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L'esperienza ipnotica | L'arte di viaggiare

Gli amanti del turismo itinerante sono fortunati dal momento che, grazie ai mezzi con cui si muovono, riescono a percepire l’ambiente con uno sguardo più sensibile. Ma a volte questo può non bastare...

camper camperlife rivista camperistiSto leggendo un libro (“La lista di Lisette” di Susan Vreeland) in cui i protagonisti sostengono che la grande arte (pittura, scultura e architettura) ci permette di vivere luoghi ed emozioni che altrimenti ci sarebbero sconosciute. Affermazione senz’altro vera: ma questa verità può essere applicata anche al viaggio, non inteso come mero trasferimento, ma come un insieme di sensazioni a cui il termine “viaggiare” funge da legante? Assolutamente sì, specialmente se come mezzo di locomozione utilizziamo un veicolo che ci consente di fare soste ogni qualvolta la nostra sensibilità viene eccitata. Va però detto che il nostro spirito di osservazione non deve essere solamente risvegliato di fronte a ciò che è stato creato dal genere umano.

Infatti, la creatrice primordiale di opere d’arte è la natura che, dal nulla, ci ha regalato e continua a regalarci un ambiente straordinario. L’uomo, pur con estrema bravura, si è limitato a copiare, interpretare, modificare o purtroppo anche distruggere, ciò che la madre terra ci ha donato. Pensiamo solamente alle grandi opere della storia: come avrebbero fatto i costruttori di Petra, delle chiese rupestri, delle piramidi, dei grandi templi, i pittori, gli scultori e, perché no, anche gli scienziati del giorno d’oggi se non ci fosse stata la natura a ispirarli e aiutarli, fornendo loro i materiali e gli ambienti giusti? Questo non significa sminuire l’opera dell’uomo, anzi, in molti casi si è migliorato ciò che ci è stato offerto spontaneamente. Questo vuole semplicemente significare che non c’è sempre bisogno dei musei, delle città d’arte e delle opere architettoniche per soddisfare il nostro bisogno del bello: entrare in un bosco, guardare un campo di lavanda in fiore, un panorama strepitoso o un semplice animale possono darci le stesse sensazioni ed emozioni di un quadro impressionista o della Cappella Sistina.

L’importante è che il nostro intimo sappia cogliere l’essenza e il messaggio che la natura ci trasmette. Non dobbiamo sentirci sminuiti o non abbastanza eruditi se a una bella statua preferiamo un bel prato fiorito. Ognuno di noi percepisce i messaggi che arrivano dal creato con frequenza e intensità diverse ed è proprio questa diversità che rende il mondo in cui viviamo uno scrigno di opere d’arte. Sempre nel libro, l’autrice ci fa capire che la grande arte riesce a captare l’attenzione dell’osservatore sino a mantenerlo in stato ipnotico con il soggetto. Niente di più vero. Chi di noi non si è mai perso ammirando un bel quadro o un paesaggio stupendo? Praticamente nessuno di coloro che hanno avuto la fortuna di poterli osservare.

Mi rendo conto che questo è un concetto difficile da assimilare e da attuare, anche perchè siamo troppo abituati a vedere l’ambiente che ci circonda e l’abitudine è la peggior nemica dell’attenzione. Tuttavia dobbiamo sforzarci di non lasciarci distrarre, il nostro occhio deve essere addestrato a saper cogliere l’attimo in qualsiasi momento della nostra giornata. Non possiamo accontentarci di raggiungere la beatitudine che un’opera d’arte è in grado di darci solamente durante le vacanze o le gite fuori porta. Anche solamente affacciarsi al balcone deve costituire un momento di estasi.
Buon viaggio a tutti!

 

 

Autore: 
Roberto Serassio
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Data Aggiornamento: 
06-06-2018
Data Pubblicazione: 
05-06-2018