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Mauritania, nella terra di nessuno | Vivere in camper

Il viaggio di Simone e Lucia continua verso la Mauritania, attraversando il confine di circa 5 chilometri che divide il paese dal Marocco: una terra desertica, contesa e non riconosciuta dove è bene non sostare

Guardando verso Oriente vediamo il deserto scorrere piatto e ci appare come infinito, privo di confini o dei segni tipici della presenza dell’uomo. Viaggiamo in direzione Sud, sulla West Sahara Route, una via di comunicazione importante per tutta l’Africa Occidentale. A pochi chilometri dalla nostra posizione si aprono le distese infinite dell'Erg Mauritano. I confini tra Sahara Occidentale e Mauritania sono sempre stati oggetto di discussione. La presenza in questo territorio del fronte Polisario, a cui la Mauritania diede supporto durante la guerra per la liberazione del Sahara Occidentale, ha fatto sì che tra Marocco e Mauritania vi siano tuttora ben cinque chilometri di terra di nessuno. Come se non bastasse, all’epoca del conflitto armato questa zona era stata anche minata. Si tratta di cinque chilometri di strada sterrata nei quali è stata tracciata una pista confusa tra le dune di sabbia e tra i rottami che affiorano sparsi vicino ai cartelli che ricordano la presenza delle mine anti-uomo. Essendo partiti senza un'idea precisa di viaggio, non sapevamo che saremmo passati dalla Mauritania. Fortunatamente da poco è possibile ottenere il visto mauritano obbligatorio per l’ingresso nel Paese direttamente in frontiera.

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Oltre la dogana
Sbrighiamo le pratiche doganali marocchine e ci congediamo dai militari che ci mettono in guardia descrivendo la Mauritania - senza mai nemmeno esserci stati - come un paese pericoloso. Senza dar troppo peso agli avvertimenti, ci apprestiamo ad affrontare la terra di nessuno. Ci troviamo a mettere le ruote su una strada asfaltata di fresco. camperlife rivista camperisti vivere in camper progetto Stepsover marocco Sahara mauritaniaDopo un paio di km l'asfalto finisce e ci tocca divincolarci tra buche e qualche rottame abbandonato. I cartelli delle mine sono ancora in bella vista per cui seguiamo il consiglio generale di non abbandonare la traccia principale. Questo attraversamento è stato un’esperienza particolare: qui manca quella sensazione di protezione che si prova quando si sta calpestando il suolo di uno stato riconosciuto dalle comunità internazionali. Ad aumentare lo stato di disagio contribuiscono anche le immagini di degrado che è possibile toccare con mano. Migranti, emarginati, mendicanti, truffatori e contrabbandieri ruotano sempre nei pressi dei confini dei cancelli delle terre di nessuno. Essendo amanti dei viaggi nel deserto conosciamo bene questo tipo di situazioni, sappiamo che non è una buona idea perdere tempo in questi posti. Così tiriamo dritto e raggiungiamo il cancello della frontiera mauritana. Entriamo nel paese della sabbia bianca, mito per gli amanti del Rally Parigi Dakar nonché per tutti gli appassionati delle culture del Sahara e del Sahel. Dopo aver "posato" per la foto da apporre sul visto di ingresso, passiamo al controllo doganale vero e proprio: un militare sale a bordo per controllare se trasportiamo merci illegali. La Mauritania è un paese musulmano per cui birra, vino e alcolici in generale sono vietati. Al termine del controllo, con il visto timbrato e il camion approvato, entriamo ufficialmente in questo paese.

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Eccoci in mauritania
Il nostro camper è ora in Mauritania, un paese coperto per tre quarti dal deserto del Sahara, dove l’agricoltura è concentrata solo al Sud lungo il fiume Senegal. Qui l’economia è basata principalmente su oro, diamanti, gas e petrolio. Sembra incredibile pensare che un paese come questo vanti alcuni particolarissimi Guinness World Record come il treno più lungo del mondo e il cimitero di navi più popolato del mondo. Ne aggiungiamo uno noi: qui abbiamo trovato una delle strade più lunghe al mondo, ben 30 km, illuminata con lampade alimentate ad energia solare. Proseguiamo il viaggio lungo una strada che si immerge nell’Erg. Le dune gialle inghiottono l’asfalto che porta diretto a Nouadhibou, la seconda città della Mauritania dopo la capitale Nouakchott e qui incrociamo le rotaie del treno di cui parlavamo.

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Seguiamo le due linee di ferro fino a quando si perdono nella sabbia che circonda l’ingresso della città e qui entriamo in un nuovo mondo. Il silenzio che ci circondava sparisce: luci, case, fili elettrici, baracche, cani, muli e pecore ci circondano. L’umanità sembra essersi data appuntamento in questo luogo che, affacciato sull’Oceano, ci fa respirare proprio aria di "porto di mare". Troviamo anche un certo livello di sviluppo: i carretti trainati da asini che spostano merci da un lato all'altro della città lasciano il posto a macchine che sembrano dei rottami, con carrozzerie divelte e arrugginite. Per la notte ci fermiamo in un piccolo camping in centro città. Dopo averlo trovato e aver parcheggiato, tiriamo un sospiro e ci soffermiamo a fare il punto della situazione. Siamo in un paese nuovo, cerchiamo di capire dove andremo domani.

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Domande e risposte

  1. Il visto per la Mauritania è obbligatorio?
    Sì. Però, nonostante sul sito della Farnesina sia riportato che è obbligatorio richiederlo nel nostro paese, nella realtà delle cose è ottenibile facilmente in frontiera.
  2. Quanto costa entrare in Mauritania?
    In realtà spesso si sottintende quante “mazzette” si devono pagare. Noi non abbiamo pagato nulla oltre al costo del visto, equivalente a 50 euro a persona.
  3. La terra di nessuno tra Mauritania e Marocco è pericolosa?
    Il pericolo bisogna cercarselo. L’Onu è riuscita a far parzialmente asfaltare la strada, ma ancora per metà si marcia su uno sterrato in cattive condizioni. Le tracce sono ben visibili, per cui è impossibile perdersi a meno che non si facciano appositamente deviazioni (ovviamente sconsigliate) o che non ci si trovi nel bel mezzo di una tormenta di sabbia.
  4. Ci sono le mine?
    Sì, ma non lungo la strada che dovrete seguire per passare da un paese all’altro.
  5. Le strade della Mauritana sono adatte ad un comune camper?
    Potrete attraversare tutto il paese rimanendo sull’asfalto, le condizioni delle strade però sono discutibili, quindi è bene prestare attenzione durante la guida. Ricordate sempre che avere un guasto tecnico da queste parti potrebbe diventare un problema.
  6. Quanto costa il carburante Diesel?
    Circa 1 euro e 10 centesimi al litro, quasi il doppio rispetto a quello che avreste pagato in Sahara occidentale, quindi è bene entrare con i serbatoi pieni. Evitate le taniche troppo visibili però, perchè potrebbero sequestrarvele.
  7. Esistono campeggi in Mauritania?
    Sì, in tutte le città e i luoghi più turistici anche se con servizi più scarsi rispetto alle strutture del Marocco.
  8. La sosta libera è accettata e sicura?
    Sì anche perchè spesso nei paesi immersi nel deserto la sosta libera è di fatto l’unica possibilità. Bisogna naturalmente evitare di stare lungo la strada, cercare luoghi riparati o - in caso di necessità quando si è nei pressi di un villaggio o una cittadina priva di strutture - rivolgersi alla gendarmeria. Vi ospiteranno nel loro parcheggio senza problemi.
  9. Si sentono storie relative alla polizia corrotta, è vero?
    Ogni esperienza è differente, ma ciò che le accomuna è la consapevolezza che in dogana i viaggiatori sono più deboli. Esistono sicuramente doganieri che si approfittano del fatto che un viaggiatore potrebbe pagare senza molte storie qualche decina di euro pur di poter continuare il proprio viaggio. Lungo la strada invece i controlli sono più strutturati, bisogna però sempre rispettare le regole, trasgredendole non solo si potrebbe essere soggetti a multe, ma anche ad eventuali richieste illecite.
  10. Ci si sente al sicuro viaggiando in un paese come la Mauritania?
    È una domanda che ci fanno in molti e la risposta non può che essere soggettiva. La nostra esperienza è più che positiva, militari e polizia ci sono sempre stati amici e la gente si è sempre rivelata cordiale e calorosa.
  11. Meglio in estate o in inverno?
    C’è chi ama il caldo e chi lo odia, il nostro consiglio è però di evitare la stagione calda perché tutto diventa più difficile. Molto meglio godersi questo bel paese quando il clima è più adatto a un tour sia nelle zone desertiche che in quelle costiere, quindi a parer nostro è meglio l'inverno.

 

Autore: 
Simone Monticelli e Lucia Gambelli
Punteggio: 
0

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Data Aggiornamento: 
30-06-2018
Data Pubblicazione: 
30-06-2018