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L'Italia si svela: San Benedetto Po

A pochi chilometri da Mantova, posto nell’oltrepò mantovano, si trova San Benedetto Po, detta anche la “Montecassino del nord”
Il paese, in cui oggi vivono circa 8 mila persone, conserva le tracce di oltre mille anni di storia e arte nella Basilica di Giulio Romano, nel complesso monastico, nei musei e negli ambienti urbani e naturali che ben si prestano ad interessanti visite e divertenti scampagnate.

Il nome del paese, anticamente San Benedetto in Polirone, è legato a Po e Lirone, due corsi d’acqua che intorno all’anno Mille circondavano l’isola sulla quale venne fondato da Tedaldo di Canossa, nonno della famosa contessa Matilde, l’omonimo monastero benedettino: San Benedetto Polirone.
Negli otto secoli della sua esistenza, dal 1007 al 1797, il monastero benedettino ha segnato il paesaggio, l’economia, la storia di questi luoghi, lasciando un’impronta profonda ben al di là di quanto - ed è tanto - è rimasto degli edifici monastici. Nel corso dei secoli i monaci realizzarono importanti opere di bonifica di aree paludose, la loro messa a coltura e la costruzione di una rete di ricche corti monastiche che costituivano l’ambìta base economica del cenobio e che ancora oggi sono a testimoniare mille anni di operosità.
A San Benedetto Po è possibile effettuare una visita a più dimensioni, durante la quale godere delle bellezze naturalistiche del paesaggio, legate soprattutto al grande fiume, ammirare opere d’arte di grande importanza e interesse, entrare in contatto con un passato millenario, e riandare alle memorie di una cultura popolare e contadina che ancora vive nelle ampie sale del Museo Civico Polironiano, recentemente restaurato e riallestito, che raccoglie testimonianze della vita nelle campagne dalla fine dell’Ottocento alla metà del Novecento.

Cenni Storici
Quando nel 1007 Tedaldo di Canossa fondò il monastero di San Benedetto, nell’isola di Polirone v’era solo una chiesetta e pochi abitanti.
Il cenobio si caratterizzò subito per un vasto nucleo fondiario intorno a sé, ottenuto grazie alle donazioni dei Canossa e di altri nobili, che ne fecero uno dei più ricchi monasteri italiani.
Nel 1077, in occasione del famoso incontro di Canossa tra papa Gregorio VII ed Enrico IV imperatore, la contessa Matilde donò l’abbazia di Polirone al pontefice, il quale, a sua volta, la affidò all’abate Ugo di Cluny, presente a Canossa, e la pose così sotto la dipendenza spirituale del grande monastero di Cluny, in Borgogna, dipendenza che, all’inizio del XIII sec. divenne puramente formale.
All’inizio del XIV sec. i Gonzaga, Signori di Mantova, divennero amministratori del monastero e aggregarono la comunità monastica alla Congregazione di Santa Giustina di Padova, poi Cassinese. Quest’unione significò l’avvio di una nuova stagione di spiritualità monastica e di vita del monastero di San Benedetto Po, con la ricostruzione di gran parte degli edifici monastici, ristrutturati nelle forme che in gran parte conserva tuttora, e di parti della stessa basilica abbaziale, poi ridisegnata attorno al 1540 da Giulio Romano.
Questa intensa attività comportò la presenza a San Benedetto Po di alcuni tra i maggiori artisti del Rinascimento italiano: il giovane Antonio Allegri da Correggio, Girolamo Bonsignori, Giulio Romano, Antonio Begarelli, Paolo Veronese, nonché l’organaro bresciano Giovanbattista Facchetti.
Intensi furono anche, tra Quattro e Cinquecento, l’attività dello scrittorio e gli studi filosofici e ricchissima era la biblioteca del Monastero.
La storia di Polirone nel ‘600 e nel ‘700 è storia di saccheggi, di invasioni di eserciti, di straripamenti del Po e di debiti.
Dal punto di vista architettonico è necessario ricordare la costruzione dello splendido scalone monastico, nel 1674, opera di Gian Battista Barberini, che collega il chiostro dei secolari con l’appartamento dei principi, oggi sede del Museo Civico Polironiano.
In seguito alle imposizioni di Maria Teresa d’Austria, Polirone vide ridursi sempre di più i suoi privilegi secolari, finché giunse la soppressione napoleonica nel marzo del 1797.

Le attrattive culturali, storiche ed artistiche da visitare
La Chiesa Abbaziale domina la grande piazza del centro cittadino ed era il cuore dell’antico monastero benedettino. Di impianto quattrocentesco, venne restaurata da Giulio Romano nel 1539, il quale integrò le architetture precedenti, conservando tuttavia tracce di epoca romanica. Da vedere, all’interno, la Sagrestia di Giulio Romano, la tomba di Matilde di Canossa e la Cappella di Santa Maria, edificata a metà del XII sec., probabilmente il luogo in cui originariamente fu sepolta la contessa Matilde, in corrispondenza del grande mosaico romanico con le quattro virtù cardinali.
Il Refettorio Monastico edificato nel 1478, grande sala dove i monaci consumavano i pasti, con una parete affrescata attribuita a Antonio Allegri da Correggio.
I Chiostri quattrocenteschi di San Simeone, di San Benedetto e dei Secolari.
La Sala del Capitolo, vero e proprio centro direttivo del cenobio. I lavori di restauro hanno portato alla luce oltre agli otto sepolcri cinquecenteschi di abati, tracce di fondazione presumibilmente di epoca romana.
Il Museo Civico Polironiano situato nei suggestivi ambienti recentemente restaurati del piano superiore del monastero, dove si trovavano le celle dei monaci, lo scrittorio, la biblioteca settecentesca e l’appartamento dell’abate. Vi si accede dal chiostro dei Secolari, salendo lungo lo splendido Scalone seicentesco, da poco restaurato. Il museo offre un quadro ricco ed interessante degli ambienti quotidiani, del lavoro, della mentalità e dei divertimenti dei nostri progenitori. Il percorso di visita vuole essere un’introduzione di carattere generale ai temi della cultura materiale e immateriale specifici dell’area di riferimento del Museo: la pianura fluviale solcata dal fiume Po, adagiata tra le Prealpi e l’Appennino Tosco-Emiliano.

La natura e il paesaggio: in bicicletta tra argini e campi
Dal punto di vista paesistico l’elemento principale è la presenza silenziosa, quasi sempre, de grande fiume e dei filari di pioppeti nelle golene e lungo le rive.
Il territorio del Comune di San Benedetto Po si presta ottimamente anche per escursioni in bicicletta, tanto da essere inserito negli itinerari del Touring Club Italiano, tra i percorsi mantovani. E’ possibile, tra gli altri, effettuare un itinerario alla scoperta, nelle frazioni del paese, di quelle che erano le antiche corti monastiche che costituivano la base economica del cenobio, Mirasole, San Siro, Valverde, Bugno Martino, Bardelle, Zovo e Portiolo.
Parco della golena foce Secchia: si tratta di un percorso turistico per chi vuole intraprendere un itinerario alla scoperta degli ambienti tipici della pianura alluvionale del Po e per il turista interessato all’ingegneria fluviale che qui si mostra nel sistema di bonifica. L’area del parco è visitabile anche in bicicletta grazie ai percorsi sugli argini che affiancano quasi tutto il perimetro del fiume, oltre 35 chilometri, e sono compresi nella rete ciclabile transeuropea “Eurovelo”.

Una gita sul fiume Po
Nei pressi del grande ponte che scavalca il Po a circa due chilometri dal centro abitato, si trova l’attracco fluviale, punto di partenza e arrivo per escursioni in motonave lungo il Po.
Uno sguardo alle stelle: visita all'osservatorio astronomico
L’osservatorio astronomico, di proprietà del Comune di San Benedetto Po, è gestito dall’Associazione Astrofili Mantovani. La visita si può effettuare di giorno con lezioni di astronomia su argomenti concordati coi docenti, oppure di sera osservando al telescopio gli oggetti celesti “disponibili”: possono essere la Luna, i pianeti, le stelle doppie e oggetti del profondo cielo. L’osservazione telescopica viene preceduta da una breve presentazione di cosa di andrà a vedere. L’osservatorio astronomico si trova a Gorgo, frazione di San Benedetto Po, in strada Gorgo, 36.

Gastronomia tipica
La gastronomia locale è caratterizzata soprattutto dalla produzione di parmigiano reggiano e di salumi derivanti dagli allevamenti suinicoli della zona.
Nei numerosi ristoranti e agriturismi presenti sul territorio comunale di San Benedetto Po si possono gustare i piatti tipici della zona come i tortelli di zucca, gli agnoli in brodo, i maccheroni e le tagliatelle all’anatra e specialità locali come il salame cotto sotto la cenere, accompagnati da vini locali come il lambrusco che qui è riconosciuto con la Denominazione di Origine Controllata DOC.

Dove sostare in camper a San Benedetto Po
Poche settimane fa è stato inaugurato dall'Amministrazione comunale il nuovo spazio destinato ai camper, dotato di 8 stalli, con CS gratuito. Per saperne di più visitate la pagina che abbiamo già riservato all'area - vai alla pagina -. Per poterla raggiungere agevolmente utilizzate le indicazioni raccolte nella scheda del nostro dbase - vai al dbase.

Per ulteriori informazioni:
IAT Ufficio turistico
Piazza T. Folengo - San Benedetto Po (MN) - Tel. 0376/623036 e-mail: iat@oltrepomantova.it

 

In collaborazione con IAT San Benedetto Po. Foto di Carlo Perini


 


Autore: 
Redazione CamperLife
Punteggio: 
3.666665

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Coordinate: 
Latitudine: 10.933099000000 - Longitudine: 45.039203000000
Data Aggiornamento: 
20-04-2015
Data Pubblicazione: 
21-06-2011