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Due ruote mon amour | Speciale Portabici

È ancora uno degli accessori più richiesti nell’after-market dei camper: l’unione tra autocaravan e biciclette è uno dei matrimoni più felici della storia. Vediamo come trasportarle in sicurezza.

camper camperlife rivista camperistiUn tempo nemmeno troppo remoto i camper con grande gavone posteriore erano rari, per cui il portabiciclette era un accessorio praticamente obbligatorio, dato che l’idea di portarsi dietro la bici, specie se con bambini, era ed è una delle opzioni più gettonate per il turismo all’aria aperta. Oggi, nonostante l’enorme diffusione degli autocaravan con garage, la richiesta dei portabici resta molto alta tra gli accessori after-market; anzi, spesso è la stessa casa costruttrice che lo offre come optional o prevede già gli attacchi, in modo da renderne molto facile e sicura l’installazione, che sfrutta punti previsti in sede di allestimento del camper. La voglia di bicicletta è praticamente un must tra viaggiatori itineranti, la soluzione per abbreviare la fatica di raggiungere i centri di interesse solitamente non vicinissimi alle aree di sosta o semplicemente per la voglia di godersi una passeggiata su due ruote in maniera ecologica e salutare. Come evidente, con molti dei moderni autocaravan la necessità del portabiciclette si è un po’ ridotta visti gli spazi enormi dei gavoni passanti posteriori ma, complice anche la voglia di caricare le tante cose necessarie alle esigenze della famiglia in vacanza, l’aggiunta del portabici può rivelarsi risolutiva per massimizzare la possibilità di carico, o semplicemente perché si vogliono portare più bici e lo spazio del gavone non basta. Ecco quindi qualche informazione in più sul vasto universo dei portabiciclette specifici per camper e van.

Portabici esterni a parete
Sono la stragrande maggioranza, collocati in coda al camper, e offrono un comodo spazio per trasportare da una fino a quattro biciclette.

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Sono tutti realizzati in leghe metalliche specifiche o per lo più in alluminio, materiali insensibili agli agenti atmosferici e alla salsedine, con staffaggi e snodi realizzati spesso in acciaio inox e tutta l’accessoristica in materiale plastico per resistere meglio nel tempo all’azione dell’acqua piovana e ai detriti che si sollevano dalle ruote in caso di pioggia. I modelli sono quanto mai vari, seppur costruiti concettualmente nella stessa maniera: una robusta struttura/traliccio di tubi metallici appesa alla parete posteriore del camper o alle porte/carrozzeria dei van furgonati, con staffaggi imbullonati che sfruttano fori passanti o punti di ancoraggio già previsti o realizzati secondo necessità. La varietà di offerta sul mercato è enorme; le differenze risiedono, oltre ovviamente nel marchio più o meno quotato, nella capacità di carico (come accennato fino a quattro biciclette), negli accessori (bloccaruota, cinghie di tenuta, blocchi con cinturini plastici a slitta, braccetti per aggancio bici, serrature, teli di copertura, antifurto, ecc.), nei sistemi di carico scarico, nella possibilità di ripiegarli quando non sono in uso per ridurre gli ingombri in manovra. La peculiarità di questi portabici sta anche nella proposta personalizzata: i marchi più famosi, e con listini davvero ampi di questo tipo di accessori, propongono non solo sistemi universali ma anche tante soluzioni personalizzate per quasi tutti i modelli di camper presenti sul mercato e anche, molto spesso, per i nuovissimi micro van che derivano da grandi auto monovolume, dove il collocamento esterno del carico è praticamente una necessità. Capitolo a parte meritano i van furgonati che hanno, come ben noto, i due portelloni in coda con la assoluta esigenza di lasciarli apribili; per questa categoria di veicoli le soluzioni sono altrettanto varie e numerose, e sfruttano sia la possibilità di traslazione su uno degli assi, sia la possibilità di sollevamento/ribaltamento del portabici, così come l’aggancio della struttura su una sola delle due porte, in modo che ne sia consentita l’apertura senza intralciare l’altra, sfruttando la rotazione della porta stessa. I portabici descritti in questo paragrafo sono i più leggeri (pochi chili data la struttura in alluminio o leghe leggere), i più economici, intorno ai 200/300 euro per un prodotto completo di buona qualità, e sono molto facili di montare (facendo però attenzione ai punti di ancoraggio sulla parete posteriore dei camper con cellula, che deve poter sopportare il peso); costituiscono la soluzione più semplice per portare fino a quattro bici, in pratica una per ogni componente della famiglia media che è l’equipaggio standard di molti autocaravan. In questo gruppo di prodotti rientrano anche i portabici per le caravan, che vengono montati sul timone, per centralizzare le masse, e sono dotati di uno snodo che ne consente il ribaltamento in avanti per consentire l’apertura del gavone anteriore classico di tutte le roulotte.

Portabici a telaio
Condividono lo schema costruttivo con i portamoto che abbiamo visto nell’articolo precedente, ossia usano i longheroni del telaio del camper come supporto dove appoggiare il peso di portabici e relativo carico di due ruote. Sono spesso costituiti da una parte comune che fa da base alla struttura e delle parti variabili che lo fanno diventare portamoto, portabici (e anche entrambe le soluzioni allo stesso tempo) o portatutto con pedana dove appoggiare bauliere aggiuntive ai gavoni.

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Come per i portamoto, ne esistono decine di modelli (fissi, ribaltabili, telescopici, a scomparsa, sollevabili) adatti per ogni tipo di telaio di camper e offrono la comodità di poter essere trasferiti ad altro veicolo in caso di sostituzione, spesso senza dover modificare nulla dato che molto probabilmente il telaio che li dovrà ospitare sarà lo stesso. Sono molto robusti, costruiti in genere con una base in acciaio zincato e staffe in alluminio, tarati per una portata fino a 120/130 kg (e fino a ben 200 kg per alcuni modelli) di una moto o scooter e spesso sono gli stessi che vengono usati per trasportare le sempre più diffuse biciclette elettriche, il cui peso è almeno doppio rispetto alle bici tradizionali a causa della batteria (ricordiamo però che molte di queste sono estraibili per essere caricate con una spina a parete, quindi potrebbe essere una buona idea smontare i pesanti accumulatori e tenerli nella cellula o nei gavoni per alleviare un po’ il peso che grava sull’asse posteriore). Tra i grandi vantaggi, hanno la caratteristica di non dover prevedere fori sulla parete posteriore del camper, cosa che può essere molto gradita e che non costringe a inestetismi sulla carrozzeria se volessimo cambiare portabici, avendo tutta la struttura che si appoggia in basso, collegata ai longheroni del telaio. Rispetto ai portabici a parete, sono strutture più complesse, con la conseguenza che anche costi e pesi crescono in proporzione: i più economici sono di poco sotto i mille euro, la media dei più diffusi è intorno ai 1.200/1.500 euro, per salire fino ai 2.000 euro dei più completi e ai quasi 3.000 euro di quelli sollevabili o a movimentazione elettrica. Il peso di questi portabici (sola struttura) è in genere intorno ai 30/40 kg, per cui va tenuto in considerazione che, a pieno carico (fino a cinque bici classiche o due elettriche), il totale può facilmente avvicinarsi o superare il quintale in più che grava sul veicolo, rischiando lo sforamento dei limiti di carico. Esistono, in questa gamma di prodotti, alcuni casi, rari per la verità, di portabici che si montano sul gancio di traino, quando presente: soluzione spesso presa a prestito dal settore automobilistico.

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Caricabici da gavone
Decisamente meno diffusi rispetto ai “cugini” caricamoto, i caricabici da gavone sono delle slitte, con o senza bracci di ritenzione, da fissare all’interno dei garage posteriori e dove collocare le biciclette, fermandole in sicurezza con le apposite staffe a corredo. Si tratta di portabici da parete che però sfruttano solo la parte di carico, gli scivoli e le guide scanalate dove collocare le bici, con fermaruota e cinghiette di trattenuta per evitare il movimento del carico. Sono molto meno diffusi, in quanto, visti i pesi contenuti delle biciclette e la diffusione degli occhielli a binario dei gavoni, è facile collocare le bici nei garage posteriori e fermarle adeguatamente con semplici cinghie a cricchetto, efficacissime allo scopo, lasciando molto spazio per gli altri bagagli.

Qualche info su pesi e omologazioni
Per i portabici che sfruttano lo stesso sistema dei portamoto rimandiamo all’articolo precedente per le informazioni su questo argomento. I portabici a parete invece sono unità tecniche che possono essere montate senza vincoli, ma deve comunque trattarsi di prodotti omologati: il fai da te oggi non è più consentito anche se siamo molto capaci con la saldatrice. Anche se bisogna dire che, per chi volesse addentrarsi nel ginepraio di una omologazione singola, con le dovute relazioni tecniche firmate da un ingegnere e il nulla osta della motorizzazione, questo è, almeno teoricamente, possibile, come riportano alcuni forum di settore che raccontano casi di impavidi e temerari utenti riusciti nell’impresa! Le aziende più conosciute del settore certificano la qualità costruttiva con severi test interni e presso Enti accreditati (come ad esempio il TUV tedesco), mettendo sul mercato prodotti sicuri e testati.

 

Ovviamente, nonostante la robustezza certificata di questi prodotti, è tassativo non superare i valori di carico riportati nelle targhette di informazione della casa costruttrice (del portabiciclette) o delle avvertenze del costruttore del camper, per evitare di danneggiare sia l’accessorio che il camper, se non addirittura rischiare guai più grossi con il distacco di staffe o di biciclette in viaggio. Si tratta di problemi che spesso sono sottovalutati, ma il peso a sbalzo oltre l’asse posteriore è una variabile da verificare bene e con la quale non scherzare o agire con superficialità: la forza che si genera sulle buche può essere decisamente notevole e anche poco peso in più produce una spinta notevole dovuta alla lunghezza del braccio di leva. Come per i portamoto, anche per i portabici è necessario esporre il classico pannello a barre bianche e rosse diagonali che avvisa del pericolo dei carichi sporgenti, che possono essere al massimo per i 3/10 della lunghezza totale del veicolo. Ricordiamo che il montaggio dei portabici, seppur relativamente semplice, deve attenersi a precise condizioni, specie per quelli da appendere alla parete posteriore del camper, dove è necessario individuare i punti di maggior resistenza (spesso già previsti dalla casa costruttrice) dove imbullonare le staffe della struttura, le quali a loro volta devono reggere il peso e le sollecitazioni in marcia.

I principali produttori e distributori di portabici

 

Autore: 
Alessandro Cortellessa
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Data Aggiornamento: 
11-05-2018
Data Pubblicazione: 
11-05-2018