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Viaggi in camper. Maestro di Vigevano

Il Rinascimento di una delle piazze più belle d'Italia, la storia industriale, il genio di Da Vinci: ecco da dove scaturisce tutto l’orgoglio della Lomellina 

Viaggiatore di Vigevano è probabilmente un romantico, incline alla storia nazionale, che ama la natura e l'arte in città, libero e indipendente. Vigevano accontenta queste ambizioni con i vicini boschi del parco del Ticino, la Piazza Ducale tempestata di Rinascimento e le vicissitudini dell'industria italiana. Il viaggiatore è certamente un camperista in visita nel capoluogo della piemontese Lomellina per un breve soggiorno. È uno che viaggia per capire ma non esattamente per ozio. 

A Vigevano con il capolavoro di Mastronardi sottobraccio

Andare a Vigevano col senno di poi, significa mettere in camper almeno "Il maestro di Vigevano" di Lucio Mastronardi. Perché senza l'autore che ha raccontato nudi e crudi gli avvenimenti di una delle città industriali per eccellenza, in visita a Vigevano si perde il sapore del senso del viaggio. Perché la Piazza Ducale è anche il fasto del Rinascimento da un punto di vista particolare. Quello che hanno visto gli occhi degli operai e degli industriali novecenteschi durante il periodo florido del settore calzaturiero vigevanese. Due le classi differenti sedute insieme ai tavoli dei bar-salotto della Piazza Ducale, rappresentate da politiche opposte ma quasi coalizzate verso l'agognato miracolo economico. L’epifania dei poveri che diventano ricchi. Poiché il denaro spesso lo cerca chi non c'è l'ha. 

Vigevano: così come la racconta Mastronardi, maestro elementare, che qui era nato e ai suoi personaggi diede la voce del dialetto lomellino, quello pronunciato e appreso anche dalle lingue degli immigrati meridionali. In città, già in tempo di guerra, gli operai si facevano imprenditori per avere la "fabbrichetta". È una storia di liberazione, rischio e sacrificio, quella che si respira oggi per le strade della ricca Vigevano; forse un modo deciso per confrontarsi al cospetto della razionalità rinascimentale di questi luoghi.

La casa natale di Mastronardi è in via San Francesco al numero 12, di fianco alla chiesa omonima ripensata nel 1494 da Bramante, poco fuori dalle mura cittadine ma vicinissima a uno dei gioielli d'Italia. Qui Lucio salutava il padre, cartolaio comunista, e girovagava per il centro per raggiungere l'agorà ideale e confrontare il suo impeto d'intellettuale-rivoluzionario con la manualità degli operai e l'indomita irriverenza dei padroni.  

La Piazza Ducale, sul Rinascimento incombe il Barocco

Scrive Mastronardi ne "Il calzolaio di Vigevano" che secondo lo storico Anselmi "la Piazza Ducale costruita sotto Ludovico il Moro è stata affrescata da Leonardo Da Vinci. I medaglioni sopra le colonne, i motti, le allegorie, tutta opera sua. E la torre che titana sopra il castello Sforza, in Piazza, onore gloria protezione vanto del paese, la torre è opera del Bramante, qui non ci sono dubbi." Mastronardi continua la narrazione sui dettagli: "Il Duomo è di stile diverso dalla Piazza, ma che ci sta bene lo stesso dov'è perché la chiude, (Micca) forse non faceva caso al Biscione sopra il Portone, simbolo di Vigesimum o Viglebanum, forse non aveva pensato che lo scalone della piazza conduceva alla casa Sforza, ma il suo mestiere lo sa e come." In forse è Mario Sala, detto Micca, il calzolaio protagonista del libro.

Lungo le strade del centro abbiamo incontrato invece Antonio, pensionato vigevanese che sulle suole, le tomaie e il cuoio, ha perso la vista ma non la passione: "Mi mandano tutti delle scarpe da riparare, ancora quest'anno ho acquistato cinquecento euro di materiale". Siamo entrati nel suo regno: un box auto con i muri di scarpe, privata bottega, scura come il lato ruvido delle pelli, l'odore è inconfondibile. L'emozione offerta dalla Piazza è quella tipica della Città ideale: equilibrio, razionalità, nessun eccesso se non quello del Duomo in stile Barocco, S. Ambrogio: “Ma è vero che non stona” lo dicono anche i passanti. La notte la si preferisce per vederla vuota la Piazza, a scanso di equivoci e distrazioni.

Qui la geometria da tratto d'inchiostro abbozzato sui fogli, si trasforma in architettura pura, nata dal genio del Bramante e di "Leo", come Mastronardi chiamava simpaticamente Da Vinci. Del genio quest'anno si festeggia il cinquecentenario della morte con la mostra “Leonardo e il volo” (Sala del Duca, Castello Sforzesco fino all’11 Novembre). 1492 è invece l'anno in cui Cristoforo Colombo scopre l'America, e Ludovico il Moro, signore di Milano, ordina di edificare Piazza Ducale ad anticamera del Castello visconteo-sforzesco.

In viaggio in Piazza Ducale chi arriva si sente forse nessuno, osservando esterrefatto una scatola d'arte rinascimentale il cui coperchio è un cielo sorretto da 84 colonne, con i capitelli che si sfidano in una gara di originalità e dettagli unici. Bellezza macroscopica è la vista dall'alto sulla Piazza dalla Torre di Bramante, aperta al pubblico. Quello di Vigevano è un patrimonio artistico che l'incolume osservatore detiene in virtù della semplice cittadinanza di cui deve pregiarsi. Opportunità che si coglie misurandosi con le forme proporzionate, quell’equilibrio che offre conferma della propria identità. Vigevano è l'Italia alla quintessenza e così è un italiano. 

Nelle sale del Castello adiacente alla Piazza da vedere c’è la mostra stabile leonardiana, che raccoglie tutto ciò che esiste dell'opera del genio, inclusi i 26 dipinti in versione riprodotta nella "Pinacoteca impossibile". La mostra si avvale della supervisione scientifica di Carlo Pedretti, curatore storico dell'edizione nazionale dei codici e dei disegni vinciani. Nel Castello sono certamente da visitare il Palazzo Ducale, la loggia delle Dame, la Falconeria e le tre Scuderie, una di queste accoglie inoltre il Museo archeologico della Lomellina.  

A Vigevano c'è da essere un po' inglesi: insomma si capisce che qui calzare le scarpe belle aiuta. Vigevano è infatti capitale della scarpa e il Museo internazionale dedicato a uno dei complementi di abbigliamento fra i più complessi della storia della moda, è proprio allestito nel Castello sforzesco. Adoratore dei calzari che nel 1930 diede inizio alla collezione, fu il cavalier Piero Bertolini capace di trasmettere ai posteri la passione per tutto ciò che ruota attorno al mondo delle scarpe.

Fuoriporta non mancate la visita al Mulino di Mora bassa, è di epoca quattrocentesca e fu ideato da Leonardo Da Vinci. Non dimenticate la Sforzesca, "laboratorio agricolo sperimentale", voluto da Ludovico il Moro nel 1486. Ci sono poi le grandi cascine, i sessanta mila ettari di risaie della Lomellina per poi giungere al grandissimo parco del Ticino, riconosciuto nel 2002 dall'Unesco come Riserva della Biosfera. Lucio Mastronardi andava a passeggio sulle sponde di questo fiume in cerca di momenti di grande contemplazione, ma l'ultimo di questi istanti lo prese per sé lasciandosi grande soltanto nei suoi libri. 

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Per arrivare

Vigevano dista 35 km da Milano, si percorre la Tangenziale Ovest e si imbocca la SP ex SS 494 in direzione Abbiategrasso; oppure si prende l’Autostrada Milano - Genova, uscita Gropello Cairoli.

PER LA SOSTA

Area Sosta Camper - Via Giovanni Segantini, 27029 Vigevano PV

GPS: 45.311800, 8.866387

Informazioni utili

Museo Internazionale della Calzatura

Lunedì: chiuso. Dal martedì al venerdì: dalle ore 14:00 alle ore 17:30. Sabato, domenica e giorni festivi: dalle ore 10:00 alle ore 18:00. 

Biglietto intero: € 5, biglietto ridotto: € 3. 

Mostra Stabile Lonardiana

Da martedì a domenica dalle 10.30 alle 18.30, la biglietteria chiude mezz’ora prima. Biglietto intero € 8, biglietto ridotto € 7

Torre del Bramante

La Torre è visitabile gratuitamente fino alla prima merlatura, con una salita di circa 100 gradini.

L’ingresso agli ulteriori tre piani è a pagamento, la biglietteria si trova presso il punto informazioni ubicato alla base della Torre. Biglietto intero € 3,00, biglietto ridotto € 2,00. La Torre è accessibile da martedì a venerdì dalle 10.30 alle 12.30 e dalle 14.00 alle 17.00. Sabato e domenica dalle 10.30 alle 12.30 / dalle 14.30 alle 17.30

Villa Sforzesca

Corso Pavia, 39, 27029 Sforzesca PV

Itinerari parco Ticino parcoticino.it

Autore: 
Andrea G. Cammarata
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Data Aggiornamento: 
03-12-2019
Data Pubblicazione: 
29-11-2019