Predicare bene, ma razzolare male | L'arte di viaggiare

Qualche anno fa le contravvenzioni prese all’estero non venivano pagate nella convinzione che, una volta varcati i confini, sarebbe stato quasi impossibile vedersi recapitare a casa una notifica. Oggi, però, non è più così

Questa volta tocca a me fare ammenda. Infatti, nonostante tutte le raccomandazioni che faccio in questa rubrica, mi sono trovato a dover pagare una multa da 90 euro per eccesso di velocità con il camper. Fin qui niente di strano: ho commesso un’infrazione e quindi ne pago le conseguenze. L’unica stranezza, se così si può chiamare, è che l’infrazione è stata  commessa a fine agosto 2015 in Francia mentre tornavo dalle vacanze. Questo fatto, anche se camper rivista camper camperlife viaggiare multe rispettonon simpaticissimo, mi permette di introdurre un argomento che sta diventando sempre più di attualità. Chi segue i forum dedicati ai camperisti avrà notato che ci sono sempre più lamentele da parte di persone che si sono viste recapitare a casa multe per infrazioni commesse all’estero. Qualcuno è stato addirittura citato in giudizio. Senza entrare nel merito dei motivi che hanno causato le ammende, va precisato che, all’interno degli stati appartenenti alla Comunità Europea, tutto ciò che abbiamo fatto di sbagliato all’estero ci verrà sanzionato senza possibilità di sfuggire al lungo braccio della legge. Se qualche decennio fa ricercare l’autore di un’infrazione al Codice della Strada fuori dal Paese in cui era avvenuto il fatto costava più dell’ammontare dell’ammenda, per cui si lasciava cadere in prescrizione il reato, oggi non è più così e gli accordi internazionali hanno facilitato di molto la procedura. Magari la notifica ci sarà recapitata dopo qualche mese, com’è successo a me, ma stiamo sicuri che prima o poi arriverà. Certo che il provvedimento può essere impugnato, ma bisogna valutare se ne vale la pena. Si può anche ignorare la citazione e non pagare la multa: difficilmente lo Stato che ha emesso il provvedimento citerà il reo in giudizio. Attenti però che, se caso mai si dovesse ritornare in quel determinato Paese, quasi sicuramente ci si vedrebbe notificare la multa alla frontiera, aumentata di tutte le addizionali previste dalla legge e, dulcis in fundo, il mezzo potrebbe essere pignorato. È dunque sensato rischiare tutto questo per risparmiare l’ammontare dell’ammenda? A mio parere esiste poi un altro motivo, più importante dei rischi, per assumersi le proprie responsabilità: la dignità degli italiani e il buon nome dell’Italia. Non è una novità che noi italiani, all’estero, non siamo granché considerati. Una certa indulgenza a essere indisciplinati, rumorosi e - diciamolo pure - a volte maleducati ci aliena spesso le simpatie, a torto o a ragione, degli abitanti della comunità che ci ospita. A onor del vero ci sono anche tanti pregiudizi ma l’italiano, purtroppo per noi, soffre delle stesse pene di cui soffrono i camperisti: la generalizzazione indiscriminata. Evitiamo quindi di alimentare ulteriormente le dicerie e accettiamo senza remore di far fronte ai nostri doveri. Forse gli stranieri non cambieranno la loro opinione su di noi, ma certamente la nostra dignità ci guadagnerà parecchio e ricordiamoci sempre che, se si è in pace con se stessi, si è in pace con il mondo. Per cui potremo confrontarci alla pari con qualsiasi altra persona. Buon viaggio a tutti…possibilmente senza multe!

 

Redazione Camperlife