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Il Codice del Consumo | L'avvocato dei camperisti

Detta norme per contratti con professionisti maggiormente a favore del consumatore rispetto a quelle del Codice Civile. Perciò è da tenere in considerazione in caso di acquisti

Ho acquistato un camper usato da un concessionario che però ha dichiarato di non garantire per il motore. Dopo 20 giorni il mezzo si è fermato e c’è da rifare tutto il motore con una spesa di oltre 6.000 euro. Posso chiedere qualcosa al rivenditore?
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La questione dei vizi l’abbiamo già trattata altre volte ma a quanto pare il problema dei difetti sui veicoli usati è uno dei maggiori grattacapi dei nostri lettori. Intanto, cominciamo col dire che nel caso di acquisto di un camper usato camper camperlife rivista camper camperistipresso un commerciante valgono le norme che il Codice del Consumo detta per questo tipo di contratti stipulati con “professionisti” che sono di gran lunga più incisive e favorevoli al consumatore rispetto a quelle ordinarie del Codice Civile. Il Codice del Consumo tratta dei problemi relativi alla “non conformità” del bene acquistato da un privato presso un professionista stabilendo che, ai fini della tutela dei diritti del consumatore, non c’è differenza tra i beni nuovi e “usati” perché le garanzie che il Codice del Consumo fissa per i primi valgono anche per i secondi: il legislatore ha voluto impedire che l’acquisto di un bene, di un camper usato, possa trasformarsi in una compravendita a solo rischio e pericolo di chi compra. La nozione di “conformità” contenuta nel Codice del Consumo, sotto l’aspetto pratico, significa che il rivenditore di veicoli usati deve consegnare al camperista/consumatore un veicolo idoneo all’uso cui abitualmente serve e che presenti qualità e prestazioni abituali di un bene dello stesso tipo. Per non essere troppo tecnici, ciò significa che la “conformità” non è esattamente una garanzia, ma proprio un obbligo del commerciante professionista di consegnare un camper che possa essere usato come si usa un veicolo abitativo dove la “conformità” del normale utilizzo richiede che, girando la chiave nel contatto, il motore si accenda e il camper si muova. Quindi il commerciante non può escludere la garanzia del motore: se ha venduto un camper, che è un veicolo, questo deve essere per lo meno in grado di spostarsi. Ove ciò non accada, quindi nel caso in cui vi sia un vizio di conformità, il camperista/consumatore ha diritto al ripristino senza spese della conformità, con la riparazione o sostituzione entro un congruo termine, potendo in mancanza scegliere tra un’adeguata riduzione di prezzo o la risoluzione del contratto. Per completezza va comunque detto che nella fattispecie, poiché il commerciante ha dichiarato di non garantire il motore, potremmo trovarci nell’ipotesi della cosiddetta clausola “visto e piaciuto” in cui l’acquirente accetta il camper nello stato di fatto e di diritto in cui si trova. Ma questo tipo di clausola, sebbene molto utilizzata, nella pratica non può valere sempre e comunque, soprattutto qualora il venditore, che era a conoscenza del difetto (altrimenti perché avrebbe escluso la garanzia del motore?), lo abbia taciuto al compratore. Infatti, anche l’articolo 1490 del Codice Civile, come il Codice del Consumo, ribadisce il concetto che il bene deve essere idoneo all’uso pattuito e che “il patto con cui si esclude o si limita la garanzia non ha effetto se il venditore ha in mala fede taciuto al compratore i vizi della cosa”. 

 

Autore: 
Redazione CamperLife
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Data Aggiornamento: 
12-01-2018
Data Pubblicazione: 
12-01-2018