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Il carnevale saurano, a Sauris (UD) | Weekend in camper

Un paese che si traveste a festa per celebrare, con antichissimi rituali, una delle ricorrenze più sentite dell’anno, in un luogo suggestivo dove le forme del paesaggio e l’architettura rurale diventano un tutt’uno

Un borgo autentico fra maschere e lanterne
Tradizionale come la sua lingua di origine tedesca e le architetture in pietra e legno dell’omonimo paesino, il Carnevale di Sauris si svolge da secoli secondo i medesimi rituali animando, tra i monti innevati della Carnia, il comune a maggiore altitudine del Friuli Venezia Giulia. Quest’anno l'evento avrà il suo clou il 10 febbraio quando, fra le vie del piccolo centro, tornerà un corteo di maschere uniche.

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Le antiche tradizioni del carnevale
La parata ha come sempre diversi e indiscussi protagonisti. Primo fra tutti il Rölar che, secondo la tradizione, vestito con indumenti vecchi e laceri e il volto coperto da uno spesso strato di fuliggine, faceva per tre volte il giro delle borgate, gridando che era ora di mascherarsi. Egli portava in vita una cintura alla quale erano appese le röln, campanacci di bronzo che servivano ad annunciare il suo passaggio, ma anche a terrorizzare i bambini, ai quali era camperlife camper rivista camperisti carnevale Sauris assolutamente vietata la partecipazione alla mascherata. Per il resto, chiunque poteva mascherarsi. Per i giovani travestirsi era quasi d’obbligo e chiunque si rifiutava di farlo (specie le ragazze) correva il rischio di essere abbondantemente sporcato di fuliggine. Le maschere, sempre in coppia, potevano essere brutte o belle. De scheintan schembln, le maschere brutte, indossavano vestiti consumati e rattoppati e coprivano il viso con la fuliggine o con maschere lignee dai colori scuri e dall’espressione tetra, tenute ferme da vecchi cappelli o da fazzoletti scuri. De schean schembln, le maschere belle, portavano i vestiti della festa, ravvivati da qualche indumento bianco o variopinto. Il volto dell’uomo era coperto da una "nuova faccia" in legno dall’espressione composta, quello della donna da un velo o da un pezzo di tela bianca trattenuto dalla kapelina, un cilindro di cartone rivestito di carta colorata e decorato con fiorellini di carta, perline e lunghi nastri. Sembra che solo in tempi recenti alle maschere brutte e belle si siano aggiunte le Riké, che richiamano mascheramenti molto diffusi nell’arco alpino. Esse portano indumenti bianchi con fiorellini di carta e una kapelina come quella delle maschere belle. Un tempo, il rituale della parata era semplice e ripetitivo. I partecipanti si radunavano nel punto stabilito e cominciavano a girare per il paese, casa per casa, accompagnate da uno o due suonatori e guidate dal Kheirar (quello che spazza). Egli conduceva le maschere davanti a una casa, batteva sul portone col manico della scopa, entrava in cucina, spazzava il pavimento con ampi movimenti circolari, faceva entrare i suonatori e poi la prima coppia di maschere, che eseguiva alcuni giri di danza e usciva. Il Kheirar scopava di nuovo il pavimento e faceva entrare la seconda coppia, e così via, prima le coppie belle e dopo le brutte. Poi il gruppo si spostava nella casa successiva e ripeteva lo stesso rituale. Alla fine il gruppo si ritrovava in uno stanzone dove si svolgeva il ballo vero e proprio, che si protraeva per diverse ore.

A volto coperto
Dopo un periodo di abbandono, dal 1991 il carnevale saurano venne riproposto con alcune modifiche, ma con una sostanziale fedeltà al rituale tradizionale. Anche oggi, i medesimi personaggi percorrono le vie di Sauris e delle sue camperlife camper rivista camperisti carnevale Sauris frazioni, accompagnati da un corteo di maschere belle o brutte che siano: l’importante è che chi vi partecipa sia assolutamente irriconoscibile. Le maschere che coprono il volto sono di legno e si rifanno a quelle antiche, di cui sono conservati bellissimi esemplari al Museo di Arti e tradizioni Popolari di Tolmezzo. Benché non manchino esemplari caricaturali o grotteschi, i volti, prevalentemente maschili, hanno quasi tutti tratti regolari e colori delicati, perché erano soprattutto quelli che si vestivano bene a indossare la maschera lignea. Con la riproposizione della tradizione carnevalesca è rifiorita anche l’attività di lavorazione di questi manufatti, ripresa dallo scultore locale Hermann Plozzer che inizialmente si è ispirato alle maschere conservate a Tolmezzo per proporre in seguito nuovi modelli.

La notte delle lanterne
camperlife camper rivista camperisti carnevale Sauris Una volta indossata la maschera, nel pomeriggio del 10 febbraio, i partecipanti si ritrovano nella piazza di Sauris di Sopra e vengono presentati a una giuria istituita per l’occasione. A questo punto il Rölar e il Kheirar chiamano a raccolta il corteo che darà vita a una divertente passeggiata fra i boschi, la cosiddetta Notte delle Lanterne, accompagnata dalla musica del gruppo saurano “Pirlvleitars”. Sulla via del ritorno ci si ferma negli stavoli, ovvero le caratteristiche baite di pietra e legno della vallata, per riscaldarsi con vin brulè e rifocillarsi con dolci, come le tradizionali frittelle di Carnevale insaporite con la salvia. La serata si conclude con piatti tipici saurani, musica, balli e con la premiazione delle migliori maschere. Anche i visitatori possono partecipare a questo particolare rito perché è possibile noleggiare le lanterne e le maschere presso l’Ufficio Turistico di Sauris di Sotto.

Un’isola tra le montagne
Il carnevale saurano riempie così di maschere, colori e luci tutta Sauris e rappresenta un’ottima occasione per visitare questo luogo ricco di bellezze. Il paese è considerato uno tra i borghi più affascinanti della Carnia non solo per il suo paesaggio, circondato da boschi, prati e pascoli verdissimi, ma anche per la sua ricchezza e unicità culturale, tant’è che spesso viene definito “Un’isola tra le montagne”. Qui ogni borgata, per quanto piccola, ha la sua chiesa. Alcuni di questi edifici contengono veri e propri tesori d’arte. Altre testimonianze del profondo senso religioso della popolazione locale sono disseminate nei centri abitati e, su tutto il territorio, ci si può imbattere in crocifissi e tabernacoli in legno con immagini sacre.

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La vita scorre tranquilla in queste piccole frazioni, si sente il profumo del legno e la serenità di un vivere fatto di semplicità, in sintonia con i ritmi naturali che possono essere una nevicata inaspettata o la luce magica dell’alba. Una peculiarità del paesaggio è rappresentata dalle tipologie architettoniche. Le abitazioni e i rustici si sviluppano solitamente su due piani, quello inferiore in pietra seminterrato, e quello superiore in legno, realizzato con la tecnica dei block bau (tronchi di legno sovrapposti e incastrati agli angoli). Il tetto è rivestito in scandole di legno. Oltre al prosciutto tipico, sempre più diffuso e apprezzato sia in Italia che all’estero grazie a un metodo di affumicatura che viene effettuato bruciando legno di faggio dei boschi locali, questo territorio nasconde altri segreti come un magnifico lago, un bacino artificiale creato negli anni '40 per l’energia elettrica. Non mancano sentieri per escursioni immersi nei boschi, con viste mozzafiato, sul Monte Bivera e sul Monte Rucke e un centro benessere con piscine, saune e bagni di vapore e di fieno, vere immersioni in erba fresca in via di fermentazione unita a piante officinali che hanno effetti benefici sull’organismo. La difficoltà di accesso, l’asprezza del territorio e la presenza di una popolazione di lingua tedesca hanno alimentato all’esterno il mito di una comunità isolata. Ma non è così, Sauris è un luogo aperto e interessante pur essendo uno di quei territori che mantengono ben salde le proprie radici. Visitarlo significa incontrare storia e cultura sulle quali, da secoli, sono state costruite comunità tuttora vive.

Informazioni utili per il camperista

Come arrivare a Sauris in camper
Sauris è raggiungibile dall’autostrada A23 Udine – Tarvisio, uscita Carnia Tolmezzo oppure dal Cadore attraverso il Passo Mauria che conduce ad Ampezzo.
Dove sostare a Sauris in camper

  • A Sauris: punto sosta presso il prosciuttificio Wolf in via Sauris Sotto 88, servizi su richiesta, tel. 0433/86054, GPS: N 46° 28’ 2.521’’ E 12° 42’ 30.031’’, bus navetta gratuiti da Sauris di Sotto a Velt/Sauris di Sopra con corse continuate a partire dalle ore 16.30, con ultima corsa alle ore 18.00. Da Lateis a Sauris di Sopra, servizio con pulmino 8 posti, a partire dalle ore 16.30. Per il rientro da Sauris di Sopra e da Laites corse a partire dalle ore 20.45, con ultima corsa alle 22.30.
  • A Sauris di Sopra parcheggio adibito alla sosta camper, fuori dal centro abitato verso la zona artigianale privo di carico e scarico e di elettricità.
  • A circa 14 km, raggiungendo Ampezzo, area attrezzata comunale in via Laucjit 6, GPS: N 46° 24’ 14.832’’ E 13° 17’ 38.615’’.
  • A Forni di Sopra, frazione Vico, area attrezzata comunale, tel. 0433/88056, GPS: N 46° 25’ 33.121’’E 12° 34’ 1.613’’.

Info turistiche
Ufficio Turistico di Sauris, tel. 0433/86076, info@sauris.org

Per le foto si ringrazia l'Archivio Comunale Sauris Zahre.

 

Autore: 
Lara Colombi
Punteggio: 
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Data Aggiornamento: 
03-02-2018
Data Pubblicazione: 
03-02-2018