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Trieste: viaggio in camper nella città  che ha stregato Svevo, Saba e Joyce

Località di confine, dall'aria quasi magica. Andiamo a Trieste, ovviamente in camper!

Trieste è la città che ha prima stregato e poi ispirato celebri artisti come Italo Svevo, Umberto Saba e James Joyce e dove ancora oggi l'eco dei loro fermenti letterari risuona nei caffè storici, la cui eleganza è ineguagliabile. Perchè quindi non approfittare di un bel week end per visitarla in camper?

Trieste sulla cartina geografica
A rendere affascinante Trieste è anche la caratteristica collocazione geografica: il suo territorio è, infatti, compreso tra il promontorio carsico e l'Adriatico. Unica nel suo genere è Piazza dell'Unità, tra le più grandi al camper trieste maremondo fra quelle che si affacciano sul mare. Un vero gioiello, insomma, che splende ancora di più quando i venti di bora spazzano lontano le nubi. Per la sua posizione, la città è da sempre un crocevia di culture. Oggi ci sono luoghi dedicati a diversi culti religiosi: dalla Sinagoga alla Chiesa Evangelico-Luterana, da quella elvetica (la più antica della città) a quelle Ortodosse (sia serba sia greca). L'armonia regna sovrana anche sotto l'aspetto architettonico, ma non per questo manca la varietà di stili. Edifici neoclassici, liberty e barocchi si alternano, infatti, a palazzi in stile asburgico e vestigia romane.
Per capire come per Trieste sia naturale accogliere tradizioni e culture così diverse è bene conoscerne la storia. Dal II millennio a.C. il territorio triestino fu abitato dai castellieri, un popolo indoeuropeo che costruì piccoli villaggi. Secondo la leggenda, qui sbarcò il mitico eroe Giasone insieme agli Argonauti quando era alla ricerca del “vello d'oro”. Nel 50 a.C. il piccolo villaggio di pescatori diventò una colonia romana, con tanto di teatro e foro, di cui oggi si possono osservare i resti sul colle di San Giusto. Dal 200 d.C. in poi, questo territorio fu più volte invaso da popoli barbari e solo verso l'850, sotto il dominio del Vescovo Giovanni, ritrovò una certa stabilità. Dopo essere diventata libero comune nel 1300, nel 1382 Trieste chiese protezione a Leopoldo III d'Austria: è da questo episodio che comincia il lungo rapporto con gli Asburgo. È il 1719 l'anno cruciale per la città: allora infatti Trieste divenne Porto Franco in seguito a un editto di Carlo VI. Il numero crescente di persone che vi transitavano la resero cosmopolita e ne determinò l'espansione territoriale. Al termine della Prima Guerra Mondiale, la città divenne italiana. Durante e dopo la fine del Secondo Conflitto Mondiale Trieste visse un periodo difficile: prima fu divisa in due parti (una amministrata dagli angloamericani, l'altra dalla Jugoslavia), quindi fu restituita all'Italia solo nel 1954.

La città, cosa vedere
Il centro nevralgico della città è senza dubbio Piazza dell'Unità; di ampissime dimensioni, la piazza è cornice di meravigliosi palazzi e importanti monumenti. L'edificio più maestoso è il Municipio, che è stato costruito nel 1875 dall'architetto locale Giuseppe Bruni. Sopra il Palazzo del Comune sorge una torre campanaria su cui si camper trieste piazza unità italiatrovano due mori, che i triestini hanno scherzosamente chiamato Micheze e Jacheze. Il Palazzo del Municipio è stato teatro di una delle pagine più nere della storia d'Italia: è stato, infatti, dal balcone centrale che il 18 settembre 1938 Mussolini annunciò la promulgazione delle Leggi razziali nel Paese. Nella piazza si trova anche la celebre Fontana dei Quattro Continenti, che è stata costruita nella seconda metà del 1700. Alle estremità dell'opera d'arte ci sono quattro persone che rappresentano i quattro continenti allora conosciuti. In cima alla fontana si trova, invece, una donna alata, che raffigura Trieste. Distante solo pochi metri, sorretta da una colonna c'è la statua di Carlo VI d'Asburgo. Passeggiare in Piazza dell'Unità dopo il tramonto, con il Municipio illuminato da una parte e il mare dall'altra regala sensazioni uniche.

Splendida di notte è anche la vicina Piazza della Borsa, dove spicca il palazzo della Camera di Commercio. Due i monumenti presenti in questo luogo: la colonna di Leopoldo I d'Austria e la Fontana del Nettuno, tornata nelle propria sede originaria solo lo scorso anno. Alcuni dei più celebri caffè storici della città si trovano in questa piazza, per la precisione nella meravigliosa galleria coperta del Palazzo Tergesteo. Tra i tanti caffè di camper trieste caffè san marcoTrieste che meritano una visita (Tommaseo, Torinese, Tergesteo, Pirona, Urbanis, Stella polare e il Caffè degli Specchi), ce n'è uno in particolare: il Caffè San Marco. Aperto nel 1914, diventò da subito ritrovo di intellettuali e studenti; nel locale, però, si realizzavano anche passaporti falsi per permettere ai patrioti antiaustriaci di tornare in Italia. Quando fu scoperta l'attività illegale, l'esercito austriaco distrusse il caffè, che venne chiuso. Dopo la riapertura, avvenuta alla fine della Prima Guerra Mondiale, il locale visse in uno stato di abbandono fino al secondo Dopoguerra, quando venne restaurato integralmente. Oggi, il Caffè San Marco, che nel 2005 è stato riconosciuto come “locale storico d'Italia”, ha un aspetto simile a quello originale: l'arredamento è quasi completamente in mogano, mentre i tavoli sono di marmo. Sulle pareti e sui soffitti vi sono decorazioni di diversi artisti, la maggior parte delle quali raffigurano foglie di caffè, fiori e nudi maschili. Il Caffè San Marco vanta un gran numero di clienti famosi: gli scrittori James Joyce, Umberto Saba, Giani Stuparich, Virgilio Giotti, Claudio Magris e Giorgio Voghera. Avventore del locale era anche il triestino più famoso al mondo: Italo Svevo.
camper trieste italo svevo museo svevianoIn città si trova anche il Museo Sveviano. In questo spazio, si può ripercorrere la vita dell'artista grazie ad alcune fotografie; nella libreria appartenuta allo stesso Svevo ci sono alcune sue opere, la sua penna d'oro e il suo violino. Nello stesso edificio del Museo Sveviano c'è anche il Museo Joyce, dove si trovano diversi materiali che testimoniano il periodo trascorso dallo scrittore irlandese a Trieste. Gli amanti dell'arte possono trascorrere qualche ora tra il Museo Revoltella, dove sono esposti quadri dell'Ottocento e del Novecento, quello d'Arte orientale e quello Teatrale Carl Schmidl, che documenta gli spettacoli della città dal 1700. Tra quelli storici, merita una visita il Museo Postale e Telegrafico della Mitteleuropa, ospitato nel Palazzo delle Poste. Al suo interno è ricostruito un ufficio postale d'epoca e si trovano antichi strumenti telegrafici; inoltre, sono esposti francobolli e cartografie postali dei secoli scorsi. Gli appassionati della natura, non possono lasciarsi sfuggire il Museo di Storia Naturale, l'Acquario, dove si trovano anche piccoli esemplari di squali e razze, e il Civico Museo del Mare. 

Trieste non solo si affaccia sul mare, ma è anche attraversata da un corso d'acqua navigabile: il Canal Grande. Sempre legati all'acqua sono il Faro della Vittoria e la Lanterna. Il Faro della Vittoria, oltre a illuminare il golfo di Trieste, ha una funzione commemorativa: infatti, è stato costruito negli anni Venti per ricordare i caduti in mare del Primo Conflitto Mondiale. Il Faro della Lanterna, che delimita l'entrata al porto vecchio, fu costruito nel 1833. Come faro, è stato disattivato alla fine degli anni Sessanta.

La Chiesa cattolica più importante della città è la cattedrale di San Giusto, che sorge sul colle che porta lo stesso nome. Nonostante la presenza di un meraviglioso rosone, la facciata è piuttosto austera. Internamente, l'edificio è decorato con affreschi e mosaici bizantini. Altri luoghi di culto degni di interesse sono la Chiesa serbo ortodossa della Santissima Trinità e di San Spiridione, la sinagoga, la Chiesa greco ortodossa di San Nicolò e la Basilica di San Silvestro, dove si riuniscono le comunità elvetica e valdese.

camper trieste castello miramareUno dei simboli della dominazione asburgica a Trieste è lo splendido Castello di Miramare, un edificio imponente che si affaccia a strapiombo sull'Adriatico. Circondato da un enorme parco che ospita diverse varietà di piante, è stata fatto costruire dall'arciduca d'Austria e imperatore del Messico Massimiliano d'Asburgo, che lo volle come residenza per sé e sua moglie Carlotta del Belgio. Il parco ospita anche un castelletto, dove i due vissero in attesa che la costruzione principale fosse completata. Oggi, il Castello ospita un museo dove sono esposti anche meravigliosi vasi orientali. Le stanze dell'edificio conservano l'arredamento originario; tra le camere più belle c'è la sala del trono, che di recente è stata restaurata, tornando così agli antichi splendori. Il Castello non ha portato molta fortuna a chi vi ha abitato: Massimiliano d'Asburgo partì da qui alla volta del Messico, dove fu assassinato. Dopo questo episodio, sua moglie Carlotta perse il lume della ragione e venne rinchiusa nel vicino castello in cui aveva trascorso i primi tempi a Trieste. La poesia di Giosuè Carducci “Miramar”, scritta in seguito alla tragica scomparsa di Massimiliano d'Asburgo, descrive proprio il Castello di Miramare. Partì da qui senza farvi ritorno anche Amedeo d'Asburgo, che morì durante la prigionia in Etiopia, di cui era viceré.

Un altro importante castello di Trieste è quello di San Giusto, che si trova in cima all'omonimo colle. L'edificio è una fortezza che è stata adibita a museo; purtroppo, è possibile visitarlo solo in parte. Al Lapidario Tergestino si possono ammirare opere (bassorilievi, sculture e iscrizioni) che risalgono all'epoca romana. All'interno del Castello di San Giusto, nelle cui sale vi sono numerosi gonfaloni e stemmi delle più potenti famiglie triestine, c'è anche un museo delle armi. Dal grande giardino, e in particolare dalla terrazza panoramica, è possibile ammirare Trieste dall'alto; quando c'è la bora e il cielo è sgombro di nuvole, lo spettacolo lascia senza fiato.
camper trieste teatro romanoAi piedi del Colle di San Giusto si trova il Teatro Romano, che risale al I o al II secolo d.C. Negli anni seguenti vi furono costruite sopra alcune abitazioni per essere riportato alla luce solo alla fine degli anni Trenta del Novecento. Di tanto in tanto, in estate la struttura ospita ancora oggi degli spettacoli.

Gli amanti dei panorami non possono negarsi un giro sulla tranvia di Opicina: questo mezzo, che parte da Piazza Oberdan, collega il centro della città con la frazione di Villa Opicina, situata sull'Altopiano trieste camper villa opicinadel Carso, a più di 300 metri di altitudine. Dopo un breve tratto in pianura, la tranvia affronta una salita con una pendenza massima del 26 per cento. Arrivati a Villa Opicina, chi ama la natura può percorrere a piedi o in bicicletta (che è sconsigliato portare sulla tranvia) i sentieri di un bosco, seguendo la cosiddetta “Strada Napoleonica”; di tanto in tanto, lungo il tragitto si trovano dei punti panoramici, da cui è possibile godersi meravigliosi scorci della città e dei dintorni. La vista panoramica per eccellenza, però, è quella che si ha all'inizio della Strada Napoleonica. Qui, si trova anche un imponente obelisco, che è stato intitolato a Francesco I d'Austria ed è diventato il simbolo di Villa Opicina.

 

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Autore: 
Redazione CamperLife
Punteggio: 
3.666665

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Coordinate: 
Latitudine: 13.779488000000 - Longitudine: 45.654848000000
Data Aggiornamento: 
20-05-2015
Data Pubblicazione: 
31-03-2012