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L'Italia si svela : in camper per gli antichi borghi umbri

Visitiamo in camper gli antichi borghi nella verde Umbria

Un viaggio breve nel centro d'Italia

Siamo andati in Umbria diverse volte dove abbiamo visitato, oltre Perugia veramente bellissima e interessante, anche alcune cittadine e paesi, più o meno grandi, ma altrettanto belli ed ogni volta siamo rimasti piacevolmente colpiti dall’amabilità delle persone, dal cibo appetitoso, dalla sua storia e dai suoi splendidi paesaggi. Con questo viaggio intendiamo andare alla scoperta dei piccoli antichi borghi che popolano la regione e ne abbiamo scelti alcuni, in provincia di Perugia, che sono inseriti nel club “I Borghi più belli d’Italia” ed insigniti della Bandiera Arancione del Touring: Bevagna, Montefalco e Spello.

Partiamo da Prato in uno splendido pomeriggio di sole. Imbocchiamo il casello autostradale di Calenzano dell’A1 direzione Roma con uscita Valdichiana e da qui il raccordo autostradale SS75 verso Perugia - Foligno Nord, per giungere poi nell’ampiaarea di sosta di Bevagna vicinissima al borgo.

E’ già tardi per una visita della cittadina, ma non abbastanza da raggiungere il centro storico dove, in una viuzza laterale alla Piazza Silvestri, scopriamo il Ristorante “Ottavius” ed il menù appeso fuori stimola immediatamente il nostro appetito. Il locale è caratteristico ed accogliente e Stefano è felice di chiudere la giornata con una bella cena fuori.
Le campane ci hanno svegliato presto ed in breve siamo pronti per la nostra escursione. Attraverso la Porta Guelfa entriamo in Bevagna (in epoca romana conosciuta come Mevania) e raggiungiamo il cuore del borgo: la Piazza Silvestri, detta anche la “Piazza dei ricordi dormienti”. Questa piazza, considerata tra le più belle d’Italia, è così chiamata per il continuo agitarsi dei poteri che si fronteggiano con i loro simboli: il Palazzo dei Consoli, espressione dell’egemonia comunale, contrapposto al potere ecclesiastico con ben tre Chiese, ma nella sua bellezza tutto si acquieta.
Il professor Silvano Piatti, che per tanti anni è stato impegnato politicamente nell’amministrazione comunale di Bevagna, ci ha fornito queste informazioni e tante altre con passione e affabilità (ci piace parlare con le persone dei luoghi che visitiamo). Avremmo voluto ascoltarlo per ore ma dobbiamo salutarlo a malincuore poiché alle 10:30 ha inizio la visita guidata al Teatro F. Torti, all’Edificio Termale (di epoca imperiale dove nel “Frigidarium” è possibile ammirare un fantastico mosaico del II Sec. d.c. con tessere bianche e nere ispirato al mondo marino) ed al Museo di Bevagna. Al termine di questa visita, che dura circa un’ora, andiamo alla scoperta delle “Gaite” dove esperti artigiani, con tecniche e strumenti medievali, nelle antiche botteghe, dimostrano che il tempo si è fermato.

Nella Gaita San Giovanni c’è la Cartiera dove viene prodotta la Carta Bambagina dalla macerazione degli stracci; in Gaita San Giorgio il Dipintore fa come un tempo i colori in polvere che, legati insieme al tuorlo dell’uovo, utilizza su tavole preparate con strati di colla animale e gesso per un dipinto inalterabile. In Gaita San Pietro troviamo la Cereria dove si producono candele con pura cera d’api ed hanno il colore e l’odore del miele; in Gaita Santa Maria il Setificio mostra il ciclo di produzione della seta dall’allevamento dei bachi sulle foglie di gelso, ai bozzoli, alla torcitura fino alla tessitura.
Entriamo nell’antica Farmacia Santi, in Corso Matteotti, per acquistare un collirio ed anche qui abbiamo prova dell’affabilità delle persone del luogo. La farmacista, un’anziana signora molto dinamica, ci mostra gli arredi originali del ‘700, che da generazioni la sua famiglia si tramanda e, portandoci nel retro-farmacia, ci fa vedere da una finestra aperta nel pavimento un antichissimo tronco d’albero quasi fossilizzato, scoperto durante l’ultima ristrutturazione e pare che dalle ultime analisi si tratti di un ulivo. La gentile dottoressa ci mostra infine orgogliosa il loro Amaro di Bevagna, realizzato su base di un’antichissima ricetta di famiglia e prodotto dalla stessa Farmacia. Naturalmente ne acquistiamo alcune bottiglie e scopriamo più tardi che è un ottimo aperitivo-tonico-digestivo.

Sono quasi le 13:00, siamo felici per quanto abbiamo visto e anche affamati. In una via laterale alla Piazza Silvestri scorgiamo l’insegna: “Da Tagliavento” Gran maestro di salumeria. Entriamo e rimaniamo a bocca aperta: il soffitto è pieno d’insaccati appesi, di tutti i tipi, il profumo stuzzica l’appetito ed una croccante porchetta è in bella mostra sul bancone. Ce ne facciamo tagliare una quantità abbondante, compriamo panini freschi ed andiamo a gustarci il tutto sul camper.

Nel primo pomeriggio giungiamo a Montefalco, che dista da Bevagna circa 6 km. Parcheggiamo vicino alla Torre del Verziere, giacché l’area di sosta segnalata è in basso e lontana, e questo ci costringerebbe ad un’ardua e faticosa salita.

Montefalco è conosciuta nel mondo per il Sagrantino, il pregiato vino rosso Docg. La coltivazione della vite in questo territorio risale all’epoca romana. Il tipico vitigno “Sagrantino” è giunto a Montefalco grazie ai Frati Francescani provenienti dall’Asia Minore. Questo vino era nato come “dolce” (veniva prodotto esclusivamente nella versione “passito”) ed attualmente prevale nella versione “secco”. Questo splendido borgo è anche detto la “Ringhiera dell’Umbria”: dai suoi belvedere la vista è stupenda sulle verdi colline ricoperte di ulivi e vigneti. Tutto intorno si può vedere Perugia, Assisi, Spello, Foligno, Spoleto, Bevagna ed i rilievi dell’Appennino, del Subasio e dei monti Martani.

Percorrendo il Corso Mameli, tutto in salita, arriviamo in Piazza del Comune, ricca di antichi palazzi e residenze signorili. Da lì si diparte in discesa il “Vicolo dei Vasai” un vero gioiello fiorito del borgo. Vi invitiamo a percorrerlo tutto fino in fondo dove vi attende uno splendido belvedere. Visitiamo poi l’ex Chiesa di San Francesco, diventata Museo Civico dal 1895. Costruita nel 1300 dai Frati Minori è nota in tutto il mondo per gli affreschi che narrano la vita di San Francesco di Benozzo Gozzoli, una Natività del Perugino ed affreschi di scuola Umbra del ‘400.
Torniamo all’area di sosta di Bevagna per una buona cena ed una bella dormita.

Ci dirigiamo verso Spello di prima mattina e la cittadina, ci appare da lontano, come una nuvola rosa (colore caratteristico della pietra con la quale è stata costruita) adagiata su una propaggine del Monte Subasio e circondata dall’argento degli ulivi. L’area di sosta segnalata si rivela scomoda per noi, quindi troviamo posto nel parcheggio di Via Martin Luther King. (Lo sconsigliamo agli amici camperisti non muniti di speciale contrassegno per disabili, visto il divieto per camper e autobus.) Entriamo dalla Porta Consolare che è affiancata da una torre medievale sulla cui cima svetta un grande ulivo.

Lì nei pressi il titolare di un negozio è sulla porta e gli chiediamo del perché di quell’ulivo e lui, con un grande sorriso, ci spiega che è un segno di pace. Anche questo borgo è tutto in salita ma è talmente fantastico che non possiamo fare a meno di girarlo tutto (o quasi). Ad ogni piè sospinto incontriamo vicoli di una bellezza straordinaria, con balconi pieni di fiori di tutti i colori. Ogni angolo è una magnifica e magica cartolina. Sempre in salita percorriamo la Via Giulia passando dall’Arco d’Augusto. Spello conserva notevoli testimonianze della sua origine romana sulla quale si sviluppò poi la città medievale, nella quale si possono ammirare dei nuclei rionali integri, con i tipici e spettacolari vicoli e stradine. Durante il nostro giro incontriamo persone, sedute all’esterno delle loro case, intente a sfogliare fiori di diversi colori. Ci soffermiamo a parlare con loro e c’informano che stanno preparando il materiale per le Infiorate del Corpus Domini. Sono circa mille i partecipanti che ogni anno infiorano le strade della città con quadri e tappeti fatti con i soli petali dei fiori. Possiamo vedere alcune cartoline che mostrano le manifestazioni degli anni precedenti e sono veramente bellissime.

Giungiamo fino al punto più alto passando dalla Porta dell’Arce e da lì si può ammirare una fantastica veduta sulle colline umbre. Ridiscendiamo lentamente il borgo, è difficile lasciare questo posto che è un vero incanto. Non a caso l’Umbria è detta “il cuore verde dell’Italia” poiché lo è veramente in tutti i sensi. Le sue morbide colline ricoperte di ulivi, vigneti e coltivazioni ti danno un grande senso di pace e di benessere.

In Umbria ogni città, paese o borgo ti affascina con la sua antica storia, l’arte e l’architettura. La sua tradizione alimentare è fatta di cose semplici e schiette, di cibi genuini e sapidi. I suoi eccellenti vini, il suo pregiato olio di altissima qualità, la norcineria (vera e propria arte di questa regione), la cultura dell’agnello per la produzione del latte, dei formaggi stagionati e gustati poi arrosto o al forno e del maiale per l’ottimo lardo (filo conduttore della tradizione gastronomica) e la croccante porchetta. La “torta di pasqua” a base di formaggio, il tartufo nero, i funghi e i tanti piatti a base di cereali.
La sua tradizione dell’artigianato che va dalla tessitura al ricamo, dalla terracotta al ferro battuto, alla lavorazione del legno, antichi mestieri che la maestria e la passione degli artigiani mantengono vivi da secoli. Ed in ultimo, ma solo in ordine cronologico, il popolo umbro che con il suo semplice e grande cuore ti fa sentire a casa sempre, in ogni occasione ed ogni volta. Grazie di esistere bella Umbria, torneremo ancora ed ancora.

 

Autore: 
Redazione CamperLife
Punteggio: 
3

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Coordinate: 
Latitudine: 12.671928000000 - Longitudine: 42.956925000000
Data Aggiornamento: 
25-08-2015
Data Pubblicazione: 
07-05-2012