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Il pedigree: cos'è esattamente? | Fido in camper

Un lettore ci ha chiesto di spiegare l'utilità (e la necessità) di acquistare un cane con il pedigree: cerchiamo di fare un po’ di chiarezza intorno a questo tanto discusso documento, indispensabile per attestare che il nostro cucciolo è realmente "di razza".

camper camperlife rivista camperistiBuongiorno, avrei intenzione di acquistare un cane di razza e vorrei sapere se è necessario avere il pedigree, perché ho notato che con o senza c’è una forte differenza di prezzo.
Marco, dalla provincia di Pavia

Caro Marco, grazie per avermi scritto. Sono molto contenta di poterti rispondere che chiunque tenti di vendere un cucciolo giocando al rialzo o al ribasso, basandosi sul rilascio o meno del pedigree, non trova alcuna giustificazione reale. Bisogna diffidare da coloro che fanno sconti per farvi risparmiare sull’acquisto di un cane di razza senza pedigree. La vendita di cani proposti come di “razza” senza l’attestazione necessaria, che può essere data solo dal pedigree, è vietata per la legislazione italiana dal Decreto Legislativo n. 529 del 30 dicembre 1992. Il costo di questo documento è irrilevante rispetto alle enormi spese che sostiene un allevatore professionista per gestire una cucciolata. Chi acquista un cucciolo di razza deve pretendere il pedigree, il cui costo a carico dell’allevatore è di circa 20 euro. A questi andranno aggiunti pochi euro a seconda del Gruppo Cinofilo della razza di appartenenza del cane. Quindi solo il cane munito di pedigree è di razza pura. 

Cos'è il pedigree
Nel mondo cinofilo il pedigree si può definire come la carta d’identità del cane, su cui è riportato il numero d’iscrizione, la razza, il sesso, il colore del mantello, l’allevamento da cui proviene, i suoi genitori e antenati, eventuali titoli delle prove di lavoro acquisiti in competizioni, che hanno varie sigle. Ad esempio CIE significa Campione Internazionale di Expo, CIB Campione Internazionale di Bellezza, ItJCH Campione giovane Italiano, ItCH Campione Italiano, FrCH Campione Francese, ECh Campione Spagnolo. Sul pedigree è scritto inoltre il nome del proprietario. Nel caso questo cambi va segnalato sul pedigree, che dovrà accompagnare sempre il cane per tutto il corso della sua vita. 

Enti certificati
Il pedigree è emesso dall’E.N.C.I (Ente Nazionale della Cinofilia Italiana) ed è il certificato d’iscrizione ai libri genealogici. È l’unico documento valido che attesta l’appartenenza del cane ad una razza, come recita il DM n.22383 del 3 giugno 2003, perché indica la sua discendenza e il corredo genetico. Recentemente purtroppo si sono verificate delle segnalazioni di emissioni di pedigree falsi sotto il nome di Associazioni che si spacciano autorizzate all'emissione. La sede centrale dell’E.N.C.I è l’unica che emette e stampa i pedigree e, essendo un Ente Ministeriale, al di fuori di essa tutto quello che viene fatto non fa parte della cinofilia ufficiale. Nel caso di pedigree stranieri oltre alla storia della famiglia del cane sono segnalate le patologie congenite, mentre in quello italiano viene segnalato solo il controllo sulla displasia. Se il Paese straniero è affiliato all’FCI il cane può partecipare alle esposizioni anche con il suo certificato originale, mentre è necessaria la voltura al ROI (Registro Origini Italiano) per la riproduzione. Ma attenzione, perché alcuni Paesi stranieri emettono due tipi di pedigree: solo quello detto "export pedigree" può essere volturato se si vuole far riprodurre il cane. Molte persone pensano che il pedigree sia necessario esclusivamente a coloro che vogliono andare in esposizione e spesso ingenuamente non lo richiedono accettando le condizioni di pagamento “agevolate”. L’E.N.C.I concede agli allevatori iscritti e riconosciuti il cosiddetto affisso, che in parole semplici consiste nel “cognome“ del cane. Con l’affisso è ben identificabile l’allevamento dal quale proviene il cucciolo che denota di essere nato da fattrice intestata al titolare dello stesso.

Ottenere il pedigree
Per ottenere il pedigree è necessario che l’allevatore o il proprietario della mamma del cucciolo compili due documenti distinti: il Modello A da presentare entro 25 giorni dalla data di nascita del cane alla delegazione E.N.C.I del territorio di competenza ed il Modello B con cui viene segnalata entro 90 giorni la nascita della cucciolata. Vi sono due registrazioni differenti: il cucciolo verrà iscritto al ROI oppure al RSR (Registro Supplementare Riconosciuti), mentre il cane adulto può ottenere il Pedigree solo tramite l’RSI.

Il libretto sanitario
Un altro documento fondamentale da richiedere è il libretto sanitario, sul quale vengono annotate le vaccinazioni. I controlli devono essere fatti da un veterinario iscritto all’albo. Il calendario delle vaccinazioni è necessario per generare nel cucciolo un’immunità alle patologie di origine virale che colpiscono maggiormente i cani. Ad esempio tra le 6-8 settimane occorre vaccinarlo per la Parvovirosi, il Cimurro, l'Epatite, la Canina Infettiva, la Tosse dei Canili e tra le 12-14 settimane occorre fare il richiamo della prima vaccinazione. Un anno dopo la seconda vaccinazione si eseguirà il richiamo annuale. Ci sono poi alcune vaccinazioni facoltative ma fortemente consigliate a seconda della zona in cui si vive come Leshmaniosi, Leptospirosi e la Rabbia (obbligatoria se si viaggia oltre confine). Gli animali da compagnia che viaggiano all’estero con i loro proprietari devono essere muniti di passaporto per animali da compagnia per i paesi dell'Unione Europea e di certificato di espatrio per gli altri Paesi esteri. Per tutti gli animali per i quali si richiede il passaporto è necessaria la vaccinazione antirabbica e il microchip. In Italia viene rilasciato dalla ASL (Azienda Sanitaria Locale) su richiesta del proprietario. Il passaporto è anche un documento sanitario che deve certificare le vaccinazioni effettuate e soprattutto l’antirabbica, che va fatta obbligatoriamente almeno 21 giorni prima della partenza per l’estero. Naturalmente il rilascio del passaporto deve avvenire a seguito dell’Iscrizione all’Anagrafe Canina non solo per i cani, ma anche per i gatti e i furetti. Coloro che hanno ancora un animale registrato con il metodo del tatuaggio, in caso di viaggio all’estero dovranno provvedere a far inserire anche il microchip: in molti Paesi la sola identificazione con il vecchio sistema del tatuaggio non è più accettata. 

 

Autore: 
Redazione CamperLife
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Data Aggiornamento: 
08-05-2018
Data Pubblicazione: 
08-05-2018
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Brianza

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Ultima volta online: 1 settimana 3 giorni fa
Inviato il: 08-05-2018 10:50:33

Il Pedigree, essendo appunto un documento e non un reattore termonucleare, non ha alcuna ragione di essere venduto a costi esorbitanti.

L'allevatore lo paga tra marche da bollo e compensi vari 30 €.

Sentirsi pertanto dire da chi mi vende un cane "se vuoi una razza pura ma senza pedigree la paghi 1000€, se vuoi lo stesso cane ma col documento 1800€" ti fa capire che sei di fronte ad un truffatore.

 

 

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