanti, dotato di una incredibile – per l’epoca – serratura con chiave cilindrica particolarissima e mai vista, si trovano in rete dei video dove viene aperto con la facilità di una scatoletta di tonno con il fusto di una penna Bic. Dicevamo: quale antifurto allora? Il consiglio di tutti è quello più classico: non uno solo, ma più antifurti, di tipo diverso e possibilmente anche nascosti e non usuali, in modo che il ladro che avesse violato il primo potrebbe desistere se bloccato dal secondo, specie quando è ormai entrato e deve poter andar via rapidamente e questa ulteriore perdita di tempo potrebbe spiazzarlo e indurlo a desistere. Di antifurto ne esistono tanti tipi diversi: elettronici, satellitari, meccanici, elettromeccanici, perimetrali, indiretti, deterrenti ecc. Una buona parte nasce in comune per il mercato automobilistico, almeno concettualmente, ma per gli autocaravan il problema diventa simile anche a quello casalingo, avendo una cellula con porte e finestre. Nei paragrafi successivi ne analizziamo per sommi capi vantaggi e svantaggi, ma purtroppo non dimentichiamo che esiste anche la rapina, caso davvero più unico che raro, ma possibile: davanti ad un arma spianata c’è poco da fare, non resta che consegnare il veicolo ed evitare danni a sé o alla famiglia. Però, tra gli antifurto più recenti, legati alla rete con carta sim, esiste la possibilità di bloccare da remoto il camper con il telefonino, per cui anche nella tragica ipotesi di rapina una carta da giocare potremmo ancora averla.

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Antifurto elettronici
Sono i più classici e conosciuti, un “beep” sul telecomando e si attivano, bloccando l’accensione del motore, innescando la sirena se violati, con sensori su porte, finestre e gavoni. Ne esistono decine di tipi e di tutti i prezzi, adattabili anche ai camper, ma conviene orientarsi sui marchi che producono principalmente antifurto dedicati per autocaravan: il connubio tra elettronica del motore, ormai davvero complessa e delicata, troppo sensibile a pasticci e accrocchi adattati, e la difesa degli ingressi, delle finestre e dei portelloni del gavone deve lavorare in sincrono e garantire affidabilità e durata nel tempo. La maggior parte di questi antifurto lavora solo in locale (non ha quindi collegamento alla rete cui oggi siamo abituati) e in maniera passiva, ossia in difesa e stato di stand-by. Sono semplici da reperire, relativamente economici da comprare e far installare grazie ai connettori dedicati alla base meccanica e garantiscono una comodità d’uso eccellente, specie se abbinati alla chiusura centralizzata che sblocca anche la porta della cellula. Alcuni modelli più recenti e sofisticati sono dotati di efficaci sistemi anti accecamento (ossia l’oscuramento elettronico delle funzioni tramite i cosiddetti Jammer di cui parleremo più avanti) e di connessioni wireless per la sirena, così da rendere ancora più breve e comoda l’installazione, a tutto vantaggio dei costi. Sono efficaci, soprattutto per soste brevi dove ci consentono di bloccare tutto con un solo colpo di telecomando, ma non sono inviolabili come purtroppo tanti casi di cronaca ci raccontano. Hanno poi un altro difetto, quello dell’assorbimento di corrente quando sono armati che, per piccolo che sia, prima o poi ci fa ritrovare con la batteria a terra; è sconsigliabile tenerli attivi quindi per lunghe soste (ad esempio in mesi che il camper sta fermo al rimessaggio) a meno che il camper non sia dotato di pannelli solari con parallelatore per alimentare anche la batteria del motore in continuo. Possono essere completi di sensori volumetrici interni e alcuni funzionare anche solo come perimetrali per le porte mentre dormiamo nel camper.

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Antifurto satellitari
Rientrano nell'ampia categoria degli elettronici anche tutti gli antifurto satellitari legati a sistemi di tracciatura via satellite, spesso usati dalle assicurazioni nelle “scatole nere”, e nelle flotte a noleggio, collegati in tempo reale a centrali operative H24: il livello di sicurezza è sicuramente molto elevato ma spesso sono previsti abbonamenti mensili per i servizi offerti che possono rappresentare un costo elevato nel lungo periodo. Sono presenti sul mercato anche modelli di questo tipo di antifurto che si collegano alla centrale dell'azienda che li produce senza costi aggiuntivi, sfruttando la rete e registrandosi con username e password come in un qualsiasi altro sito, operazione che è diventata oggi di uso comune e che gli smartphone hanno semplificato enormemente.

Antifurto meccanici
Sono la categoria più datata e popolata, usati spesso per tanti prodotti del mercato auto e moto. Ne esistono talmente tanti che diventa difficile anche solo riassumerli: sicuramente chi ha posseduto una moto o una macchina camper camperlife rivista camperistiquando l’elettronica non era sviluppata come oggi, si è affidato a questi voluminosi e pesanti accessori di robusto metallo che hanno tutti in comune lo scopo di bloccare qualcosa e rendere inutilizzabile il veicolo. I più classici sono i bloccapedali (impediscono la funzione dei pedali, Bullock il più famoso) o i bloccasterzo di vario tipo (dal Blindosterz che copre il volante con un vistoso guscio metallico al Blockshaft che crea un ulteriore blocco sul piantone dello sterzo con chiave oltre al bloccasterzo di serie) e i bloccasterzo integrati di bloccapedali collegati. Esistono anche le ganasce che bloccano le ruote all’esterno. Tutti questi tipi di antifurto hanno in genere una elevata visibilità, proprio per sfruttare l’effetto di dissuasione rendendosi particolarmente visibili. Esistono poi, sempre nel settore degli antifurto di tipo meccanico, alcuni tipi che invece fanno della discrezione la loro arma migliore, come ad esempio l’MLS W20-40, della Mechanical Line Solutions: un antifurto meccanico idraulico che blocca totalmente le funzioni idrauliche del mezzo (ad esempio, il circuito della frizione) rendendolo inutilizzabile (è infatti molto conosciuto anche nel settore delle macchine da cantiere), dotato di una chiave speciale irriproducibile numerata e certificata. Viene considerato dai Lloyds di Londra il sistema più affidabile sul mercato, tanto che permette alla casa produttrice di poter garantire l’impossibilità del furto totale del veicolo.

Antifurto indiretti
Si tratta di apparecchi che nascono con uno scopo diverso, legati prevalentemente a comando di accessori o funzionalità del motore ma che, essendo dotati di scheda telefonica sim, si collegano alla rete e possono essere usati in funzione di antifurto o localizzatore. Tra i più conosciuti nel settore l’HUB Teleco e il Golo. Il primo nasce come strumento di collegamento e comando da remoto degli accessori Teleco ma una sua funzione accessoria è quella di antifurto: segnala infatti via sms la messa in moto del veicolo, attivando la localizzazione su Google Maps (foto apertura articolo) con sistema GSM (grazie alla scheda telefonica inserita), meno preciso del sistema GPS in quanto si riferisce alle celle telefoniche, ma che funziona anche se il camper viene occultato in un locale chiuso dove il GPS potrebbe non funzionare. Attraverso il telefonino è possibile poi attivare, collegata ad una delle porte libere del dispositivo, una funzione a nostra scelta che ci consentirà di agire come antifurto: pensiamo ad esempio ad una elettrovalvola sul circuito idraulico della frizione. In caso di sosta in una zona a rischio furto, nulla toglie però che la funzione di antifurto possa essere attivata a prescindere, una volta scesi, in modo che il camper non possa essere messo in moto se non riceve il consenso dal nostro cellulare. Il Golo invece è un sistema di tracciatura via web (con sim dati) che si installa sulla spina EOBD che si trova nella scatola portafusibili sotto il volante a sinistra (per i camper motorizzati su base Fiat Ducato, ma anche per altri veicoli). Una volta collocato il Golo dobbiamo scaricare la app sul telefonino, ovviamente sia per IOS che per Android, e dallo smartphone settiamo i vari parametri per le funzioni che vogliamo utilizzare: tra le tante possibili quella che qui ci riguarda è la possibilità di impostare avvisi se il veicolo viene mosso, anche a motore spento, e avere una mappatura di tutti gli spostamenti: in pratica una sorta di localizzazione satellitare che possiamo controllare sullo smartphone per vedere dove sia il camper in caso di furto che, con la funzione G, può inviare un avviso sul cellulare anche se il camper viene soltanto “scosso”.  Ogni volta che il motore viene acceso, il Golo si attiva (e dà un segnale con un cicalino sul telefonino): in questo modo, in caso di furto, avremo una tracciatura del percorso che il ladro sta seguendo da comunicare alle Forze dell’Ordine.

I tracker
Sempre più diffusi grazie a un costo davvero esiguo, alla facile reperibilità online e alla semplicità di montaggio e uso per chi abbia un minimo di dimestichezza tecnica, i tracker sono delle “scatolette” con funzione di tracciatore che si collegano alla rete con una scheda sim e si localizzano con funzione GPS (ma anche GSM per alcuni). Una volta attivati, consentono di seguire la posizione del camper (con segnali via sms che vengono ricodificati su Google Maps camper camperlife rivista camperistiper il posizionamento con il telefonino) e anche, per i modelli più completi, di aprire una linea telefonica tipo “cimice” che ci permette di sentire quello che succede a bordo in caso di furto. Esistono vari tipi, collegabili alla rete elettrica del camper o ricaricabili con batterie di lunga durata, posizionabili all’intero o wateproof per collocarli all’esterno in posizione nascosta, da poggiare semplicemente in un pensile o anche magnetici per essere attaccati a punti metallici del telaio o della carrozzeria. Le funzioni di cui dispongono sono simili; oltre a quelle citate di posizione e di “cimice”, è possibile delineare una zona geografica oltre la quale il tracker non può uscire (“geofence” ci avvisa con un sms se dovesse succedere, come nel caso di furto) o la funzione simile con l’allarme movimento (il dispositivo registra l'ultima posizione raggiunta e ci avvisa se tale posizione cambia). Dispongono poi di altre comode funzioni che non hanno a che vedere con i furti, ma molto utili, come l’avviso in caso di batteria scarica o lo speed alert se superiamo un limite di velocità. Di questi apparecchi si trovano online anche alcuni dissimulati dentro una luce di stop supplementare, davvero introvabili per disattivarli (seppur possano essere accecati nelle loro funzioni di segnale GPS).

Antifurto perimetrali
Sono accessori agli antifurto principali e riguardano la tutela degli occupanti del camper più che la funzione antifurto del veicolo stesso (seppur indirettamente servano anche a questo). Si tratta di sistemi, in genere a sé stanti e scollegati dall’antifurto principale del motore, che prevedono la collocazione di vari sensori di prossimità esterni (da 3 a 6 generalmente) che allertano la centralina di comando collegata ad una suoneria o un "beep" interni che ci avvisano se qualche malintenzionato si sta avvicinando troppo al camper. Possono essere dotati di una sirena esterna per aumentare l’effetto di deterrenza, o collegati all’accensione delle luci o di faretti dedicati per amplificare l’effetto. È possibile poi completare questo tipo di allarmi anche con sensori wireless che monitorano porte e finestre. In questo tipo di kit è possibile escludere il funzionamento delle sonde esterne in caso di soste in aree affollate.

Deterrenti
La funzione delle marchiature sulla carrozzeria esiste da tanti anni e funziona più da deterrente che da antifurto, rendendo inopportuno o antieconomico per il ladro rubare il veicolo “marchiato”. MLS, azienda milanese specializzata, propone un interessante kit della inglese Datatag che consente, con una cifra risibile, di marchiare con un codice alfanumerico indelebile in più punti il camper (o l’auto, la moto e anche la bicicletta, come nella foto) nelle posizioni che decide il proprietario, essendo un sistema personalizzabile. Anche la totale riverniciatura non garantirebbe al ladro di escludere la possibile rilevazione del codice (leggibile con una speciale lampada in dotazione delle Polizie di tutto il mondo, ben 188 riconoscono tale sistema), da integrare volendo con dei microfilm grandi come una capocchia di spillo e applicabili ovunque con una sorta di gel trasparente collante che riportano lo stesso codice. Un sistema che non può impedire il furto, ma funziona da valido deterrente visto che è evidenziato da speciali e ben evidenti adesivi messi bene in vista sul camper. Questo sistema inoltre rende sempre e comunque rintracciabile il proprietario anche se il camper viene ritrovato quando sono passati diversi giorni o mesi.

Antifurto per le porte
I camper, a differenza delle auto, hanno la porta di ingresso alla cellula che costituisce una terza via di accesso oltre alle porte della cabina, e spesso è dotata di serrature che, per quanto buone, non sono certo a prova di effrazione. camper camperlife rivista camperistiUno degli accessori più venduti da Fiamma, la famosa azienda che distribuisce un catalogo accessori camper tra i più vasti, è infatti una protezione antifurto integrativa per le porte della cellula: si tratta della Safe Door, storica serratura di sicurezza che si è recentemente rifatta il look, con un design più moderno che si sposa meglio con le linee attuali dei camper e che ha guadagnato nervature strutturali che la irrobustiscono ulteriormente. Disponibile sia nella versione per esterni che per interni, è prevista in tre colori: bianco, grigio e nero. Sempre dalla Fiamma disponibile anche la Duo Safe Pro, robusta barra di sicurezza in alluminio anodizzato che blocca dall’interno le porte anteriori del camper. Facile da usare, è subito pronta e, grazie alla barra telescopica con ganci Quick Lock, si adatta alla maggior parte delle cabine dei mezzi. La CTA di Pomezia propone invece un lucchetto supplementare da installare sul portellone posteriore e laterale del van, che non modifica la struttura ma utilizza le stesse viti originali presenti e rende inespugnabile il veicolo. È pensato per semplificare al massimo l’installazione, che richiede pochi minuti e utilizza le stesse viti originali che fissano la serratura e il suo riscontro. Si tratta di un kit di staffe che consentono l’integrazione di un lucchetto speciale, previsto in diverse versioni, composte da un blocco di acciaio inox con la forma tondeggiante, dispositivo già ampiamente usato per i furgoni degli spedizionieri.

Il fai da te
Essendo la manualità e le capacità tecniche di molti camperisti spesso a livello dei migliori bricoleur o anche superiori, le soluzioni fai da te sono molto gettonate e spesso costituiscono oggetto di lunghe discussioni sui forum di settore. Così come per antenne, falegnameria, modifiche idrauliche e via discorrendo, anche per gli antifurto la fantasia dei camperisti è ricca di iniziative: alcune discutibili, ma tante davvero geniali, semplici e soprattutto economiche rispetto a prodotti con funzioni simili in commercio. Leggendo tra tanti siti sul web, si trovano spunti interessati e spesso soluzioni tecniche che funzionano e ben realizzate, con tanto di tutorial fotografici: vale la pena quindi documentarsi un po’ su internet perché possiamo reperire tante informazioni utili. Se poi siamo capaci di realizzarle, possono essere spunti preziosi per idee che potrebbero giocare l’elemento sorpresa che funziona davvero come antifurto essendo sconosciuto ai più. Per sintetizzare, vale la pena di elencare qualcosa che ci è capitato di vedere: oltre alla classica chiusura interna delle porte della cabina realizzata con robuste cinghie a cricchetto passate tra le maniglie interne, banale e arcinota ma sempre efficace per limitare la possibilità di furto notturno mentre dormiamo, abbiamo scovato ingegnosi sistemi di interruttori nascosti che bloccano il flusso di carburante o interagiscono sulle serrature, antifurto perimetrali realizzati con piccoli laser o sensori di retromarcia abbinata a cicalini o sirene (o al clacson stesso del camper), sistemi di bloccaggio del piantone di sterzo sfruttando il piccolo spazio nel giunto omocinetico vicino ai pedali dove inserire l’arco di un lucchetto che rende il volante impossibile da girare. Si tratta di soluzioni ingegnose e funzionali, ma va tenuto bene in considerazione un aspetto: devono essere realizzate da chi ha veramente competenza tecnica e anche l’utilizzatore del camper deve essere in grado di intervenire in caso di guasto. Altrimenti, in caso di malfunzionamento, vi immaginate cosa può voler dire una sirena che suona senza controllo in un tranquilla area di sosta o in campeggio?

I limiti
Come abbiamo avuto modo già di dire e ripetere, e come tutti ben sanno o hanno imparato a proprie spese, non esiste un antifurto davvero inviolabile. Come tutte le creazioni umane, ogni antifurto ha il suo tallone d’Achille, il suo punto debole che permette al ladro esperto di bypassarlo. Il web oggi ci offre una doppia chiave per informarci in materia, ma allo stesso tempo permette anche a tanti di divulgare sistemi per violare qualsiasi antifurto con soluzioni spesso semplicissime e anche poco costose. Basta guardare con quale facilità si apre quasi qualsiasi serratura per capire ad esempio che un antifurto meccanico può essere anche in "kriptotitancarbonite" a prova di frullino ma se la chiave non è alla stessa altezza il furfante si befferà del sistema aprendolo dal suo accesso principale, la chiave appunto. Oppure basta digitare su Google parole come "GPS Blockers" (meglio noti come Jammer o disturbatori di frequenza) per vedere con quale facilità sono reperibili strumenti degni del KGB, nati per difendere vip e autorità da possibili radiocomandi di bombe per attentati, che servono ad “accecare” anche il più performante dei sistemi elettronici, neutralizzandolo. Ovviamente, quanto più rendiamo difficile la vita al ladro, tanto più saremo al sicuro, ma spesso questa esigenza cozza con le nostre altrettanto giuste esigenze di non dover blindare il camper ogni volta che scendiamo a prendere un caffè, vivendo male la vacanza e stressandoci inutilmente. La soluzione quindi come sempre sta nel mezzo, inteso come punto medio e non come veicolo: il giusto mix di almeno due buoni antifurto di tipo completamente diverso (elettronico e meccanico); uno o più sistemi per rendere più facilmente rintracciabile il camper (tracker o simili, un telefonino vecchio acceso “dimenticato” dentro con una app per la localizzazione, ma anche ad esempio scrivendo a caratteri cubitali con dello scotch il numero di targa sul tetto, luogo dove i ladri certo non pensano di guardare e che lo rende molto facilmente identificabile dall’alto di un elicottero della Polizia in perlustrazione); tanto buon senso nello scegliere dove lasciarlo incustodito ricercando sul web le informazioni in materia per le zone dove vogliamo recarci (leggende neanche tanto metropolitane parlano ad esempio di elevatissimo rischio nella zona sud della Francia intorno a Marsiglia); un pizzico di fortuna. Condiamo tutto con una buona assicurazione e possiamo già dormire sonni un po' più tranquilli. 

 

 

Autore: 
Alessandro Cortellessa
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Data Aggiornamento: 
28-09-2018
Data Pubblicazione: 
14-06-2018