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L'Avvocato risponde: Esiste un tariffario per lo scarico nelle Aree Attrezzate?

Un lettore ci chiede: per scaricare in campeggio mi hanno chiesto la tariffa di ingresso per un giorno. E’ dovuta?


Risponde Angelo Costa, Avvocato


Innanzitutto è opportuno ricordare e ribadire nel modo più assoluto che lo scarico al di fuori degli impianti di smaltimento igienico-sanitario è un comportamento grandemente esecrabile, è causa di discredito per l’intera categoria dei camperisti ed è punito dall’art. 185 del Codice della Strada con una sanzione particolarmente salata: camper legale avvocato costa angeloda 84,00 a 335,00 euro (dall’1 gennaio 2013), oltre alle ulteriori sanzioni di natura penale contenute nelle norme sulla prevenzione dell’inquinamento.
Per cui sempre e comunque lo scarico di acque grigie e nere va effettuato solo ed esclusivamente negli impianti a tanto preposti.
Ciò premesso, va detto che in materia l’attuale normativa è  piuttosto carente, perché non impone, ma solo consente, ai Comuni di istituire aree attrezzate riservate alle autocaravan dotate di impianti di smaltimento igienico-sanitario.
Il che è cosa illogica, perché se il camperista ha l’obbligo di utilizzare gli impianti di smaltimento, allora questi impianti dovrebbero essere presenti quantomeno in ogni Comune. Mentre invece un obbligo di realizzazione degli impianti igienico sanitari sussiste (art. 378 del Regolamento del Codice della Strada) soltanto per quelle aree di camper Angelo Costa piazzola camper serviceservizio più grandi, di almeno 10mila mq, dotate di impianti di ristorazione o di un’officina. E infatti bisogna riconoscere che proprio in forza di questo obbligo di Legge oramai quasi tutte le stazioni di servizio autostradali si sono dotate di un camper service.
Per quanto poi riguarda le strutture ricettive private, campeggi e aree attrezzate, il Regolamento del Codice della Strada fa obbligo ai titolari e gestori di consentire il servizio di scarico anche alle autocaravan in transito. Ma le relative tariffe non sono fissate per legge perché sono “liberamente determinate dai singoli operatori” che, dunque, possono richiedere quanto ritengano più opportuno; in astratto, anche di più del costo del pernottamento. 
La cosa può certo apparire iniqua. Tuttavia, l’anomalia non è tanto la libertà di determinazione della tariffa da parte del gestore, quanto piuttosto la mancanza dell’alternativa dell’impianto pubblico che tanti Enti Locali, in assenza di una Legge che glielo imponga, si guardano bene dal realizzare.

Avv. Angelo Costa



Autore: 
Redazione Camperlife
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Data Aggiornamento: 
06-11-2014
Data Pubblicazione: 
15-05-2013