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Valentino, la nostra casa a quatto ruote | Vivere in camper

L’esordio di una vita on the road, partito il progetto Stepsover

Quando due anni fa abbiamo deciso di iniziare una vita on the road, si è reso necessario attrezzare un veicolo che fosse capace di affrontare il giro del mondo e che ci consentisse di attraversare i luoghi più impervi. Ancora non avevamo ben chiaro l’itinerario da seguire, avevamo una sola certezza: lo avremmo fatto a tutti i costi!

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Il viaggio è la nostra passione da molto tempo, ma proprio il tempo è stato spesso un grosso limite. Come tutti i classici impiegati, disponevamo di poche settimane all’anno per esplorare il globo. Però la fame di scoperta si contrapponeva fortemente alle scadenze date dal lavoro. Le ferie ci davano poco spazio per approfondire la conoscenza dei luoghi da noi visitati, ma sopratutto le stesse ferie diventavano qualcosa di troppo agognato, atteso, a tal punto da rendere claustrofobico il restante periodo di vita quotidiana. Non ultimo, quando abbiamo iniziato a riflettere sul nostro desiderio di sfruttare al meglio il poco tempo a disposizione, abbiamo compreso che alla fine dei conti ci stavamo limitando a guardare più che a capire. Correre da un poso all’altro, itinerari ben tracciati, eventi fin troppo previsti, programmi fitti e privi della possibilità di cambiare non ci stavano concedendo ciò che forse stavamo cercando: l’imprevedibilità del viaggio stesso, qualcosa che rendesse l’esperienza più vera, meno costruita e aperta alla conoscenza in modo naturale. Insomma, avevamo maturato la consapevolezza che in realtà il nostro viaggio si doveva trasformare in un’esperienza di vita. Da tempo quindi avevamo deciso di cambiare questo nostro modo di camper camperlife rivista camperisti vivere in camperviaggiare, ma per farlo avevamo bisogno di scombinare la nostra vita, trasformandola in qualcosa di differente. Innanzitutto itinerante. Sapevamo che abbandonare le abitudini, il lavoro, gli amici e gli affetti non sarebbe stata una scelta facile. Tuttavia da qualche anno questa era un’idea che ci girava per la testa ed era quindi arrivato il momento di concretizzarla.

Le origini
Partiamo dall’inizio: siamo viaggiatori che si sono avvicinati al mondo delle quattro ruote per colmare le lacune del nostro precedente mezzo di trasporto, la moto. Amanti delle destinazioni remote, affascinati dai deserti, dalle steppe e dai luoghi poco popolati, desideravamo spostarci con un veicolo che fosse sufficientemente attrezzato da concederci qualche settimana in assoluta autonomia. Grazie all’esperienza di viaggio per qualche anno a bordo di un camion Unimog 1300L da noi allestito, abbiamo capito quali dovessero essere i requisiti del veicolo che ci avrebbe accompagnato in questa nuova avventura. Carburante, cibo e acqua sono le principali necessità, ma a queste andavano aggiunte caratteristiche peculiari quali l’autonomia energetica e il comfort. Non parliamo di lusso ma di un letto di dimensioni standard sempre pronto e un bagno non troppo stretto dove potersi fare una doccia. Queste caratteristiche, quando si viaggia per mesi in luoghi dove non esistono servizi, diventano componenti importanti per recuperare energie. Quindi? Con cosa partire? Dovendo affrontare un viaggio intorno al globo attraversando luoghi dove le strade spesso sono piste di terra e fango, siamo arrivati ad ammirare i prodotti di balsonati costruttori Nord Europei che tuttavia, oltre ad avere un costo elevatissimo, per quanto innegabilmente affascinanti per le finiture d’alto livello, non ci convincevano per gli aspetti di affidabilità degli impianti ed autonomia energetica. Ecco che quindi alla fine dei conti la scelta è stata quella di allestire personalmente il veicolo basandoci sulle nostre esperienze e competenze: insomma, ci siamo disegnati i compromessi su misura! Abbiamo trovato la nostra base di partenza acquistando un camion MAN 4x4 dalla portata di 16 tonnellate proveniente dall’esercito danese, un veicolo con qualche anno sulle spalle ma in perfette condizioni di manutenzione. Questo mezzo, avente un passo di 4,5 metri, ci ha dato la possibilità di allestire una cellula abitativa di circa 6 metri di lunghezza adatta anche a ospitare una motocicletta che non volevamo lasciare all’aperto, alla mercè di polvere, intemperie o potenziali malintenzionali.

A proposito di cellula
Quando si pensa a un viaggio a lungo termine si deve mettere in preventivo la possibilità che qualcosa vada storto: camper camperlife rivista camperisti vivere in camperguasti, danni e problemi devono quindi poter essere di semplice soluzione e riparazione. Per questo motivo abbiamo optato per una cellula costruita con delle specifiche particolari, ma dalle dimensioni standard di un container da venti piedi. Questo ci ha garantito, oltre alla robustezza di un telaio in acciaio, la praticità di poter maneggiare il veicolo con strumenti normalmente in uso in ogni parte del mondo. Per sopperire agli elevati sbalzi termici, abbiamo optato per l’utilizzo di pannelli isolanti di tipo frigorifero (Styrofoam) dallo spessore di 65 mm rinforzati con resina ad alto spessore (3+2 mm). Questa configurazione ci consente di sopportare grandi sollecitazioni e impatti con pietre e rami. Per prevenire ogni ponte termico abbiamo dato uno sguardo a dei materiali innovativi, come l’Aerogel. Questo materiale, nato per l’industria aerospaziale ed ora utilizzato per sofisticati impianti di isolamento anche nell’industria civile, si è rivelato strepitoso. Diamo ora uno sguardo all’interno. Ciò che ha guidato le nostre decisioni è stata l’attenzione al budget quotidiano. Per questo abbiamo dotato il nostro veicolo di una riserva di 700 litri di acqua divisa in tre serbatoi.

L’impianto idrico
Facendo tesoro dell’esperienza avuta nei nostri precedenti viaggi abbiamo deciso di dotare il nostro camion di un impianto di potabilizzazione dell’acqua molto sofisticato. L’acqua di tutte le utenze viene filtrata da tre stadi in serie: durante la fase di carico dei serbatoi - che avviene attraverso pompe ad alta pressione - con dei filtri 20 micron; prima del consumo tramite dei filtri ceramici Katadyn da 5 e 2 micron; infine tramite una lampada UV. Tutti gli impianti di potabilizzazione e di carico dell’acqua sono stati duplicati nonchè protetti da regolatori di pressione. Sempre parlando di acqua, abbiamo trovato molto utile installare un sistema di riciclo delle acque grigie che ci consente di riutilizzarle in diversi modi, tra cui banalmente per lo scarico del WC. Quest’ultimo è un sistema ibrido cassetta più serbatoio acque nere.

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Le fonti energetiche
Il requisito dell’indipendenza energetica è stato soddisfatto montando un impianto solare da 1,5 Kw che, coadiuvato da un banco batterie da 19.200 Watt, ci concede sufficiente riserva di energia per far funzionare una lavatrice (per evitare campeggi e lavanderie), un forno, una piastra ad induzione e tutte le restanti utenze. Non avere il gas a bordo per noi era un requisito fondamentale per evitare continue rincorse a diversi tipi di attacchi, dimensioni delle bombole e normative differenti in ogni paese. La corrente alternata nel veicolo è una comune 220 Volt che generiamo attraverso un inverter da 5 Kw, mentre esternamente, nel caso dovesse servirci attaccarci alla rete elettrica, possiamo utilizzare correnti alternate da 110 Volt a 240 Volt. Nel caso remoto in cui l’energia prodotta dai pannelli solari non dovesse essere sufficiente, abbiamo pensato di montare a telaio un generatore da 4.5 Kw. Questo ci potrebbe risultare particolarmente utile nel caso dovessimo usare la saldatrice per effettuare una riparazione d’emergenza. Avere il generatore regala la sicurezza di avere corrente disponibile per tempi prolungati e anche di notte, quando i pannelli solari sono a riposo. Nel nostro mezzo abbiamo evidentemente usato molti sistemi elettronici. La loro affidabilità ha raggiunto livelli impensabili per un tempo, quindi ci è sembrato opportuno sfruttarne tutti i vantaggi.

C’è persino la domotica
Tenendo una separazione totale tra l’elettronica del veicolo e quella della cellula abbiamo dotato quest’ultima di un sofisticato impianto domotico che controlla l’efficenza di tutti i dispositivi. La domotica è responsabile del monitoraggio del buon funzionamento degli impianti: ne verifica temperature, perdite, scarica delle batterie e, in caso di necessità, sarebbe capace di intervenire per prendere delle precauzioni. Ad esempio, se ci fosse una perdita camper camperlife rivista camperisti vivere in campernell’impianto idraulico, le pompe autoclave sarebbero disattivate automaticamente limitando gli allagamenti e i consumi di acqua. Attraverso dei sensori di umidità sarebbero emessi degli allarmi sonori in caso di perdite dei serbatoi (prima della pompa autoclave), cosa molto utile per evitare allagamenti. Monitorando la tensione del banco batterie, se la carica scendesse improvvisamente sotto una soglia di attenzione, la domotica si occuperebbe di staccarle e questo ne preserverebbe l’efficenza. Monitorando le temperature attraverso circa venti sensori, l’impianto domotico è in grado di accendere o spegnere delle ventole che sono preposte a far circolare aria all’interno dell’abitacolo, oppure ad espellerla quando troppo caldo. Questo controllo delle temperature è di vitale importanza al fine di mantenere in perfetta efficenza gli apparati come il frigorifero, l’inverter, i regolatori solari e le batterie. Naturalmente la domotica concede tanti altri vantaggi, come la possibiltià di accendere e spegnere automaticamente i Webasto ad acqua che scaldano l’ambiente e il motore, oppure il condizionatore d’aria della cellula abitativa.

Sguardo alla sicurezza
Esistono situazioni in cui risulta necessaria una sosta in luoghi “poco consoni”, come nelle periferie delle città, davanti camper camperlife rivista camperisti vivere in camperalle dogane che non sono aperte H24, oppure in caso di guasti che costringono a soste forzate. Per questo abbiamo dotato il nostro veicolo di un sistema di video-sorveglianza esterno ed interno che, oltre a permetterci di monitorare da remoto il veicolo, ci offre la possibilità di registrare cosa è accaduto intorno a lui.

E l’arredamento?
La scelta di materiali compatibili con l’acqua e quindi resistenti come i compensati marini ci è parsa la decisione migliore. Mentre per il pavimento abbiamo utilizzato un legno sintetico waterproof che spesso è possibile trovare nei parchi o nei giardini. Per preparare il nostro veicolo al viaggio della vita ci sono voluti circa due anni di lavoro, tanto sudore e tanta passione. Non è stato facile prevedere tutto, ma aver costruito la nostra casa mobile con le nostre mani offre l’innegabile vantaggio di poter rimediare a problemi ed errori anche on the road. Il nostro viaggio ha avuto inizio in Marocco. Partire da questa terra amica ci ha consentito di testare a fondo il veicolo restando in relativa sicurezza. Dopodichè i nostri programmi ci vedevano diretti verso Est, in Asia, ma gli eventi, vera bussola del nostro viaggio, ci hanno in realtà portato da tutt’altra parte.
Ah! Ultima cosa, noi siamo Simone e Lucia e tutti i nostri amici chiamano il nostro camion Valentino!

 

Autore: 
Simone Monticelli e Lucia Gambelli
Punteggio: 
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Data Aggiornamento: 
02-02-2018
Data Pubblicazione: 
02-02-2018