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Girovagando nelle terre del Marchese

Chissà perchè la tendenza di noi comuni mortali è di magnificare ciò che vediamo lontano da casa e di quasi ignorare ciò che c'è di bello vicino alla nostra dimora abituale? Forse perchè siamo talmente abituati a tutto quello che ci circonda per cui l'assuefazione ci impedisce di osservare e ammirare le bellezze nostrane. Abbiamo dedicato scritti a molte parti dell'Europa, ma abbiamo sempre trascurato il nostro circondario. Ora, con questo Abbazia di Santa Maria di Cavourresoconto, vogliamo colmare questa lacuna, illustrando, a chi ci vorrà leggere, le bellezze artistiche e non solo delle terre che fecero parte del Marchesato di Saluzzo.
L'Abbazia di Santa Maria di Cavour, che incontriamo mentre stiamo percorrendo la strada 589 in direzione di Saluzzo, ci impone la prima sosta. Fondata nel 1037 da Landolfo, Vescovo di Torino, è uno dei monumenti tardo romanici più importanti del Piemonte. Più volte danneggiata e restaurata in epoca barocca e, più recentemente, negli anni sessanta del XX secolo, presenta ancora oggi alcune vestigia della costruzione landolfiana tra cui: i differenti livelli della chiesa, i pilastri ottagonali, la cripta che ospita l'altare più antico del Piemonte e, per finire, il materiale risultante da una possibile struttura precedente che gli esperti non hanno ancora ben identificato. Si parla di tempio pagano, di pieve o di priorato.
Area sosta: consultate il base di camperlife.it


Abbazia Santa Maria di StaffardaRiprendiamo la strada 589 per fermarci dopo pochi chilometri ad ammirare uno dei monumenti medievali più significativi dell'arte religiosa piemontese. Stiamo parlando dell'Abbazia Santa Maria di Staffarda fondata nel XII secolo da monaci cistercensi provenienti da La Ferté in Borgogna. La sua costruzione avvenne in un luogo abbastanza particolare: sulle rovine di una costruzione romana, a sua volta edificata su di un impianto celtico o, secondo alcuni studiosi, addirittura pre-celtico. Gli appassionati dell'occulto hanno voluto trovare nelle sue decorazioni dei simboli esoterici che, secondo loro, non hanno nulla a che vedere con la tradizione cristiana. Particolare poi, sempre secondo i cultori dell'occulto, è l'orientamento dell'edificio. Sembra che sia ruotato in modo che i raggi del sole mattutino cadano sull'altare della cappella, a mezzogiorno vadano a colpire le pareti del campanile e, al tramonto, lambiscano il portale maggiore. Inoltre, all'ingresso dell'Abbazia, un enorme blocco di pietra, di cui non si conosce lo scopo, sembra rafforzare non solo l'origine celtica dell'insediamento, ma anche la sua sacralità. I monoliti infatti, tra le popolazioni neolitiche, avevano la funzione di segnalare la presenza di un luogo sacro.
A completare l'aura di mistero che circonda il luogo, si aggiunge una leggenda, secondo la quale, nei sotterranei dell'edificio esisterebbe un'enorme biblioteca di potentissimi testi magici ed alchemici. Naturalmente l'accesso al sotterraneo è sconosciuto.Non sappiamo se ciò che si dice corrisponda a verità. Certamente può servire per accrescere la voglia di vedere il luogo. Passeggiare tra gli edifici che ancora si possono visitare con la consapevolezza, che tra le sue mura antiche si celi un mistero, rende la visita più intrigante anche se, in tutta verità, il complesso di Staffarda, con la sua chiesa, il suo chiostro e le sue varie costruzioni abbaziali, non ha bisogno dell'alone esoterico per diventare più interessante. Ciò che si vede alla luce del giorno è più che sufficiente per farsi apprezzare e per invogliare il visitatore a ritornare. 
Area sosta: punto sosta dietro al borgo/Abbazia sulla 589 Punto sosta nel vicino abitato di Revello - visualizza la scheda


Terminata la visita dell'Abbazia, riprendiamo la strada 589 che, attraversando coltivazioni di pesche, mele e kiwi, ci porta a Saluzzo. Una delle più affascinanti città del Piemonte, conserva un impianto storico frutto di diverse epoche. Capitale, per quattro secoli, del marchesato che porta il suo nome, ha assunto, a pieno titolo, il ruolo di Saluzzocittà d'arte che sa offrire al visitatore tutta se stessa, in un' atmosfera rilassante e a misura d'uomo, tipica dei centri a vocazione prettamente agricola. La parte che più colpisce il turista o, perlomeno, che ha colpito di più noi, è quella medievale. Al proposito desideriamo suggerire un itinerario cittadino che permetterà di assaporare ciò che di meglio Saluzzo offre. Il percorso inizia dalla Piazza Risorgimento, sede della Cattedrale di Maria Vergine, costruita a cavallo dei secoli XV e XVI per ospitare il seggio vescovile e si snoda verso la collina, attraverso vicoletti veramente angusti e fiancheggiati da case signorili, dal chiaro aspetto medievale, per giungere all'imponente torrione della Castiglia, l'antico castello inferiore dei Marchesi di Saluzzo. Scendendo poi verso il Belvedere si incontra il Convento di San Giovanni che racchiude entro le sue mura dei veri tesori d'arte , come le magnifiche navate, l'abside con la cappella sepolcrale dei Marchesi, il chiostro a pianta quadrata, il refettorio e la sala capitolare che ospita la cappella funebre dei Cavassa.
Da non mancare la visita di Casa Cavassa, oggi trasformata in Museo Civico, ma che un tempo fu dimora appunto dei Cavassa, vicari generali dei Marchesi e del palazzo settecentesco dei marchesi del Carretto.
Il sito www.saluzzoturistica.it da una lista dettagliata dei monumenti della città e inoltre suggerisce dei percorsi tematici che saranno senz'altro apprezzati dai visitatori.

Area sosta: area sosta Tapparelli, via Cuneo, 16
Castello di MantaLasciamo Saluzzo nuovamente con la strada 589 per fermarci a Manta dove visiteremo il castello. Il percorso di visita si snoda attraverso il salone baronale con gli affreschi del ciclo dei Prodi e delle Eroine e della Fontana della Giovinezza. Prosegue con la sala delle Grottesche sino a giungere alla Chiesa di Santa Maria al Castello. Dall'ampio giardino si può poi godere di un magnifico panorama sul Monviso.
Attraverso Verzuolo, Felicetto e Lagnasco, giungiamo, dopo aver attraversato una bellissima zona coltivata a frutteti, a Savigliano. Chi lo volesse e noi lo consigliamo, può fermarsi a Lagnasco per la visita del castello con le sue decorazioni che, oggi, risultano essere una delle testimonianze più rilevanti dell'arte rinascimentale in Piemonte.

Città natale del patriota Santorre di Savigliano, piazza Santa RosaSantarosa e dell'astronomo Giovanni Virginio Schiapparelli, Savigliano si presenta al visitatore con un centro storico di sicuro interesse che possiede il suo apice nella medievale piazza Vecchia, ora piazza Santa Rosa, che ci accoglie con una cortina continua di facciate di case torri tre quattrocentesche e con dei poderosi portici disposti su tutti lati, a protezione, un tempo, dei mercati e che invece oggi servono al passeggio dei saviglianesi. Attigue alla piazza si trovano le vie Beggiami, dove ebbe sede l'Università degli Studi del ducato sabaudo nel 1435 e Stamperia in cui fu installata la prima tipografia piemontese.
Tra gli altri monumenti che Savigliano possiede citiamo la Chiesa Collegiata di Sant'Andrea, il palazzo Taffini d'Acceglio che presenta alcuni ambienti magnificamente affrescati, la Chiesa Santa Maria della Pieve, il palazzo Muratori Cravetta, il teatro Milanollo, la Confraternita dell'Assunta, il complesso abbaziale di San Pietro, la
Confraternita della Pietà, la Chiesa di San Giovanni e, per finire,la Confraternita della Misericordia.
Area sosta: via F.lli Fissone (statale per Alba)


Fossano, castello degli AcaiaImbocchiamo ora la statale n° 28 in direzione sud con destinazione Fossano dove ci fermeremo ad ammirare questa bella cittadina dall'aspetto medievale. Molti sono i monumenti di Fossano, ma l'edificio più eclatante o che balza maggiormente agli occhi del turista è il Castello degli Acaia. La sua mole imponente svetta al centro della piazza creando uno scenario suggestivo. La limitrofa Porta di San Martino dà inizio ad un percorso lungo il fossato e la cinta muraria che il recente restauro ha riportato al suo primitivo stato.
Altro luogo di suggestione di Fossano è l'antica via Maestra, oggi via Roma. Cuore pulsante della città, è il sito preferito dai fossanesi per il passeggio, favorito anche dai portici e dalle rinomate pasticcerie e negozi storici, contribuendo così all'aggregazione della vita sociale. Molti sono i palazzi nobiliari che si affacciano sulla strada. Citiamo tra gli altri quelli dei nobili Celebrini della Predosa, dei Pittatore, dei conti Tesauro e dei conti Bava di San Paolo.
Ricco è anche il patrimonio religioso con il settecentesco Duomo, la Chiesa della SS Trinità e la Chiesa di San Filippo.
Area sosta: punto sosta in piazzale Foro Boario


MondovìLasciamo Fossano con la statale 28 e, dopo pochi chilometri, giungiamo a Mondovì, altra cittadina gioiello del Piemonte. Posto su più livelli, chiamati rioni, il comune è ricco di opere d'arte e di monumenti. Il rione Piazza,
situato a 559 m di altezza, è il nucleo originario di Mondovì ,che qui fu fondato nel 1198. Questo quartiere rappresenta il nucleo medievale della città. Infatti si possono tutt'ora ammirare alcune vestigia di sicuro interesse. Stiamo parlando delle mura e delle torri medievali, delle antiche piazze e delle scenografiche facciate, tra cui, la gotica piazza Maggiore e della torre civica del Belvedere. Il rione Piazza è anche ricco di edifici religiosi che meritano senza dubbio una visita. Gli altri rioni e cioè: Breo, Pian della Valle, Carassone, Borgato e Rinchiuso, situati in basso lungo il torrente Ellero, ebbero il loro massimo sviluppo negli anni settecento ed ottocento. Il loro
patrimonio religioso è veramente notevole e non si può certamente lasciare la città senza aver prima visitato le innumerevoli chiese e cappelle magistralmente affrescate.
Area sosta: Piazza della repubblica presso ex stazione FS


Vicoforte dista da Mondovì solamente una manciata di chilometri e lo raggiungiamo con la strada 28. La particolarità più importante di questo paesino è il Santuario Regina Montis Regalis, i cui progetti furono commissionati nel 1596 da Carlo Emanuele I ad Ascanio Vitozzi. Tuttavia, sia la morte di Carlo Emanuele che la
Vicoforte, Santuario Regina Montis Regalismorte del Vitozzi provocarono l'arresto del progetto che fu ripreso solamente nel 1731 dall'architetto Francesco Gallo il quale perfezionò anche il progetto della cupola ellittica. Le sue dimensioni sono colossali, è infatti alta 74 metri, con un diametro maggiore di oltre 36 metri ed uno minore di 25 ed è considerata la cupola di forma ellittica più grande del mondo. Conclusi i lavori che, in realtà, si completarono totalmente solo nel XIX secolo, si inziò l'opera di decorazione che venne portata a termine nel 1752. In verità non si parla di decorazioni, ma di un vero e proprio poema pittorico, con una serie di affreschi che copre più di seimila metri quadrati.
Altra famosa attrattiva di Vicoforte è la Fiera della Madonna che si svolge, indicativamente tra l'otto ed il nove settembre di ciascun
anno. Centinaia di espositori presentano la loro merce a migliaia di visitatori che si accalcano lungo le strade espositive. Noi abbiamo avuto la fortuna di assistere ad una edizione. Tolta la folla che è enorme, l'avvenimento è veramente pittoresco; si può trovare di tutto, dall'artigianato alle macchine agricole, dagli animali ai generi alimentari, dal vestiario ai casalinghi, insomma, praticamente dallo spillo all'elefante. Durante l'edizione a cui abbiamo assistito ci siamo lasciati impietosire da un cucciolo di cane e non abbiamo potuto evitare di acquistarlo, pagando un prezzo esorbitante per un meticcio che avremmo potuto trovare al canile a gratis, ma tant'è; ci guardava con due occhi così dolci che non abbiamo saputo resistere.
Area sosta: punto sosta in due piccoli parcheggi asfaltati ai piedi del Sacrato


Terminiamo, con Vicoforte, il nostro vagabondaggio nei possedimenti dei Marchesi di Saluzzo. In realtà abbiamo anche sconfinato nelle terre degli Acaia e dei Savoia, ma ne è valsa la pena. Chiunque vorrà seguire le nostre orme dovrebbe programmare questo viaggio in primavera, quando i frutteti che si attraversano, sono in piena fioritura. Lo spettacolo dei peschi, dei meli e dei peri in fiore è veramente impagabile.


 


Le immagini sono tratte dalla rete, si riconoscono i diritti ai legittimi proprietati benchè non espressamente citati


Autore: 
Roberto Serassio
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Coordinate: 
Latitudine: 7.475395000000 - Longitudine: 44.656443000000
Data Aggiornamento: 
19-02-2015
Data Pubblicazione: 
30-11-2011