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Viaggio nei misteri carnevaleschi campani

Un itinerario all'insegna del buonumore e della cultura: per scoprire dov'è nata la maschera di Pulcinella, ammirare le sfilate di Saviano, assaporare l’atmosfera dell’antica “Pompei della cristianità” e conoscere le quadriglie di Palma Campania
 
Il Carnevale è la ricorrenza più allegra dell’anno, in cui coesistono elementi tra loro opposti: vita e morte, verità e mistero, uomo e donna, paura e divertimento. In questa gioiosa festa è lecito assumere un’identità diversa, rovesciare i ruoli sociali, indugiare ai piacere della tavola, dedicarsi allo scherzo e abbandonarsi a un’irrefrenabile allegria.


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In Campania, i riti carnevaleschi sono molto sentiti e rappresentano un’occasione per intraprendere un itinerario all'insegna delle tradizioni popolari e del buonumore.

Percorrendo l’autostrada Napoli-Roma (A2), uscita Acerra-Afragola, e imboccando la SS162, si giunge alla prima tappa del viaggio nei misteri carnevaleschi campani: il Museo di Pulcinella, del Folklore e della Civiltà Contadina, situato nel centro cittadino di Acerra.
Pulcinella Pulcinella
Il Museo, allestito nel 1992, sorge all'interno del Castello Baronale e ricostruisce, tra consunti aratri e vecchie suppellettili, l’anima della cultura contadina di Terra di Lavoro, l’antica Liburia, da cui ebbe origine la maschera campana per eccellenza: Pulcinella.
La maschera è uno dei simboli di Napoli e incarna il personaggio che, pienamente consapevole dei problemi che lo affliggono, riesce sempre a sorridere, prendendosi pubblicamente gioco dei potenti, di cui racconta le malefatte.

La sezione del Museo dedicata al Folklore è situata al piano terra ed è un percorso alla scoperta dei saperi e dei mestieri popolari, un suggestivo viaggio nella cultura contadina, in cui la cucina, con il focolare e il forno, era il luogo sacro per eccellenza.

In questo contesto culturale ed in questa dimensione agraria nasceva Pulcinella: il buffo e stolto campagnuolo, il cui ideale di vita è il dolce far niente.

La sezione dedicata a Pulcinella si trova al primo piano del castello e si snoda lungo un percorso che raccoglie documenti riferiti alle tradizioni popolari, letterarie e teatrali.

Nelle sale, dove sono conservati i costumi e le foto dei celebri attori che hanno indossato la maschera acerrana come Totò, Eduardo De Filippo e Massimo Troisi, si racconta del viaggio di Pulcinella, del rapporto della maschera con la città di Acerra e si descrive il suo caratteristico vestito e il valore simbolico del corno.
Pulcinella
Su prenotazione è possibile partecipare a: “O cunto ‘e Polecenella “, una visita guidata all’interno del Museo, con Pulcinella in persona che fa da Cicerone.
L’ultimo erede della maschera è Carmine Coppola, che insieme agli attori del Teatro San Carlino, illustra e narra l’intera storia del Cetrulo Acerrano, tessendo un dialogo fatto di monologhi, lazzi e duetti tipici della tradizione popolare e teatrale pulcinellesca. Uno spettacolo coinvolgente che termina con il teatrino dei burattini, per conoscere da vicino l'antica arte dei guarattellari.

L’ingresso al Museo è gratuito e in prossimità di Piazza Castello è possibile parcheggiare il camper. Per maggiori informazioni, sugli orari di visita e sulle modalità di prenotazioni, consultare il sito internet www.pulcinellamuseo.it (contatti: Tel. 081-8857249 / Fax. 081-5200051 Email: info@pulcinellamuseo.it).
 
Percorrendo la SP254 e seguendo in direzione della SP39Ag, si raggiunge dopo 19 Km Saviano, la seconda tappa del viaggio tra colori e coriandoli.

La cittadina è conosciuta per il suo Carnevale, che si colloca nei primi posti della classifica delle Kermesse campane, grazie all’atmosfera coinvolgente, fatta di colori e suoni che richiama dal 1979 un numero sempre maggiore di visitatori.
La manifestazione, che si tiene dal 17 gennaio al 21 febbraio, ruota intorno alla sfilata dei carri allegorici, realizzati dalle sapienti mani dei maestri cartapestai savianesi e da artigiani provenienti da altre botteghe. Per la creazione di un carro, dotato di movenze elettromeccaniche, si impiegano mesi di paziente lavoro e si utilizzano diversi materiali come la cartapesta, il polistirolo, la gommapiuma e il ferro battuto. Ogni “macchina da festa” è realizzata da un rione o da una contrada, a cui i promotori dell’evento assegnano un tema da rappresentare che spazia dalla politica, ai vizi, alle virtù, toccando anche argomenti di attualità e di costume.
L’evento, fortemente radicato nel mondo contadino e popolare, è arricchito da antiche tradizioni molto sentite dai savianesi quali le quadriglie, il suono delle Tammorre, il laccio d’amore e la cantata dei dodici mesi.
Il nutrito calendario di appuntamenti, che prevede serate gastronomiche, recite teatrali, esibizioni e concerti, raggiunge l’apice con la sfilata dei tredici carri, che si tiene domenica 19 e martedì 21 febbraio.

Per maggiori informazioni consultare il sito internet: www.carnevaledisaviano.it
Per la sosta camper è disponibile il parcheggio Libery situato in via Molino.

 
Dista 5 Km da Saviano Cimitile, borgo nolano dove è possibile visitare un luogo unico di cultura, archeologia, fede e storia: il complesso basilicale paleocristiano, definito dall’archeologo tedesco Lehmann la “Pompei della cristianità”.
Il sito archeologico, situato in Via Madonnelle, rappresenta una delle più significative testimonianze d'arte paleocristiana a livello europeo e comprende diversi edifici di culto risalenti a un lasso di tempo che va dalla fine del III al V secolo. Questo nucleo originario ha poi conosciuto continui ampliamenti e stratificazioni fino al XVIII secolo.
Il complesso, realizzato da San Paolino, governatore romano convertitosi al Cristianesimo, fu destinato alla venerazione della tomba di San Felice e solo in seguito divenne sede vescovile e meta di pellegrinaggi.

Dopo una fase di splendore durante la quale furono costruite numerose basiliche, il sito fu gradualmente abbandonato tanto da essere quasi dimenticato. Solo da qualche anno, dopo difficili operazioni di scavo e lavori di restauro, è stato aperto al pubblico.

La Basilica di San Felice con il suo campanile è considerata il monumento più importante del complesso ed è arricchita da un’interessante edicola mosaicata, impreziosita da sottili lamine d'oro, posta intorno alla tomba del Santo, a cui la Chiesa è dedicata.

Nella costruzione non mancano diversi affreschi e un piccolo antiquarium dove si conservano un sarcofago, delle epigrafi romane, marmi e numerosi reperti ceramici, tra cui vasi e lucerne.

Completano il complesso monumentale le cappelle di San Calionio, la chiesa di S.Maria degli Angeli, la basilica nova di S.Giovanni e la chiesa di S.Stefano.
La passeggiata nel sito paleocristiano si conclude con la visita al Museo, dove si conservano numerosi reperti archeologici rinvenuti durante gli scavi.
È possibile visitare il complesso delle basiliche dall'1 ottobre al 31 marzo dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 14.30 alle 18.30 (festivi: 8.30-13.30) . Dal 1 aprile al 30 settembre l’orario di visita è dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 19.30 (festivi: 8.30-13.30), con ingresso al costo di 4,00 euro.

Per la sosta del camper si può parcheggiare presso il cimitero di Cimitile (indicato dai cartelli stradali).

Per maggiori informazioni contattare l’Ufficio Turistico Intercomunale Area Nolana: 081-5127141; 081-8236509-3356337963.
 
A dieci Km di strada da Cimitile si trova l’ultima tappa dell’itinerario: Palma Campania.

La cittadina, ricca di storia e tradizione, è situata ai piedi di Monte Sant’Angelo e conserva tracce del passato che raccontano di popoli antichi insediati in queste terre.

Resti dell’acquedotto augusteo testimoniano l’origine romana del paese, mentre del periodo aragonese è il Palazzo Ducale, risalente alla seconda metà del '400 anche se, nella sua forma attuale, rivela una veste architettonica posteriore.

Situato a due passi dalla piazza il Palazzo sorse per volontà di Re Alfonso d’Aragona, quale residenza primaverile per la caccia al falcone.

Tra gli edifici religiosi si ricorda la Chiesa di San Michele Arcangelo, di origine medievale. La pianta odierna è a croce latina e di progettazione vanvitelliana ed è stata realizzata nella seconda metà del ‘700 nel corso dei lavori di ampliamento. Il 3 febbraio è il giorno dedicato ai festeggiamenti in onore di San Biagio, protettore di Palma venerato nella Chiesa, la cui statua è portata a spalla dai fedeli in una processione che dura circa cinque ore. Tradizione vuole che ogni famiglia palmese attendi il ritorno della processione per poi accostarsi alla tavola e gustare il torrone bianco ‘e san Biase, innaffiato da vino locale.

La cittadina di Palma Campania è conosciuta soprattutto per il suo Carnevale, uno dei più suggestivi della regione, in cui tradizione e storia si fondono con la componente gioiosa e goliardica, proponendo ogni anno una manifestazione in cui il sorriso e l’allegria la fanno da padrona.

I festeggiamenti, che coinvolgono tutta la comunità, si celebrano in una magica atmosfera con figuranti in costumi d'epoca, trombe e rulli di tamburi.

Per quattordici giorni, dal 13 al 26 febbraio, la città si rianima ed è tutto un fermento di iniziative e appuntamenti: convegni, proiezioni di filmati, degustazione di prodotti tipici, esibizioni musicali e sfilate del corteo storico per le vie del centro.
Un elemento distintivo del Carnevale Palmese, gemellato con quello di Viareggio, è l’esibizione delle Quadriglie, gruppi carnevaleschi locali, costituiti da un numero variabile di persone (anche 200), che si sfidano in un’avvincente competizione musicale: “il canzoniere”, che ha il suo culmine il martedì grasso.
Ogni Quadriglia è guidata da un Maestro, che riveste il ruolo di trascinatore, mantiene l'armonia del ballo e fa divertire gli spettatori. L’abilità del maestro, il repertorio, l’originalità dell’esibizione e la ricercatezza dei costumi vengono giudicati da una giuria selezionata, che decreta la Quadriglia vincitrice, cui viene consegnato un palio molto ambito.

L’origine storica della Quadriglia non è documentate e quindi, ad oggi non si può stabilire una precisa data di nascita. Tuttavia alcune lettere attestano i concerti mascherati già nel 1857 e sottolineano come i festeggiamenti "carnascialeschi" trovano delle connessioni con i riti propiziatori tipici della cultura contadina, da cui trae spunto questa tradizione, che da anni si è tramandata di padre in figlio.
Possibilità di parcheggiare presso lo Stadio in Via Querce 129 situato a ridosso della Piazza o nelle quattro aree destinate alla sosta: Piazza Mercato, via Cimitero, via Trieste e via San Felice. Per maggiori informazioni consultare il sito internet: www.carnevalepalmese.eu. Info camperisti: Luigi Grasso 347/3537300
Con Palma Campania termina l’itinerario carnevalesco, che permetterà ai visitatori di conoscere rituali e tradizioni che caratterizzano la festa più colorata dell’anno e sarà un’occasione per scoprire luoghi e ammirare tesori sconosciuti, aggiungendo così un tocco culturale all'allegria sfrenata del carnevale.

 


 


 


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Coordinate: 
Latitudine: 14.509413000000 - Longitudine: 40.909199000000
Data Aggiornamento: 
02-01-2014
Data Pubblicazione: 
04-01-2012