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Speciale Castelli d'Italia | Itinerario in camper alla scoperta dei castelli del nord Italia

Grande è il fascino che i castelli esercitano sulle persone, anche perchè le vicende che si sono svolte al loro interno hanno contribuito alla formazione della cultura italiana. L’itinerario che vi proponiamo in questa prima parte del nostro speciale porta alla scoperta delle ragioni del modo d’essere italiano

Fortezze e meraviglie
In Italia esistono moltissimi edifici di notevole pregio e i castelli sono certamente una parte importante dell’architettura storica del nostro paese. Non vi è regione, grande o piccola che sia, che non esibisca sul proprio territorio un numero più o meno cospicuo di queste costruzioni. Alcuni manieri sono perfettamente integri, altri sono poco più che ruderi, ma tutti esercitano un discreto fascino sull’immaginario collettivo del genere umano. Anzi si potrebbe dire che più sono diruti, maggiore è il richiamo poiché ci si immagina che in un castello in cattive condizioni ci siano stati chissà quanti epici assedi con macchine da guerra medievali seminanti devastazioni sugli spalti ben difesi. Più facilmente, la sua distruzione sarà invece conseguenza di tempo e incuria. Ma a tutti noi piace fantasticare. camper castello Challant FénisE per assecondare questa capacità di romanzare tipicamente italiana, vi portiamo alla scoperta di alcuni castelli italiani. La selezione che vi proponiamo in questa prima puntata del nostro speciale abbraccia i manieri meno noti dell’Italia settentrionale, da ovest a est e di ritorno nuovamente a Occidente.

Valle d'Aosta
Il comune di Fénis (AO) è posto nella Val Clavalité, a circa 13 chilometri a sud di Aosta. A dominarne il territorio esiste, sin dal XII secolo, il castello degli Challant, poderoso baluardo militare costruito in una zona praticamente priva di difese naturali. Questo è abbastanza anomalo per quell’epoca ed è in piena contraddizione con i criteri che determinavano la scelta delle posizioni dei castelli. Si può solo pensare che nell’area esistessero, sin dall’epoca romana, dei nuclei abitati. Il maniero subì diverse trasformazioni attraverso i secoli, tra cui la più significativa è stata quella del 1300 che gli ha dato la fisionomia attuale. Nel XV secolo la dimora fortificata venne rimaneggiata adattandola alle esigenze della vita civile. Risalgono a quest’epoca gli affreschi che decorano il cortile, la cappella e i dipinti che chiudono a est il chiostro. All’inizio del XVIII secolo l’edificio era in completo abbandono e l’ultimo erede del feudo fu costretto ad alienarlo. Così il castello fu utilizzato come casa colonica. Solamente nella seconda metà dell’Ottocento l’architetto Alfredo d’Andrade, che aveva già ristrutturato il castello di Castellar, mise fine allo stato di abbandono e dopo aver ricostruito le parti più danneggiate donò il maniero allo Stato. Un successivo intervento, avvenuto tra il 1936 e il 1942, accentuò ulteriormente la sua matrice medievale anche se l’integrazione arbitraria della seconda cinta muraria ha compromesso irrimediabilmente la struttura originaria.

Piemonte
Il castello di Castellar si trova nell’omonimo comune, a circa 5 chilometri dalla città di Saluzzo (CN), capitale del marchesato che portava il suo nome. Il maniero fu edificato nel XIV secolo dal marchese Tommaso II per difendere la zona che sovrasta la valle Bronda. Il castello venne ampliato e abbellito nel corso dei secoli sino a raggiungere l’aspetto che vediamo oggi. Tuttavia, le forme odierne non sono propriamente antiche o perlomeno non sono state edificate nel Medioevo, in quanto la roccaforte venne ristrutturata alla fine del XIX secolo su progetto dello studio d’Andrade, architetto di cui abbiamo parlato poco fa che ha rivisitato diversi castelli in Piemonte. L’attuale fisionomia è senz’altro più aderente alla realtà medievale di quanto non l’avessero ridotta i vari ampliamenti e abbellimenti. L’interno, che ospita una collezione di cimeli storici militari, armi e uniformi riguardanti il Risorgimento e l’Unità d’Italia, è suddiviso in saloni, la maggior parte dei quali affrescati e con soffitti a cassettoni. I locali possono essere affittati per l’organizzazione di eventi vari.
www.castellodicastellar.it

camper castello di CastellarIl castello di Grinzane Cavour, storico comune delle Langhe (CN), venne costruito nella prima metà del XIII secolo, ma ha subito delle importanti modifiche nel 1961 in occasione delle celebrazioni per il primo centenario dell’Unità d’Italia. Come il suo nome fa supporre, il maniero era di proprietà di Camillo Benso Conte di Cavour che di Grinzane fu sindaco dal 1832 al 1849. Alla sua morte la proprietà passò alla nipote preferita, Giuseppina, che sposò il camper castello di Grinzane Cavourconte Carlo Alfieri di Sostegno e rimase in capo alla famiglia finché l’ultima discendente, la marchesa Adele Alfieri, non ne fece dono alla città di Alba. L’edificio, in laterizio, è di pianta trapezoidale con quattro corpi disposti attorno al cortile principale. Nel XVI secolo fu ampliato e vi furono aggiunte le due torricelle cilindriche. Dello stesso periodo è il soffitto a cassettoni della sala delle maschere, costituito da 157 tavolette dipinte in occasione delle nozze di Pietrino Falletti. Oggi il castello è sede di prestigiose istituzioni, come il Premio Letterario Grinzane Cavour, l’Enoteca Regionale del Piemonte che raccoglie vini DOC e DOCG provenienti da tutta la regione piemontese (ma con particolare accento sui prodotti della viticultura langarola con il Barolo e il Barbaresco a fare da star), il Museo Etnografico sulla Civiltà Contadina, l’Ordine dei Cavalieri del tartufo e dei vini d’Alba, l’Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggio, l’Osservatorio Nazionale sul Consumo Consapevole del Vino e infine di un ottimo ristorante gastronomico. Tra gli eventi più importanti si ricordano, ogni seconda domenica di novembre, l’Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba e, a inizio dicembre, l’Alba White Truffle Award. Da giugno del 2014 questo castello è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco.
www.castellogrinzane.com

Lombardia
Immerso in un parco di 5 ettari, il (CR) si annuncia al visitatore con la sua possente mole e per questa caratteristica viene considerato la più grande residenza castellana del cremonese, ma probabilmente dell’intera Lombardia. In origine, nel IX-X secolo, il maniero non era altro che un gruppo di case fortificate, per cui l’aspetto esteriore doveva essere ben diverso da ciò che vediamo oggi. L’edificio, posto all’incrocio di importanti vie di comunicazione, ha agito nei secoli come nucleo economicamente indipendente. Infatti, oltre alla parte riservata alla residenza del castellano e della sua famiglia, vi sono locali destinati alla manutenzione degli attrezzi, stalle, scuderie, forno, macello, pollai, cantine, una cappella medievale ricca di elementi romanici e gotici e infine il cimitero di famiglia, a cui è affiancato un giardino all’italiana con aiuole e roseti. Spettacolare è anche il parco che, a pochi metri dall’ingresso, presenta una vasca costruita nell’Ottocento e che può essere definita una vera e propria piscina di forma conica, la cui profondità aumenta gradualmente. Sui bordi sono posti dei sedili ed è impreziosita da un frontale da cui escono getti di acqua corrente che la rendono simile a una grande fontana.

camper castello di San Lorenzo de Picenardicamper castello di Malpaga

La storia del castello di Malpaga (BG) è strettamente intrecciata con quella del grande condottiero quattrocentesco Bartolomeo Colleoni che lo acquistò nell’aprile del 1456 dal comune di Bergamo.  L’avvento della polvere da sparo rese però la fortezza indifendibile, per cui il Colleoni fu costretto a effettuare alcuni interventi per trasformarla in una cittadella praticamente inaccessibile. I lavori non furono limitati al potenziamento delle difese, ma previdero anche la costruzione di un palazzo residenziale in cui il condottiero si stabilì con la famiglia e dove tenne corte, ospitando artisti e ricevendo i potenti del tempo. Il Colleoni ebbe solamente discendenze femminili e pertanto il castello venne ereditato dalla figlia Ursina che lo lasciò ai figli avuti da Gerardo Martinengo. Malpaga rimase in possesso della famiglia Colleoni Martinengo sino al 1880, quando fu acquistato dai conti Roncalli che lo tennero sino al 1924, anno in cui passò alla famiglia Crespi. Oggi il castello è di proprietà della Malpaga S.p.A. ed è ancora situato in un contesto naturalistico di grande valore. L’edificio è a disposizione di chiunque desideri organizzare un evento in un complesso architettonico di sicuro impatto artistico.
www.castellomalpaga.it

Trentino Alto Adige
La data di costruzione di Castel Pietra (TN) non è conosciuta, ma si suppone sia avvenuta in periodi antecedenti il XII secolo perché a quell’epoca alcuni documenti già lo citavano. Diversi sono gli stili che si possono riscontrare nella struttura, sebbene sia altamente evidente che lo scopo primario era quello difensivo, in quanto situato in una posizione strategica a guardia della strada imperiale che di qui transitava. Tra la fine del XVIII e l’inizio del XIX secolo la zona fu teatro di operazioni di guerra tra i francesi di Napoleone e gli austriaci. Nel 1796 questi ultimi dovettero arrendersi alla forza militare della Francia in virtù dei cannoni fatti portare dall’imperatore francese a metà della montagna chiamata Cengio Rosso e da qui venne bombardata la guarnigione austriaca. Anche le due guerre mondiali portarono distruzione alla struttura difensiva. Tuttavia, i recenti restauri hanno permesso di aprire, all'interno del maniero, bei percorsi di visita.
www.castelpietra.info

camper Castel Pietracamper castel TiroloUno dei più importanti castelli del Tirolo o forse il più importante dal punto di vista storico è quello che ne porta il nome. Situato nell’omonimo villaggio, in provincia di Bolzano, castel Tirolo venne edificato tra il 1138 e il 1160 per opera dei conti della Val Venosta, conosciuti come conti del Tirolo. La collina del castello è stata teatro di insediamenti che si perdono nella notte dei tempi e il visitatore potrà visitare il museo storico culturale che la fortezza ospita, le chiese paleocristiane e il fortilizio antemurale. Oltre a ciò avrà a disposizione l’intero edificio con i due palazzi (meridionale e orientale), le due cappelle, il camminamento di ronda, il refettorio, il mastio, il cortile delle cucine e le costruzioni di servizio. A visita terminata, chi lo desidera potrà rilassarsi nella corte interna, dove sono a disposizione un caffè e un bookshop, situati all’ombra degli alberi e piacevolmente cullati dal mormorio delle fontane.
www.schlosstirol.it

Friuli Venezia Giulia
Il castello di Villalta (UD), posto in posizione dominante la pianura friulana, è considerato il più importante maniero medievale della regione. Le sue origini sono antichissime e risalgono al tempo dei romani, come testimoniano alcune fondamenta e le tracce di un castelliere. Tuttavia il primo documento che lo cita risale al 1158. Nel  periodo tra il 1200 e il 1400 fu più volte assediato, distrutto e riedificato sino a giungere all’ampliamento avvenuto nel 1500. La struttura è circondata da una doppia cinta muraria, con merli ghibellini, camminamento di ronda e torri d’angolo a pianta circolare. Il mastio, a pianta quadrata, è la costruzione più antica e sembra risalire ai secoli XII–XIII. Le mura sono circondate da un parco piuttosto esteso che in ogni stagione si colora di tonalità diverse, come il blu intenso di centinaia di iris in primavera e il rosso infuocato degli alberi e della vite canadese in autunno. Il castello è tuttora la residenza privata della famiglia Caporiacco, per cui è visitabile previa prenotazione o in occasione di "Castelli Aperti". La visita include il piano terra con la cucina arredata in rustico friulano e il piano nobile, decorato con affreschi del 600 e composto dal Salone dei Patriarchi, dalle Sale Imperiali e dalla Sala degli Alberi Genealogici. Se si effettua la visita durante le due giornate di "Castelli Aperti", si viene accompagnati da figuranti in costumi medievali che narrano ai visitatori storie di tempi passati.
www.castellodivillalta.it

Veneto
Il castello San Salvatore dei conti Collalto a Susegana (TV) venne fondato tra il XII e il XIII secolo e in poco tempo arrivò a essere uno dei più grandi di tutto il nord Italia. Mai espugnato per tutto il Medioevo, nel complesso, durante la cosiddetta pace veneziana, si sviluppa un’intensa attività artistica. Arrivano infatti a San Salvatore poeti, letterati, pittori e musicisti, tra cui il Pordenone che dipinge nella cappella vecchia uno straordinario ciclo di affreschi. Lo stesso castello diventa lo sfondo di celebri dipinti di Cima da Conegliano e Monsignor Giovanni della Casa, ospite dei Collalto nell’abbazia di Nervesa, vi compone il suo famoso “Galateo”. Nel Cinquecento Gaspara Stampa, la più grande poetessa dell’epoca, compone i "Rimei" in cui canta il suo amore per il conte Collaltino. All’inizio del Seicento viene eretta la chiesa di Santa Croce che guarda il borgo attraverso un portico in stile sansovinesco e nel XVIII secolo camper castello  San Lorenzo de Picenardi interni il conte Odoardo vi fa erigere un nuovo palazzo. Purtroppo le vicende della Prima Guerra Mondiale hanno portato distruzione nei palazzi e nel borgo ma, per fortuna, il conte Rambaldo avviò una decisa attività di recupero che riportò il complesso di San Salvatore al primitivo splendore.
www.castellosansalvatore.it

La fondazione del castello Catajo in Battaglia Terme (PD) fu opera di Pio Enea degli Obizzi, un capitano di ventura a cui si deve l’invenzione dell’obice, che, attratto dalla bellezza dei Colli Euganei, decise di costruirvi un palazzo adeguato alla gloria della famiglia ampliando il preesistente edificio fatto erigere da sua madre, chiamato "casa di Beatrice" e tuttora individuabile. Il castello si pone a metà strada tra una fortezza militare e una villa. La prima parte venne costruita solamente in tre anni, dal 1570 al 1573, e nello stesso periodo fu chiamato il pittore Giovan Battista Zelotti ad affrescare le pareti interne del piano nobile. Quaranta riquadri raccontano la storia della famiglia Obizzi e costituiscono, per il nord Italia, una testa di ponte in fatto di affreschi autocelebrativi. Alla morte senza discendenza di Tommaso Obizzi, il complesso passò alla casa Asburgo–Este e, con l’estinzione di questo ramo, la proprietà fu trasferita all’arciduca Francesco Ferdinando che proprio da qui partì per il suo viaggio verso Sarajevo. Alla fine della Prima Guerra Mondiale il castello venne dato al governo italiano come riparazione dei danni di guerra e, nel 1929, venne acquistato dalla famiglia Dalla Francesca, attuale proprietaria. Purtroppo però, prima che l’Italia ne entrasse in possesso, le ricche collezioni degli Obizzi furono trasferite nel castello di Konopište a Praga, al Kunsthistorisches e al Neue Hofburg a Vienna.
www.castellodelcatajo.it

Emilia Romagna
Posto sulla riva sinistra del torrente Enza, in posizione strategica tra il parmense e il reggiano, il castello di Montechiarugolo (PR) annuncia la sua presenza già da lontano, in virtù della sua possente mole e delle mura coronate da merli ghibellini. L’attuale struttura fu costruita nel 1400 sui resti di un precedente nucleo duecentesco, distrutto nel 1313. Nonostante il massiccio aspetto esterno, il castello racchiude al suo interno un pregevole mondo rinascimentale, voluto da Pomponio Torelli a cavallo tra il XVI e il XVII secolo. Il Salone delle Feste, la Camera Antica, la Sala delle Sirene, la Camera di Mezzo e il loggiato sono solamente alcune delle sorprese che il visitatore si troverà ad ammirare. Molto suggestivi anche i camminamenti di ronda coperti che, se percorsi, rendono possibile la comprensione dell’evoluzione dell’arte militare attraverso i secoli. In particolare si possono notare le modifiche effettuate nella seconda metà del XV secolo, quando l’avvento dell’artiglieria costrinse l’architettura militare a subire delle drastiche trasformazioni. Si possono fare visite guidate ogni ora, con orari diversi in base alle stagioni, secondo il calendario riportato sul sito. Il paese di Montechiarugolo organizza inoltre svariati eventi abbinabili alle visite al castello.
www.castellodimontechiarugolo.it

camper castello di Montechiarugolocamper rocca di Vignola

Il primo documento che attesta l’esistenza della rocca di Vignola (MO) risale al 1178. Tuttavia, la tradizione farebbe risalire al secolo VIII la costruzione di una struttura fortificata, posta nel luogo in cui sorge oggi il centro antico. Le vicende storiche che la riguardano sono piuttosto articolate in quanto passò attraverso differenti proprietari e fu sottoposta a diversi assedi, come quelli del 945 a opera di  Ugo di Provenza, del 1228 per mano di Alberto da Mangone, del 1239 da parte dei guelfi bolognesi e, per ultima, alla distruzione avvenuta nel 1247 in occasione delle contese tra i guelfi bolognesi e i ghibellini modenesi. Ricostruito da Gherardo Grassoni, il fortilizio venne ulteriormente coinvolto nella lotta tra il papato e i Visconti per il controllo del territorio bolognese. Nel 1420 la rocca di Vignola viene ampliata e trasformata da edificio militare a dimora signorile. Molto suggestiva e completa è la visita alla rocca che può essere effettuata attraverso due percorsi: il classico e quello a tema. Il primo porta il visitatore a conoscere l’intera struttura, dai sotterranei sino ai camminamenti e alle torri, passando attraverso il piano terra, il primo e il secondo piano, dove si incontreranno le sale di rappresentanza, gli appartamenti privati dei signori e dei loro ospiti e la parte riservata alla servitù. Il percorso a tema è più specifico ed è riservato agli approfondimenti.
www.roccadivignola.it

Toscana
La fortezza di Fosdinovo (MS) venne costruita a partire dalla seconda metà del XII secolo. Il castello, come lo vediamo oggi, è a pianta quadrangolare con quattro torri d’angolo, un bastione semicircolare, due cortili interni, un camminamento di ronda, giardini pensili, loggiati e terrazze. L’ingresso al maniero si apre su un cortile dove trovano ospitalità i cannoni difensivi. Le sale interne sono state arredate e affrescate alla fine del 1800 e sono composte dalla sala d'ingresso, la sala da pranzo con il grande camino settecentesco e le ceramiche da farmacia del '600, la sala del trono, la stanza di Dante, il grande salone con i salotti e la camera dei trabocchetti da cui si arriva alla sottostante sala delle torture. Dalla sala del trono si possono raggiungere, tramite piccole scale, i camminamenti di ronda e la torre merlata. Come molti castelli, anche quello di Fosdinovo ospita un fantasma. Si tratta dello spirito di Bianca Maria Aloisia, figlia di Jacopo Malaspina e Oliva Grimaldi che, non avendo rinunciato al suo amore per un giovane stalliere, venne murata viva, assieme al suo cane, in una cella del castello. Sono molte le persone che giurano di averla vista nelle forme di una ragazza dai lunghi capelli. Chissà che questa esperienza non capiti anche a qualcuno dei nostri lettori. Oggi il complesso ospita un museo, un centro culturale dedicato alla produzione e alla diffusione delle arti contemporanee, una residenza per artisti e un piccolo B&B.
www.castellodifosdinovo.it

I primi documenti che citano il sito fortificato di Poppi (AR) risalgono al 1191, ma si pensa che il castello sia stato costruito tra il IX e il X secolo, anche se l’attuale architettura dovrebbe risalire al 1274 per opera di Arnolfo di Cambio. Nel maniero, le cui mura sono a merlatura guelfa, si entra attraverso la Porta del Leone che si affaccia sul cortile interno in cui si possono ammirare una grande scala quattrocentesca, ballatoi in legno con resti di soffitti originali, un’imponente colonna eccentrica di sostegno al tetto e numerosi stemmi ad adornare le pareti. Dal cortile si giunge alle prigioni e al Museo della Battaglia di Campaldino. Nella parte nobile, sita ai piani superiori, fa bella mostra di sé il Salone delle Feste, con soffitto a capriate e decorato. In questa sala fu siglata, nel 1440, la resa di Francesco Guidi alla Repubblica Fiorentina. Di straordinaria importanza è la cappella dei conti Guidi che contiene un ciclo di affreschi camper Calice al Cornovigliotrecenteschi raffiguranti episodi del Vangelo, attribuiti al pittore Taddeo Gaddi, il principale allievo di Giotto. Assolutamente da visitare è anche la biblioteca Rilliana che contiene 25.000 volumi antichi, 800 manoscritti, di cui 150 medievali, e oltre 700 incunaboli. Il castello è completamente visitabile.

Liguria
Calice al Cornoviglio, un comune della provincia di La Spezia, non si accontenta di un castello, ma ne possiede addirittura due: quello di Calice e quello di Madrignano che ha recentemente subito un vigoroso restauro. La prima fortificazione di Calice risale all’anno 1000, infatti fu citata in una testimonianza documentaria nel 1033. Costruito sulla sommità di una cresta rocciosa, il castello ebbe un’importante funzione strategica di protezione del borgo di Calice e di controllo delle vie di comunicazione tra la val di Vara e la Lunigiana. La costruzione è in buono stato di conservazione e ospita al suo interno diversi musei. Il castello di Madrignano fu invece citato per la prima volta nel 1164 su un diploma imperiale con il quale Federico Barbarossa concedeva il castrum a Obizzo Malaspina. Il maniero fu costruito con lo scopo di assicurare protezione al borgo, funzione che ebbe termine nel XVIII secolo quando fu severamente danneggiato negli scontri tra i franco–spagnoli e gli austriaci. Il restauro a cui è stato sottoposto ha messo la struttura in condizione di ospitare al suo interno un museo che valorizza i beni archeologici presenti sul territorio e la nuova sede municipale.

Informazioni utili per il camperista

Dove sostare in camper per le visite ai castelli d'Italia

  • Castello di Fénis: parcheggio del castello idoneo alla sosta camper, località Chez Sapin, Aosta, GPS: Lat: 45.73743 - Long: 7.48965
  • Castello di Castellar: area attrezzata comunale con posto per 8 veicoli, via Salalait, Castellar (CN),  GPS: Lat: 44.621963 - Long: 7.441166
  • Castello di Grinzane Cavour: area attrezzata comunale con 3 posti camper, piazza U.Genta, Grinzane Cavour (CN), GPS: Lat: 44.655268 - Long: 7.989206
  • Castello di San Lorenzo de Picenardi: parcheggio con zona pic-nic in via dello Sport  
  • Castello di Malpaga: parcheggio comunale con CS con posto per 2 camper, corso Europa,  Seriate (BG),
  • tel. 035/304111, GPS: Lat: 45.678863 - Long: 9.729571
  • Castel Pietra: area Autocamp Sadobre, Autostrada A22 del Brennero, Campo di Trens,   GPS: Lat: 46.883250990854 - Long: 11.440694332123
  • Castel Tirolo: Camping Merano, via Piave 44, Merano (BZ),  GPS: Lat: 46.66409 - Long: 11.159127
  • Castello di Villalta: area attrezzata comunale dietro l’ospedale Santa Maria della Misericordia, via Chiusaforte, Udine, GPS: Lat: 46.080643 - Long: 13.223205
  • Castello di San Salvatore: area attrezzata comunale, via Mareno, 31025 Santa Lucia di Piave (TV), GPS: Lat: 45.843084 - Long: 12.29298
  • Castello del Catajo: area attrezzata, via Galzignana,   Battaglia Terme (PD),  GPS: Lat: 45.2912 - Long: 11.77384
  • Castello di Montechiarugolo: area attrezzata comunale con 2 piazzole in Piazzale Europa, Traversetolo; GPS: Lat: 44.641382 - Long: 10.385011
  • Rocca di Vignola: punto sosta nel parcheggio P1, via Zenzano, Vignola (MO), GPS: Lat: 44.475625 - Long: 11.012009
  • Castello Malaspina di Fosdinovo: punto sosta nel parcheggio, via Gignola, Fosdinovo, GPS: Lat: 44.137364 - Long: 10.022856
  • Castello di Poppi: area attrezzata comunale, viale dei Pini, Poppi (AR), GPS: Lat: 43.71964 - Long: 11.76567
  • Castelli di Calice e di Madrignano: area attrezzata "I Due Castelli" con 6 posti per camper, località Castello di Madrignano, Calice al Cornoviglio (SP), GPS: Lat: 44.213548 - Long: 9.839017

Per tutte le soluzioni di sosta in camper consultate il nostro dbase online oppure potete dotarvi delle nostre App per dispositivi iOS e Android, sarete certamente facilitati nella ricerca delle soluzioni di sosta anche durante il vostro viaggio.
In alternativa potete acquistare la nostra Guida alle aree di sosta per camper.

Si ringraziano:
Françoise Sanchez del Castello di Castellar; Cristina Chiambretto del Castello di Grinzane Cavour; Enrico Romanzi dell’Assessorato Regionale, Turismo, Sport, Commercio e Trasporti della Valle d’Aosta; la proprietà del Castello
di San Lorenzo de Picenardi; Martina Rota del Castello di Malpaga; Oscar Bertagnoli del Castello di Pietra; Hermann Fiegl di Castel Tirolo; Dott.ssa Annalisa Rapallini del Comune di Calice al Cornoviglio; Pietro del castello di Fosdinovo;
Bianca Marchi e Paola Nasi del Castello di Montechiarugolo; Patrizia Pesci della Fondazione Vignola

 

Autore: 
Roberto Serassio
Punteggio: 
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Data Aggiornamento: 
17-09-2016
Data Pubblicazione: 
17-09-2016