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L'Italia si svela: viaggio in camper nella provincia di Macerata

In camper alla scoperta di alcuni borghi della provincia marchigiana di Macerata

Per il ponte del 1° maggio decidiamo di visitare alcuni borghi, a sud della provincia di Macerata, che si fregiano della Bandiera Arancione del Touring ed altri paesi più o meno grandi che, anche se privi di quest’importante riconoscimento, sono altrettanto belli. Il desiderio di conoscere posti così interessanti, talvolta fuori dei circuiti turistici tradizionali, non ci abbandona mai ed anzi c’invoglia sempre di più. Non solo borghi, come vedremo, ma anche abbazie, santuari e suggestivi paesaggi.

Partiamo da Prato nel primo pomeriggio del 27 d’aprile. Stefano è beato, davanti a noi c’è un lungo “ponte” e questo per lui significa stare fuori diversi giorni. A Calenzano (FI) prendiamo l’A1, direzione Roma, con uscita Valdichiana e da qui la superstrada per Perugia; attraversiamo questa città, seguendo le indicazioni Assisi/Foligno, per poi prendere la SS 77 per il Valico di Colfiorito e proseguiamo sulla 77 fino ad incrociare la 209, dopo Muccia. La natura intorno a noi è splendida nei colori della primavera e l’ingresso nel Parco dei Monti Sibillini ci avvolge nella sua magnificenza. La vegetazione è varia e spettacolare: fino a 1700 metri s’incontrano boschi di faggio, ornello e carpino nero e più su possiamo ammirare estesi pascoli naturali e le cime più alte, che toccano i 2746 metri, sulle quali ci sono pennellate di neve.

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Quando giungiamo a Visso al parcheggio P3, proprio all’ingresso del borgo, è quasi l’ora di cena. Decidiamo comunque di dare un’occhiata e facciamo un breve giro a piedi nel centro storico. Possiamo costatare che non ci sono particolari problemi a girare con la carrozzina di Stefano e torniamo quindi al camper per la cena ed una tranquilla nottata.

Visso è detta la perla dei Monti Sibillini i quali fanno da cornice, insieme alle antiche torri, a questo centro montano, situato a 608 metri s.l.m., che si trova al confine dell’Umbria e della quale faceva parte fino al 1860. La parte antica di questo incantevole piccolo borgo si incentra nella particolarissima Piazza dei Martiri Vissani, delimitata da eleganti palazzetti rinascimentali, dalla splendida Collegiata di S. Maria in stile romano-gotico, con un bellissimo portale d’ingresso, e dalla Chiesa di S. Agostino oggi sconsacrata e sede del Museo Civico Diocesano. Prima di iniziare il nostro giro, per la felicità di Stefano, ci fermiamo in un bar della piazza per la colazione dove incontriamo l’unico Vigile Urbano di Visso, il Sig. Luigi Franconi dal quale apprendiamo molte notizie interessanti. Una fra le tante: la strada che attraversa la piazza è stata costruita sopra il torrente Ussita ed è costellata da diversi tombini. In inverno, quando le nevicate sono abbondanti e la piazza è interamente coperta di neve vengono aperti tutti i tombini e la neve è gettata direttamente nel torrente, rendendo così agibile la piazza nel giro di poche ore.

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Il Sig. Franconi si offre di farci da guida per una visita al Palazzo dei Priori e fissiamo un appuntamento per le 11. Nel frattempo giriamo per il borgo e visitiamo la bellissima Collegiata. All’ora fissata entriamo nel Palazzo dei Priori ed il Sig. Franconi si rivela una guida perfetta e sensibile. Ci racconta anche di come il Comune acquistò alcuni manoscritti di Giacomo Leopardi tra cui un “piccolo libretto” di poesie, fra le quali l’”Infinito” (conservato nel Museo dei Manoscritti Leopardiani adiacente il Museo Civico Diocesano), e della sua particolare emozione nell’aver tenuto una volta nelle mani tale preziosità, che maneggiò con cura e con appositi guanti.

Prima di ripartire acquistiamo dei panini con dell’ottima porchetta tipica della zona e ci dirigiamo verso il Santuario di Macereto (usciti da Visso prendere la statale N.209 direzione Macerata e fatti pochi km, sulla destra prendere la direzione Cupi).

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Lo scenario che si presenta davanti a noi è paradisiaco: su un altopiano a 1004 mt. di altezza fra pascoli immensi e verdi prati fioriti spicca nel suo candore il Santuario. La leggenda narra che il 12 agosto del 1352 i muli che trasportavano una statua di Madonna, dalle virtù miracolose, si bloccarono e non vollero più proseguire. Lì fu costruita una Cappella attorno alla quale nel XVI secolo, per opera di Giovan Battista da Lugano, furono costruiti il Santuario ed il Palazzo delle Guaite, circondati da splendide mura, con un porticato interno dove all’epoca si rifugiavano i pellegrini.

Lasciamo a malincuore questo splendido posto e nel tardo pomeriggio arriviamo a Sarnano, passando per Pievebovigliana,che non riusciamo a visitare perché disagevole da girare con la carrozzina.

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La visita di Sarnano è un po’ dura per noi, poiché il borgo è arroccato su un colle e quindi troviamo salite ripidissime e scale ovunque. Riusciamo però ad arrivare a fatica nella Piazza Alta dove s’innalza la Chiesa di S. Maria Assunta del XIII secolo, sovrastata da un massiccio campanile. Il cotto è l’elemento caratteristico di questo paese che fu edificato solo con tale materiale e che dà all’architettura la semplicità pura e il calore umano. Gli scorci dei vicoli, delle scale, delle case, sono veramente speciali. In un panificio acquistiamo un tipico dolce del posto: la “Pizza di noci”, è a forma di panettoncino farcito di noci e fichi, buonissimo! Per Stefano sarà una festa mangiarlo stasera dopo cena.

La prossima destinazione è San Ginesio: entriamo nel borgo dalla Porta Picena, costeggiando, sulla destra, l’antico Spedale di San Paolo (XII sec.) detto “dei pellegrini”, in stile romanico a due ordini di logge. Questo paese era una delle tappe per i pellegrini che da Roma andavano a Loreto. Conserva intatte le sue caratteristiche medievali nell’ampia cerchia di mura, nei torrioni, nelle quattro porte d’accesso e nelle sue case in pietra arenaria.

camper camperdream macerata visso marche san ginesioParcheggiamo accanto all’ospedale civico (dentro le mura) ed a piedi giungiamo nella piazza centrale dell’abitato, che troviamo gremita di gente perché giorno di mercato. Visitiamo la stupenda Chiesa di Santa Maria Assunta, camper camperdream macerata visso marche san ginesiodetta “La Collegiata”, la cui facciata è per metà gotica e per metà romanica. Decidiamo di pranzare in una trattoria della piazza in attesa che finisca il mercato. Infatti, quando usciamo, possiamo ammirare in tutto il suo splendore, l’intera piazza ed il magnifico portale della Collegiata nel quale, nascosta, c’è “la mano di Dio che regge il mondo”.

Riprendiamo la nostra “Giuditta” e dopo pochi chilometri giungiamo ad Urbisaglia. In posizione dominante sulla Valle del Fiastra, il borgo sembra addormentato nelle assolate ore del primo pomeriggio e solo la splendida ed imponente Rocca sembra piena di vita. La costruzione fu iniziata nei primi del 1500 e venne ultimata sotto il papato di Paolo III nel 1549. E’ a pianta trapezoidale, con quattro torrioni ai vertici dei lati e solide ed ampie scarpate, a tronco cono, che le conferiscono un aspetto gigantesco, specialmente se si osserva da lontano. Egidia e Luisa si “avventurano” per la ripida e lunga scala che consente l’accesso alla Rocca per una visita all’interno, mentre Stefano e Pietro si gustano un gelato al fresco.

Fuori le mura, a nord-est del moderno abitato, è visitabile il Parco Archeologico “Urbis Salvia”, sulla statale 78, dove c’è un ampio parcheggio. Per la notte ci spostiamo nella vasta area di sosta adiacente l’Abbazia di Chiaravalle di Fiastra.

camper camperdream macerata visso marche urbisaglia roccaLa nostra mèta questa mattina è Tolentino: entriamo nella città dal caratteristico Ponte del Diavolo, che collega la riva destra del Chienti all’abitato. Lasciamo “Giuditta” nel parcheggio di Via Filzi, dove al di là della strada c’è l’ascensore che ci porta direttamente nel centro storico. Il nome della città è legato a San Nicola, predicatore, eremita e taumaturgo che qui visse 30 anni e morì già in fama di Santo. Fatti pochi metri ci troviamo in Piazza della Libertà della quale riusciamo a scorgere solo la caratteristica cinquecentesca Torre dei Tre Orologi giacché anche qui è giorno di mercato. Senza scoraggiarci entriamo in una pasticceria, sotto le logge, per una dolce colazione. Imbocchiamo poi Via San Nicola e poco dopo ci troviamo nella Piazzetta dove si erge in tutta la sua bellezza la Basilica del Santo. Peccato che la piccola piazza sia gremita di autovetture parcheggiate anche sotto il vistoso cartello che ne vieta la sosta con rimozione forzata!camper camperdream macerata visso marche tolentino chiostroEntriamo, nel complesso abbaziale, dal Chiostro le cui pareti e parte delle volte sono mirabilmente affrescate. Giriamo tutto il Chiostro completamente affascinati da tanta bellezza. Da lì accediamo al gotico Cappellone di San Nicola, anch’esso interamente affrescato con immagini raffiguranti episodi della vita del Santo. L’immensa e stupenda Sacrestia è totalmente rivestita, fino al soffitto, di armadi in camper camperdream macerata visso marche tolentino san nicolalegno massello intagliato. Dalla Cappella delle SS. Braccia si diparte un’ampia scala che scende alla Cripta dove, sotto il Sepolcro originale, c’è un’urna in argento cesellato contenente le spoglie del Santo. Nelle sale del Convento, accessibili dalla scala, visitiamo il Museo dell’Opera del Santuario dove sono esposte in varie sale dipinti, affreschi strappati, oreficerie, arredi sacri, antichi mobili e oggetti liturgici. In una grande sala troviamo allestito uno spettacolare Presepio dalle dimensioni enormi, con effetti sonori e climatici che ci lasciano a bocca aperta. Le sorprese non sono ancora finite. Scendiamo ancora una rampa di scale e visitiamo il diorama del Santo. Non è facile spiegare quello che vediamo per cui vi invitiamo ad andare a vedere con i vostri occhi. Risaliamo e visitiamo la bellissima Basilica ad una navata con cappelle laterali. Usciamo da lì quasi storditi. Da fuori non si ha alcuna impressione della grandezza, bellezza e maestosità dell’interno dell’Abbazia.
Siamo affamati ed essendo ormai ora di pranzo decidiamo di acquistare ancora una volta dei panini ripieni di buonissima porchetta che ci gustiamo nella stessa area di sosta che abbiamo lasciato la mattina (Area di sosta presso l’Abbazia di Chiaravalle di Fiastra).

 

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Nel pomeriggio entriamo nell’Abbazia di Chiaravalle di Fiastra, fondata dai Monaci Cistercensi nel 1142. Vediamo il Refettorio dei Conversi nel quale i sette sostegni centrali sono colonne romane, prelevate dalle rovine della vicina città romana di Urbs Salvia; il giardino, dove si può ammirare il maestoso Palazzo Giustiniani Bandini, lecci secolari e una rara enorme quercia da sughero. Il bellissimo Chiostro al centro del quale si trova un pozzo ottagonale, in pietra e mattoni, usato per attingere acqua dalla cisterna sottostante. Il sistema di decantazione e filtraggio dell’acqua piovana dimostra l’elevata conoscenza della tecnica idraulica dei cistercensi. Visitiamo poi il Cellarium, antico magazzino, la Sala delle Oliere dove veniva prodotto l’olio dell’Abbazia, le Grotte che raggiungono una profondità di metri 5,73 nelle cui nicchie, lungo i corridoi, ospitano le botti per il vino, le Cantine dove veniva lavorata l’uva dell’Abbazia, la Sala del Capitolo dove i monaci si radunavano ogni mattina per la lettura della regola di San Benedetto e la denuncia pubblica delle colpe proprie ed altrui. In ultimo visitiamo la Chiesa Abbaziale dedicata alla Vergine Maria.

Dopo quattro giorni di sole oggi ci svegliamo in una mattina grigia e nuvolosa. La nostra vacanza volge al termine e ci incamminiamo nella via del ritorno, lasciando alle nostre spalle la splendida regione delle Marche, ricca di bellezze naturali e di antichi borghi che purtroppo, a differenza di altri paesi che abbiamo visitato in diverse regioni, erano tutti invasi di auto e traffico continuo.

 


Autore: 
Luisa e Pietro Sergi www.camperdram.it
Punteggio: 
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Coordinate: 
Latitudine: 13.088479000000 - Longitudine: 42.930536000000
Data Aggiornamento: 
27-03-2015
Data Pubblicazione: 
20-06-2012