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L'Italia si svela: i Borghi veneti

Finalmente si parte e questa volta decidiamo di visitare alcuni borghi del “ricco” Nord Est, prendendo in considerazione come meta principale Marostica (VI), di cui abbiamo tanto sentito parlare e poi altri splendidi luoghi come ad esempio l’indimenticabile borgo medievale di Montagnana (PD).
Partiamo da Prato in un pomeriggio d’aprile, Stefano è veramente felice e chiacchierone come il solito quando va in camper e questo ci riempie di gioia. Imbocchiamo il casello autostradale di Calenzano dell’A1 direzione Nord; il traffico è intenso, ma poi da Bologna è abbastanza scorrevole fino a Marostica.
Già in lontananza la particolarità delle mura di quest’antica cittadina, insignita della Bandiera Arancione del Touring, ci sorprende e ci affascina: si dipartono dal Castello inferiore inerpicandosi sul colle per ricongiungersi al Castello superiore. Dopo aver sistemato il camper nell’area attrezzata in Via della Rimembranza (parcheggio subito fuori le mura), ci dirigiamo a piedi verso il centro storico; attraverso la Porta Breganze entriamo nel borgo e poco dopo ecco davanti a noi la famosa “Piazza degli scacchi”.
Marostica: Porta BreganzeMarostica: Porta Breganze
Da secoli ogni due anni, in quelli pari, nel mese di settembre, viene giocata una partita con scacchi viventi, vestiti con costumi rinascimentali, che vengono “mossi” come su una scacchiera. La partita rievoca un’antica vicenda del 1454 quando due nobili guerrieri, innamorati entrambi della bella Lionora, figlia di Taddeo Parisio castellano di Marostica, decisero di sfidarsi a duello per avere la sua mano, ma il padre, non volendo perdere o inimicarsi alcuno dei due giovani, proibì lo scontro e propose una partita a scacchi nella piazza del Castello inferiore, con pezzi viventi alla presenza della nobiltà intera e del popolo tutto. Lionora sarebbe andata in sposa al vincitore, mentre lo sconfitto poteva sposare sua sorella minore. Un mese prima della partita, durante una cena medievale avviene l’elezione, tra le più belle ragazze di Marostica, della Regina Bianca e la Regina Nera. In settembre vengono disputate quattro partire guardate da più di 20 mila spettatori.
Piazza degli scacchiMarostica vista dal castello superiore
Noi siamo lì, nel mezzo della famosa piazza, ed essendo ormai ora di cena decidiamo di entrare nel ristorante “L’Angelo e il Diavolo” dove gustiamo un ottima pizza. Dopo cena facciamo una breve passeggiata nel borgo illuminato.
La mattina dopo ci svegliamo presto, vogliamo assaporare l’atmosfera dell’antica cittadina quando ancora le strade sono deserte. Una breve sosta in una pasticceria è il migliore inizio per la giornata di Stefano. Alcuni volontari, armati di spazzoloni e detersivo, iniziano a lavare la famosa piazza e noi ci rechiamo alla Proloco dove è situato l’ufficio informazioni. Una gentile signora, oltre che fornirci il materiale illustrativo, ci dà notizie dettagliate su quello che c’è da vedere, indicandoci dove possiamo visitare le antiche botteghe artigiane: di ceramica, di legno intagliato, di lame, ecc. e poi, ciliegina sulla torta, ci mostra la sartoria dove sono conservati tutti i costumi e gli accessori, necessari ai 500 figuranti per la rievocazione dell’antica partita. Con tutte queste informazioni partiamo alla scoperta di Marostica e ne rimaniamo veramente affascinati. Verso l’ora di pranzo hanno finito di pulire la piazza (operazione che viene fatta due volte l’anno) ed hanno iniziato a dare la cera, che ravviva i colori della grande scacchiera.
Castello inferiore di MarosticaCastello superiore di Marostica
Entriamo nella fornitissima gastronomia “La Zangola” in Corso Mazzini dove acquistiamo il famoso baccalà alla vicentina, polenta, pane fresco ed il baccalà mantecato. Riprendiamo il camper e costeggiando le mura, parcheggiamo al Castello superiore da dove si gode una splendida vista della cittadina e dove gustiamo il nostro appetitoso pranzo. A cinquanta metri dal parcheggio c’è l’antica porta d’ingresso al Castello superiore. Anche qui la magìa del borgo è nell’aria, sotto a noi la scacchiera è visibilissima nella bella piazza del Castello inferiore. I ciliegi sono tutti in fiore, sembrano batuffoli di ovatta sparsi ovunque e la vista tutto intorno è bellissima ed a perdita d’occhio. 
Nel pomeriggio partiamo per Bassano del Grappa dove visitiamo solo il Ponte Vecchio (oggi dedicato agli Alpini) sul fiume Brenta, poiché la cittadina è a saliscendi e quindi non molto agevole per spingerci una sedia a rotelle. Bassano merita sicuramente una visita accurata, da quanto abbiamo appreso dalle guide turistiche, ma l’impatto disagevole che abbiamo avuto ci fa propendere per ritornare a Marostica e così facciamo.
Bassano del Grappa: Ponte degli AlpiniBassano del Grappa: Ponte degli Alpini
Per strada incrociamo un venditore ambulante di frutta e verdura dal quale acquistiamo asparagi bianchi, tipici del posto, che cuciniamo per cena. Si è appreso che tale zona è speciale per gli asparagi oltre che per le ciliege, il vino ed altro ancora.
Ci svegliano alcune goccioline di pioggia e le campane che suonano a festa. Nostra prossima destinazione è Thiene per visitare la Villa “Da Porto Colleoni”, di cui dicono essere tra le più belle del Veneto. Quando giungiamo lì, l’orario affisso c’informa che la villa è visitabile le domenica ed i festivi, con visita guidata alle 15, 16 e 17. Entriamo quindi nel Duomo dove è in corso la messa di Pasqua ed alla quale assistiamo. La chiesa, del XIV secolo, è dedicata a San Gaetano e S.M. Assunta ed all’interno ci sono numerosi affreschi del 1600.
Thiene: Villa Da Porto ColleoniThiene: le scuderie di Villa Da Porto Colleoni
Alle 15:00 siamo di fronte alla Villa: è un edificio gotico del XV secolo, al piano terra c’è un ampio portico a forma di T, ripetuta nella vasta sala al piano superiore, all’interno il Camerone del Camino e, nelle sale adiacenti, un’importante collezione di ritratti. Da una rampa di scale in pietra si accede alla galleria dominata da una grande pentafora gotica, unico esempio al di fuori di Venezia. Grandi dipinti di cavalli e cavalieri dominano il salone. La scuderia è sicuramente unica e bellissima: colonne di marmo rosso sormontate da putti bianchi, pavimento di diversi tipi di pietra e mattoni e le mangiatoie di legno massello lasciano il visitatore a bocca aperta. In questa scuderia, dei primi del 700, vi ospitavano i cavalli che venivano addestrati al “dressage”. Al termine della visita decidiamo di partire e arrivare a Montagnana, che si fregia della Bandiera Arancione del Touring. Lungo la strada vediamo ciliegi in fiore ovunque, ed ecco che scorgiamo la città: le mura del borgo hanno un colore caldo nella luce del tramonto. Percorriamo la circonvallazione per giungere al parcheggio vicino a “Porta Vicenza” e restiamo senza parole. Tra la strada e le mura c’è un ampio vallone interamente coperto da un prato verdissimo. Proseguiamo lungo l’intero perimetro della fortificazione (circa 2 Km) a forma rettangolare e su ogni lato scorgiamo una porta d’accesso collegata alla strada da un ponte. Non si vede niente dell’interno e si ha l’impressione che non ci sia nessuno. Le mura e le torri sono intatte e si ha l’impressione di essere immersi in un’altra epoca. Diamo un’occhiata al parcheggio ed essendo ancora presto per la cena decidiamo di visitare il borgo. Con il camper andiamo fino alla “Porta Padova” e parcheggiamo a pochi metri dal ponte d’accesso. Le mura imponenti, di un caldo colore rosso, ed il verde del vallone sono uno spettacolo meraviglioso. Passiamo il ponte e la porta e quello che vediamo ci lascia sbigottiti: lì dentro troviamo una città viva e pulsante, auto, negozi e tanta gente che passeggia sotto i bassi loggiati che percorrono tutta la città.
Montagnana: Porta Padova Montagnana: Piazza Vittorio Emanuele
Ma le sorprese non sono finite: percorsa la via Carrarese sbuchiamo in una maestosa e luminosa piazza (Vittorio Emanuele) dove su un lato, in posizione obliqua, si erge l’elegante Duomo in stile gotico-rinascimentale ed intorno splendidi palazzi, veri gioielli di architettura quattrocentesca. Ci sediamo al tavolino di un bar affollatissimo per un aperitivo, incantati da tutto quel via vai di gente che, dall’esterno delle mura, era veramente impensabile. Torniamo poi nella bella piazza centrale, percorrendo degli incantevoli porticati, e decidiamo di cenare al Ristorante “La Loggia” dove gustiamo una cena tipicamente veneta. Quando usciamo è calata la notte, ma il borgo è tutto illuminato e magico.
Ci svegliamo presto, ormai sappiamo che il momento migliore per visitare un posto sono le prime ore della mattina, quando il traffico è ridotto al minimo e le persone per strada sono poche. Rientriamo nel borgo dalla “Porta Padova” e la piazza centrale quasi deserta è splendida. Visitiamo il Duomo dove possiamo ammirare una pregevole pala del “Veronese” del 1555, posta dietro l’altare maggiore e che riproduce la “Trasfigurazione”.
MontagnanaMontagnana
Iniziamo a percorrere il borgo sotto i loggiati e ci imbattiamo nella pasticceria “Cuccato”: fermata obbligatoria per assaporare la felicità di Stefano. Nelle vetrine sono in mostra dei “Pandolce di Ezzelino” e la titolare, gentilissima, ci racconta la storia di quel dolce. La leggenda narra che durante l’incendio di Montagnana da parte di Ezzelino da Romano, questi rimase ferito. Una popolana, per far rinvigorire presto il guerriero, impastò con il “levà” (lievito naturale) un grosso pane, aggiungendo all’impasto una grande quantità di miele con noci e nocciole. Con questo pane Ezzelino si riprese velocemente. Il sig. Cuccato, attuale titolare della pasticceria, ha studiato quella antica ricetta e così è nato il “Pandolce di Ezzelino dolce di Montagnana”. Naturalmente ne abbiamo acquistato uno per Stefano per tirarlo su di morale, poiché ogni volta che il viaggio volge al termine lui si intristisce e la prospettiva di mangiare quel dolce, la sera a casa, ha rallegrato il suo viaggio di ritorno. Giriamo tutto il borgo, percorrendo le stradine interne sotto i portici e facendo tutto il perimetro interno delle mura.
Montagnana: il perimetro interno delle antiche muraMontagnana: la Rocca degli Alberti
Arrivati alla Rocca degli Alberi (dal 1963 suggestiva sede di un Ostello con 30 posti letto), Luisa ed Egidia salgono in cima al Torrione dal quale si gode una bellissima vista. Nel giardino sottostante è possibile vedere quattro catapulte, ricostruite fedelmente dal signor Vittorio Zanuso il quale ci informa che sono occorsi 10 anni per ultimarle. Lui stesso si prende cura anche della Rocca e dell’Ostello. 
Riprendiamo la strada di casa e fattasi intanto l’ora di pranzo ci fermiamo nel piccolo paesino di Castagnaro (VR) al ristorante “La Gufa”, per poi proseguire il nostro viaggio che si conclude senza alcun particolare problema.
Anche questa volta, ciò che abbiamo visto, ci ha reso felici e più ricchi di conoscenza e di particolari emozioni; da Marostica abbiamo imparato che, con l’intelligenza e non con la violenza, è possibile risolvere i problemi e la storia della scacchiera dovrebbe insegnarlo al mondo intero!

Nel nostro cuore le immagini vivide della bellissima Marostica, del Ponte degli Alpini, la splendida Villa di Thiene, la magica città murata di Montagnana, i ciliegi in fiore, ma anche la cordialità, la riservatezza, l’eleganza e la bellezza della gente veneta.

A presto dall'equipaggio Camperdream!

 


Autore: 
Luisa e Pietro Serg - www.camperdream.it
Punteggio: 
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Coordinate: 
Latitudine: 11.655800000000 - Longitudine: 45.744467000000
Data Aggiornamento: 
16-12-2014
Data Pubblicazione: 
06-01-2012