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Törggelen: di maso in maso | Weekend in camper

L’Alto Adige sorprende allo schiudersi della stagione autunnale tra profumo di vino novello, castagne appena arrostite e soprattutto l’ormai celebre tradizione del Törggelen. Quello che vi proponiamo è dunque un weekend nella zona dove questo culto è nato. Un fine settimana tra natura, gastronomia e cultura.

Profumi e colori che incantano la vista. Sono questi gli elementi immancabili delle cartoline dell’Alto Adige durante la stagione autunnale, quando le sfumature di rosso e giallo colorano i prati e gli alberi e i frutti della terra regalano odori e sapori imperdibili. Proprio per godere al massimo di questa stagione, da tempo immemore la tradizione altoatesina trasmette il cosiddetto Törggelen che ha per protagonisti – da ottobre fino all’Avvento – il vino e le castagne. Le porte dei masi si spalancano dunque e, nelle tipiche “stuben”, si sorseggia il vino novello accompagnato da prodotti tipici locali.

La tradizione

Nato nei masi intorno a Chiusa e Bressanone, il nome deriva dalle presse da vino (dette “Torggl”) che erano poste all’interno delle cantine dove era possibile degustare il vino novello. Se un tempo erano i visitatori a portare con sé il mangiare durante le visite ai viticoltori, oggi sono proprio i produttori a offrire i loro prodotti: vino, grappe, il celebre Susser (mosto fermentato) e altre pietanze tipiche della stagione come la zuppa di farro. I masi sono raggiungibili a piedi lungo alcuni percorsi come “il sentiero del castagno” e “il sentiero enologico della Val Venosta”. Suggestivo è anche “il percorso dei sapori” che da Laion porta alla scoperta della cucina contadina con visita alla presunta casa natale del poeta medievale Walther von der Vogelweide. La tradizione viene inaugurata con l'evento “Törggelen Originale”, un’iniziativa che nel 2018 coinvolgerà ben 23 Buschenschänken, ovvero osterie contadine che espongono all’ingresso una piccola frasca (il Buschen appunto) adornata con un nastro rosso (per maggiori info vedi box dedicato). Quest’anno l’iniziativa è stata inaugurata il 6 ottobre e, nelle settimane a seguire, l’esperienza è continuata nelle zone intorno a Bressanone, Bolzano e Merano.

Arrivo a Laion

L’itinerario che vi consigliamo e che si può agevolmente realizzare nell’arco di un fine settimana parte da Laion, in provincia di Bolzano. All’imbocco della Val Gardena, su un soleggiato altopiano con vista meravigliosa sulle Dolomiti, sorge questo pittoresco paesino da cui, come accennato poco fa, parte “il percorso dei sapori”, un’escursione con sosta e degustazione che rappresenta il modo migliore per conoscere questo straordinario mondo e soprattutto assaporare numerose ricette della cucina locale. Questo percorso prevede anche vista sulla casa natale di “Walther von der Vogelweide” al quale è dedicato un sentiero circolare permanente che si svolge tra Laion, la costa di Novale ed Albions. Ai punti significativi lungo l´itinerario sono piazzati cartelli che informano sulla vita e le opere del cantore a cui il percorso è dedicato. In questo modo la bella passeggiata, che si estende per 7 km percorribili in 3 ore (salvo ovviamente soste nei masi lungo la via), viene arricchita da informazioni storiche-culturali. Ci prendiamo il resto della giornata per godere dei panorami di un paese che ha conservato nel tempo soprattutto due cose: autenticità e ospitalità vera. Se non fossimo troppo stanchi, potremmo fare una breve passeggiata di 20 minuti seguendo “il giro Wasserbühel” che si snoda per poco più di 1 km in una bellissima posizione panoramica sul monte all’entrata nella Val Gardena. Ci porta a luoghi di ritrovamenti archeologici, che ci dimostrano l’antichissima preferenza per il posto come insediamento dell’uomo. Inoltre la collina Wasserbühel si offre come luogo di tranquillità e punto panoramico.

La città degli artisti

Il giorno seguente ci spostiamo poco più a nord fino a Chiusa, uno dei “Borghi più belli d’Italia”. È una città medievale che già un secolo fa fu teatro di una vivace vita artistica. Oggi è un centro che affascina dal punto di vista storico e paesaggistico. Nel centro della città, nell´ex convento dei Cappuccini, potete visitare il Museo Civico che conserva il prestigioso Tesoro di Loreto: preziosi oggetti sacri, tessili e ceramiche, quadri e altre opere d´arte di noti artisti italiani, spagnoli e fiamminghi, realizzati nel XVI e XVII secolo. Nelle vicinanze trovate la Cappella di Loreto, una ricostruzione della Santa Casa di Nazareth, situata appunto a Loreto. Chiusa è dominata dalla rocca di Sabiona su cui si erge il suggestivo Convento di Sabiona. Raggiungibile solo a piedi attraverso la Via Crucis o lungo la passeggiata di Sabiona, è abitato dalle monache benedettine di clausura. Per scoprire la storia della città è stata ideata “la passeggiata medievale” che si estende per 1,6 km. Chi desidera intraprendere questa passeggiata, dovrebbe concedersi il tempo necessario per scoprire ogni angolo di Chiusa. C’è molto da vedere: cripta, chiesa parrocchiale, il vecchio municipio, solo per citarne alcuni. E chi è stanco di camminare può fare una sosta presso i bar e ristoranti tipici, nascosti dietro le antiche facciate. I più allenati invece possono optare per “il sentiero del castagno” citato poco fa. Il sentiero segnalato porta attraverso boschi di latifoglie colorati, prati dal verde intenso e castagneti secolari - uno spettacolo della natura unico. Il percorso, di difficoltà media, copre 6 km percorribili in circa 2 ore. Da segnalare inoltre che dal 30 novembre al 23 dicembre 2018 ogni fine settimana si svolgerà in paese il “Natale Medievale”.

La città vescovile

Chiudiamo il nostro fine settimana all’insegna dell’attività fisica con una giornata più “rilassante” alla scoperta del capoluogo di questa regione. Un’area caratterizzata da alte cime, dolci colline e vallate ricoperte da meli, castagni e vigneti. Una vera e propria “Valle dei percorsi” che affianca al fascino delle cittadine il sapore autentico delle tradizioni altoatesine. Capoluogo di questa zona meravigliosa è Bressanone, che si trova a poco più di 25 km da Chiusa. Bressanone ha avuto fin dal passato un ruolo di importante città vescovile, tuttora palpabile in ogni suo angolo, dove si susseguono gli edifici sacri. Ma la città stupisce anche per i suoi simboli, primo fra tutti quello dell’elefante Soliman. Ma andiamo con ordine. Il potere vescovile si esprime in tutta la sua grandezza nel pieno centro. Qui potete ammirare il Duomo di Bressanone e i suoi sontuosi interni con 33 diversi tipi di marmo pregiato, una Madonna tardo-gotica e un organo a 3.335 canne. Non scordate di dedicare un po’ di tempo al chiostro adiacente e di volgere lo sguardo verso l’alto per ammirare gli stupendi affreschi di epoca gotica. A pochi passi dal Duomo è ancora perfettamente conservato il palazzo vescovile, la Hofburg, residenza dei principi vescovi e poi dei vescovi della diocesi di Bressanone dalla metà del XIII secolo al 1973. Oggi ospita il Museo Diocesano, 70 sale che testimoniano la storia del luogo dal medioevo ad oggi. Fermatevi un istante davanti al grande presepe esposto tutto l’anno al pianterreno e rilassatevi nel giardino interno del palazzo. Passeggiando per le caratteristiche vie del centro storico, concedetevi un tuffo nel passato nel quartiere di Stufles, il più antico della città, dove simboli e palazzi vi fanno immaginare come si viveva qui un tempo. Qualche riga fa vi abbiamo parlato dell'elefante Soliman, ma chi è? Nel 1552 si fermò in città per due settimane durante il suo viaggio dall’India a Vienna. L’oste brissinese Andrä Posch ospitò l’animale nelle stalle della sua locanda, che ribattezzò “Elefante”. Riconoscete questo hotel storico grazie al grande elefante dipinto sulla facciata. Appena fuori dalle mura della città vescovile, potete visitare il Museo della farmacia, che mostra i progressi e le trasformazioni dell’arte farmaceutica nel corso dei secoli. Lasciando il centro di Bressanone, ammirate le cime della Plose, la montagna di Bressanone, e proseguite qualche chilometro verso nord, dove la supremazia spirituale e religiosa del medioevo viene ancora oggi testimoniata dall’Abbazia di Novacella, fondata nel 1142 dal vescovo Artmanno e da allora abitata dai canonici agostiniani. Nella tenuta che si estende accanto all’Abbazia si produce vino da quasi nove secoli. Sorseggiatene un bicchiere alla Cantina di Novacella, per chiudere in bellezza questo weekend immerso nella natura. 

Törggelen Originale

Oggi è ancora possibile rivivere l’originario Törggelen in alcuni selezionati Buschenschänke. Ben 22 locande contadine, che soddisfano i criteri qualitativi del marchio “Gallo Rosso”, presentano l’iniziativa “Törggelen Originale”. Nelle osterie partecipanti, ubicate tutte nelle zone di tradizione vitivinicola, vengono offerti vino di produzione propria e castagne altoatesine. I Buschenschänke partecipanti all’iniziativa si riconoscono da un simbolo preciso: una frasca appesa con un nastro rosso alla porta d’ingresso. Il ricco programma, che ha inaugurato la stagione del Törggelen il 6 ottobre, prevede visite guidate ai masi contadini e presso gli apicoltori, passeggiate attraverso i castagneti e degustazioni di vini. Vengono offerte in assaggio anche le grappe e l’apprezzato mosto d’uva, detto Sußer, mentre chi ama i sapori decisi può visitare l’affumicatoio e assaggiare lo Speck Alto Adige. Verso sera viene acceso il fuoco, Keschtnfeuer, su cui i contadini e gli ospiti arrostiscono le castagne. Le osterie contadine partecipanti si trovano in Valle Isarco lungo il Sentiero del Castagno, nelle zone di produzione di vino e di castagne della Strada del Vino, nell’area di Bolzano e nel Burgraviato. Per poter prendere parte all’iniziativa Törggelen Originale è necessario prenotare anticipatamente presso le osterie contadine partecipanti. L’iniziativa “Törggelen Originale” è solo in Buschenschänke selezionati ma, venendo in Alto Adige nel periodo del Törggelen, sentirete parlare sia di Buschenschänke e che di Hofschänke. Si tratta delle osterie contadine aperte in questo periodo. La differenza principale consiste nel vino: i Buschenschänke sono situati in una zona vitivinicola e la loro licenza prevede tassativamente la produzione di vino proprio. Il gestore è quindi sia viticoltore che cantiniere che oste. Gli Hofschänke invece servono piatti tipici della gastronomia altoatesina accompagnati da un buon bicchiere di vino altoatesino che però non producono loro stessi. Una cosa di certo l’hanno in comune: sono sinonimo della singolare ospitalità dei contadini altoatesini.

Informazioni utili per il camperista

Come arrivare in camper a Bressanone e dintorni
Laion: Tramite A4 e A22 in direzione di Griesbruck/SS242d a Chiusa. Prendere l’uscita Chiusa-Val Gardena da A22/E45 e continuare su SS242d. Proseguire in direzione di Trojer Anger a Laion.
Chiusa: da Laion prendere SS242d in direzione di Griesbruck a Chiusa.
Bressanone: da Chiusa seguire Via Statale 12 in direzione di Bressanone.

Dove sostare in camper a Bressanone e dintorni

  • Laion: PS gratuito presso campo sportivo, GPS: N 46° 36' 37.3'' E 11° 34' 1.253''
  • Chiusa: AA presso Camping Gamp, www.camping-gamp.com, info@camping-gamp.com, GPS: N 46° 38’ 28.655’’ E 11° 34’ 21.061’’
  • Bressanone: PS comunale a pagamento vicino al centro storico, GPS: N 46° 43’ 14.326’’ E 11° 39’ 24.897’’. AA presso Camping Lowenhof, www.loewenhof.it, info@loewenhof.it, GPS: N 46° 44’ 5.521’’ E 11° 38’ 50.477’’

 Info turistiche
www.lajen.info - www.suedtirol.info - www.klausen.it - www.brixen.org 

 

 

 

 

Autore: 
Monica Viganò
Punteggio: 
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Data Aggiornamento: 
03-12-2018
Data Pubblicazione: 
03-12-2018