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Il Marocco e il Sahara occidentale| Vivere in camper

Prosegue il progetto Stepsover.
Una volta in Marocco, i paesaggi della valle dell'Ait Bou Guemes invogliano i nostri viaggiatori a cambiare i propri piani. Così su due piedi rimettono mano al diario di viaggio e, anzichè dirigersi verso Est, puntano verso Sud

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Dove l’Oceano incontra il Deserto
Il viaggio cos’è? Ognuno potrebbe dire la sua a riguardo. Noi la nostra risposta la stiamo inseguendo strada facendo, cercando di non dare limiti alle scoperte, agli imprevisti e - non ultimo - ai cambi di programma. Siamo in Marocco, nella rigogliosa valle dell’Ait Bou Guemes, dove ci siamo fermati a riflettere sulla nostra prossima meta. Inizialmente volevamo restare in Marocco per un po’ per poi proseguire verso l’Asia. Ma una volta qui le cose sono cambiate e abbiamo deciso di dirigerci verso Sud in direzione del Sahara Occidentale, regione che conosciamo molto bene ma a camperlife rivista camperisti progetto stepsover vivere in campercui non abbiamo saputo resistere neanche questa volta. Prendiamo la cartina del Marocco e pianifichiamo il percorso, optando per dirigerci in direzione dell’Oceano, in modo da godere un po’ del suo refrigerio e dei suoi bellissimi paesaggi fatti di cittadine, scogliere e spiagge dalla sabbia dorata. Attraversiamo così l’Anti Atlante, raggiungendo Agadir, dove ci aspetta una spiaggia di sabbia finissima e un importante Souk che con i suoi colori diventa un’attrazione imperdibile. La visita alla medina, in parte restaurata da un architetto italiano, è imperdibile. Ad Agadir visitiamo il campeggio Relais 4x4 Paradis Nomade (GPS: N 30 28,500 W 9 27,950). Risposati e rinfrescati dall’aria frizzante riprendiamo la N1, la strada che costeggia l’Oceano e che potenzialmente può accompagnare il viaggiatore verso Sud per migliaia di chilometri in direzione della Mauritania. Ad Est il Deserto del Sahara, ad Ovest l’Oceano, immenso e possente a tal punto da creare alte nubi di nebbia umida che il nostro camion taglia in due. Attraversiamo la riserva dell’Oued Massa, un sito molto importante per quanto riguarda il contenimento di specie animali protette come l’Ibis e la Gazzella. Esiste un grazioso campeggio in questa regione, il Sidi Wassay che si trova proprio sulla spiaggia (GPS: N 30 03,40 W 09 41,10). Per raggiungerlo bisogna attraversare il villaggio di Wassay, dove è piacevole fermarsi per entrare nella vecchia bottega di vendita degli alimentari. Proseguendo verso Sud ci fermiamo spesso lungo la scogliera per respirare il profumo dell’Oceano.

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La vecchia capitale
 Arriviamo infine a Sidi Ifni, che dal 1934 fu la capitale dell’Africa Occidentale dominata dagli Spagnoli e che solo nel 1969 fu restituita al Marocco. Non resta moltissimo a ricordare il suo importante passato: una chiesa, una bella passeggiata e qualche edificio coloniale. Qui è possibile pernottare in diversi camping, tra cui il Sidi Ifni (GPS: N 29 23,10 W 10 10,38), cinto da alte mura che lo proteggono dai venti che sul posto possono davvero essere molto forti. Inizia da qui il viaggio per il grande Sud, un deserto spazzato dal vento che si dipana davanti ai nostri occhi come fosse una lunghissima carta geografica arrotolata. Le dune si succedono alla steppa. La costa dell’Africa sembra disegnata dalle onde dell’Oceano che incessantemente scolpiscono altissime falesie. Oltre Tan Tan lungo la costa ogni luogo è buono per campeggiare in sosta libera e chi ama la pesca potrà dare ampio sfogo alla sua passione. In alternativa si possono visitare alcuni dei più bei villaggi di pescatori di tutta la costa Atlantica, acquistando per pochi spiccioli pesce appena pescato.

Il piccolo principe
camperlife rivista camperisti progetto stepsover vivere in camperRaggiungiamo Tarfaya, luogo interessante per il suo legame con la storia di Antoine de Saint Exupery, che da questi territori ha tratto ispirazione per diversi racconti tra cui il famosissimo Il Piccolo Principe. Oltre l’incredibile casa costruita nel mare dagli inglesi, raggiungendo il punto GPS N 27 554,80 W 12 57,70 è possibile ammirare il relitto di un traghetto della compagnia ARMAS ancora in ottimo stato che si è incagliato qui nel 2008. Più a Sud si trova Tah, un villaggio minuscolo. Qui, oltre che un piccolo distributore di carburante e una baracca che serve piatti caldi, si trova un monumento molto importante: quello che indica il luogo dove è stata fermata dai militari marocchini la Marcia Verde (GPS: N 27 40,10 W 12 57,30). È qui che una delle azioni politiche più importanti di Hassan II ha acquistato un alto valore simbolico, ovvero quello che i marocchini chiamano “la liberazione” del Sahara Occidentale.

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In marcia verso sud
Il viaggio verso Sud prosegue in direzione di Laayoune, una città in forte via di sviluppo grazie agli sgravi fiscali offerti dal governo marocchino. Il risultato per noi viaggiatori è la possibilità di acquistare carburante a un prezzo davvero interessante, circa 60 centesimi di euro al litro contro i 90 del resto del paese. Oltre ai mercati dove è possibile rifornirsi di alimentari e acqua, la città di Laayoune non offre moltissimo da vedere fino a quando non si attraversa un minuscolo ponte sotto il quale passa un nastro trasportatore. Questa struttura parte da Bou Craa, ad oltre centro chilometri di distanza, e arriva fino a qui trasportando fosfati sulle navi che lo rivendono in tutto il mondo. Questo per camperlife rivista camperisti progetto stepsover vivere in campernoi è il secondo simbolo del Sahara Occidentale, quello nascosto e non rappresentato con sculture di marmo. Le ruote del nostro camion ci portano sempre più a Sud, fino alla piccola cittadina di Boujdour. È un centro molto accogliente ed è bello passeggiare nel mercato e assistere alla vendita del pesce appena pescato. Poco distante da qui c’è una bella e lunga spiaggia completamente ricoperta di conchiglie. Un piccolo camping attende i turisti, il Sahara Line (GPS: N 26 7,90 W 14 29,70) che si trova lungo quella che viene chiamata la Corniche. Proseguendo più a Sud invece si percorre la N1 costeggiando le imponenti falesie e di tanto in tanto è possibile trovare un luogo dove qualche piccola strada sterrata conduce a una spiaggia. Decidiamo di sostare per la notte alla spiaggia di Aouziwel. L’accesso non è indicato, ma chiaramente visibile dalla strada a circa 15 km da Boudjour. Troviamo una struttura (forse un campeggio?) quasi terminata ma dubitiamo che sia mai entrata in funzione. Da Boudjour alla penisola di Dakhla la strada entra in un territorio dove il deserto sembra voler sopraffare l’Oceano. L’asfalto, sempre molto ben tenuto, taglia in due le catene di dune mentre enormi distese saline, qui chiamate Sebkhe, scavano profonde gole che si perdono a vista d’occhio verso Est.

La laguna di Dakhla
Arrivare a Dakhla ci regala una forte emozione: la penisola, che si estende per circa 40 km, crea una laguna. Questa lcamperlife rivista camperisti progetto stepsover vivere in camperingua di terra, larga dai 3 ai 7 km, crea un ecosistema unico e protetto. Questo è il paradiso per gli amanti degli sport acquatici a vela. La cittadina di Daklha è un nucleo abitato dove il ritmo è scandito dai tempi della pesca e dal clima mite. Il mercato del pesce è un luogo piacevole in cui passeggiare ed è ricco di prodotti ittici di tutti i tipi tra cui enormi tonni, che vengono anche esportati in Europa e in America. Qui anche d’inverno è difficile che di giorno vi siano meno di 30 gradi, il che rende questo luogo meta di tanti camperisti che vi soggiornano per lunghi periodi. La laguna di Dakhla è anche utilizzata per l’allevamento di frutti di mare, tra cui le ostriche (GPS: N 23 50,70 W 15 51,40). Qui esiste il campeggio Moussafir (GPS: N 23 45,83 W 15 54,46) che offre un buon livello di comfort. A 25 km da qui, tornando verso la N1, si può invece sostare nell’area utilizzata dai camperisti a lunga sosta chiamata KM25 (GPS: N 23 54,01 W 15 47,29), un piazzale in cui tra novembre e febbraio non è raro incontrare camper provenienti da Francia, Germania e Italia. Ci troviamo in questo splendido luogo e ancora una volta ci fermiamo a pensare alle tappe successive del nostro viaggio. L’Asia vista da Dakhla sembra così lontana. Perciò decidiamo di puntare il nostro mezzo verso Sud, verso la Mauritania. E poi chissà...

Domande e risposte

  1. Il Sahara Occidentale è un luogo pericoloso? Assolutamente no. La regione è sempre più abitata dal popolo marocchino che si trasferisce qui per sfruttare gli sgravi fiscali. Il turista è accolto a braccia aperte sia dai locali che dalla polizia che è sempre presente.
  2. Il carburante è un problema? No, ma è bene fare rifornimento ogni volta che si trova un distributore dato che viaggiando verso Sud normalmente ce n'è uno ogni 200 km. Il prezzo del combustibile è molto basso, circa 60 centesimi di euro al litro, quindi fate il pieno anche per tornare indietro prima di Tah.
  3. L’acqua dove si trova? L’acqua potabile, qui come in tutte le altre regioni sahariane, non va sprecata. Troverete acqua di pozzo, quindi se non disponete di potabilizzatori dovrete bere quella delle bottiglie di plastica che sono disponibili anche nelle versioni da 6 litri. Potrete invece riempire i serbatoi presso i distributori di carburante o dove vi sono i lavaggi di auto.
  4. La sosta libera è sicura? Il più delle volte abbiamo dormito tra le dune, sulla spiaggia, affacciati alla scogliera, tra le baracche di pescatori. Non ci è mai successo niente, quindi lo riteniamo un posto sicuro. Dovrete prestare attenzione nelle periferie di villaggi, cercate di stare distanti dai centri abitati.
  5. Quanto costa un campeggio? Mediamente il prezzo per due persone e un camper varia tra i 6 e i 9 euro al giorno a seconda della tipologia di campeggio. Molti hanno anche un piccolo ristorante interno che è in grado di preparare pasti caldi, pesce o Kefta.
  6. È vero che ci sono molti militari e posti di blocco? Sì. La regione del Sahara Occidentale è sotto il controllo del Marocco che lo pattuglia in modo costante al fine di bloccare qualsiasi forma di protesta. Queste normalmente si limitano a piccole manifestazioni di dimostranti locali, situazioni da cui è comunque bene stare distanti. Quasi in ogni città verrete fermati da militari che vi chiederanno i documenti per riempire un registro che indica il vostro passaggio. Come documenti sono sufficienti il passaporto e il libretto di proprietà del veicolo.

 

 

Autore: 
Simone Monticelli e Lucia Gambelli
Punteggio: 
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Data Aggiornamento: 
23-05-2018
Data Pubblicazione: 
06-04-2018