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L'Italia si svela: Brisighella

Nel Parco Regionale della “Vena del Gesso Romagnola” (una dorsale di solfato di calcio che affiora per una ventina di chilometri) lungo la valle del fiume Lamone, caratterizzata dal verde di una natura rigogliosa e da calanchi di origine calcarea, scopriamo Brisighella, delizioso borgo addossato ad una rupe di gesso, che si adagia ai piedi di tre caratteristici pinnacoli rocciosi.
Questo antichissimo borgo medievale, di rara bellezza e particolarità, in provincia di Ravenna, è inserito tra “I Borghi più Belli d’Italia” ed ha ottenuto la Bandiera Arancione del Touring. Entriamo in Piazza Marconi, cuore del paese, e immediatamente ci ritroviamo immersi in una suggestione di lontano medioevo che emana dalle viuzze acciottolate, dalle case addossate agli scogli gessosi, dalle antiche mura e dai bastioni difensivi.

Brisighella: Piazza MarconiBrisighella: via degli Asini

Sulla piazza si affaccia un luogo straordinario ed unico: una strada sopraelevata e coperta, illuminata da archi a mezzaluna: è l’originalissima Via del Borgo, detta Via degli Asini (non accessibile ai disabili motori). Costruita nel XII secolo come baluardo di difesa fu, in seguito, utilizzata dai birocciai per il trasporto, a d’orso d’asino, del gesso estratto dalle cave situate nella valle circostante. Mentre la percorriamo, il suono dei nostri passi rievoca magicamente le immagini di carovane di asini che transitavano su questa via in remote giornate di vita quotidiana.
Alzando gli occhi verso il cielo scorgiamo i tre pinnacoli sovrastanti il borgo: su uno si erge la Torre dell’Orologio risalente al 1290, sullo scoglio di selenite domina la bella Rocca Manfrediana e sul terzo colle c’è il Santuario del Monticino del XVII secolo.

Brisighella: i PorticiBrisighella: la fontana vecchia

Sul fondo della piazza passiamo davanti al neoclassico Palazzo Maghinardo, sede del Municipio e, percorrendo vicoli e loggiati, giungiamo alla Fontana Vecchia, del 1490, la più antica fonte pubblica del paese.
Poco oltre, in Piazza Carducci, c’è la Collegiata di San Michele Arcangelo (XVII Sec.) con un bel portale di bronzo. Al suo interno: l’altare in stile neobarocco di scaiola policroma, un Crocefisso di legno d’ulivo del XVI secolo e pregevoli dipinti del XV e XVI secolo. In una minuscola piazza, si erge la Chiesa del Suffragio con la facciata dipinta di arancio-giallo, antica chiesa parrocchiale del XVII secolo.

BrisighellaBrisighella: la Rocca Manfrediana

La Rocca, pregevole esempio dell’arte militare medievale, oggi è la sede del Museo della Civiltà Contadina, ma alla biglietteria c’informano che non è accessibile a persone su sedia a rotelle. Da lassù la vista del borgo adagiato sotto e della natura circostante è veramente stupenda. Proseguiamo ed arriviamo nei pressi della Torre dell’Orologio, (che, volendo, si può raggiungere a piedi dal paese, salendo una scalinata che si diparte a lato del Municipio) e purtroppo anche questa non è accessibile ai non deambulanti. Anticamente era una fortificazione da cui si sviluppò il borgo di Brisighella. Fino al 1500 la Rocca e la Torre, costituirono il baluardo difensivo del centro abitato. Dalla sommità di questo colle si può ammirare un fantastico panorama sui gessi, i calanchi e la vasta pianura romagnola. Infine arriviamo sul terzo pinnacolo dove si erge il Santuario del Monticino. L’edificio (XVIII secolo), costruito sul gesso, con l’interno a una sola navata, presenta nel presbiterio affreschi di Savino Lega.

Brisighella: la Torre dell'OrologioBrisighella: Santuario del Monticino

E’ ormai ora di pranzo e quindi torniamo in Piazza Marconi che troviamo completamente invasa da “fiammanti Ferrari”, giunte lì per un raduno. Giriamo un po’ fra quelle splendide auto e mentre i piloti accendono i rombanti motori, pronti a ripartire, entriamo nel Ristorante Stryx posto sotto la Via degli Asini, dove gustiamo un buon pasto ad un prezzo giusto.
Poco fuori del paese ci fermiamo alla Pieve di San Giovanni in Ottavo, detta anche la Pieve del Tho.

Brisighella: Pieve del ThoBrisighella: Pieve del Tho

Le sue origini sono da ricercare tra il VII e il X secolo ed è detta Ottavo (Tho) poiché è situata all’ottavo miglio della Strada Romana che congiungeva Faenza alla Toscana. E’ la Pieve più antica della Valle del Lamone e la leggenda la fa risalire a Gallia Placidia, figlia di Teodosio, che l’avrebbe fatta erigere con i resti di un tempio pagano dedicato a Giove Ammone. L’interno è a tre navate, divise da colonne di marmo diverse fra loro. Gli archetti pensili, le colonne con iscrizioni, le lastre in arenaria, le lapidi e gli affreschi testimoniano l’antichità di questa emozionante Chiesa.

Chi ama la semplicità, la quiete, la natura e l’antico fascino di un tempo lontano, troverà senz’altro tutto ciò nel piccolo borgo medievale di Brisighella, un vero gioiello, immerso in un mare verde di uliveti, vigne, frutteti e boschi.

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A presto dall'equipaggio Camperdream!

 

Autore: 
Luisa e Pietro Sergi www.camperdram.it
Punteggio: 
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Coordinate: 
Latitudine: 11.772058000000 - Longitudine: 44.222875000000
Data Aggiornamento: 
25-08-2015
Data Pubblicazione: 
26-12-2011