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L'Italia si svela, Impruneta

 Viaggio alla scoperta dei piccoli centri della Toscana: Impruneta
Impruneta è una ridente cittadina collocata sulle colline che da Firenze degradano verso il Chianti, quel territorio ricompreso tra i letti dei due torrenti scorrono lenti prima di unirsi per incontrare l'Arno. Sono le verdi colline fiorentine, terre che da sempre producono alcuni tra i migliori vini d'Italia ma anche olii d'oliva di qualità.
Impruneta è però molto conosciuta, anche oltre i confini nazionali, per l'arte di lavorar le terrecotte che nel tempo è diventata vero e proprio patrimonio locale. Chi di voi non ha mai sentito parlare del cotto Toscano o del cotto di Impruneta? quest'arte di lavorazione ha reso celebre la cittadina creando attorno ad essa una vera e propria identità culturale. 

A Impruneta non si lavora solamente la terracotta. Si producono anche vini, tanto che dall'ormai lontano 1926 si celebra ogni anno la Festa dell'Uva. Una festa che affondando le radici nei primi decenni del secolo scorso la rende unica e certamente la prima nel suo genere in Italia.
Come tutte le sagre locali erano organizzate in origine per ritrovarsi tutti assieme e partecipavano le fattorie del paese, che facevano sfilare i loro carri trainati dai buoi allestiti a festa e con a bordo i prodotti della terra.
Intorno al 1930 la manifestazione cambiò assetto e non furono più le fattorie a sfilare. I concittadini, riunitisi in quattro, rioni dettero una vita completamente nuova. Lo scopo era sempre quello di pubblicizzare i prodotti locali quindi per attrarre visitatori con il passare degli anni i carri si sono fatti sempre più grandi, le costruzioni più alte, le coreografie più ricercate e ricche di effetti “speciali”, la manifestazione più spettacolare e animata da un vivace spirito competitivo fra le contrade imprunetine. La Festa dell’Uva all'Impruneta non è la solita sagra paesana, ma una vera e propria allegoria dell’Uva, nella quale ogni Rione attraverso i propri carri allegorici, sprigiona tutta la propria fantasia festeggiando a suo modo questo stupendo frutto che è l’Uva. Non essendoci un tema guida ogni rione può esprimersi come ritiene più opportuno, quindi durante l’anno ci si ritrova, si discute, si studia, si pensa a come spiegare sempre in maniera diversa, con costruzioni e scenografie, classiche e moderne, questo grande frutto, in modo da mostrare ad ogni edizione della Festa dell'Uva una “faccia” sempre nuova. La Festa dell’Uva non è solo lo spettacolo della domenica, nella stupenda cornice di piazza Buondelmonti, ma dietro vi è una intensa preparazione di circa 30-40 giorni. Anzi, più che i giorni sono le notti. Le fresche notti di settembre, dove in ogni cantiere rionale iniziando con la cena è un buon bicchiere di vino, non si dorme, ogni sera si fanno le ore piccole per costruire, tagliare, cucire, ballare, mettere chiodi, attaccare chicchi d’uva sulle costruzioni e ancora si parla, si discute, a volte si litiga. Al mattino tutti al lavoro, ma con il pensiero fisso a quella “creatura” che sta prendendo forma, a quella parte di ogni rionale che è il “carro”

I Rioni

"Il Rione delle Fornaci" : questo è il rione che deve il nome ai luoghi in cui viene effettuata la lavorazione del cotto ed è proprio dalla terra che, plasmata, regala orci, mattoni, vasi. E' dal lavoro dell'uomo che nasce il rione delle Fornaci. Rosso è il suo colore.
"Il Rione delle Sante Marie": celeste è il colore del Rione delle Sante Marie che prende il nome dall'omonimo Monte situato al centro del territorio del rione stesso. Questo comprende la parte di paese che si estende dalla piazza Buondelmonti, alle spalle della Basilica, fino al confine col comune di Greve in Chianti.
"Il Rione del Pallò": Verde è il colore del rione del Pallò come le Pinete che hanno dato il nome all'Impruneta, i boschi e i campi che lo circondano. Il curioso nome del Pallò si fa derivare, invece, dall'esistenza, nell'antichità di un luogo pianeggiante usato per il gioco delle bocce: il pallaio.Sullo stemma del rione appaiono tre bocce rosse sopra ad un pampano argentato.
"Il Rione del Sant'Antonio": Prende il nome dalla cappellina dedicata al santo che sorge in vetta al Monte S. Antonio, collinetta boscosa che scende quasi a sfiorare la bella piazza dell'Impruneta. Il rione che si stende alle falde di questa collina, sul lato ovest, è il rione "S. Antonio". Il colore della sua bandiera è il bianco.

Dal 1994 si è costituita legalmente l’Associazione Ente della Festa dell'Uva che riunisce tutti e quattro i rioni del paese, li rappresenta per qualsiasi necessità ed ha l’onere e l’onore di organizzare questa manifestazione.

 

 

Autore: 
Redazione Camperlife
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Coordinate: 
Latitudine: 11.254279000000 - Longitudine: 43.685385000000
Data Aggiornamento: 
25-08-2015
Data Pubblicazione: 
06-09-2011