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Viaggio nelle terre di Bacco

Questa volta vogliamo proporre un viaggio differente da ciò che abbiamo proposto sino ad oggi. Con questo itinerario cercheremo di coniugare l'enogastronomia con la cultura. La nostra meta sarà, infatti, la provincia di Cuneo e, più precisamente, la zona delle Langhe, che in fatto di enogastronomia e di cultura rappresenta una delle punte di diamante dell'Italia.
Regione a cultura prevalentemente agricola, le Langhe hanno saputo sviluppare, dopo un periodo di forte degrado e di estrema povertà, una produzione vinicola di alta qualità che, assieme alla coltivazione delle nocciole ed al tartufo bianco di Alba, l'han resa famosa in tutto il mondo.
Con l'arrivo della prosperità economica, la regione ha cominciato a ristrutturare i suoi borghi medievali, creando una zona turistica ad alto valore aggiunto e frequentata da un turismo internazionale attratto dai suoi sapori e dalle sue bellezze, sia artistiche che naturali.
Il periodo migliore per visitare le Langhe è la primavera, quando la vegetazione è nel suo massimo splendore ed il vino nuovo ha oramai acquisito il suo carattere definitivo ed è pronto per l'imbottigliamento o l'autunno, quando le foglie delle viti hanno assunto il colore rosso e la bruma sale lentamente dalla pianura del Tanaro, creando una miscela di colori degni della tavolozza di un pittore. 
CherascoIl nostro viaggio inizia da Cherasco, graziosa cittadina di origine medievale, posta alla confluenza della Stura di Demonte con il Tanaro. Di pianta quadrata, che rivela una sua antica impronta romana, presenta un centro antico, dall'aspetto molto lindo ed ordinato, in cui trovano sede alcuni monumenti, di diverse epoche, che evidenziano l'importante passato storico della città. Primo fra tutti Palazzo Salmatoris, detto anche palazzo della pace, per via dello storico trattato tra Napoleone I e i Savoia, siglato proprio nelle sale di questo edificio.
Ricordiamo che nel 2007 Cherasco ha ottenuto, dal Touring Club Italiano, l'ambito riconoscimento della bandiera arancione per le sue qualità turistico ambientali che trovano la loro espressione, oltre che nel patrimonio artistico, anche nella gastronomia. Non va  dimenticato, infatti, che il comune è stato insignito del titolo di “città del cioccolato” ed è riconosciuto come la capitale italiana dell'elicicoltura. I buongustai avranno di che gioire.
Area sosta: In via Vittorio Emanuele, in parcheggio pubblico. GPS: 44.648643 N 7.857969E

L'appuntamento successivo è in quel di La Morra, altro meraviglioso borgo, posto su di un colle nelle terre di  La Morraproduzione del Barolo. Se il patrimonio artistico del comune è importante, molte sono infatti i monumenti a disposizione del visitatore, il patrimonio enogastronomica non è certamente da meno. Non è possibile visitare La Morra senza concedersi una pausa in uno dei suoi rinomati ristoranti per gustare le molteplici specialità culinarie a base di agnolotti del plin o di tagliolini fatti in casa, di tartufo bianco delle Langhe, di carne bovina piemontese, e di formaggi, sia ovini, che caprino, che bovini, il tutto annaffiato dall'ottimo Barolo, considerato, a ragione, il vino dei re ed il re dei vini. Non dimentichiamo poi i dessert a base di cioccolato, di nocciole e di panna. Il Piemonte è sempre stato famoso per le sue specialità dolciarie, ma in terra di Langa i pasticceri hanno saputo veramente sublimare quest'arte.
Area sosta: Agriturismo Cascina Ballarin, Frazione Annunziata 
BaroloPer smaltire il pasto riprendiamo il camper e ci avviamo verso Barolo, considerata la capitale delle terre di produzione del vino omonimo. Posto su di un altopiano a forma di sperone, il paese si annuncia già da lontano con i suoi due castelli: il castello della Volta, posto in una posizione meravigliosa in mezzo ai vigneti ed il castello Falletti di Barolo, sito nel centro storico. Ad arricchire ulteriormente l'aspetto culturale del borgo troviamo la Chiesa Parrocchiale di San Donato, costruita a metà del settecento, il museo del cavatappi ed il museo del vino che, gli amanti di questo nettare, non possono assolutamente mancare di visitare.
Anche dal punto di vista dell'enogastronomia Barolo sa soddisfare i palati più esigenti. Basti pensare che nel comune, che conta 742 abitanti, vi sono 11 ristoranti e 38 cantine. Roba da perdersi. 
Con ancora le gambe un po' malferme dopo il tour enologico, puntiamo la prua del camper verso Monforte d'Alba, cittadina dal tragico passato cataro. Attorno all'anno mille, infatti, il castello, i cui feudatari, come la popolazione si erano indirizzati verso le ideologie catare, venne assediato ed espugnato dalle forze dell'Arcivescovo di Milano, Ariberto da Intimiano unite a quelle del Vescovo di Asti Alrico. I cittadini furono 
deportati a Milano, dove fu loro concessa la possibilità di abiurare la fede catara o morire sul rogo. La maggior parte fu coerente con il suo credo e rifiutò l'abiura, scegliendo, così, la morte certa sul rogo.
Monforte d'AlbaCertamente che l'appellativo Montfort o Monforte ha avuto un'influenza nefasta sui Catari. In Linguadoca, infatti, furono trucidati da Simon de Montfort, un signorotto proveniente dalla Francia del Nord che, con la scusa della crociata contro gli eretici, si appropriò delle loro terre e delle loro ricchezze.
La stessa cosa è successa a Monforte d'Alba. Sarà stata una mera coincidenza di nomi o la trama di un progetto diabolico?
Molti sono gli edifici, per lo più religiosi, che Monforte mette a disposizione del viaggiatore. L'unico monumento che si può ricondurre a scopi civili è il Palazzo Scarampi, costruito nel 1700 sul sito di un maniero preesistente. Molte le enoteche, così come sono molti i ristoranti che, sommati al patrimonio artistico, fanno del paese un vero Paradiso Terrestre nel cuore delle Langhe.
Area sosta: punto sosta nel parcheggio in piazza Mons. Dall'Orto o piazza F.lli Viola

Serralunga d'AlbaLa tappa successiva ci porta a Serralunga d'Alba che ci accoglie con il suo maniero dalla magnifica architettura gotica. Assieme alla Chiesa Parrocchiale di San Sebastiano ed il centro storico dalla chiara impronta medievale, il castello che, dal 2007 fa parte della rete degli otto castelli meglio conosciuti come “castelli doc”, costituisce il patrimonio artistico di questo bel paese posto su di un crinale a 415 m di altezza. Serralunga è la patria di origine del Barolo chinato che, per anni, fu creduto un ottimo digestivo e un toccasana per diversi mali. Io mi ricordo che mia nonna, che visse fino all'età di ottantasei anni, tutte le mattine si beveva un bicchierino di questo liquore. Qualcosa deve pur avere se le ha permesso di vivere così a lungo. Un'altra particolarità del paese è la tenuta Fontanafredda, costruita nel 1878 per Emanuele di Mirafiori, figlio di Vittorio Emanuele II. Il complesso, vecchio più di un secolo, vale certamente una visita. In modo particolare si consiglia Grinzane Cavourdi vedere la casina di caccia della “Bella Rosin”, amante prima e poi moglie morganatica del re. L'edificio è stato attentamente restaurato preservando, così, la sua armonia ottocentesca.
Ci trasferiamo ora a Grinzane Cavour, dominato dalla mole imponente del suo castello medievale.
Il nome del piccolo borgo rende omaggio allo statista piemontese Camillo Benso di Cavour che, per diciassette anni, fu sindaco di Grinzane. Il castello che, nelle sue sale, ospita l'Enoteca Regionale Piemontese e due musei: Museo con cimeli cavouriani e il Museo Etnografico, sorge in uno degli scenari più suggestivi della Langa.
Ricordiamo inoltre che il castello ospita l'asta annuale del tartufo bianco, con esemplari che raggiungono quotazioni altissime.
Come i paesi che abbiamo appena visitato anche Grinzane offre una notevole scelta di prodotti enogastronomici che sapranno senz'altro stuzzicare i palati più esigenti.
Area sosta: Piazza Ugo genta GPS: 44 39 13 N 07 59 31 E

Solo cinque chilometri ci separano da Alba, la capitale delle Langhe. La città possiede un centro urbano, ricco di monumenti storici, che trova il suo fulcro in Piazza Risorgimento su cui si affaccia il medievale Palazzo Comunale, costruito su esistenti edifici romani. Sempre sulla piazza si situa la Cattedrale, ottocentesco rimaneggiamento di un edificio tardo gotico. L'alta torre campanaria, tra le più alte costruzioni del Piemonte, contiene al suo interno l'antico campanile originario, curiosa costruzione, che ha conservato internamente testimonianza dell'architettura Alba, Piazza Risorgimentoprotoromanica del XII secolo. Dalla medesima piazza inizia la via Vittorio Emanuele, da sempre via principale di Alba. E' il luogo preferito per lo struscio degli albesi e dei numerosi turisti che invadono la città ed è anche l'espressionedi stili architettonici diversi, dal medievale al liberty.
Via Cavour è un'altra delle arterie principali e conserva un impianto tipicamente medievale le cui costruzioni ed i porticati catapultano immediatamente il visitatore in un'atmosfera da Medioevo.
La descrizione dei monumenti potrebbe continuare a lungo e non avremmo comunque illustrato, in modo esauriente, le bellezze di Alba. Lasciamo al visitatore l'onere di scoprirla gradatamente e di gustarla appieno lasciandosi trasportare dagli effluvi del vino, dall'aroma della cioccolata e del tartufo che, in questa città, ha trovato la sua capitale internazionale. Ricordiamo che nel mese di ottobre si svolge, ogni anno, la fiera internazionale del tartufo bianco a cui partecipano personaggi famosi del cinema, dell'arte e della politica.
Area sosta: Camping Alba Village, convenzionato con CamperLife - Corso Piave GPS: 44 41 07 N 08 00 35 E

BarbarescoCi spostiamo ora in direzione est e andiamo a visitare Barbaresco. Per raggiungere questo splendido paesino, posto su di un poggio ad un'altitudine di 274 m, si percorre la cosiddetta via dei Bricchi, una strada che si snoda attraverso un magnifico paesaggio fatto di vigne prosperose.
La particolarità più famosa di Barbaresco è senz'altro il vino che porta lo stesso nome. Se il Barolo viene considerato il re dei vini, il Barbaresco si può tranquillamente definire il principe dei vini grazie alle sue qualità che hanno conquistato gli appassionati di tutto il mondo. Non è raro infatti trovare stranieri in questo piccolo borgo, attratti dalle specialità enologiche e non solo. Come abbiamo già detto il paese si situa in un contesto di vigneti che rendono splendida la campagna circostante. Barbaresco non possiede molti monumenti storici come forse altri borghi più blasonati, tuttavia l'ospitalità dei suoi abitanti, la cura nel conservare le dimore tradizionali, l'abbondanza di cantine visitabili ed il paesaggio danno al paese un'attrattiva irresistibile al turista appassionato.
Area sosta: Area comunale alle porte del paese GPS: 44 43 20 N 8 5 1 E

E' giunta l'ora di invertire la rotta del camper e far ritorno verso casa. Il viaggio, tuttavia, non è ancora terminato, faremo, infatti, ancora tre tappe che chiuderanno definitivamente il cerchio di questo itinerario all'insegna del Santa Vittoria d'Alba, il castellogusto del palato e della mente.
Il primo paese che incontriamo nella nostra marcia di ritorno è Santa Vittoria d'Alba, posta alle propaggini delle Langhe e del Roero. Il borgo, di origine romana, con la sua posizione strategica di controllo della pianura sottostante, all'incrocio di importanti vie di comunicazione, ebbe un ruolo notevole negli avvenimenti che si svolsero all'epoca. Alcune vestigia ancora affiorano dal piano di campagna.
Oltre ai reperti succitati vale la pena di visitare il castello, la torre campanaria, la Parrocchiale dell'Assunta, la Confraternita di San Francesco ed il Turriglio.
Santa Vittoria è sede, nella frazione di Cinzano, di un'importante casa vinicola che produce vino spumante e vermouth, fondata nel 1757.
La particolarità che ha contribuito a rendere noto il paese , oltre beninteso, i suoi vini ed i suoi monumenti, è il film, ricavato dal libro di Robert Crichton, intitolato Il Segreto di Santa Vittoria.

Il romanzo, basato su di un fatto realmente accaduto, narra gli sforzi del sindaco, coadiuvato da tutti gli abitanti del paese, per impedire che i nazisti si appropriino di un milione di bottiglie di vino pregiato, custodite nella cantina sociale. Resistendo caparbiamente alle insistenze dei tedeschi e con stratagemmi geniali, il comune riuscì a salvare il proprio tesoro.
Area sosta: punto sosta nella parcheggio della piazza principale.

Raggiungiamo in un battibaleno Bra, meta della prossima visita. La città è uno dei centri più famosi del barocco piemontese. Molto significativi sono gli edifici che si affacciano sulla piazza Caduti per la Libertà. Ricordiamo il Palazzo Comunale, Palazzo Mathis, Palazzo Garrone e la Chiesa di Sant'Andrea. La piazza è anche la parte più antica del centro cittadino da cui si possono agevolmente raggiungere altri edifici di pregio quali la Chiesa della Bra, piazza Caduti per la LibertàS.S. Trinità, la casa natale di San Giuseppe Benedetto Cottolengo, Palazzo Guerra, Palazzo Rosso ed, infine, la Chiesa di Santa Maria degli Angeli.
Lungo le vie che da piazza Caduti per la Libertà portano verso la parte collinare è possibile ammirare lo storico Palazzo Valfrè di Bonzo, la Cappella del Santo Rosario ed il gotico Palazzo Traversa.
Salendo ulteriormente verso il Monte Guglielmo si giunge al Parco della Zizzola e alla Chiesa di Santa Clara. Nella centrale via Vittorio Emanuele si trovano ulteriori testimonianze dell'arte sacra quali la Chiesa di San Giovanni decollato, di Sant'Antonino e di San Giovanni Battista. Da non dimenticare, inoltre, il Teatro Politeama, la Chiesa di San Rocco ed il Santuario della Madonna dei Fiori, complesso religioso, costruito a ricordo dell'apparizione, nel 1136, della Vergine Maria.
Area sosta: punto sosta in piazza Giolitti

Lasciamo ora Bra per fermarci subito dopo nella frazione di Pollenzo. Borgo, fondato dai romani nel II secolo a.C., fu teatro, nel 402, della battaglia che ne porta il nome, in cui le truppe dei Visigoti, comandate da Alarico,
Pollenzo, Università degli Studi di Scienze Gastronomichefurono sconfitte dal generale romano Stilicone e costrette a riparare in Illiria.
Nel 1762 Pollenzo venne posta sotto il diretto controllo dei Savoia che gradualmente la restaurarono e la modificarono fino a farle assumere l'aspetto di oggi.
Dall'ottobre 2004 il complesso, posto sotto la tutela dell'UNESCO, ospita l'Università degli Studi di Scienze Gastronomiche, primo ateneo al mondo nel suo genere.

Con Pollenzo terminiamo questo itinerario che ci ha portati a toccare borghi ricchi di storia, di arte, di panorami stupendi che, in aggiunta ai prodotti enogastronomici e all'ospitalità degli abitanti, hanno fatto di questi luoghi il sancta sanctorum del turismo. In questo resoconto ci siamo limitati, per non rendere la descrizione un mero elenco, a citare solamente due vini. Tuttavia le Langhe hanno un prodotto vinicolo, tutto DOC e DOCG, molto più ricco e vario. Qualsiasi cantina si vorrà visitare saprà far degustare i suoi vini che spaziano dai più comuni ai più ricercati. L'intenditore non ha che l'imbarazzo della scelta.
Chiudendo questo scritto, non possiamo far altro che augurare a tutti coloro che vorranno visitare questa zona divina e di vino, buon viaggio e buon appetito.

 


Le immagini sono tratte dalla rete, si riconoscono i diritti ai legittimi proprietati benchè non espressamente citati


Autore: 
Redazione Camperlife
Punteggio: 
3.5

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Coordinate: 
Latitudine: 7.981748000000 - Longitudine: 44.656512000000
Data Aggiornamento: 
03-11-2014
Data Pubblicazione: 
06-12-2011