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In edicola il numero 84 di CamperLife 

In camper con una persona cara

Di Bruno Andrea Ciattini

È un lungo, tenace, appassionato rapporto amoroso che mi unisce al camper  come alla moto. Più che semplici mezzi di trasporto, sono da sempre per me compagni di viaggio, con i quali col tempo è possibile dialogare, di cui si conosce perfettamente “la voce”, come ogni loro piccolo rumore. Un rapporto lungo una vita che, salute permettendo, mi consente ancora di stringere il volante o il manubrio, a seconda delle circostanze. Recita un proverbio africano: “Se vuoi andare veloce vai da solo, se vuoi andare lontano vai insieme”. Anche se girare in due sulla motocicletta in molteplici occasioni è piacevole e divertente, la vera essenza della moto si scopre solo viaggiando da soli. Ed è così che nasce il legame inscindibile tra il moderno centauro e la propria moto.

Il camper invece implica per sua natura condivisione: di uno spazio, di una risorsa, ma anche emotiva. Abitacolo mobile, rifugio, belvedere e perché no, nido d’amore, il camper è in ogni caso un piacere da dividere con una persona cara. Mezzo di evasione, di vacanze e di turismo, il camper è uno dei modi più gradevoli per assecondare al meglio il piacere di andare, di  vedere,  di scoprire. In un camper si può trascorrere con i bambini le festività sulla neve in perfetto clima natalizio; una tradizione familiare, questa, che con un autocaravan possiamo festeggiare ovunque. In viaggio col camper siamo in grado di “curare” un adolescente ombroso facendogli scoprire luoghi inaspettati, oppure rafforzare un affetto partecipando assieme delle bellezze del mondo o ringiovanire noi stessi con la scoperta di paesi nuovi e di gente diversa, mantenendo così vivo quel desiderio insaziabile che nasce dalla  curiosità di conoscere, dal piacere di capire, dalla voglia di comunicare.

E a volte gli effetti hanno del miracoloso. Ma può essere anche un garbato match con la famiglia. Vittorio Gassman, grande attore, ma anche regista, sceneggiatore e scrittore italiano, nel 1994 - sei anni prima della sua scomparsa - scrisse e recitò assieme con il figlio Alessandro, allora ventinovenne, lo spettacolo teatrale “Camper”. Nel duplice ruolo di attore e autore, Gassman racconta nella commedia il rapporto generazionale tra un padre nella fase declinante della propria esistenza - l’attore all’epoca aveva settantadue anni - che passa il testimone al figlio adulto, confrontandosi nelle rispettive esperienze della vita. La storia, come è intuibile, ha come ambientazione un camper artisticamente graffitato in bella mostra sulla scena. E cosa meglio di un camper per rappresentare alle soglie del nuovo millennio un viaggio con un veicolo “oasi-rifugio”, come sottolineato a suo tempo da Gassman, per passare dalla incomunicabilità iniziale, a una maggiore comprensione reciproca? E, anche se non propriamente nelle intenzioni del “mattatore”, è proprio il camper che come viatico facilita la risoluzione del conflitto generazionale tra padre e figlio. Nella vita reale però non vi aspettate che il camper sia la panacea di tutti i mali. Anzi, è un rimedio che talvolta può rivelarsi addirittura controproducente. La convivenza, si sa, non è facile e in uno spazio ristretto come quello di un camper, lo è ancora di più. Quindi occhio a scegliere i compagni di viaggio giusti, quelli cioè che condividono il vostro entusiasmo per la vita itinerante.

                                                           

questo link trovate una breve anteprima di questo nuovo numero di novembre 2019 di CamperLife Viaggiare Facile.

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