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Emilia Romagna: tra Valmarecchia e Montefeltro | Weekend in camper

Non sono luoghi che si incontrano passando. Qui bisogna venirci apposta, armati di attenzione e di tempo da dedicare a una visita approfondita. Si verrà ripagati da immagini inedite, colori soffusi, profumi genuini e ambienti incontaminati

Nell’entroterra riminese si sviluppa un territorio dalla bellezza sconvolgente, fatto di borghi e castelli che proiettano il visitatore in un’epoca passata. Si tratta della Valmarecchia che comprende i comuni di Casteldelci, Maiolo, Novafeltria, Pennabilli, Talamello, Verucchio, Poggio Torriana, Santarcangelo di Romagna, San Leo e San’Agata Feltria. Dovendo pescare dal mazzo i più caratteristici, senza esitazione citiamo questi ultimi due. Supponiamo di essere in vacanza in Riviera e di voler dedicare un weekend all’entroterra. La nostra proposta è quella di partire da San Marino, che si incontra lungo la strada che porta in Vallemarecchia e che certamente merita una tappa. Ci rechiamo poi a San Leo e, terminata la visita, proponiamo una deviazione dal tragitto che sfora la Vallemarecchia per entrare nel Montefeltro, lembo di territorio incastonato nell’Appennino Centrale, nel nord delle Marche a cavallo tra Romagna e Toscana. Qui troviamo Montecopiolo con la sua riserva naturale e un santuario medievale immerso nel bosco. Dopodichè riprendiamo la via e rientriamo in Vallemarecchia fino a Sant’Agata Feltria, ultima tappa di questa “digressione verso l’interno” che copre una distanza totale di 60 km.

San Marino
Un panorama suggestivo sulla costa Adriatica, nove castelli ricchi di storia e bellezze artistiche, un’atmosfera medievale che percorre strade e vicoli. Il nostro viaggio parte dall’antica Repubblica di San Marino, il cui suolo è suddiviso in 9 distretti (equivalenti alle province italiane) detti Castelli: porzioni di territorio alle quali vengono riconosciute autonomie amministrative. La capitale della Repubblica è ovviamente Città di San Marino, nota per il borgo arroccato in cima al Monte Titano. La città così come il monte sono stati dichiarati Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 2008. San Marino è il nucleo residenziale più antico e per questo raccoglie le sedi istituzionali del Consiglio Grande e Generale, del Governo (Palazzo Pubblico) e delle segreterie di Stato. Inoltre il borgo, accessibile da quattro “porte”, racchiude i monumenti e i luoghi di interesse più importanti del Titano.

Il cuore della città
Recarsi a San Marino significa certamente visitare il suo centro storico, che si snoda nella parte alta del Monte Titano e che ospita tutte le principali attrazioni della città. Cinto da possenti mura medioevali in pietra, il centro è interamente pedonale. San Marino è un piccolo mosaico di contrade e vie su cui si affacciano palazzi e monumenti. Le tre penne (ovvero le torri medievali) in cima al Monte disegnano l’immagine più conosciuta di San Marino e sono collegate tra loro da un tracciato che si snoda sul profilo del monte fino a percorrerlo interamente. All’interno delle Torri troviamo il museo di San Marino delle armi e altre esposizioni. Nella parte alta della città sorge anche la Basilica del Santo che conserva le reliquie del Santo Fondatore e che ospita anche alcune cerimonie istituzionali e, ancora, la Chiesetta di San Pietro ove si trovano i giacigli dei Santi Marino e Leo. Nelle vicinanze della porta principale di ingresso al centro storico si trova la Chiesa di San Francesco con annessa la pinacoteca, risalente al XIV secolo. Poco distanti la Chiesa dei Cappuccini e il Museo di Stato di San Marino, collocato presso Palazzo Pergami, recentemente restaurato. Piazza della Libertà è il cuore della vita istituzionale del paese: qui sorge il Palazzo Pubblico (1894), sede del Consiglio Grande e Generale (il parlamento). Il Palazzo è stato restaurato in occasione del centenario nel 1994, con riapertura nel 1996, dall’architetto di fama internazionale Gae Aulenti. All’interno del palazzo, nella sala adibita alle sedute del parlamento, visitabile, un grande affresco risalente alla fine dell’800 dell’artista romano Emilio Retrosi. Alle spalle del Palazzo Pubblico è situata la bellissima Cava dei Balestrieri, dove si tengono le manifestazioni della tradizione sammarinese che coinvolgono i balestrieri e gli sbandieratori di San Marino. In Contrada Omerelli si trova una serie di palazzi storici attualmente sede di alcuni ministeri e l’Antico Monastero di Santa Chiara, risalente agli inizi del 17° secolo, oggi sede dell’Università degli Studi. Altro edificio di pregio di San Marino è il Teatro Titano, in piazza Sant’Agata, delizioso teatro a balconcini del 1750 circa completamente restaurato nel 1941 dall’Ing. Gino Zani che ha conservato le forme originarie. Insomma, un’offerta a tutto tondo per un viaggio nel tempo che saprà conquistare il visitatore.

San Leo
“La città più bella d’Italia? San Leo: una rocca e due chiese”. Queste le parole di Umberto Eco. E come dargli torto. Il borgo sorge su un masso imponente che domina la Valle del Marecchia. È un luogo strategico e determinante per le vicende storiche e militari del Medioevo e del Rinascimento. Legato al culto pagano e poi cristiano, ospitò a vita eremitica il dalmata Leone che con l’amico Marino, ritiratosi sul Monte Titano dove nacque poi la Città di San Marino, contribuì all’avvento del cristianesimo nel Montefeltro nel IV secolo. A Leone e Marino si deve anche la nascita della Diocesi di Montefeltro. Divenne sede vescovile dal X secolo e luogo di rifugio di Berengario II. Il Medioevo vede lo splendore della città e della famiglia che fece di San Leo la sede della propria dinastia, i Montefeltro. Il passaggio di San Francesco nel 1213 e di Dante nel 1306 contribuirono ad arricchire la storia di questo importante centro. La Città di San Leo fu dominata e contesa nei secoli dai Malatesta e dai Montefeltro, dai Medici e dai Della Rovere, fino al dominio diretto dello Stato Pontificio dal 1631. Da vedere assolutamente i resti del possente apparato difensivo della Fortezza che, ideato da Francesco di Giorgio Martini, sembra essere un prolungamento del masso che lo sostiene: è difficile distinguere fra l’opera della natura e quella dell’uomo (come visibile anche dalla foto qui sotto). Oggi all’interno di questa fortezza sono visibili mostre di armi e armature, sulla vita militare del medioevo, sull’alchimista Cagliostro (la sua fama di guaritore raggiunse le corti più importanti d’Europa, da Londra a San Pietroburgo, dove gli fu possibile stringere amicizie con personalità di spicco come Schiller e Goethe) oltre alle celle che rinchiusero famosi reclusi e alle oscure fortificazioni.

Attenzione al sacro
A San Leo degna di nota è la Pieve dedicata a Santa Maria Assunta. È il più antico monumento religioso del Montefeltro. La tradizione vuole l’edificio innalzato sulla celletta dove San Leone si ritirava in preghiera (secolo IV). Importante è anche la Cattedrale: l’attuale edificio, datato al 1173, è il frutto di maestranze romanico-lombarde e si innalza sui resti di una più antica fondazione religiosa, il Duomo altomedievale, costruito a ridosso del VII secolo quando Montefeltro (San Leo), eretta a civitas, divenne sede di una nuova Diocesi. La Cattedrale è dedicata al Santo Patrono Leone. Sempre qui sorge il Convento di Sant’Igne, risalente al XIII secolo, distante circa due chilometri dal centro storico. La sua fondazione è attribuita a San Francesco d’Assisi che, secondo la storia, giunse a San Leo nel 1213 in occasione dell’investitura a Cavaliere di un Conte di Montefeltro. San Francesco tenne una fervente e appassionata predica prendendo spunto da una canzone del tempo che recitava “Tanto è il bene che mi aspetto, che ogni pena mi è diletto”. Le parole del Santo toccarono profondamente il Conte Orlando, che volle dargli in dono il solitario Monte della Verna, ritenendolo adatto a chiunque volesse fare penitenza. Altro personaggio illustre che passò dal paese è Dante Alighieri che conosceva il luogo probabilmente per le note frequentazioni con Ugoccione della Faggiola, signore della vicina Casteldelci.

Verso Montecopiolo
Il Comune di Montecopiolo è circondato da cime che da un lato si rincorrono in grandezza e dall’altro degradano fino al mare. Anticamente era sede di un bellissimo castello del quale rimangono evidenti preesistenze attualmente oggetto di recupero e valorizzazione da parte del Ce.A.M. (Centro di Ricerca Archeologia Medievale) dell’Università degli Studi di Urbino. In splendida posizione geografica, Montecopiolo è situato all’interno dell’Ente Parco Naturale del Sasso Simone e Simoncello. Il capoluogo del Comune è Villagrande paese turistico ideale per vacanze estive e invernali. Il comune è rinomato per i percorsi naturalistici e per l’abbondante innevamento del periodo invernale, è per questo dotato di diversi impianti di risalita. Alle due estremità del paese di Villagrande si conservano i ruderi di due castelli: dell’importante e principale castello di Monte Copiolo e del piccolo castello del Monte Acuto (oggi monte San Marco). Il primo castello, con le sue importanti rovine immerse nel verde delle conifere, fornisce ancora oggi, oltre a splendidi scorci, importanti dati per la ricerca archeologica. Sempre in territorio comunale si conservano i ruderi del piccolo castello di Monte Boaggine.

Parlando del maniero
Il castello medievale di Montecopiolo vale veramente una visita, non solo quale testimonianza archeologica, ma anche per lo stupendo panorama che si gode dai 1030 metri dello sperone roccioso su cui è posto. Le indagini storiche sul castello di Monte Copiolo riguardano un periodo che inizia già prima dell’XI secolo e si protraggono all’incirca sino al XVIII secolo, quando divenne completamente disabitato. Attraverso annuali campagne di scavo, oltre a riportare materialmente alla luce le complesse strutture della fortificazione, si indagano sia alcuni aspetti relativi alla lunga durata dell’insediamento che i mutamenti subiti nel corso della storia, in particolare durante i secoli del Medioevo. Il progetto si pone inoltre l’obiettivo di giungere quanto prima al restauro conservativo dell’intero complesso fortificato. Numerosi sono i motivi che hanno indotto a intervenire da un punto di vista archeologico in questo contesto, ma il primo fra tutti è certamente il tentativo di mettere nella giusta luce un insediamento assai importante nel passato, poiché Monte Copiolo fu il castello d’origine della famiglia comitale dei Montefeltro.

Un santuario da vedere
A Montecopiolo c’è anche il Santuario della Madonna del Faggio. La leggenda racconta che tra i pascoli del monte, un giorno, due pastorelli furono aiutati dall’intervento miracoloso della Madonna che apparve loro come immagine sacra su un faggio. Si volle trasportare l’immagine a valle, in paese, per poterla onorare a dovere. Miracolosamente il giorno dopo l’immagine sacra si trovava di nuovo sul faggio. Era segno che si doveva erigere un santuario in quel luogo e dedicarlo alla Vergine. La chiesa che esisteva già nel 1200, come testimoniano documenti, era ben diversa da com’è attualmente; anticamente fu una semplice celletta e venne anche chiamata “Eremo di Santa Maria della Cella”. L’intervento di ristrutturazione più recente risale al secondo dopoguerra: in questa occasione vennero ampliati i vecchi locali, vennero costruiti un portico per l’accesso separato all’eremo e un nuovo campanile al posto dell’antica celletta. Questi interventi hanno purtroppo portato alla completa distruzione dell’antico originario edificio del XIII secolo. Tuttavia nel santuario è conservata una statua lignea della Madonna, probabilmente antica quanto la celletta.

Sant’Agata Feltria
Termina in questo bellissimo borgo il nostro itinerario di viaggio. Le origini di Sant’Agata Feltria risalgono al periodo Pre-Romano con popoli di agricoltori, pastori e cacciatori stabilizzati nelle sue foreste. Si narra che nel 600 d.C., quando dal Monte Ercole, uno dei luoghi di maggiore incanto della Valmarecchia, si staccò una roccia, venne edificata una chiesa dedicata a Sant’Agata attorno alla quale si sviluppò l’agglomerato urbano. Dalla fine dell’800 il borgo appartenne a vari feudatari, fra cui i Malatesta e i Montefeltro. Sotto i Fregoso il bel centro storico si arricchì di nuovi edifici, come il seicentesco Palazzone, che ospita il Teatro Angelo Mariani, uno dei più antichi d’Italia, con struttura interamente in legno. Qui è nato uno dei più importanti compositori, Angelo Berardi. Inoltre Sant’Agata è intrisa di spiritualità, è un concentrato di luoghi mistici tra cui santuari e conventi. Tra essi quello di San Girolamo: la pietra che lo struttura crea un’armonia cromatica dai toni caldi e un raffinato chiostro ne completa la parte più recondita. La chiesa, già detta della Beata Vergine delle Grazie, fu dedicata a San Girolamo nei primi decenni del 1600 quando i Fregoso commissionarono alla scuola di Pietro Berrettini da Cortona la grande Pala del Santo, che rappresenta la Madonna con il Bambino e i Santi Girolamo, Cristina, Francesco e Antonio da Padova. Diversi sono i centri abitati di notevole valore storico nei paraggi, tra cui Petrella Guidi, affascinante borgo fortificato che incanta già alla vista a distanza.

Eventi clou del borgo
Da non perdere la Fiera del tartufo bianco pregiato che si tiene ogni anno nelle domeniche di ottobre. Ipnotizzati dal carisma della “trifola”, le migliaia di visitatori troveranno anche quest’anno, accanto al celebre tubero, tutti i prodotti autunnali che la generosa terra offre e, inoltre, manufatti dell’artigianato rurale e artistico. La fiera è anche momento d’incontro per gustare numerose specialità a base di tartufo e funghi. Per tutta la durata della manifestazione si susseguiranno mostre di alto valore culturale, occasioni di intrattenimento e spettacoli vari. L’ultima domenica di novembre e i giorni festivi di dicembre che precedono il Natale, invece, va in scena Il Paese del Natale. La manifestazione nazionale è diventata l’appuntamento d’inverno del Centro Italia per gli appassionati di mercatini natalizi proponendo le più originali idee regalo e i decori più raffinati, avvolgendo grandi e piccini in un’atmosfera ricca di fascino. I turisti percorrono le strade e le piazze al suono tradizionale delle zampogne e ammirando i suggestivi presepi. Anche in questa occasione, la gastronomia diventa la riscoperta dei piatti caratteristici della tradizione locale.

Informazioni utili per il camperista

Come arrivare in Valmarecchia e Montefeltro in camper

  • Per raggiungere San Marino, imboccare l’autostrada A14 Bologna-Ancona, uscita dal casello Rimini Sud-Superstrada Rimini-San Marino SS72. In alternativa autostrada A14 Bologna-Ancona,uscita dal casello Rimini Nord-SP Marecchiese n°258
  • Da San Marino a San Leo seguire per Acquaviva, poi seguire in direzione di SP 89 e successivamente seguire SP 22 fino a San Leo
  • Da San Leo a Montecopiolo prendere la Strada Leontina Cà Merloccio/SP 22 e svoltare su Madonna di Pugliano/SP 6. Da ultimo prendere SP 118 fino a destinazione
  • Da Montecopiolo a Sant’Agata Feltria
  • Procedere in direzione nord da SP 118 verso SP 6, dopodichè prendere SP Montefeltresca in direzione SP Palazzo Cà Migliore in direzione Novafeltria e seguire fino a destinazione

Dove sostare in camper in Valmarecchia e Montefeltro

 
Info turistiche
laValmarecchia.it - www.sanmarinosite.com - www.san-leo.it - www.prolocomontecopiolo.it - www.comune.santagatafeltria.rn.it - www.prolocosantagatafeltria.com

 

Autore: 
Redazione CamperLife
Punteggio: 
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Data Aggiornamento: 
12-10-2018
Data Pubblicazione: 
11-10-2018