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Il numero di luglio-agosto di CamperLife è in edicola! Editoriale

In edicola il numero 80 di CamperLife 

Buone vacanze, ma buone per davvero

Di Andrea Bruno Ciattini

Quanto sono ad occhio 200 mila camper e caravan che l’industria del caravanning europeo ha riversato lo scorso anno sui mercati dei veicoli nuovi? Di sicuro parecchi, se l’immaginiamo in fila uno dietro l’altro. Poi, aggiungendo anche i comparti dell’usato, degli accessori e dei servizi, ma anche  il fatturato economico generato dall’utilizzo dei veicoli ricreazionali, ecco che il risultato si traduce in una montagna di soldi. Ma quanti? Una decina di anni fa una ricerca commissionata dall’European Caravan Federation (ECF) li aveva quantificati in circa 29 miliardi di euro. Se calcoliamo che da allora ad oggi è notevolmente cresciuto il settore dei motorizzati rispetto a quello delle caravan, è ammissibile pensare che sia ulteriormente aumentato. Quindi tanto denaro. Tanto quanto potrebbe servire ad aiutare il governo italiano a risanare il debito pubblico e cercare di rientrare entro i paletti imposti dall’Europa. Una cosa è certa, rispetto ad altre realtà, quello dei veicoli ricreazionali è un mercato sano, e per di più nel globale europeo, in costante crescita. Le 202.076 unità vendute da gennaio a dicembre 2018 rispetto all’anno precedente rappresentano infatti un aumento del 6,5%. Dunque sono tutte rose e fiori? Non proprio. L’Italia nonostante il buon risultato dello scorso anno come immatricolato di autocaravan (4.743), che ha confermato la costante crescita degli ultimi cinque anni, non decolla come dovrebbe per essere in linea con le altre nazioni d’oltralpe. Se ad esempio analizziamo i dati del 2018 sulla densità di camper ogni 10.000 abitanti, si scopre che in Germania è del 5,52, in Francia del 3,48 e in Italia solamente dello 0,97.  E questo non perché da noi l’interesse nei confronti del camper sia marginale, ma per certo per il minore potere di acquisto della potenziale clientela. Un dato questo confermato dalla sempre maggiore richiesta di camper usati. Ma per continuare  a  crescere  non solo all’estero ma anche in Italia, i brand che identificano il nostro settore, oltre a produrre, vendere e fare profitto, devono anche preventivare investimenti per conquistare nuovi clienti, nella logica che impone di rinnovare per creare nuove esigenze e soddisfare meglio quelle già esistenti. In pratica, migliorando prodotti e servizi. Nelle anticipazioni e nei programmi a breve termine presentati dai grandi gruppi europei a concessionari e stampa specializzata in questo primo scorcio d’estate, le buone  intenzioni non mancano...

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