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Viterbo in camper: alla scoperta di una città  poco conosciuta

Parcheggiate i vostri camper, vi guidiamo a camminare sulla storia!

La città nella storia

Le radici della città di Viterbo risalgono ad un modesto villaggio etrusco, Surrena; a poca distanza, sul colle Riello, i Romani, dal 300 a.C., iniziarono ad edificare un presidio militare, Castrum Viterbii, a difesa di ville patrizie nei pressi delle sorgenti termali e lungo la via Cassia.

Nel secolo VIII, nel pieno dell’Alto Medioevo, un esercito di Longobardi si spinse nel centro Italia, raggiungendo il villaggio di Castrum Viterbii.

Conquistato e fortificato dettero inizio ad una urbanizzazione, che nel 774 passò sotto il dominio dei Franchi, discesi lungo le coste tirreniche per occupare Roma. Da questi ultimi Castrum Viterbii fu donata alla Chiesa, che stava allora costituendosi come Stato Pontificio.
I due secoli successivi trascorsero senza lasciar tracce storiche visibili. Tutto però lascia supporre che l’economia locale abbia conosciuto un periodo florido, considerato che in quel lasso di tempo il nucleo originario si era esteso al di fuori del perimetro fortificato, fondendosi con altri piccoli agglomerati che nel tempo si erano sviluppati sulle colline circostanti. Si andava creando quel tessuto urbano che nei secoli successivi fu completamente cinto da possenti mura.
Nel 1095 Viterbo si autoproclamò libero comune, ma nel XII secolo ridivenne sede pontificia (Eugenio III fu il primo nel 1145), finché Federico I Barbarossa, pochi decenni dopo, la elevò a città, accrescendo notevolmente la sua importanza.

La storia cittadina è un altalenare di momenti di gloria ed assedi, pur restando sede papale e di conseguenza centro della Cristianità, con gli ovvi vantaggi che ciò implicava. Il XIII secolo è ricco di episodi passati alla storia: l’uccisione di Enrico di Cornovaglia nella chiesa del Gesù e l’elezione di Gregorio X, che andò avanti per anni (1268-1272), e che determinò la nascita del termine “conclave”. Numerosi sono i pontefici che furono ospitati dalla cittadina, tanto che fu denominata “Città dei Papi”.

Tra vicende alterne sempre legate allo Stato Pontificio - che nel XIV secolo aveva nel frattempo spostato la sua sede a Roma - la città arriva sonnolenta all’Unità d’Italia. Viterbo sarà tra le ultime città ad unirsi al Regno sabaudo (l'adesione fu sancita da un plebiscito) e ciò avviene soltanto il 12 settembre 1870, appena otto giorni prima della caduta di Roma.

Il primo sindaco "italiano" fu Angelo Mangani.
L’annessione al regno d'Italia declassò Viterbo, alla quale viene tolta la qualifica di capoluogo di provincia, prerogativa che le sarà restituita solo nel 1927. Sarà infatti il regime del ventennio ad avviare il primo programma di modernizzazione della città: sono numerose le opere pubbliche realizzate e in quel periodo venne pianificata l'espansione esterna alle mura, con i primi nuclei dei nuovi quartieri Cappuccini e Pilastro.

Durante il secondo conflitto mondiale i viterbesi dovettero superare prove durissime: numerosi furono i bombardamenti alleati e, per le perdite umane e gli sconvolgimenti subiti, nel ‘59 arrivò il riconoscimento di città “mutilata di guerra”.
La ripresa economica degli anni ‘60 e la speculazione edilizia hanno portato Viterbo ad assumere le dimensioni attuali
Solo negli ultimi anni la città, di tradizione agricola, ha scoperto l’importanza della valorizzazione del turismo e oggi l’indice di notorietà di Viterbo sia in Italia sia all’estero è lievitato ed è in continua crescita, con flussi di visitanti in continuo aumento

A passeggio per il centro storico
Iniziamo la nostra visita al Centro Storico da Piazza del Plebiscito ma che per i viterbesi è la piazza del Comune. Questa è a poche centinaia di metri dall’area di parcheggio del Sacrario e da quella di Valle Faul, recentemente recuperata ed attrezzata.

Si raggiunge attraverso Via Filippo Ascenzi su cui si affaccia il Palazzo delle Poste, struttura tipica del ventennio fascista e il retro della Chiesa di S. Maria della Salute (XIV secolo) con il suo splendido portale. La Piazza del Plebiscito, sulla quale vigila la Torre dell'Orologio edificata nel 1487 con due leoni in nenfro (tufo) agli angoli, è il vero centro cittadino. Fu creata per ospitare la sede del Comune, quando la città di erse a libero comune, nella metà del 1200. Sulla piazza si affacciano i palazzi che nei secoli appartennero ai Priori, al Podestà e al Capitano del Popolo. Le facciate di queste costruzioni la chiudono su tre lati.
Merita certamente una visita il palazzo dei Priori, oggi Casa Comunale, ove risiede il primo cittadino di Viterbo, realizzato tra XIII e XVII secolo. Non perdetevi il bel colonnato duecentesco e il piano nobile affrescato nel '500 (Sala Regia e Sala del Consiglio) con temi riguardanti le origini mitologiche viterbesi. Nel giardino c’è un'elegante fontana del XVII secolo, opera di Filippo Caparozzi. Il giardino è meta dei novelli sposi che amano farsi ritrarre in questo sfondo per il loro album di nozze. Il quarto lato della piazza è occupato dalla Chiesa di S. Angelo in Spatha e dallo sbocco di Via Cavour, che venne aperta nel 1573 e che taglia in due il Palazzo delle Carceri. In questa
foto a 360° di Andrea Ruggirello potete visualizzare la piazza nella sua interezza odierna.
Per addentrarci nel perimetro della parte più antica della città prendiamo ora via San Lorenzo, che ci conduce a ritroso nel cammino di sviluppo della città in epoca medievale. Pochi metri per arrivare su via Chigi dove troviamo il quattrocentesco palazzo omonimo. Ancora pochi metri ed arriviamo in piazza del Gesù, ovvero quello che in origine era il centro del nucleo abitativo.
Inglobati in un edificio di più recente fattura possiamo osservare i resti dell’antico palazzo comunale, che risale al secolo XI. Non perdetevi la Torre del Borgognone (XII secolo), la Fontana del Gesù (1923, con frammenti rinascimentali) e la Chiesa di San Silvestro (XI secolo). Quest’ultima, struttura romanica dalla fattura semplice e minimalista, è nota per essere stata teatro dell'uccisione di Enrico di Cornovaglia, il 13 marzo 1271, citata da Dante nell’Inferno.

Proseguiamo nella nostra passeggiata ed arriviamo in Piazza della Morte - completamente alberata - ove potremo ammirare l'omonima fontana a fuso (XIII secolo), che probabilmente è la più antica della città. Affacciati sulla piazza troviamo la Loggia di San Tommaso (1200) e la Chiesa di S. Giacinta Marescotti (dedicata nel 1960, vi si venera il corpo della santa di Vignanello, 1585-1640) con il Monastero di S. Bernardino. Da piazza della Morte - sul basamento etrusco-romano si protende il Ponte del Duomo, fiancheggiato dal palazzo del Drago a sinistra e dal palazzo Farnese destra.

Entrambe le costruzioni risalgono al '400. Siamo ormai nel luogo più antico di Viterbo: il Colle del Duomo, il Castrum Viterbii.
Al termine della via, subito dopo il ponte, arriviamo nella piazza di San Lorenzo, monumentale e scenografica. Qui ammiriamo la Cattedrale dedicata a San Lorenzo, il "martire della graticola", ma anche il campanile trecentesco a fasce bianche e brune; la casa di Valentino della Pagnotta (XIII secolo) e il celebre Palazzo dei Papi. Ma potete vedere anche Palazzo Marsciano, il Seminario e la struttura d’angolo dell'Ospedale Grande degli Infermi, attivo sino a pochi anni fa.
Vi riproponiamo una
foto a 360° realizzata da Andrea Ruggirello che vi darà meglio l'idea della piazza e della sua bellezza artistica.

Il Duomo è stato costruito nel XII secolo in stile romanico, benché nei secoli siano state fatte delle aggiunte che ne hanno reso meno austeri gli interni (ad. esempio le cappelle laterali) . La facciata è stata aggiunta successivamente e risale al '500. Sono conservati all’interno del Duomo alcune tele del Romanelli, ma anche le reliquie dei SS. Valentino e Ilario (IV secolo), i compatroni della città.

Accanto al Duomo c’è uno dei simboli di Viterbo, costruito a metà del 1200: il Palazzo Papale. E’ stato sede di cinque pontefici tra 1266 e 1281 e fu in questo palazzo che venne coniato il termine "conclave": i viterbesi stanchi delle operazioni di elezione del Pontefice, che si prolungavano da ben 4 anni, nel 1271 chiusero a chiave i cardinali (cum clave) all’interno del palazzo stesso. Si arrivò alla nomina del nuovo papa in pochi giorni!

Fa parte del palazzo la bellissima Loggia delle Benedizioni, di fattura gotica, che è un autentico merletto di pietra. Il loggiato stilizzato è l’icona di Viterbo.

Dal balcone della loggia, che guarda sia la piazza adiacente sia la sottostante valle Faul, si spazia con lo sguardo sulla Viterbo fuori le mura e si osserva l'antichissimo Campanile di S. Maria della Cella (VIII secolo). Torniamo indietro sul nostro percorso sino a piazza della Morte. Da qui possiamo raggiungere rapidamente sia la Chiesa di S.Maria Nuova sia il quartiere di San Pellegrino, dove da circa 25 anni si tiene l’omonima esposizione di fiori. La chiesa è datata 1080: è un edificio in puro stile romanico a tre navate e conserva affreschi di pittori viterbesi tra XIII e XVI secolo e il trittico del SS. Salvatore (1200).

Il quartiere è un esempio tipico di quel che potevano essere le contrade nel 1200, dato che le strutture sono perfettamente conservate. Al centro del rione c’è piazza San Pellegrino, su cui si affaccia il palazzo degli Alessandri ed è visibile la Torre Scacciaricci. Vi proponiamo un'altra foto a 360° realizzata da Andrea Ruggirello dalla quale si può attingere a piene mani la bellezza architettonica del centro storico e del quartiere di San Pellegrino in particolare.
Sono diversi i vicoli - a Viterbo denominati "piagge" - che da qui, superando notevoli dislivelli, portano sino al quartiere di Pianoscarano, quest’ultimo sviluppatosi dopo il 1148.
La fontana centrale, dalla forma a fuso, fu ricostruita dopo il 1367.
A due passi dalla chiesa di S. Maria Nuova c’è la chiesa di San Giovanni Battista del Gonfalone. Gli interni sono stati dipinti da pittori viterbesi del '700 ed è un raro esempio di arte barocca locale.

Sin qui abbiamo parlato della parte più antica della cittadella, quella che ha visto l’alba del primo millennio. In verità il centro storico viterbese offre ancora tanti altri esempi di opere monumentali che sono stati edificati nella vasta area all’interno delle mura cittadine.

Proviamo a citarne e descriverne i più importanti. 
Fontana Grande
: vi si arriva dalla piazza del Plebiscito risalendo la via Cavour. La fontana è alta ben sette metri e risale al XIII secolo; è il risultato di una mescolanza di diversi stili medievali. E’ stata successivamente restaurata nel 1400 e nel 1800.


La Chiesa di San Sisto: si arriva partendo da Fontana Grande e dirigendosi verso Porta Romana, percorrendo Via Garibaldi. La costruzione originale risale all'Alto Medioevo con ampliamenti operati nel XII secolo. E’ dotata di due campanili. Lo stile è romanico, a tre navate, le volte a botte sorrette da enormi colonne ed ha il presbiterio sopraelevato.
Nella foto a destra vedete la "
macchina di Santa Rosa" che nel 2007 causa una tromba d'aria si "appoggiò" al campanile della chiesa di San Sisto, a Porta Romana.
Spostiamoci ora in Via Mazzini. La percorriamo da Porta della Verità (nella foto a sinistra) verso il centro e sino al Santuario di S. Rosa da Viterbo. Lungo Via Mazzini si incontrano due fontane a fuso del '200 e la chiesa di San Giovanni Evangelista, in stile romanico, arricchita con un prezioso rosone del XIII secolo.

Il santuario di Santa Rosa è di fattura recente (1800/1900) e vi è conservato il corpo mummificato della Santa Patrona (1233-1251).

Parallelo a Via Mazzini troviamo Corso Italia. E’ la via del passeggio o dello “struscio” per i viterbesi. Alle due estremità di Corso Italia troviamo piazza delle Erbe con la Fontana dei leoni, - foto a sinistra - del XVII secolo, e Piazza Verdi con l'ottocentesco Teatro dell’Unione del Vespignani.
Siamo al limite di due quartieri: il Corso e San Faustino. In origine erano separati dal torrente Urcionio. Parte dell’alveo del torrente era stato già interrato per realizzare via Mazzini e la restante parte fu coperta negli anni ‘30 dello scorso secolo per realizzare la via Marconi. Oggi questa via è una delle principali strade viterbesi.

Percorrendola tutta si arriva nuovamente in piazza del Sacrario. Lungo il percorso troviamo edifici storici (Oratorio di S. Maria della Peste o Sacrario dei Caduti, del 1494; Chiesa di S. Giovanni degli Almadiani, del '500) e altri più recenti nello stile dell'architettura fascista (la sede della Banca d’Italia). Nella foto a sinistra il monumento ai Caduti del Sacrario.
Dalla via Marconi, in prossimità del monumento ai caduti dell’aeronautica, svoltiamo verso destra e percorriamo la strada in salita fino a via Cairoli. Risaliamola sino alla piazza. Siamo ora in piazza San Faustino, centro dell’omonimo quartiere. Vi troviamo l'omonima fontana a fuso - del 1251 -, la Chiesa dei SS. Faustino e Giovita - del XVIII sec. - in cui è conservata l'immagine della Madonna di Costantinopoli (XVI sec.) e il Santuario della Madonna Liberatrice o della SS. Trinità, in stile barocco-neoclassico, con il grande chiostro rinascimentale.

Immediatamente adiacente è Piazza della Rocca, molto vasta, sulla quale si affaccia la Rocca Albornoz. Questa fu eretta nel 1354, ma nei secoli fu più volte rivista nella struttura. Oggi è la sede del Museo Nazionale Archeologico.

Dirimpetto troviamo la Fontana della Rocca, opera del Vignola. In cima ad una breve strada che si dipana in salita troviamo la Basilica di San Francesco. L’edificio è di fattezze gotiche ed ha notevole importanza storica.

E’ stato eretto nel XIII secolo e vi sono conservati i preziosissimi mausolei dei papi Clemente IV e Adriano IV, rispettivamente opera di Pietro Oderisio e Arnolfo di Cambio.

Tutto il centro storico è ancora oggi racchiuso da una bellissima cinta muraria ancora ben conservata. Questa conferisce alla città antica una caratteristica forma a "fegato" ed è stata ampliata nei secoli sulla base dello sviluppo urbanistico della città vecchia.

Le fasi di rielaborazione sono state almeno 4, sino al 1270. Sulla cinta insistono ben quindici accessi (Porte) e tra questi la Porta Fiorita è certamente la più antica. Alcune delle Porte conservano ancora l’originaria forma medievale mentre altre sono state ampliate e rese monumentali a partire dal 1600.

Viterbo "fuori le mura" e i suoi dintorni
Nei pressi di Viterbo esistono numerose costruzioni, molte delle quali edificate in epoca medievale, che meritano di essere visitate.
Un breve elenco.

L’Abbazia di San Martino al Cimino
L’Abbazia di San Martino al Cimino sorge su una collinetta a 561 metri s.l.m. e domina il piccolo centro abitato che vi si è sviluppato intorno. Risale ai primi anni del Trecento, ma corso dei secoli è stata rimaneggiata nella struttura; presenta due campanili gemelli che furono costruiti intorno al 1650 per contrastare il lento smottamento del terreno.

Il Palazzo Doria Pamphili: edificato intorno al 1640, al posto di un edificio medievale pre-esistente, ha una architettura imponente e oggi è sede dell'Azienda di Promozione Turistica.
Per raggiungere San Martino al Cimino:
la frazione è a 5 km dalla città. Da Porta Romana occorre seguire le indicazioni per l’ospedale, dal quale dista circa 2 km, sulla Strada Sammartinese.

Santa Maria in GradiIl complesso di Santa Maria in Gradi è stato in origine un grande convento domenicano di eccezionale importanza storica. Fu terminato nel 1244 e ospitò per secoli i più illustri personaggi. Con l'Unità d'Italia fu trasformato in carcere sino al 1992. Oggi, completamente restaurato e in larga parte trasformato, è sede del rettorato dell'Università della Tuscia che lo ha restituito alla città. All’interno troviamo una grande chiesa neoclassica, opera di Nicolò Salvi (1738), anch’essa trasformata e destinata ad aula magna. Ospita anche due chiostri: uno gotico e uno rinascimentale. Il complesso si trova a poche centinaia di metri da Porta Romana.

La Chiesa di Santa Maria della Verità risale al 1200 ed è stata ampliata nel '400. Fu ricostruita dopo i bombardamenti del 1944. Presso la Cappella Mazzatosta sono conservati gli affreschi di Lorenzo da Viterbo (1469), massima espressione della pittura locale. Nell'ex monastero, che ospita il Museo Civico, è ben conservato un chiostro gotico del 1340. Nelle immediate vicinanze, alla fine del Viale IV Novembre, c’è il Convento di S. Paolo ai Cappuccini, dove si venera il corpo di S. Crispino da Viterbo (1668-1750). La chiesa di Santa Maria della Verità è appena fuori dalla Porta della Verità.

Il Santuario della Madonna della Quercia fu costruito tra il 1400 e il 1500 in voto a un'immagine miracolosa, Patrona della Diocesi. Il santuario è attribuito a Sangallo il Vecchio ma le fonti storiche testimoniano che vi lavorò Danese da Viterbo. Potrete ammirarvi il massiccio campanile di Ambrogio da Milano ma anche i portali finemente decorati e lunette della facciata realizzati da Andrea della Robbia (1503). L’interno è a tre navate e vi è stato realizzato un tempietto marmoreo di Andrea Bregno (1490) e soffitto a lacunari in legno dorato. Ospita anche due chiostri rinascimentali e il Museo degli Ex Voto. Per raggiungere il santuario dovete percorrere il viale Trieste per circa due chilometri Il Santuario della Madonna della Quercia fu costruito tra il 1400 e il 1500 in voto a un'immagine miracolosa, Patrona della Diocesi. Il santuario è attribuito a Sangallo il Vecchio ma le fonti storiche testimoniano che vi lavorò Danese da Viterbo. Potrete ammirarvi il massiccio campanile di Ambrogio da Milano ma anche i portali finemente decorati e lunette della facciata realizzati da Andrea della Robbia (1503). L’interno è a tre navate e vi è stato realizzato un tempietto marmoreo di Andrea Bregno (1490) e soffitto a lacunari in legno dorato. Ospita anche due chiostri rinascimentali e il Museo degli Ex Voto.
Per raggiungere il santuario dovete percorrere il viale Trieste per circa due chilometri

Bagnaia Il Borgo medievale di Bagnaia è una frazione di Viterbo dal 1928, il cui nucleo abitativo risale al X secolo: Meritano certamente una visita la torre cilindrica a guardia dell'unico ingresso e la fontana vignolesca (1587)
Bagnaia dista circa 4 km dalla città .
La si raggiunge percorrendo il Viale Trieste sino a La Quercia e poi il Viale Fiume sino al borgo.

Villa Lante a Bagnaia è una delle strutture di maggior pregio del rinascimento italiano.
Sono da ricordare in modo particolare la Fontana dei Mori del Giambologna, le due palazzine (Gambara e Montalto) e lo spettacolare sistema di fontane e giochi d’acqua. L’intera struttura venne realizzata nella seconda metà del ‘500 per volere de
Villa Lante a Bagnaial potente cardinale Gambara e la struttura del giardino venne realizzata dall’architetto Jacopo Barozzi da Vignola.
Seguendo
la moda dell’epoca, questo progettò un meticoloso sistema di canali raccordati con terrazze e fontane, che convogliano le acque di un ruscello presente nell’area in un impressionante sistema idrico.
Il corso d’acqua alimenta fontane di stile rinascimentale, tra le quali sono degne di nota la fontana dei giganti, che simboleggia il Tevere e l’Arno, e la Fontana dei Mori, dedicata al papa Sisto V il cui stemma troneggia all’apice della fontana stessa.
Ferento Villa Lante si trova a Bagnaia a soli 4 Km. da Viterbo ed è uno degli esempi più significativi di giardino all'italiana,con due palazzine e le sue meravigliose fontane artistiche.

Ferento è ciò che resta di un’antica città romana distrutta dai viterbesi nel 1172.
E' ancora intatto il teatro del I secolo, nel quale si tiene ogni anno una rinomata stagione estiva. Nel sito potrete vedere resti di strade, di terme ed abitazioni.
Sul colle dirimpetto, non distante, c’è il sito Acquarossa. Qui sono state rinvenute importanti testimonianze di architettura domestica etrusca di VI secolo a.C. (Zona F).
Ferento si raggiunge percorrendo la SP Teverina per circa 6 km.

Montecalvello è un piccolissimo borgo incastonato tra splendide vallate, con il Castello Monaldeschi, che dal 1970 al 2001 fu dimora del celebre pittore Balthus.
Norchia Per raggiungerlo occorre percorrere la SP Teverina sino a superare l’abitato di Grotte S. Stefano, circa 13 km da Viterbo.

Castel d’Asso è il sito di una necropoli rupestre tardo-etrusca di IV-II secolo a.C. con 69 tombe, tra cui la Tomba Grande e la Tomba Orioli. Nei pressi ci sono i resti di un castello medioevale.
Per arrivare a Castel d’Asso occorre percorrere la strada Bagni sino alle Terme dei Papi e poi proseguire seguendo le indicazioni sulla strada Montarone e sulla Strada Procoio.

Norchia: si tratta di un’altra vasta necropoli rupestre tardo-etrusca di IV-II secolo a.C.
Nei pressi del sito ci sono i resti di un castello medioevale e della Chiesa di S. Pietro (XII secolo). Norchia è ormai disabitata da diversi secoli.
Per raggiungerla occorre percorrere la SS Cassia e la SS 1Bis Aurelia - direzione Monteromano/Tarquinia. Lungo il percorso si troveranno le indicazioni stradali.

Da non dimenticare l'annuale appuntamento a Viterbo con San Pellegrino in Fiore in maggio (dettagli) e con il tradizionale trasporto della Macchina di Santa Rosa, la sera del 3 settembre di ogni anno (vai alla pagina).

Viterbo e le sue Terme
Il bacino idrominerale e idrotermale di Viterbo è uno dei più copiosi d'Italia. È costituito da varie sorgenti, per lo più ipertermali (da 40 ad oltre 56 °C), per la maggior parte sulfureo-solfato-bicarbonato-alcalino-terrose.
L'acqua della Sorgente Bullicame, con i suoi 58 °C di temperatura e 18 l/s di portata, è da sempre la più famosa per le qualità terapeutiche. Queste sorgenti termali, le cui proprietà erano già conosciute dagli antichi romani, sono adatte a molteplici utilizzazioni, in particolare nella cura e prevenzione delle affezioni croniche di tutto l'apparato respiratorio e di quello osteoarticolare e anche nelle malattie della cute.
Si può usufruire di stazioni termali attrezzate, come le Terme dei Papi, dove le acque della sorgente alimentano una grande piscina termale di oltre 2000 metri quadrati, e godersi dell'organizzazione della struttura.

Oppure ci si può servire delle sorgenti termali libere (con aree adibite a parcheggio, relativamente tranquille). Qui è possibile fare il bagno in acque termali calde senza pagare nulla.

Viterbo, piscine Carletti, terme libere Viterbo, le terme libere del Bullicame

Arrivare a Viterbo
Viterbo si raggiunge dall'A1 uscita di Orte e poi S.S. 675; dalla SS1 Aurelia fino a montalto di Castro e poi viabilità provinciale; dalla SS1 Aurelia uscita Tarquinia, poi Aurelia Bis direzione Vetralla -Viterbo. Dalla via Cassia, che attraversa la città da sud a nord.

Sostare a Viterbo
La città non dispone di aree di sosta pubbliche propriamente dette. Numerose sono però le soluzioni che permettono di sostare e pernottare in assoluta tranquillità.
Ve ne elenchiamo alcune e le completiamo delle coordinate GPS per raggiungerle agevolmente.

Agricampeggio Paliano (vedi la scheda), in strada Pian di Tortora, a 2 km dalla città, con navetta, convenzionata con CamperLife

Agri Camper Park, struttura agrituristica alle porte della città, vicinissima alle terme del Bullicame, convenzionata con Camperlife - vedi la scheda sul dbase

Camper Service Comunale: presso il parcheggio della Questura, in piazzale Romiti GPS 42.410265,12.110337, utile per la sosta notturna ma rumoroso.

Parcheggio delle Terme dei papi, di fronte allo stabilimento termale, sulla strada Bagni. E' riservato ai clienti delle terme - recintato. GPS 42.414615,12.063261, utile per pernottare.

Parcheggio accanto alle sorgenti sulfuree del Bullicame in strada Terme (a poche centinaia di metri dal precedente). Non consigliato per pernottarvi. GPS 42.420733,12.065627

Parcheggio antistante la sede del Tribunale, accanto al Comando Provinciale Carabinieri di Viterbo, in piazzala Falcone e Borsellino. E' situato su una via interna, tranquillo per il pernottamento. GPS 42.427382,12.091612

Parcheggio in piazzale Pertini. Utile per pernottare, abbastanza tranquillo. a 200 metri dal discount LIDL e dal centro commerciale Ipercoop. GPS 42.425892,12.099847

Parcheggio in Largo Cardarelli, accanto all'Unieuro, tranquillo anche per pernottarvi, leggermente in pendenza, GPS 42.430086,12.101541

Tutti i punti sosta citati li potrete trovare con dovizia di dettagli nel dbase online di Camperlife.it

 

Ultimo aggiornamento giugno 2011

Autore: 
Redazione di CamperLife
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Coordinate: 
Latitudine: 12.103987000000 - Longitudine: 42.418134000000
Data Aggiornamento: 
08-04-2015
Data Pubblicazione: 
25-05-2010