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Letti di camper. Buon riposo!

Si conclude la piccola inchiesta di Camperlife sulle soluzioni abitative dei camper iniziata sul fascicolo di gennaio: è la volta dei letti, protagonisti indiscussi dell’abitar viaggiando.

Il letto rappresenta l’essenza stessa del camper, l’idea che la nostra casa viaggi con noi e siamo liberi di fermarci quasi ovunque per la notte, svincolandoci dalle prenotazioni alberghiere e accendendo di passione lo spirito nomade che ci anima. In gioventù, un materassino e un sacco a pelo sulle spalle o legati al portapacchi della moto, bastavano per sentirci un po’ esploratori, un po’ cittadini del mondo. Con l’età adulta e la famiglia le cose cambiano, il comfort diventa irrinunciabile, le esigenze sono diverse. Il letto deve essere comodo, ampio, confortevole, ben fruibile. Sui camper anche di soli pochi anni fa, ma talvolta ancora oggi specie sulla fascia economica, era frequente trovare ancora la base del letto costituita da una tavola di legno con appoggiato un materasso di gommapiuma più o meno spessa: un mix non proprio ideale per un meritato riposo e conseguenti probabili sudate notturne copiose. 

Oggi le cose sono cambiate e, anche nei camper cosiddetti entry-level, fanno bella mostra reti a doghe e materassi in schiuma a zone di diversa densità, letti grandi e ventilati dal basso, meccanismi elettrici che ci aiutano nelle movimentazioni. La differenza ancora maggiore la fanno le qualità di reti e materassi, via via più elevate man mano che sale il prezzo del veicolo, oltre che l’ampiezza del letto, sempre più frequenti quelli King Size grandi come e più grandi di quelli casalinghi. Da ricordare anche l’attenzione alla sicurezza e alla salubrità: i trattamenti antiacaro sono oggi piuttosto diffusi anche su camper di “primo prezzo”.

Quale tipo di letto?

La prima, fondamentale, differenza sta nei letti cosiddetti “sempre pronti” e quelli da preparare. Una differenza che oggi appare quasi obsoleta, dato che la maggioranza degli autocaravan punta oggi per lo più ai letti sempre disponibili, ma molto meno ovvia in un passato agli inizi del caravanning di massa, quando i letti erano più spesso da preparare, generalmente sulle sedute dei divani. 

La dinamica per cui i letti sempre pronti si siano affermati è chiara e facilmente intuibile: preparare un letto sulla dinette, al di là del lavoro più o meno rognoso (presentato come veloce nelle pubblicità, ma poi spesso molto meno rapido nella realtà pratica) di fatto porta anche alcune evidenti limitazioni, prima fra tutte l’impossibilità di usufruire del tavolo per fare colazione se qualcuno sta ancora dormendo sul quel letto o anche l’ingombro del living e l’impossibilità di raggiungere comodamente la cabina di guida o la mansarda quando presente. Si tratta infatti di soluzioni utilizzate per lo più nelle soste di lunga durata, in campeggio, quando insomma il vantaggio del letto in più è mitigato ad esempio dal fatto di poter usufruire di un tavolo all’esterno, magari sotto una bella veranda, e la necessità di muoversi comodamente all’interno del camper è marginale. Nei casi, invece, di una vacanza itinerante è sempre meglio ragionare sulla base dei letti sempre disponibili, in modo da non complicarsi la vita a bordo ad ogni sosta notturna.

Letti posteriori

La presenza dei letti posteriori è attualmente la configurazione della quasi totalità dei camper, esclusi i pochissimi modelli con la cucina e/o il bagno in coda, con alcune disposizioni classiche che soddisfano la stragrande maggioranza delle richieste.

La struttura che forse ancora identifica maggiormente i letti posteriori sono i classici letti a castello trasversali in coda, destinati ai ragazzi, con quello basso ribaltabile per aumentare la cubatura dedicata al gavone: una configurazione molto in voga in passato, oggi minore come proposta di modelli presenti sul mercato, quasi tutti mansardati di stile familiare, con alcune interessanti eccezioni di alcuni motorhome. Variazione sul tema, la proposta della Rimor sul suo Katamarano 50 di due coppie di letti a castello in coda, ma con disposizione longitudinale e bagno tra i due, vista su uno dei test pubblicati da Camperlife sul numero scorso. Tra i vantaggi dei letti a castello in coda, lo spazio limitato che occupano sulla lunghezza totale del veicolo e la possibilità di ribaltare quello basso per ampliare lo spazio per i bagagli (o le biciclette ad esempio); di contro, la eventuale fruibilità scomoda per gli adulti, specie se pesanti (spesso ci sono limitazioni di portata) e con qualche anno in più, la impossibilità di disporre di un vero garage per le due ruote e di un gavone enorme separato dalla cellula.

Se parliamo invece di letto matrimoniale, le soluzioni sono decisamente di più, con il letto dedicato alla coppia che può assumere diverse forme e collocazioni. La più diffusa oggi prevede il letto longitudinale posizionato centralmente a penisola, detto talvolta anche nautico o queen bed, praticamente sempre con un capace gavone sottostante (anche più scomparti o addirittura collegato con il garage), dotato frequentemente di scalini laterali che aiutano per la salita, dato che resta sempre piuttosto alto per lasciar maggiore spazio al garage. È una delle soluzioni attualmente più gettonate, gradita da buona parte degli acquirenti, comoda, ben fruibile, e che spesso, se non sempre, è abbinata ad una porta che separa dal living l’area insieme al bagno, creando una spaziosa e confortevole “suite” padronale: non a caso, è la configurazione d’eccellenza su molti camper che fanno della coppia il loro target d’elezione. Tra i grandi vantaggi di questa soluzione, la possibilità di disporre di un letto pari a quelli casalinghi per dimensioni e addirittura superiori per comodità, con la parte dedicata a testa e schiena sollevabile per il massimo del comfort nei modelli più rifiniti, con comodini dotati di luci spot di lettura e, novità piuttosto recente, di comode prese usb per la ricarica di device elettronici. Come scotto da pagare con questa configurazione, molto difficilmente la lunghezza del camper riesce a restare entro i sette metri, soglia sempre più gradita dal mercato e che molti non vogliono superare, a meno di non sacrificare le dimensioni del letto e/o lo spazio intorno che ne rende agevole il passaggio.

Progressivamente meno diffusi i letti matrimoniali trasversali rispetto ad un tempo, a meno di non trovarci su un furgonato in cui è una delle configurazioni più frequenti, ancorchè abbiamo molti vantaggi, tra cui principalmente la possibilità di compattare la lunghezza esterna del camper senza sacrificare l’ampiezza del letto stesso. Inoltre, con i sempre più diffusi sistemi saliscendi, l’ostacolo del gradino alto e stretto per l’accesso viene a mitigarsi molto, se non ci serve il gavone alla sua massima cubatura possiamo lasciarlo basso per cui la salita è molto agevolata. Lo svantaggio principale sta nel fatto che la persona che dorme a contatto della parete di fondo dovrà giocoforza scavalcare il partner ogni volta che dovrà alzarsi, e la notte può essere un intralcio notevole e un fastidio non trascurabile.

Altra forma di matrimoniale posteriore è quella detta “alla francese”, ossia con il letto disposto longitudinalmente, ma addossato ad una parete (e alla coda ovviamente), con il bagno a fianco. Una soluzione molto in voga nel passato, semplice nella realizzazione e molto fruibile data la scarsa altezza del letto da terra, amata per questo dalle persone più avanti con gli anni. Ancora apprezzata in Nord Europa, specie Francia e Olanda, è oggi praticamente del tutto marginale sul mercato italiano che ama il grande garage posteriore, del tutto incompatibile con questa configurazione che prevede il solo gavone sotto al perimetro del letto.

La figura più richiesta attualmente dal pubblico per i posteriori è quella dei letti gemelli in coda, soluzione sempre più amata e proposta oramai da tutte le case su una moltitudine di modelli. Unisce i vantaggi del letto matrimoniale in coda (dato che nella stragrande maggioranza dei casi i due letti sono unibili al centro con appositi accessori spesso già previsti come dotazione standard, creando una sorta di maxi matrimoniale graditissimo dal mercato) con i vantaggi dei letti singoli, in quanto per salire e scendere non si deve scavalcare nessuno. Inoltre, con i gradini al centro tra i due, si sale comodamente e non si ruba spazio al gavone che può avere altezze compatibili con il garage per lo scooter. Come rovescio della medaglia, anche per questa configurazione longitudinale riuscire a stare sotto i sette metri per la lunghezza del veicolo è impresa ardua, se non sacrificando bagno e cucina, seppur, specie per i bagni, sono molte le soluzioni salvaspazio, come abbiamo visto sulla precedente puntata di questa piccola inchiesta.

Queste ora presentate sono le configurazioni che soddisfano probabilmente il 99% delle esigenze e delle proposte per i letti posteriori. Per completezza di informazione ci sono da aggiungere, seppur con un elenco limitato che sicuramente non può esaurire tutte le soluzioni esistenti: i letti matrimoniali a castello, tipici peraltro solo dei van e marginali come vendite sul mercato; alcuni rarissimi casi di letti basculanti posteriori che scendono sulle dinette di coda, come nel Buerstner Lyseo TD 745 Privilege; il letto castello misto matrimoniale/singolo del Benimar Sport 340 Up visto al salone di Parma; il letto singolo a castello trasversale sopra letti gemelli longitudinali, del SunLiving V 65 SL nella foto qui sopra.

Letti centrali

Sono quelli da preparare sulla dinette, anche se spesso oggi il termine identifica i basculanti, come diciamo di seguito. Se non necessario, è meglio utilizzarli saltuariamente perché inevitabilmente le operazioni per prepararli sono laboriose, oltre ai limiti di fruibilità che impongono e che abbiamo già verificato. Per lo più si tratta di letti singoli o piccoli matrimoniali dedicati ai ragazzi, ma non mancano casi di grandi letti per la coppia da preparare su grandi divani di dinette ampie. Sono generalmente trasversali, ma nei classici mansardati per la famiglia sono anche matrimoniali longitudinali (di piccole dimensioni) con accoppiato talvolta il singolo, sempre di piccole dimensioni, che si trova nei rari casi di camper con sette posti a dormire.

Letti basculanti

Sono i letti classici di motorhome e semintegrali, che vedono questa soluzione per offrire il secondo matrimoniale per completare l’offerta ormai standard dei quattro posti letto sempre pronti. 

Per i motorhome è sempre posizionato anteriormente, le dimensioni sono generalmente maggiori (anche 195 x 160 cm) e la manovra di apertura è quasi sempre manuale, con il letto che scende dopo aver ripiegato gli schienali dei sedili della cabina di guida e resta in posizione per effetto di un gioco di bracci e leve che ne facilita anche la chiusura senza particolare sforzo. Sul perimetro è sempre presente una tenda plissettata o scorrevole per tutelare la privacy di chi riposa lì, mentre in alto sono in genere collocati due faretti spot di lettura sul soffitto, insieme ad un oblò. Per salirci si usa generalmente una apposita scaletta, ma non mancano casi in cui il letto scende abbastanza da rendere agevole la salita appoggiandosi ad una delle panchette della dinette senza bisogno di altri aiuti.

Sui camper semintegrali il letto basculante è frequentemente detto anche “centrale” per via della posizione che inevitabilmente occupa, appunto nella parte centrale del veicolo, dato che non ci sarebbe lo spazio per posizionarlo sulla cabina di guida come nei motorhome. Generalmente scende anch’esso con un sistema di bracci e leve bilanciati, ma sempre più spesso la soluzione del comando elettrico sta diventando uno standard anziché un optional, con una comodità d’uso davvero funzionale. Rispetto ai motorhome, prevede spesso misure più contenute, soprattutto sulla larghezza che praticamente quasi mai supera i 140/150 cm (se non 80/100 per i singoli) e spessissimo necessita di una asimmetria della zona dei piedi per riuscire a scorrere verso il basso. Giocoforza data la posizione, di questi letti sono rari i casi in cui si riesce ad averne una funzionalità completa senza limitare la luce della porta di ingresso della cellula, limite che si somma al fatto di rendere inutilizzabile la dinette quando sono in posizione d’uso. Si tratta di limiti intrinseci alla loro stessa struttura e alla collocazione che sono il rovescio della medaglia dell’avere un letto simile a quelli dei mansardati, ma con il vantaggio di avere un camper più profilato, meno sensibile al vento e che consuma meno. Come accennato tante volte su queste pagine, attualmente si va diffondendo la proposta delle case di offrire modelli semintegrali senza letto basculante di serie, lasciando all’acquirente la scelta se opzionarlo o meno: soluzione da non sottovalutare se il nostro equipaggio sarà sempre una coppia, il risparmio di peso e di costo non sono da trascurare.

Una soluzione sicuramente inconsueta, vista su alcuni semintegrali e furgonati, è quella del basculante centrale longitudinale, proposta che lascia grande spazio a living, cucina e bagno dato che non ci sono letti pronti a vista.

Letti in mansarda

Sono i letti più classici, il mansardato è talmente insito nell’immaginario collettivo che anche le icone dei cartelli stradali che indicano aree di sosta e servizio dedicate rappresentano quasi sempre così il camper. I letti in mansarda occupano trasversalmente l’area sopra alla cabina di guida e per forza di cose devono salire molto, non a caso è sempre necessaria una scaletta per raggiungerli. Sono generalmente piuttosto ampi, tra i più grandi che è dato di trovare perché ad una lunghezza che sfrutta quasi tutta quella del camper, non è difficile che siano anche da 210/220 cm, sommano una larghezza di non meno di 140, più frequentemente 150 ma anche talvolta 160 cm. Sono comodi per dormire, meno da usare perché l’altezza certo non facilita la salita; inoltre, alla necessità di dover scavalcare il partner per scendere se necessario, cosa non agevole magari di notte e centrando i pioli della scala, per chi dorme davanti si aggiunge che lo spazio verso la volta del soffitto è molto ridotto: per questo motivo i materassi della mansarda sono spesso di spessore più basso. Tra gli accessori, oltre al numero di finestre e oblò che va di pari passo con il costo del veicolo, generalmente almeno una per i veicoli più economici, la possibilità di piegare verso l’alto il letto per lasciare un più agevole passaggio verso la cabina di guida, cosa apprezzata in viaggio per evitare contorsionismi o urti con la testa. Il letto in mansarda è sempre in posizione trasversale, ma esistono alcuni casi in cui è disposto longitudinalmente, con due letti gemelli che possono diventare un maxi matrimoniale: soluzione che si riscontra su rarissimi modelli, per lo più giganteschi mansardati di altissimo livello - e costo – che prevedono in coda una lounge dinette. 

Le reti

Le reti dei letti nei camper sono oggi costituite per la stragrande maggioranza da quelle a “doghe”, almeno per il letti sempre pronti (ma talvolta anche per i letti da preparare sulle dinette). Strutture formate da un telaio in metallo e una serie di doghe di legno trasversali, leggermente curvate verso l’alto per creare una sorta di lieve arco che garantisce sostegno ed elasticità. Inoltre, tra la rete, il materasso e la base, grazie alla rete a doghe, c’è spazio libero che permette all’aria di circolare più facilmente, minimizzando i noti e dannosi fenomeni di condensa (specie per le strutture in legno) e di formazione di muffe, poco salutari. Le reti a doghe sono relativamente economiche, leggere e lasciano circolare aria, per cui hanno soppiantato nel tempo gli altri tipi di basi dei letti. Nel tempo è possibile sostituire le doghe, che tendono inevitabilmente ad appiattirsi con l’uso, tanto più in fretta quanto più è pesante la persona che ci dorme sopra, restituendo la forma ad arco e l’elasticità perduta. Come parziale svantaggio, che interessa peraltro prevalentemente i costruttori costretti a differenziare le forniture, le reti a doghe hanno solo la necessità che il telaio sia costruito per forza con la forma del letto che deve andare a ricalcare e solo con quella, trattandosi di un elemento rigido. In ogni caso, quasi mai un problema per l’utente: la possibilità di dover cambiare completamente una rete è davvero remota.

La reti di questo tipo consentono anche la possibilità di realizzare zone da aprire sollevabili (specie nell’area dei piedi), girevoli, per sfruttare appieno gli spazi che si creano sotto i letti come gavoni, guardaroba, appendiabiti. Inoltre, spesso nei veicoli di maggior pregio e costo, prevedono la possibilità di sollevare la parte dove appoggiano spalle e testa, anche separatamente nei letti matrimoniali, per un eccellente confort serale guardando la tv.

Le doghe sono costruite praticamente sempre in legno, faggio e betulla le essenze più usate, almeno per quanto capita di vedere nei camper, ma possono essere realizzate anche in altri materiali plastici o fibre, tutti accomunati da elasticità e flessibilità per supportare al meglio il materasso. 

I materassi

Il materasso è sicuramente l’elemento di arredo dove trascorriamo più tempo nel camper. Infatti, il marketing delle aziende produttrici si sofferma spesso ad esaltare la qualità di questo componente: ormai quasi sempre, anche per autocaravan di fascia più economica, i materassi sono costruiti con “schiuma a freddo”, a 5 o addirittura 7 zone differenziate per meglio seguire con la giusta conformazione le diverse parti anatomiche del nostro corpo. Un buon materasso deve per prima cosa avere uno spessore adeguato: un maggiore materiale morbido tra noi e la rete rende più confortevole il sonno, ovviamente a patto che si tratti qualità almeno decente, altrimenti ci ritroveremo con una “buca” al centro dove sprofonderemo con una postura scorrettissima, garanzia di mal di schiena.

Gli spessori minimi sono nell’ordine dei 10 cm; man mano che sale il listino del camper, allo stesso modo sale di centimetri il materasso: 18 o anche 20 cm rendono il nostro sonno davvero migliore. A differenza di casa, dove i materassi a molle sono ancora i più diffusi, la stragrande maggioranza dei materassi per veicoli ricreazionali è realizzata con materiale espanso: si parte dalla semplice gommapiuma per i più economici, per finire a quelli in memory foam (schiuma a freddo che ricalca le nostre “curve” con strati di differente densità) e/o in lattice (spesso sono accoppiati), meglio se naturale, ma dai costi proibitivi. I materiali sintetici offrono purtroppo poca traspirabilità al materasso, a differenza del lattice naturale, e tendono a formare condensa. Per ovviare a questo problema, esistono anche dei materassini aggiuntivi che formano uno strato dove l’aria riesce a circolare meglio. A causa delle misure spesso diverse, quando necessario raramente si riesce a sostituire il materasso del camper con uno di quelli veduti per la casa, dai costi decisamente più abbordabili visti i grandi numeri. Viste le molteplici forme, o gli snodi necessari, è quasi sempre necessario ricorrere al “su misura” per la sostituzione. 

Le reti Froli

Le reti di questo tipo, realizzate con un ingegnoso sistema realizzato da un’azienda tedesca specializzata nei sistemi letto, casalinghi o per veicoli ricreazionali, ha fatto la sua comparsa anche sui camper da alcuni anni, prevalentemente su quelli di fascia di prezzo media/alta dato il pregio e il costo della soluzione. Le doghe sono sostituite da elementi plastici (di fatto delle molle la cui forma ricorda quella di un fiore) che, montati insieme vicini, sfruttando gli agganci tra le loro basi formano una superficie dove appoggiare il materasso. Nel sistema Froli gli elementi elastici possono essere collegati tra loro a differente distanza a seconda delle esigenze, garantendo tipologie di sostegno diverse per esigenze diverse di peso o per meglio suddividere il sostegno nelle diverse zone del letto. Gli elementi Froli offrono diversi livelli di elasticità, infatti le molle sono divise per tipo e colore: molle celesti (soft) molto morbide consigliate per la zona spalla; molle blu (standard) che hanno la durezza ottimale per il corpo; ad esse aggiungiamo delle croci di bloccaggio rosse che possono essere agganciate agli elementi a molla al fine di aumentarne il grado di durezza in aree differenti, ad esempio, per il supporto della schiena. Rispetto alle doghe, necessariamente lunghe, le molle Froli sono piccole e ravvicinate, consentono di avere la stessa risposta su tutta la superficie del letto e il peso distribuito in maniera molto uniforme. Inoltre, le molle Froli possono di fatto essere inserite in qualsiasi forma e lunghezza essendo elementi modulari ripetuti e garantiscono non solo un’ottima ventilazione, ma anche un sensibile risparmio di peso (meno di 2,5 kg per metro quadro). 

Il saliscendi

Con un comodo comando elettrico, moltissimi dei letti dei camper attuali consentono di essere comandati per l’uso (i basculanti) o di regolare la propria altezza (i letti posteriori, in questo caso anche spesso con sistemi a manovella accessibili dal garage) in funzione delle necessità o del volume necessario nel gavone, rendendoli più fruibili nell’utilizzo, riducendo l’altezza da superare. Una funzione un tempo offerta in opzione, ma che oggi è diventata praticamente standard, salvo alcuni rari casi di modelli base dal prezzo molto contenuto. La diffusione di questi sistemi, ormai ben collaudati e prodotti per lo più dalla Project 2000, leader di questo settore e oggi parte del gruppo Lippert Components, consente di “elettrificare” anche vecchi letti fissi posteriori o centrali basculanti rivolgendosi a officine specializzate del settore.

Autore: 
Alessandro Cortellessa
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Data Aggiornamento: 
14-05-2019
Data Pubblicazione: 
13-05-2019