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Il mare d'inverno, viaggio senza limiti a Salerno

Itinerario nella bella città dove comincia la costiera amalfitana, siamo sul Golfo di Salerno a guardare il mare più blu e scoprire Paestum, uno dei parchi archeologici più belli d'Italia

Scegliamo un itinerario nuovo. Ed eccoci in camper a Salerno nel punto più in alto al Castello di Arechi, facciamo una sosta, godiamoci il panorama del suo Golfo con tutta la città davanti e il boschetto costellato di piante d'agave a fare da cornice.

Siamo sul monte Bonadies (che significa buongiorno) a trecento metri di altitudine affacciati sulla città.

Salerno fu capitale della neonata Italia repubblicana fino alla Liberazione di Roma, e qui sbarcarono gli alleati nel 1943. In questi monti  dolci e sostanziosi che lambiscono il mar Tirreno, il viaggiatore osserva nelle persone, rafforzato, un indomito senso di appartenenza, di orgoglio delle tradizioni e di coraggio.

Perché durante il Risorgimento Salerno era una città operaia e ricca, quando ormai la storia la vedeva voltare le spalle al Regno borbonico in favore dell'Unità e di quello che sarebbe divenuto lo Stato italiano, tramite nove partecipanti all'impresa dei Mille e i numerosi affiliati alla Carboneria. 

Dal castello al centro

Il castello di Arechi, imponente, porta il nome del duca longobardo Arechi II e racconta molto della storia antica di questa città.

Cercate con gli occhi la "Bastiglia" a nord della fortificazione; questo punto di avvistamento, pensato dai normanni, aggiunge un'altra fetta di storia imposta a Salerno da Federico II di Svevia.

La visita al museo di Arechi include l'osservazione degli svariati reperti vitrei, metalli, monete e soprattutto una collezione di ceramiche preziose a "bande rosse" del VII secolo e ben oltre. 

Il Foscolo ambientò nel castello una sua tragedia, "La Ricciarda", ma anche D'Annunzio descrisse con i suoi versi il panorama incantevole: "A guardar giù, al golfo di Salerno, a sud-est, in un giorno turchino, a veder la scura costa del tutto rocciosa, le chiare rocce montane, torna in mente Ulisse, ed è come ricuperare un perduto sé, mediterraneo, anteriore a noi."

Oggi Salerno si presenta al visitatore con una atmosfera decisamente adeguata ai tempi contemporanei, l'apertura culturale è tutta sui desideri dei viaggiatori che qui trovano elementi necessari per trascorrere una vacanza serena. Interventi architettonici eclatanti, voluti dalle amministrazioni, includono firme del calibro di Santiago Calatrava con il porto Marina d'Arechi e Massimilano Fuksas, ideatore dell'Eden Park.

Uno scorcio stupendo lo si deve avere sul Teatro Verdi, ottocentesco, bellissimo e maestoso, che fra l'altro lo scorso anno ha ospitato La Bohème di Giacomo Puccini.

E guardiamo all'avveniristica Stazione Marittima di Zaha Hadid che ha descritto la sua struttura come "un'ostrica con un guscio duro esterno che racchiude elementi fluidi e morbidi all'interno; una copertura "temprata" che costituisce uno scudo protettivo dall'intenso sole del Mediterraneo".

Ai buoni motivi per una visita durante l'inverno si aggiunge proprio la temperatura mite di Salerno. Malgrado il periodo freddo, i venti che spesso spazzolano il cielo di questa porzione d'Italia, scendendo da nord sulla valle dell'Irno, lasciano spazio alle giornate terse.

L'acquedotto medievale e la cattedrale

La visita della città di Salerno offre diverse opportunità per i curiosi, negli appunti di viaggio segniamo l'Acquedotto medievale, chiamato da molti "Ponti del Diavolo" perché costruito in una sola notte; si dice inoltre che proprio sotto alle sue volte iniziò la storia della antica Scuola Medica Salernitana, di cui la città è tutt'oggi orgogliosa. 

Soffermiamoci poi davanti al Duomo di Salerno, meraviglia in stile romanico, conserva al suo interno il ceppo dei martiri, a cui si lega una leggenda piuttosto macabra.

Ma bando a superstizioni e amuleti, perché la visita continua nei giardini della Minerva con l'orto botanico del XII secolo, che fu il primo d'Europa.

Proprio qui si cominciarono a coltivare numerose piante dalle proprietà terapeutiche. Il giardino ospita fra l'altro il Museo della Farmacia, inaugurato nel 2008. 

Ghiotte tipicità del posto  

È ora del pranzo. La domenica, nel centro storico, si tiene il mercato settimanale di Salerno, occasione ideale per fare incetta di prodotti locali.

In dinette servite perciò una bella mozzarella di bufala DOP, da queste parti davvero gustosa è la "zizzona di Battipaglia". Metteteci accanto del buon pomodoro di San Marzano dell'agro sarnese-nocerino.

Il dolce salernitano che chiude il pasto è la "scazetta del Cardinale" con pan di Spagna, crema e frutti di bosco.

Vino DOC? Il Cilento rosso, tipico della provincia salernitana. 

Paestum

Ed ecco un altro giorno passato, ma conserviamo le forze perché ci attende la meraviglia delle meraviglie archeologiche, il parco di Paestum, a poche decine di chilometri da Salerno, lì dove la città e l’agglomerato urbano cedono il passo al meraviglioso Cilento.

Ad aiutarci una App, tutta nuova e gratuita, che offre itinerari personalizzati con un grande valore didattico.

L'anfiteatro, il Tempio dorico di Nettuno (o tempio di Hera II), quello di Athena, sono in buone condizioni e provano tutta la magnificenza della storia greco-romana.

La basilica di Era (tempio di Hera I), sposa di Zeus, si offre al visitatore con nove colonne frontali e diciotto laterali a inquadrarne lo spazio interno.

Soffermatevi sui particolari delle grondaie in pietra a forma di testa di leone.

La reazione del visitatore di fronte a tanta magnificenza è sempre di grande contemplazione e stupore, ma al tramonto tutto è amplificato.

Prima di divenire romana Paestum era chiamata dai greci, che la fondarono nella piana del Sele, Poseidonia, perciò i templi servirono ai culti di entrambe le popolazioni.

La cinta muraria della città è pressoché intatta e si presenta di forma quadra.

Quattro le porte d'ingresso: Sirena, Giustizia, Marina e l'Aurea, purtroppo demolita nell’Ottocento. Attorno alla città furono dislocate svariate necropoli, la maggiore di queste è la Necropoli del Gaudo.

Tempo da riservare anche per il Museo archeologico nazionale di Paestum, che raccoglie vasi, armi e lastre tombali affrescate. 

APPUNTI DI VIAGGIO

Per arrivare

Da nord: A1 Napoli – Salerno: uscita Vietri sul Mare o Salerno. A30 Caserta – Salerno + raccordo autostradale Salerno - Avellino: uscita Fratte/Salerno centro. Da sud: A3 Salerno-Reggio Calabria: uscita Fratte/Salerno centro. 

PER LA SOSTA

Salerno camper Service, Lungomare G. Marconi 

GPS: N 40.665753, E 14.789382

Salerno Mobilità

Area camper Parco del Mercatello, Via Giovanni Paolo II – Salerno

A 100 mt dalla metropolitana di superficie che porta in centro

GPS: N 40.659942, E 14.804485

Camper Stop Italy, via dei Navigatori – Pontecagnano Faiano (SA)

GPS: N 40.604078, E 14,863859

Eolo Sosta Camper, Via Magna Graecia, 840 - Capaccio

GPS: N 40.424670, E 15.006770

Informazioni utili

Il parco archeologico di Paestum ubicato in Via Magna Grecia, 919 – 84047

Capaccio Paestum (SA), comprende museo e area archeologica, è aperto tutti i giorni –tranne il 25 dicembre e il 1° gennaio – dalle 8:30 alle 19:30 (ultimo ingresso 18:50). Il Museo è chiuso ogni lunedì del mese. 

Biglietti: da dicembre a febbraio: Museo + Area archeologica: intero € 6 / ridotto € 2. Biglietto famiglia (2 adulti + uno o più bambini e ragazzi fino a 25 anni): € 10. Biglietto Cumulativo, valido 3 giorni, incluso il giorno dell’acquisto.  

Autore: 
Andrea G. Cammarata
Punteggio: 
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Data Aggiornamento: 
20-02-2020
Data Pubblicazione: 
12-02-2020