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Sansepolcro, per rivivere atmosfere di un tempo, festeggiando il Millenario

Sansepolcro si prepara al millenario della edificazione della sua Cattedrale (1012-2012). Quindi quale migliore occasione per organizzare un viaggio in camper nella cittadina dell’Alta Valtiberina toscana, famosa per aver dato i natali a Piero della Francesca?

Siamo nell'anno mille. “Egidio e Arcano, due pellegrini provenienti dalla Terra Santa, a causa di un evento prodigioso si fermarono nella nostra terra, dove costruirono un oratorio per custodire le reliquie del Santo Sepolcro. Nel 1012, accanto a questo piccolo oratorio (oggi cappella di San Leonardo), si stava ultimando la costruzione dell’abbazia e l’edificazione di un agglomerato di case gravitante intorno alla struttura religiosa. Saranno poi i monaci benedettini provenienti dall’abbazia Succastelli a guidare il Borgo nei suoi primi passi”. Con queste parole, e con la realizzazione del “Grande Presepio del Millenario” (fino al 26 febbraio nella Chiesa di Santa Marta), la Società Rionale di Porta Romana ha dato il via ai festeggiamenti per il Millenario della città e della Cattedrale di Sansepolcro.
Borgo Sansepolcro è l’unico paese al mondo ad aver l’onore di portare questo nome: forse proprio per questo motivo, i festeggiamenti del Millenario stanno avendo una risonanza tanto importante da portare in visita il Pontefice, il prossimo 13 maggio. E c’è chi dice che anche il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, gli renderà omaggio.
Un’anticipazione di questo grande evento era stata data lo scorso giugno, quando Roberto Vittori, astronauta biturgense partito il 16 maggio 2011 da Cape Canaveral per la missione spaziale dello shuttle Endeavour, aveva portato nella navicella la balestra «Petra de Burgo», fotografata poi da lui stesso mentre era “libera” di circolare. Allegata all’arma, assemblata in orbita dal colonnello, un’immagine del rosone della Cattedrale di Sansepolcro, che rimandava direttamente al Millenario.
Se anche voi, quest’anno, deciderete di scoprire questo luogo storico, vi consigliamo di arrivare da Arezzo e percorrere la strada statale 73 Senese Aretina. Oltrepassata la città e superato il bivio che porta al valico dello Scopetone, la statale scende nella Val Cerfone, costeggia i comuni di Monterchi e Anghiari, per poi entrare nella Valtiberina e terminare a Sansepolcro, in prossimità del ponte sul Tevere. Prima di mettervi in viaggio, date uno sguardo ai dipinti di Piero della Francesca: una volta in loco, vi sembrerà di esservi magicamente entrati. La sua valle e le colline, i palazzi rinascimentali e le torri, i profili degli abitanti e l’amore per la storia, per l’arte e per la Toscana: tutto è, infatti, rimasto perfettamente al suo posto.

Una volta arrivati in città, iniziate il tour circumnavigando le mura e, in prossimità della Fortezza Medicea, mettete i primi passi nel centro storico attraverso via XX Settembre, che congiunge le due porte principali (Porta Romana e Porta Fiorentina). Percorrete circa 200 metri e alla vostra destra troverete il Dante, cinema e importante meta di rassegne teatrali. Poco più avanti, via Piero della Francesca, che, sempre sulla destra, termina con una scalinata che immette nei giardini intitolati al celebre pittore biturgense, cui è dedicata anche la statua che emerge maestosa dalle piante. Davanti ai giardini, la casa una volta di proprietà dell’artista (oggi sede della Fondazione Piero della Francesca) e il museo di Aboca, unico museo delle erbe che recupera e tramanda la storia del millenario rapporto tra l’uomo e le piante. Il museo è ospitato in uno splendido palazzo rinascimentale, palazzo Bourbon-Del Monte, e la visita è vivamente consigliata.
Tornando in via XX Settembre, si arriva a pochi metri dal nucleo principale di Sansepolcro, piazza Torre di Berta. La torre, in realtà, non esiste più, perché è stata distrutta dai tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale. Qui, in ogni caso, inizia via Matteotti, che riunisce gli edifici più significativi, come la Cattedrale di San Giovanni Evangelista e il Palazzo delle Laudi (già comune del paese) sulla destra, e Palazzo Aggiunti (ufficio turistico Apt) e l’ex Palazzo dei Conservatori (oggi Museo Civico) sulla sinistra.

Al termine c'è piazza Garibaldi con il Palazzo Pretorio, dove ha sede lo Spazio del Merletto e dove, ogni anno, ricorre la rispettiva Biennale internazionale.
Il Duomo, ripartito in tre navate, fu eretto in forme romanico-gotiche nella prima metà del XIV secolo per sostituire la primitiva abbazia benedettina-camaldolese della fine del X secolo. Oggi ospita notevoli tesori: il Polittico della Resurrezione di Niccolò di Segna (altare); la scultura del Volto Santo, un’opera del VIII-IX secolo e il più antico tra i grandi Crocifissi Tunicati; il tabernacolo in terracotta policroma di Andrea della Robbia; la tavola dell’Ascensione di Cristo (1505-1510) del Perugino e, infine, la Resurrezione di Cristo, di Raffaellino dal Colle. Degno di una nota particolare, anche il fonte battesimale, cui, proprio in occasione del Millenario, è stata regalata una copertura d’argento a opera di Francesco Puletti. La copertura, inaugurata l’8 gennaio, è divisa in formelle, che narrano la storia della salvezza (tre per l’Antico Testamento e tre per il Nuovo) e si intrecciano, a loro volta, alla storia del Borgo.

La formella della Resurrezione e quella del Battesimo sembrano tratte direttamente dai celebri dipinti di Piero della Francesca e in quella dell’Annunciazione (oltre alle finestre aperte dietro l’Angelo e la Madonna) si possono ben vedere particolari di Sansepolcro, tra cui la Chiesa della Madonna delle Grazie, la Chiesa del Carmine e di Montecasale.
Tra le formelle, invece, alcuni inserti riportano le immagini dei Santi Fondatori, Egidio ed Arcano, e gli stemmi della città di Sansepolcro, dell’Ordine Camaldolese (che ricorda il periodo abbaziale del Duomo), di Galeotto Graziani (primo vescovo della città, 1520-1522) e quello dell’attuale Arcivescovo Riccardo Fontana (2009).
Uscendo dalla Cattedrale, d’obbligo è la visita al Museo Civico, che custodisce quattro opere di Piero della Francesca: il San Giuliano, il San Ludovico, il Polittico della Misericordia e La Resurrezione.
Sul celebre affresco ricordiamo un aneddoto: durante la seconda guerra mondiale, nel 1944, l’ufficiale d’artiglieria Anthony Clarke aveva avuto l’ordine di bombardare Sansepolcro, ma si ricordò di aver letto, a diciotto anni, un saggio dell’inglese Aldous Huxley, che recatosi nel 1924 in città, aveva definito il quadro di Piero “la pittura più bella del mondo”.
Allora cessò i bombardamenti e andò a verificare che l’affresco non avesse subito danni: la gente del posto aveva riparato la Resurrezione con sacchi di sabbia.
Altri luoghi dove soffermarsi sono la chiesa e l'oratorio di Santa Maria delle Grazie, dove colpisce il soffitto ligneo a cassettoni del 1642, e San Lorenzo. Qui si arriva tornando in piazza e proseguendo per via XX Settembre fino a incrociare, sulla sinistra, via Luca Pacioli. In fondo questa chiesa con convento, sono custoditi capolavori del Rosso Fiorentino e di Raffaellino dal Colle. Ricordiamo, infine, che ogni anno, la seconda domenica di settembre, a Sansepolcro “si balestra”, ovvero ricorre l’appuntamento con il Palio della Balestra, la sfida tra biturgensi ed eugubini. Nelle due settimane che precedono l’evento, la cittadina ospita cortei e cene rinascimentali, il Palio dei Rioni e di Sant’Egidio e, il sabato prima del grande Palio, i Giochi di Bandiera. Insomma, se volete rivivere atmosfere di un tempo, il settembre biturgense non ha eguali.

Uscendo dal Borgo, sul monte che lo fronteggia a ovest, una strada tortuosa - ma praticabile ai camper - porta all’eremo francescano di Montecasale. Siamo a 700 metri di altezza, nel verde delle pendici dell’Appennino. L’eremo fu fondato nel 1213 dallo stesso San Francesco sul luogo dove sorgeva un ospedale per pellegrini, lungo una parete rocciosa. Qui il Santo soggiornò più volte e a questo posto è legato l’episodio della conversione dei “tre ladroni”. Montecasale ha ospitato anche Sant’Antonio da Padova e San Bonaventura da Bagnoregio. Attraverso una scala si scende al piazzale antistante al convento, da dove si ammira un bel panorama della vallata. Il vostro sguardo si poserà nella lunga e ripidissima salita che porta ad Anghiari, dall’altra parte della valle, cittadina di origine longobarda che conserva un magnifico centro storico. Per arrivarci superate il ponte sul Tevere di Sansepolcro e dopo 7 chilometri arriverete ai piedi del borgo. Lasciate il mezzo al parcheggio a bassa quota e con l’ascensore raggiungete le fitte stradine del centro, le antiche costruzioni che si adagiano l’una sull’altra, chiese, case medioevali, torri e panorami romantici. Anghiari è nota anche per un altro motivo: il Palazzo della Battaglia, dedicato a quello scontro che nel 1440 fu vinto nella piana sottostante dalle milizie fiorentine e papali contro le truppe viscontee di Milano. La battaglia fu ricordata negli scritti di Machiavelli, ma soprattutto da Leonardo da Vinci, che tentò di riprodurre le immagini di quell’aspro combattimento sulle pareti di Palazzo Vecchio a Firenze. Ma questa volta la tecnica dell’encausto lo tradì.
Da Anghiari potrete tornare velocemente a Monterchi, ripercorrendo la strada da cui siete arrivati da Arezzo, per ammirare la Madonna del Parto, sempre di Piero della Francesca. Prendendo, invece, la superstrada E45 verso Cesena incontrerete il Lago di Montedoglio, un bacino artificiale nato a fine ‘900 dall’intercettazione delle acque del Tevere in favore delle attività agricole. Le stradine che lo costeggiano sono da esplorare preferibilmente in bicicletta e regalano scorci molto suggestivi. A monte dell’odierno bacino si trova Pieve Santo Stefano, conosciuta come la città del diario per una fondazione che raccoglie scritti autobiografici, epistolari e memorie della gente comune. Qui l’imbocco della strada che raggiunge Caprese Michelangelo, paese natale di quel Buonarroti. Nominato podestà da Firenze, Ludovico Buonarroti accettò di trasferirsi in quella disagiata sede montana, dove poi nacque il figlio (il 6 marzo 1475), battezzato nella chiesa di San Giovanni. Nella trecentesca Casa del Podestà, è stato allestito un museo dedicato all’artista.
Tornando a Pieve Santo Stefano e riprendendo la E45 fino alle Balze, frazione di Verghereto, già in provincia di Forlì, è possibile invece addentrarsi sul Monte Fumaiolo. Qui, a 1047 metri di altitudine, si trovano le sorgenti del Tevere, che giungerà al Mar Tirreno dopo 400 chilometri. Fu solo nel 1923 che il comune toscano di Verghereto venne assegnato alla provincia romagnola per volontà di Benito Mussolini, il quale voleva collocare Predappio, suo paese natale, alle sorgenti del Tevere e quindi “ai destini immortali di Roma”.

Informazioni utili per il camperista
Per trovare un’area di sosta a Sansepolcro non avrete molti problemi.
Intorno alle mura, che circondano il vecchio Borgo, ci sono molti parcheggi dove ci si può tranquillamente fermare: in prossimità di Porta Romana, di Porta del Ponte e di Porta del Castello.
Per quanto riguarda le acque, molti sono i cartelli che troverete all’ingresso del paese che indicano il luogo di scarico.
Un camper service per carico e scarico si trova anche sulla superstrada E45.

Altre utili indicazioni per la sosta a Sansepolcro e dintorni nel nostro dbase delle aree di sosta oppure con le nostre App per dispositivi iOS e Android, attraverso le quali potrete trovare con pochi touch la soluzione di sosta ideale, scegliendola tra le migliaia presenti sul nostro dbase..

 

Autore: 
Margherita Tizzi
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Coordinate: 
Latitudine: 12.144116000000 - Longitudine: 43.575603000000
Data Aggiornamento: 
25-08-2015
Data Pubblicazione: 
31-01-2012