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Speciale Pasqua in camper: Abruzzo

Con l'Abruzzo termina il nostro speciale Pasqua sulle principali manifestazioni del Centro Italia. Dopo Lazio e Campania (link), Marche (link), Toscana (link) e Umbria (link) arriviamo in Abruzzo, un territorio pervaso da un forte spirito religioso, profondamente radicato nelle tradizioni locali, che si manifesta in cerimonie di grande suggestione e bellezza. L’attaccamento foto: Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti di Chietidella popolazione a questi riti, l’intensità con cui vengono vissuti, la grande cura nella loro realizzazione, ma soprattutto il forte carattere simbolico, l’atmosfera raccolta e devota, la suggestione di costumi, luci e scenografie e la bellezza degli scenari architettonici e naturali che li ospitano li hanno resi appuntamenti di rilievo e di forte richiamo nel panorama delle manifestazioni pasquali italiane.
Appuntamenti così imprescindibili e così carichi di devozione, da essere svolti sempre e comunque, anche in presenza di condizione atmosferiche avverse: elemento spesso presente in questo periodo, tanto da essere quasi considerato dagli abruzzesi parte del fascino di queste manifestazioni.

Lanciano
Per il giovedì santo:

Aggiungendo un giorno di vacanza alle consuete ferie pasquali, potrete calarvi nell’atmosfera tipica di questa festività, tra religione e folklore, recandovi a Lanciano, bella cittadina in provincia di Chieti, disposta su tre colli che degradano dal massiccio della Majella (il secondo più alto degli appennini, dopo il Gran Sasso d’Abruzzo) verso la costa adriatica.
Lanciano merita una visita anche solo per i tanti monumenti che testimoniano la sua antichissima storia, risalente secondo la tradizione al 1181 a.C., per opera di un profugo fuggito alla guerra di Troia insieme a Enea.
Il Cireneo di Lanciano (foto dalla rete)In questa antica città, il Giovedì Santo ha luogo la processione degli Incappucciati, che rappresenta un vero e proprio unicum rispetto alle tradizionali processioni della Settimana Santa in Abruzzo.
Dalla chiesa di Santa Chiara, sul corso principale, alle 22.00, i membri dell’Arciconfraternita della Morte e Orazione San Filippo Neri, coperti con tonache e cappucci neri, accompagnano il personaggio del Cireneo scalzo, che trascina una pesante Croce lignea di 25 chili attraverso le vie del centro storico. Questa rappresentazione commemora il doloroso cammino di Gesù verso il monte Calvario, quando Simone di Cirene fu scelto per aiutarlo a trasportare la croce, ma si arricchisce di significati profondi per il fatto che l’identità del cireneo resta segreta a tutti: un anonimato che simboleggia l’importanza del sacrificio gratuito e il senso del servizio verso la comunità e il prossimo.
La persona chiamata a vestire i panni del Cireneo cambia ogni anno e viene scelta segretamente solo qualche istante prima della processione dal Priore dell’Arciconfraternita, che in seguito ne trascrive l’identità sul “libro dei cirenei”, conservato sotto chiave nella chiesa Santa Chiara e al quale nessuno può avere accesso.
Il momento della scelta è probabilmente il più delicato e atteso dell’evento: la ritualità, la segretezza e l’onore di cui viene investito il cireneo sono i punti cardine di una tradizione vissuta con straordinaria passione da cittadini e partecipanti.
A creare un’atmosfera ancora più densa di pathos contribuiscono la luce fioca e tremolante delle fiaccole degli Incappucciati e il sottofondo orchestrale, mesto e cupo, della banda, interrotto dalle preghiere e dal rumore secco delle “raganelle” o “traccole”, antichi strumenti popolari in legno.
Per il venerdì santo:
Se desiderate fermarvi a Lanciano, avrete modo di assistere a molte altre celebrazioni. Il Venerdì Santo,si tiene l’esecuzione per orchestra, coro, tenore e baritono delle Musiche Sacre di compositori locali, tra cui il Christus di Masciangeli e l'Elegia per Orchestra di Ravazzoni. Il concerto inizia alle 16.30 nella Chiesa di Santa Maria Maggiore e anticipa un’altra processione, questa volta a viso scoperto, che parte alle 19.00 da Santa Chiara e conduce una statua lignea del Cristo per i quartieri del centro.
Domenica di Pasqua:
La Domenica di Pasqua viene invece celebrata con “L’incontro dei Santi”, rivisitazione della più celebre “Madonna che scappa” di Sulmona, di cui parliamo più avanti nell’articolo.
A Lanciano, il rito prende il nome di Incontro dei santi e fa da ponte verso la chiusura delle festività che avviene il martedì successivo con il Saluto dei Santi (leggete più avanti).
Il Saluto dei Santi a Lanciano (foto dalla rete)L’incontro dei Santi ha alcune somiglianze con le “Affruntate” calabresi e somiglia a un teatro muto, per l’importanza data ai gesti e agli inchini, con cui si mima il dialogo tra le statue. La statua di San Giovanni attraversa la piazza, nel tentativo di far ricongiungere la Madonna con il Cristo Risorto, posti agli angoli opposti. Anche in questo caso, sarà necessario provare tre volte, prima che la Madonna si lanci verso il figlio, tra applausi, spari, voli di colombe e le note festose della banda.
Martedì di Pasqua
Quella del Saluto dei Santi è una celebrazione rimasta in uso anche a Lanciano, dove il martedì di Pasqua, tutte le statue utilizzate nelle processioni della settimana precedente si incontrano per l’ultima volta nella piazza centrale e si inchinano le une alle altre, prima di essere ricondotte a spalla ognuna nella propria chiesa di appartenenza, dove saranno custodite fino alla Pasqua successiva.
Per info:
Sito web del Comune di Lanciano - iat.lanciano@abruzzoturismo.it - tel. 0872.717810
A.C.T.I. Lanciano - tel 0872.49585 - sito web della Confraternita Morte e Orazione
Per la sosta:
- Area attrezzata in via Per Frisa, vicino al Ponte Diocleziano, sotto le antiche mura del quartiere vecchio di Lanciano. L’area offre 50 posti per camper su tre livelli, ma purtroppo versa in uno stato di semi-abbandono, con i servizi igienici e l’ascensore non agibili. Per raggiungere il centro, quindi, dovrete andare a piedi, attraversando Piazza Garibaldi e risalendo in Piazza Plebiscito - dettagli area -

Teramo
Per il venerdì santo:
Se non vi spaventano le ore piccole e siete disposti a rimanere svegli fino all’alba per vivere un’esperienza suggestiva e unica nel suo genere, dovete recarvi a Teramo nella notte tra Giovedì e Venerdì Santo. Qui si tiene la processione della Desolata, uno dei riti più antichi d'Abruzzo, risalente alla seconda metà del 1200, come l'Arciconfraternita dei Cinturati che da sempre ne cura l'organizzazione.
La processione parte alle 4.00 del mattino del Venerdì Santo dalla parrocchia di S. Agostino e attraversa la città, passando per sette chiese (altro numero simbolico, che risponde al culto dei “sette dolori di Maria”), con un corteo aperto da una croce con i simboli della Passione, seguita dai fedeli con candele accese e da donne vestite a lutto, completamente di nero, come si usava un tempo. Lungo il percorso, anche le strade sono a lutto, con i balconi dei palazzi coperti da drappi di stoffa nera o viola, tra cui risuonano le note funebri suonate dalla banda e tratte da brani di compositori teramani.
Al centro del corteo sfila la statua lignea della Vergine Addolorata, chiamata appunto la “Desolata”, portata a spalla su una portantina da sole donne: un particolare piuttosto raro nella tradizione.
La statua della Desolata viene introdotta in ciascuna delle chiese del percorso, a simboleggiare la struggente ricerca della Madonna del corpo di suo figlio, fino a quando non arriva nella settima, quella dell'Annunziata. Sono ormai le 7.00 del mattino e nell’ultima chiesa la Madonna trova alla fine la statua del Gesù morente, su un maestoso letto funebre a baldacchino. Passati alcuni minuti di profondo cordoglio per l'ultimo saluto, la processione riparte e si conclude intorno alle 8.00 rientrando nella chiesa di partenza.
Terminata una celebrazione, ci si appresta subito a prepararne un’altra: la classica processione del Cristo morto, nelle ore serali, molto più pomposa e solenne, ma meno caratteristica. L’elemento più interessante è la presenza, in coda alla processione, di particolari figure femminili: le Cantarine, un gruppo di donne che intona le “lamentele”, tipici canti di preghiera della tradizione teramana; le addoloratine, sette bambine vestite di nero che rappresentano i sette dolori di Maria; la Veronica, bambina vestita con una tunica nera, un velo viola e in mano un panno bianco con il volto di Cristo, e la Maddalena, altra bambina con i capelli sciolti, vestita con un abito nero, ricamato d'oro.
Per info:
siti web del Comune e Teramo Culturale
Presidio APT Teramo - presidio.teramo@abruzzoturismo.it - tel. 0861.244222
Per la sosta:
- Camper service comunale gratuito in via Gammarana - dettagli area -
- Parcheggio a pagamento, custodito, è nel centralissimo Piazzale San Francesco,
- Altra area, gratuita ma un po’ più lontana dal centro, si trova in zona Villa Mosca nei pressi della chiesa della Madonna della Salute: asfaltata, pianeggiante e tranquilla, è vicina a una fermata dei bus.

Chieti
Per il venerdì santo:

La processione del Cristo morto di Teramo è superata per storicità e notorietà da quella che viene considerata la processione del Venerdì Santo più antica e probabilmente più importante d’Italia, quella di Chieti.
(fonte: Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti di Chieti)La sua origine risale all'842 d.C., anno in cui fu terminata la ricostruzione della prima Cattedrale (che oggi è la cripta della nuova Cattedrale di San Giustino), distrutta dai Franchi nell'801.
La processione assume, però, l’aspetto e la struttura attuali a cavallo tra il 1500 e il 1600, quando nacque l’Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti, che ancora oggi ne cura l'allestimento e la preparazione.
La prima ufficialmente documentata è del 1603 e vedeva i membri della confraternita, incappucciati, trasportare solo uno stendardo in damasco nero, una Morte lignea a grandezza naturale e un catafalco su cui veniva posta la statua del Cristo morto. Nei secoli successivi si aggiunse il coro, che oggi rappresenta uno dei maggiori elementi di attrazione, e nell’ottocento la processione venne spostata dalla mattina alla sera, elemento che ha aggiunto ulteriore fascino.
La processione, infatti, sfilava per le vie della città illuminata solo dai “fanali”, piccoli lampioni dalle lunghe aste trasportati dai partecipanti, da candele poste sui balconi e da torce che ardevano lungo le strade, su tripodi in ferro battuto: tutti elementi utilizzati ancora oggi e che contribuiscono a creare un’atmosfera che rievoca tempi e usanze antiche.
Il medesimo rispetto della tradizione vuole che ancora oggi partecipino alla processione tutte le confraternite della città, ognuna con il proprio stendardo e crocifisso, e ognuna caratterizzata da abiti propri, distinti per colore e ricami.
La processione ha inizio verso le 19.00, quando esce dall’alta scalinata della Cattedrale di San Giustino e si avvia per le strade cittadine, da nord a sud e poi da est a a ovest, come a disegnare una croce, con un percorso che è cambiato pochissimo nei secoli (ma che viene stabilito di anno in anno, con alcune variazione che possono dipendere da esigenze di viabilità o organizzative).
Il passaggio delle confraternite è inframezzato da numerosi simboli della Passione, portati a (fonte: Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti di Chieti)braccia, e da sculture montate su palchetti trasportati a spalla, tra cui l'Angelo Alato, le Lance, la Colonna, il Sasso, la Scala e la Croce, opera di artigiani locali e dotate di un grande valore simbolico.
Le statue più illustri e pregiate restano, in ogni caso, quelle dell'Addolorata e del Cristo morto. L'Addolorata è forse la più popolare della processione: porta un abito di pesante seta e velluto nero, con ricami d'oro. Il volto, coperto da un velo in tulle nero trapunto di stelle d'oro, è sofferente; le braccia sono tese e nella mano sinistra stringe un fazzoletto.
Il Cristo morto è una scultura lignea del '700, la cui principale caratteristica è rappresentata dal leggero velo bianco che copre il corpo. La statua è posta su una lettiga barocca coperta da un prezioso manto di pesante velluto damascato, ricamato con oro e argento.
Dopo le confraternite e i simboli pasquali, sfilano i membri dell'Arciconfraternita del Sacro Monte dei Morti, vestiti con tunica nera, mozzetta gialla e cappuccio nero, seguiti dall’Orchestra dei Musici e dal Coro dei Cantori.
È questo, come accennavamo, uno dei punti di forza della manifestazione: formata da oltre 160 elementi, tutti uomini, intona lo struggente Miserere composto intorno al 1740 da Saverio Selecchy, Maestro di Cappella della Cattedrale e originario di Chieti. Ad accompagnare le voci profonde, potenti e scure del coro maschile, è l'orchestra di altri 160 elementi, tra cui flauti traversi, violini, violoncelli, sassofoni, clarinetti, fagotti e diretta dall’attuale Maestro di cappella.
Il risultato è un canto funebre di incredibile impatto emotivo, che riecheggia per le vie del centro riempiendole di un suono cupo e denso, intriso di fede e mestizia, pathos e preghiera, sofferenza e partecipazione.
L’appartenenza al Coro così come all'Arciconfraternita del Sacro Monte è considerata un grandissimo onore per le famiglie teatine, al punto da essere tramandata di padre in figlio. E probabilmente anche per questo la processione è un momento atteso e profondamente sentito dall’intera cittadinanza.
Per info:
www.comune.chieti.it - presidio.chieti@abruzzoturismo.it - tel. 0871.63640
www.gruppolapanoramica.it - tel. 0871.348685
www.sacromontemortichieti.it
Per la sosta in camper:
A pochi minuti a piedi dal centro storico, si trovano due grandi parcheggi con possibilità di sosta per i camper: uno è in Piazza Garibaldi; l'altro, multipiano, è in via Papa Giovanni.
Entrambi, però, sono presi d’assalto, per cui vi proponiamo altre due alternative.
Un'area di sosta per circa 50 camper è in zona Piana Vincolato, 1 km più a valle rispetto al centro, vicino a dei campi da tennis. Da qui, potete arrivare nel cuore della città in una decina di minuti a piedi, superando una salita di circa 200 metri, o prendere l’autobus urbano linea 9 dalla vicina fermata.
La soluzione più semplice è probabilmente il parcheggio del palazzetto dello sport “Palatricalle", in via dei Peligni, dal quale nel giorno della manifestazione il comune istituisce un servizio di bus navetta gratuito per il centro.

Barrea
Per il sabato santo:

Il sabato è un giorno tendenzialmente di pausa all’interno della Settimana Santa, un momento di raccoglimento prima delle grandi celebrazioni per il giorno di Pasqua.
A fare eccezione è la manifestazione della Passione Vivente di Barrea, piccolo centro nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo.
(fonte: www.lacasanelborgo.com)Ideato e realizzato da alcuni anni, per mano dell’Associazione culturale "Antologia", l’evento mira a ricostruire e rappresentare i momenti più importanti della Passione di Cristo, fino a quello, toccante e tragico, della morte in croce.
La rappresentazione è suddivisa in scene, cui prendono parte cittadini e attori locali, accompagnate da una voce narrante e da un sottofondo sonoro. Inoltre, è caratterizzata da scenografie e costumi curati nei dettagli e rispettosi della tradizione.
Ad arricchirla di fascino sono le scenografie curate nei dettagli, i bei costumi rispettosi della tradizione e gli scorci suggestivi delle vie e piazzette del paese, sormontate da uno splendido scenario naturale.
Per info:
www.comune.barrea.aq.it - info@comunebarrea.it
Associazione Antologia - tel. 0864.88403

Sulmona
Domenica di Pasqua:

La domenica di Pasqua è per gli abruzzesi un appuntamento atteso con grande emozione e anche un pizzico di tensione, grazie alla manifestazione della Madonna che scappa di Sulmona, famosa ormai anche al di fuori dell’Italia e capace di richiamare un gran numero di turisti.
Questo rito e le altre celebrazioni pasquali della città risalgono probabilmente al Medioevo, ma subirono il maggiore sviluppo nel periodo barocco, grazie alle due Confraternite della città: quella della Trinità, più antica, che cura la processione del Venerdì Santo e quella di S. Maria di Loreto o dei Lauretani, cui spetta in esclusiva l’organizzazione dell’evento del giorno di Pasqua.
La Madonna che Scappa è una rievocazione dell'incontro tra la Madre di Gesù e il Cristo risorto, in cui la religione e la fede si intrecciano inestricabilmente con il folklore, le tradizioni e le superstizioni popolari.
D(tratta da: www.madonnachescappainpiazza.it - fonte: Confraternita di Santa Maria di Loreto)alla chiesa di S. Maria della Tomba, intorno alle 11.00 della mattina, subito dopo le celebrazioni della domenica di Pasqua, parte la processione della Confraternita della Madonna di Loreto, che trasporta le statue del Cristo risorto e dei santi Giovanni e Pietro fino in piazza Garibaldi.
La statua del Cristo morto viene posta su un baldacchino a un’estremità della piazza, sotto l’acquedotto, mentre le statue dei santi raggiungono l’estremità opposta, fino alla chiesa di san Filippo, dove si trova la statua della Madonna vestita a lutto.
A questo punto, la tradizione vuole che i Santi bussino a turno al portone della chiesa per tre volte. Dopo due rifiuti, la Madonna accetta di seguirli, le porte di San Filippo si aprono tra gli applausi e la sua statua segue quella dei due santi lungo uno stretto corridoio lasciato libero dalla (tratta da: www.madonnachescappainpiazza.it - fonte: Confraternita di Santa Maria di Loreto)folla, fino al centro della piazza. Raggiunto il “fontanone”, una grande fontana realizzata da artigiani del ferro battuto di Pescocostanzo, l'atmosfera si fa tesa: i due apostoli si fermano, mentre, da lontano, la Vergine riconosce il Figlio Risorto. È ormai mezzogiorno ed è arrivato il momento clou dell’evento.
All’improvviso, con un ingegnoso sistema di fili (conosciuto soltanto dalla confraternita e dalla famiglia d'Erasmo, che ha il privilegio di vestire la Madonna), il manto nero e il fazzoletto che coprono la statua della Madonna cadono, mostrando uno splendido abito verde ricamato d'oro, mentre si levano in volo 12 colombe. La statua si lancia in una corsa forsennata verso quella del figlio risorto, accompagnata dagli applausi della gente, le note della banda e lo sparo dei mortaretti, in un’atmosfera al tempo stesso festosa e densa di ansia.
Secondo la tradizione, infatti, se l’evento si svolgerà senza intoppi, l’anno si rivelerà propizio. Al (tratta da: www.madonnachescappainpiazza.it - fonte: Confraternita di Santa Maria di Loreto)contrario, se qualche dettaglio, come la caduta del manto o il volo delle colombe, presentasse problemi imprevisti, potrebbero verificarsi gravi sventure e calamità naturali. Il peggiore dei presagi è rappresentato comunque dalla possibilità che la statua della Madonna cada o si rovini. Le storiche cadute del 1914 e del 1940, ad esempio, furono considerate da molti cittadini presagi delle successive due guerre.

Dopo la corsa, la statua della Madonna viene condotta nella piccola chiesa di S. Chiara per essere rivestita e da qui esce per una processione che la riconduce, insieme alla altre statue, al punto di partenza, nella chiesa di S. Maria della Tomba.
Qui avrete l’occasione di osservare da vicino la pregevole - seppur di origine popolare - fattura delle statue e delle loro vesti, oltre che di apprezzare la ricca simbologia che caratterizza ogni dettaglio.
Per info:
www.abruzzoturismo.it - iat.sulmona@abruzzoturismo.it - Tel. 0864-53276
www.sulmona.org - www.comune.sulmona.aq.it/web - www.madonnachescappainpiazza.it
Vigili Urbani - tel. 0864.242206
Per la sosta:
- Un’area di sosta comunale a pagamento (5 euro al giorno) è in via Japasseri con 60 posti per camper, di cui 30 su asfalto; illuminata, con corrente elettrica, acqua e scarico acque (tel. 80864.210556).
- L’altra area, con attrezzature e prezzo identici, è presso lo Sport Village in via dell’Agricoltura 6 (Tel. 0864-251284) e offre 40 posti per i camper oltre alla possibilità di utilizzare la struttura sportiva polivalente annessa con piscina coperta, solarium, palestra, campo di calcetto.

Spoltore
Domenica di Pasqua

Oltre a Sulmona, il rito della Madonna che scappa è diffuso in diversi altri centri della regione, con sfumature diverse nell’organizzazione e nella messa in opera, ma accomunati dall’ora e dal luogo. Si svolgono tutti a mezzogiorno nella piazza principale, la domenica di P(copyright: Andrea Morelli)asqua.
L'Abbandonata è l'incontro più famoso dopo quello sulmonese e si tiene a Spoltore, nell’entroterra di Pescara. Il nome deriva dalla figura della Maddalena, chiamata appunto "L'Abbandonata", per l'incedere dondolante della statua o forse in ricordo del suo rinvenimento presso una vicina chiesa rurale. È l’unico rito, tra quelli abruzzesi, a concentrarsi sulla figura della Maddalena, restando fedele a quanto riportato nei racconti evangelici, secondo i quali fu lei a trovare il sepolcro di Cristo vuoto. In questo caso, infatti, la Madonna è accompagnata da San Giovanni e dalla Maddalena ed è quest’ultima ad attraversare di corsa quattro volte piazza d’Albenzio per portare il messaggio della Resurrezione.
Alla fine, quando la Madonna vede il figlio, diversamente dalle altre processioni, non corre verso di lui ma gli si avvicina molto lentamente, in un momento carico di tensione che esplode in un applauso liberatorio.

Pratola Peligna
Domenica di Pasqua

A Pratola Peligna, la celebrazione è chiamata la "Resuscete", che nel dialetto locale vuol dire "Resurrezione". Vi prendono parte due sole statue che percorrono due percorsi differenti per arrivare a mezzogiorno in Piazza Garibaldi una opposta all'altra. Qui si fermano qualche secondo prima di iniziare a correre una verso l'altra, fino a incontrarsi davanti alla fontana centrale, dove le due statue si fanno tre inchini, una delle caratteristiche più interessanti della festa.

Orsogna
Lunedì di Pasqua
Il lunedì di Pasqua, la cosiddetta Pasquetta, per una tradizione ormai consolidata in tutta Italia è il giorno dedicato alle scampagnate.
(tratta dal web)Approfittatene allora per una visita a Orsogna, piccolo centro nella provincia di Chieti, situato in splendida posizione panoramica, da cui lo sguardo è libero di spaziare verso i massicci montuosi della Maiella e del Gran Sasso e, dal lato opposto, sulle verdi colline che degradano verso il mare.
Qui si tiene la Festa dei Talami, uno dei riti pasquali più antichi e suggestivi d’Abruzzo, risalente all’epoca tardo medioevale e legato alla tradizione dei drammi liturgici, con forti analogie con gli “Auto Sacramentales” di Spagna e i “Pageants” d’Inghilterra. Il suo nome deriva dalla radice greca e latina “thal”, che significa tenere, portare, sostenere.
Si tratta una rappresentazione teatrale in bilico tra sacro e profano, composta da 7 quadri biblici viventi, allestiti sopra altrettanti carri, con sopra giovani attori che interpretano, in pose immobili, alcune scene del Vecchio e Nuovo Testamento.
Dietro di loro, è posto un fondale affrescato, il cui elemento più scenografico è la presenza di una bambina in carne e ossa, legata a una spalliera a forma di raggiera, che impersona la Madonna.
La tradizione vuole anche che sei carri siano trainati da trattori e un settimo sia trasportato a (tratta dal web)spalla dagli alpini.
Intorno alle 9.30 della mattina, ogni talamo, partendo dal quartiere che lo ha allestito, si dirige nel centro storico fino a raggiungere in corteo Piazza Mazzini, dove si unisce agli altri, per farsi ammirare dai cittadini e dai tanti turisti che accorrono per l’occasione. L’utilizzo dei carri e dei trattori testimonia quanto il rito sia legato alla vita rurale e alla tradizione contadina, tanto che, anticamente, gli era attribuito anche un importante valore propiziatorio in vista del futuro raccolto. La leggenda vuole, infatti, che il primo talamo sia nato per celebrare un evento miracoloso, che si ripeteva nella notte tra il lunedì e il martedì di Pasqua. In questa notte, i fedeli si riunivano per venerare un’immagine della Madonna che si narra cambiasse colore e muovesse gli occhi. Il quadro della Madonna fu il primo a essere messo in scena dal vivo, mentre gli altri si aggiunsero nel tempo, per volontà dei cittadini che facevano a gara nel realizzare quello più bello.
Per la sosta in camper:
- La soluzione più comoda è sostare presso il Palazzetto dello sport, in Via G. Magno, da cui si raggiunge il centro in pochi minuti a piedi.
- È inoltre presente una piccola area attrezzata. Si chiama Turismo Rurale Le Mignole, in Via Arenale 8 e offre posto per 4 mezzi, con noleggio bici.
Per info:
www.orsogna.net - Comune di Orsogna - tel. 0871 869765


Corropoli

Martedì di Pasqua
A Corropoli, in provincia di Teramo, martedì è il giorno scelto per il rito della Madonna che corre, simile a quelli descritti precedentemente, ma con alcuni aspetti piuttosto singolari. La manifestazione avviene in due tempi. La prima parte, tra le 8.00 e le 10.00 di mattina, vede per protagoniste solo la statua del Cristo morto e quella di San Giovanni, che viene portata di corsa (tratta dal web)per le vie del paese compiendo diversi giri, come per assicurarsi che la strada sia libera per l'arrivo della Madonna durante la seconda parte della processione. Alla fine di ogni giro, la statua di San Giovanni torna presso quella del Cristo morto e fa un inchino.
Verso le 12.00, le due statue raggiungono Piazza Piè di Corte da dove, dopo un ultimo giro di controllo, San Giovanni riparte per andare a chiamare la Madonna, rimasta sola nella parrocchia di S. Agnese. All’annuncio della resurrezione, la statua della Madonna corre fuori dalla chiesa insieme a quella del santo fino a raggiungere il figlio risorto, di fronte al quale, come di consueto, viene fatto cadere il velo a lutto.
Le tre statue riprendono insieme la processione che le riporta a S. Agnese. Qui, prima di rientrare nella chiesa, fanno un ultimo inchino: una sorta di saluto finale che chiude le manifestazioni pasquali abruzzesi.


Si chiudono così le manifestazioni religiose legate alla Pasqua e con esse anche la panoramica di Camperlife.it sulle principali rievocazioni nel Centro Italia. Per chi avesse perso la puntate precedenti, su Lazio e Campania, nessun problema: basta cliccare sulle località qui sotto per leggere gli articoli completi:



 


Autore: 
Redazione CamperLife
Punteggio: 
1

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Data Aggiornamento: 
31-03-2015
Data Pubblicazione: 
18-03-2012