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Dalla Mongolia a Parma, di ritorno dalle terre dell'Est

La seconda parte del diario di bordo di Adele e Andrea Cobianchi sulla via del ritorno dalla Mongolia

Oggi è domenica 24 Luglio 2011, ore 8,45, usciamo facilmente dalla dogana Mongola, in quella Russa ci siamo solo noi; ho molta difficoltà per compilare il solito modulo scritto solo in Cirillico riguardante il camper e il nostro itinerario. Quando mostro sulla carta stradale il tragitto e che, dopo aver visitato ELISTA, usciremo in Ucraina presso NOVOSACHTINSK, il militare, togliendosi il cappello e simulando di tergersi il sudore, sbotta: kilometer, kilometer, kilometer!!!, poi di buon grado mi aiuta a compilare la dichiarazione. SLOBODA, sobborgo di K’ACHTA e cittadina di frontiera, è abbastanza fatiscente, noi la giriamo principalmente alla ricerca di una fontanella; nel piazzale antistante ai vecchi magazzini generali c'è una statua di Lenin, e nei pressi una cattedrale Ortodossa in via di ristrutturazione, ai muratori che riparano il tetto di lamiera, chiedo di potermi rifornire di acqua; poco più avanti faccio anche il pieno di gasolio *(in Russia costa la metà rispetto alla Mongolia) e via verso il lago BAYKAL. La discreta strada corre tra colline non sempre coltivate, pascoli e bassa vegetazione, il traffico è inesistente; ci fermiamo a pranzare lungo le rive del fiume Selenge, che nasce in Mongolia e che poi alimenta il lago Baykal. Raggiunta IVOLGINSK, deviamo per una decina di km. sino a scorgere il monastero Tibetano che sorge in una pittoresca steppa pedemontana. L'ingresso è libero, il complesso è costituito da sei templi nei quali assistiamo a varie cerimonie. Sono molto coinvolgenti i riti votivi, tanto che anche noi ci immergiamo nella cultura Buddhista e avvolgiamo con drappi di sgargiante seta azzurra e rossa i totem sacri. Mucche e pecore pascolano indisturbate nel complesso Buddhista, mentre numerosi cani ci seguono sperando in un boccone; passiamo la notte nel piazzale antistante. Oggi abbiamo percorso senza fretta 190 kilometri.

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ULAN UDE è la nostra prossima meta che all’andata ci è parsa una bella città, un moderno ponte che supera il fiume Selenge ci porta in centro, presso la piazza principale dominata dall'enorme testa di Lenin lasciamo il VAS. Con un tenue sole percorriamo pulitissime e curate strade, vediamo il bel teatro, il severo palazzo del municipio e la fontana musicale. Superato un arco di trionfo passeggiamo nell'affollata isola pedonale; sullo sfondo svettano le guglie dorate e le cupole dipinte di azzurro tenue e bianco della cattedrale. Per non ripercorrere la monotona la M55, Adele mi convince a fare una deviazione di 60 km. per vedere il delta del Selenge e il Baykal meno turistico. Lungo la discreta strada che serpeggia tra lago e tundra, vediamo un susseguirsi di povere izbe di legno; molti bambini a cavallo fanno la spola per attingere acqua dal lago e riempire le grandi botti posizionate nei cortili per l’uso quotidiano. A KABANSK, nella piazza principale, foto alla grande mano in cemento che sorregge una fiaccola commemorativa; giunti a POSOLSKOE, visitiamo la bella chiesa Ortodossa tutta bianca che si riflette sul lago. Ripresa la M55, viaggiamo per molti tratti a 50/60 km/h per il pessimo stato della strada, comunque alle 21,00 arriviamo a BAIKALSK, e sostiamo direttamente sulle rive del lago BAYKAL. Dopo cena conversiamo piacevolmente con una famiglia di Russi in vacanza, poi m’invitano a tuffarmi nelle fredde acque per cercare sul fondo i sassi con pagliuzze d'oro.
Alle 23.00 con un bellissimo tramonto e una temperatura di 10° salutiamo gli amici con vino e vodka. km. 410

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camper Kabansk monumento camper Posolskoe isbe Bajkal

La strada lascia il lago vicino a KULTUK dopo i primi tornanti si ha una bella vista del Baykal; numerose bancarelle vendono l’Omul tipico pesce, simile al temolo, affumicato e seccato al sole. IRKUTSK si preannuncia con l’enorme monumento “falce e martello”, iniziamo la visita in camper, lasciandolo parcheggiato di volta in volta presso i monumenti più importanti. Sul fiume Angara vediamo la chiesa del Salvatore e la fiamma eterna, poi il monastero di Znamensky edificato in un bel parco, quindi la diga e la nave rompighiaccio Angara. Sostiamo su via Marska attirando la curiosità di numerosi passanti, e la solita domanda: a-cu.da ??(da dove vieni??); nella zona pedonale entriamo in un bel mercato all’aperto acquistiamo pomodori, noci-pesche e dolcissime fragole. Ci spostiamo in un quartiere di sole case di legno, alcune fatiscenti, altre ben tenute e riccamente intarsiate, segno evidente di un florido passato. Lasciamo la città e finalmente una bella strada ci porta a LISTVYANKA, cittadina turistica affacciata sul lago. Sono molte le “dacie” costruite presso la riva, notiamo anche qualche moderno albergo; nel piazzale vicino al porto sono montate alcune tende di turisti, noi parcheggiamo il VAS, e passeggiando sul lungolago cerchiamo un ristorante per cenare. La tradizione locale vuole che chi cucina non abbia il locale dove consumare il pasto, quindi ci accomodiamo in una capanna a palafitta sull’acqua; subito due copie di giovani Russi si aggregano e offrendoci birra e vodka ci consigliano cosa ordinare: pollo alla brace. Tra un boccone e l’altro cerchiamo di conversare, poi gli amici pagano “l’affitto” della capanna e presi dai fumi dell’alcol vanno a sedersi quasi in acqua per ammirare il bellissimo tramonto. La cena ci costa 650 Rubli, ottimo il pollo e le numerose salsine; sono le 10 di sera, 18 gradi la temperatura e più otto ore di fuso rispetto a casa. Raggiungiamo l’ufficio turistico, cerco senza successo di connettermi a internet, poi con il cellulare contattiamo nostro figlio per informarlo che siamo tornati in Russia. Solo 320 i Km percorsi oggi, ma abbiamo visitato due belle città.

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Partiamo dal Baykal alle 9.30, oggi sarà una lunga tappa di trasferimento, la M 53 la ricordo in buono stato e scarsamente trafficata; vorremmo arrivare a TULUN per ringraziare i meccanici che hanno riparato il radiatore, e che per ora non ha dato problemi. A IRKUTSK acquisto pane, birra e due Omul appena affumicati, poi iniziamo a macinare kilometri. La strada fiancheggiata da file di betulle è pianeggiante, dritta e monotona e scorre tra prati di fiori spontanei viola. Viaggiamo a 100/110 km/h, non c’è traffico, e la polizia in Siberia è meno severa; spesso ci fanno rallentare e ci intimoriscono i numerosi cippi a ricordo di gravi incidenti. Solo vicino a CHEREMKHOVO s’intensifica il traffico; nei circa 120 km. per arrivarci abbiamo incontrato non più di 50/60 automezzi. Alle 19.00 arriviamo a NORY e sostiamo nello stesso posto dell’andata; purtroppo il ristorante è chiuso; alcuni camionisti ci consigliano di catturare e cucinare i tanti conigli selvatici, ma preferiamo cenare nel camper. Sarà per la noia o la stanchezza, ma solo 365 i kilometri percorsi oggi.
camper strada KrasnoyarskMercoledì 27 Luglio; oggi ci attende il più infernale percorso di tutto il viaggio, quei 170 km. di piste, spero solo che in quindici giorni i lavori siano terminati. Alle 9.00 siamo a TALUN, l’officina è ancora chiusa e noi proseguiamo. Notiamo che molti tratti di strada sono asfaltati, e ufficialmente non collaudati, ma seguendo altri automobilisti ne percorriamo abusivamente lunghi tratti. Alle 22.00 entriamo nella caotica KRASNOYARSK, una delle città più grandi della Siberia; trovo posto nel piazzale di un laboratorio ottico in pieno centro; stiamo cenando, quando arriva una pattuglia della polizia, e dopo aver controllato i documenti, con un “niet problem” ci saluta. Passiamo la notte indisturbati. Km. 822.

Giovedì 28 Luglio; con calma lasciamo il parcheggio e giriamo per la città alla scoperta dei luoghi più caratteristici, ci accompagna un pallido sole. Gli edifici storici sono racchiusi tra via Lenina e Karla Marska, due lunghe arterie parallele che terminano in piazza Mira dove troneggia la statua di Rezanov, diplomatico Russo. Varcato l’arco di trionfo troviamo un grande parcheggio, da qui inizia un lungo ponte pedonale che, attraversando il fiume Yenisey, porta nel nuovo quartiere giardino adagiato sulle sponde del fiume e offre una bella vista della città. A piedi visitiamo la Cattedrale dell’Intercessione e la chiesa della Resurrezione, piene d’icone e inondate d’incenso; fotografo il suntuoso palazzo del governo e, nella piazza di fronte, la gigantesca statua di Lenin. Due begli edifici di legno intarsiato attirano la nostra curiosità; una è la casa-museo del pittore Surikov. Ripreso il camper saliamo sulla collina Karaulnaya, dove sorge la cappella Chasovnya, simbolo della città e raffigurata anche sulla banconota da 10 Rubli. Pranziamo; ripresa la M53 senza problemi e perdita di tempo in quattro ore arriviamo a MARIINSK, in un grande supermercato facciamo una discreta scorta di generi alimentari, rifornimento di gasolio poi partiamo per KEMEROVO. A BEREZOVSKIY incappiamo in un violentissimo temporale; ci fanno pena le persone che camminano lungo la strada senza nessuna protezione, altre ancora che cercano di vendere ortaggi incuranti della pioggia: ci saranno abituati!! Arriviamo a TOPKI alle 20.00, entriamo nel parcheggio di un ristorante per camionisti, ceniamo con i “vareniki”: tortelli con ripieno di carne per Adele e di formaggio per me; patate al forno e birra, spendiamo 380 Rubli. Abbiamo percorso 550 kilometri.

Venerdì 29 Luglio; partiamo alle 7.00, finalmente è tornato il sole; a YURGA deviamo per TOMSK, molto bella la strada che, tra campi coltivati a cereali ancora verdi, ci permette di raggiungere la città in un’ora. Percorrendo ulica Lenina arriviamo alla Cattedrale Ortodossa dell’Epifania, è in corso una funzione e non ci permettono di visitarla; entriamo invece nella Cappella Iverskaya che, sormontata da un angelo d’oro, fa anche da spartitraffico. Questo quartiere è costituito prevalentemente da casette di legno per cui, su una collinetta, si erge la torre di vedetta per gli incendi; nei pressi c’è una chiesa Cattolica dedicata alla Madonna Lourdes. La statua di Lenin sembra indicare la bruttura del teatro d’arte drammatica che è in uno stato pietoso; apprezzabili le molte case d’epoca con fini intarsi di legno. Passando dal neoclassico palazzo dell’università, arriviamo alla Moschea Bianca; più avanti visitiamo la fabbrica della birra “Baltika”, dove tengono “prigioniero” in una grande e robusta gabbia un gigantesco orso bruno; pranziamo in periferia sulle rive del fiume Tom. Tornati a Yurga con la M53 arriviamo alle 17.30 a NOVOSIBIRSK, altra grande metropoli della Siberia; programmo il navigatore per raggiungere piazza Lenin dove lasciamo il camper; a piedi arriviamo alla cattedrale Nevsky, in mattoni rossi che si affaccia sul fiume Ob. Tornati sul VAS, ci spostiamo presso il teatro dell’opera e del balletto; sembra un buon posto per passarci la notte. Nel parco pubblico c’è l’ennesima statua di Lenin avvolto in un grande cappotto, mentre ai suoi piedi molti giovani si sfidano con gli skate-board. Arriviamo alla cattedrale dell’Ascensione appena in tempo per visitarla; siamo accompagnati dal custode che non ci permette di fare nessuna foto dell’interno. Do sfogo al mio estro riprendendo più volte le belle cupole dorate e luccicanti al sole del tramonto. Nel piazzale del teatro ci intratteniamo e ammiriamo diverse copie di ballerini di tango che si esibiscono gratuitamente per i passanti. Calato il sole, si abbassa anche la temperatura, solo 6°;ceniamo con la stufa accesa, poi prepariamo il programma per domani. Km. 525.

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Sabato 30 Luglio; notte tranquillissima, lasciamo la città e con la M51 puntiamo verso OMSK. E’ sempre monotono il paesaggio, i campi sono coltivati a cereali, ma a fine Luglio non sembrano ancora pronti per essere mietuti. Spesso gli automobilisti che incrociamo danno un colpo di fari, non per salutarci, ma per avvisarci della presenza della polizia, passiamo sempre indenni; numerosi sono i cippi commemorativi di gravi incidenti. La periferia di Omsk è davvero squallida, i grigi palazzi dormitorio ci accompagnano per quasi 10 km.; superato il fiume Irtysh la cappellina Serafimo indica il centro città. Percorrendo via Lenina troviamo alcune sculture; il buffo operaio che esce da un tombino, la più piccola statua di Lenin di tutta la Siberia e una nobildonna che seduta su una panchina legge un libro. Dopo il bel teatro d’arte drammatica riccamente decorato, arriviamo alla Cattedrale dell’Assunzione con le grandi cupole verdi e dorate; è una visione stupenda, le foto si susseguono. Il Pope ci invita a salire con lui sul campanile per assistere al concerto delle campane. La E30 già la conosco, e ricordo un Tir-park tra Omsk e Ishim; arriviamo con il buio e mi vogliono far parcheggiare nel fango e vicino ai camion frigo, non ci va bene e ce ne andiamo; poco più avanti c’è un posto di pronto soccorso sempre attivo per casi di emergenze o incidenti stradali, ci accolgono volentieri. Km. 780.

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Domenica 31 Luglio; con un pallido sole arriviamo a Ishim, prendiamo la E22 e velocemente puntiamo su TOBOLSK; tanto velocemente che vengo ripreso da una telecamera della polizia che immortala l’IVECO a 128 km/h. Fingo di non capire quando mi dicono “protocol” e scrivono 3200 Rubli; torno sul camper, dal frigo prendo due birre e le porgo ai poliziotti, si mettono a ridere e stringendomi la mano mi fanno cenno di andare via; è andata bene. A Yalutorovsk entriamo nel parcheggio di un nuovissimo centro commerciale per pranzare; due fidanzati si avvicinano e mi offrono 10 Rubli in cambio di due monete da un Euro come souvenir. Chiedo loro informazioni per raggiungere TOBOLSK, mi invitano a seguirli; con una nuovissima e bella strada che sulla mia carta è appena tracciata arriviamo nel grande ring; trovo solo indicazioni per località che si trovano anche a più di mille km., ma non quella per il centro. Non ho la cartografia della città sul navigatore, fortunatamente ritroviamo i due ragazzi che ci accompagnano nel grande piazzale della torre dell’acqua dove lasciamo il camper. Tobolsk è divisa in due, la città alta con il pittoresco centro storico, amministrativo e il kremlino; la città bassa è tagliata geometricamente da viali alberati con una miriade di casette di legno tra orticelli, canali e numerose chiese: sembra un presepe. All’interno delle bianche mura del kremlino svettano l’alta torre campanaria, la Cattedrale dell’Intercessione dalle quattro cupole blu tempestate di stelle e il cupolone centrale dorato, e la chiesa di S. Sofia; i recenti restaurati evidenziano gli splendidi dipinti alle volte e alle pareti delle due chiese. Il camper desta molta curiosità, tanto che un signore desidera vederne l’interno, lo accontentiamo. In un perfetto inglese si qualifica come pittore emergente e storico; insiste per accompagnarci a visitare un luogo tristemente famoso di Tobolsk: le carceri Tyuremny. Strada facendo ci descrive gli orrori per le persecuzioni politiche subite da inermi Russi rinchiusi in quel lugubre gulag; ci saluta donandoci un volume (in Cirillici naturalmente!) e tra le sue considerazioni politiche trovano spazio numerosi suoi dipinti e schizzi. Ceniamo, poi nonostante la temperatura sia scesa notevolmente usciamo per immortalare quest’affascinante città affollata di giovani; pian piano la grande piazza si spopola, rimaniamo soli, passiamo la notte nel nostro accogliente VAS con la stufa accesa. Abbiamo percorso Km. 740 per oggi; vale la pena la deviazione per visitare Tobolsk

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Lunedì 1 Agosto; Con tranquillità facciamo colazione, la doccia e dopo aver riordinato il camper, in una delle numerose fontanelle della città bassa facciamo acqua. Lasciamo Tobolsk e percorrendo la strada sull’argine destro del fiume Irtysh arriviamo al monastero di ALABAK; accompagnati dal pope visitiamo il complesso che, ancora oggetto di accurati restauri, sorge sulle spettacolari anse del fiume. Sotto violenti temporali, percorriamo 220 km sulla buona P404 per arrivare a TYUMEN. Sostiamo nella piazza principale a fianco della grande statua di Lenin tra il Parlamento e la Casa del Soviet ; pranzo e visita della città. Percorrendo ulica Repubblica ammiriamo le chiese del Salvatore e di San Pietro e Paolo, quest’ultima illuminata da un enorme candelabro a sette piani. La chiesa dell’Arcangelo Michele sorge in un quartiere di sole case di legno, per poche Rubli visitiamo due case-museo con pregevoli arredi originali del XIX secolo. Prima di lasciare la città, in camper raggiungiamo il fiume Tura, dove sorge la Barocca Cattedrale Znamensky, evidenziata dall’alto e lugubre campanile nero. La E22, brutta e con il solito panorama monotono, in 220 km ci porta a EKATERINBURG, fortunatamente non piove più. Causa il buio e il traffico caotico non riesco a ritrovare il tranquillo parcheggio che mi ha accolto nel 2008; “Silvia” mi accompagna presso il Gorodskoy, il lago della città, con vista sul palazzo Sevastianof e la residenza del Governatore. Km. 668.
Martedì 2 Agosto; a piedi iniziamo la visita della città con il luogo, indicato da una croce di ferro e da una cappellina in legno, dove fu ucciso lo zar Nicola II° con l’intera famiglia. Poco lontano sorge la Chiesa del Sangue; il piano inferiore è dedicato alla vita e allo sterminio dei Romanov, quello superiore al culto Ortodosso. Avvicinandoci al centro città notiamo il bel palazzo del Municipio, il monumento ai fondatori della città, la cappella di S. Caterina; vicino alla torre dell’acqua sorgono diversi piccoli musei dedicati alle miniere degli Urali e alle industrie della città. Percorriamo la via pedonale fiancheggiata da bassi edifici recentemente restaurati, numerosi i negozi che espongono “griffe” Italiane; dopo un po’di spesa torniamo al camper e usciamo dalla città. Sulla super-strada E22che porta a Perm, su un grande tubo del gas troviamo la scritta “Ganina Yama”, svoltiamo sulla stradina che attraversa un bosco di betulle e che, in tre km, porta al Monastero dei Martiri. Il luogo Sacro è composto da sei grandi chiese di legno in stile antico con cupole a cipolla dorate, edificate attorno ad una piattaforma che sovrasta un vecchio pozzo minerario dove furono gettati i corpi dei Romanov; è molto toccante assistere al pellegrinaggio di numerosi devoti Russi. Tornati sulla E22, troviamo il memoriale e il cimitero dedicato alle vittime dei gulag e alla repressione politica. Prima di salire sugli Urali un monumento e un cippo indicano il confine tra Asia ed Europa; aggiorniamo l’orologio, solo tre ore in più rispetto a casa, e pranziamo. In pochi km, cambia radicalmente il paesaggio, la steppa lascia il posto a colline coltivate, prati per foraggio, pascoli, boschi di betulle e conifere; purtroppo anche la strada, prima bella, entrando nella provincia Permskiy peggiora notevolmente obbligandoci a un’andatura mai superiore ai 60 km/h. Da KUNGUR deviamo per vedere le grotte di ghiaccio, purtroppo inspiegabilmente chiuse; siamo attirati dal villaggio di CHUSOVOY a 70 km, dove un tempo c’era il Gulag Perm 36, ma anche qui troviamo il sito chiuso. Partiamo per PERM, la città di Molotov, anche se descritta dalla guida EDT di scarso interesse turistico, caotica e con squallidi palazzoni-alveare in cemento, la città ci sorprende positivamente. Raggiunto il lungo-fiume Kama, parcheggiamo il camper presso un ristorante e con la promessa di cenarci chiediamo la possibilità di passarci la notte. Dopo una prima escursione in città, alle 20.00 siamo pronti per cenare, ci appartiamo su un terrazzino a sbalzo sul fiume con un bel tramonto. E’ un ristorante Azero, ci servono prelibate braciole di maiale, patate fritte e birra locale alla spina, spendiamo 1100 Rubli compresa la connessione a internet. Prima di ritirarci nel camper assistiamo all’arrivo di una grande nave da crociera con numerosi giovani festanti. Abbiamo percorso 458 km.

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Mercoledì 3 Agosto; Di buon mattino, dalla nave scendono moltissimi ragazzi in uniforme e veterani della guerra in Afganistan, ci spiegano che ci sarà un grande raduno di reduci di quella disastrosa guerra. Ci uniamo a un gruppetto di giovani ex “parà” che con gagliardetti e bandiere sfilano per le vie cittadine. Visitiamo la Cattedrale della Trasfigurazione, con annesso il museo delle icone, poco più avanti la Moschea dal color verde pastello e il museo etnografico. Ripreso il camper, lasciamo la città e con la M7 raggiungiamo IZHEVSK, entriamo in città per convertire Dollari in Rubli, e fare qualche acquisto; è bellissima la gigantesca Cattedrale con le grandi cupole dorate e dipinte di blu; nei viali circostanti c’è un bel mercato di prodotti agricoli, contrattiamo a lungo per l’acquisto di patate, carote e mele. Uscendo dalla città nel giardino di una bella casetta di legno trovo una fontanella, mentre rifornisco il camper, la proprietaria ci chiede a cosa serve tutta quell’acqua, dopo averne soddisfatto la curiosità ci invita ad entrare nella sua “dacia”. E’ un ingegnere di etnia Tatara, lavora nella fabbrica Kalashnikov; l’interno è molto modesto e con un odore di stantio, dal soffitto pendono numerose strisce adesive acchiappamosche. Ci offre te, biscotti e una sua torta dalla quale scaccia a più riprese mosche e api; conversando in inglese con Adele racconta del lavoro che scarseggia, dei Rubli che non bastano mai per arrivare alla fine mese e che a breve dovrebbe andare in pensione; poi orgogliosa ci mostra una foto che la ritrae con il signor Kalashnikov durante una gita premio a Kazan. Ci intristisce la vicenda, gli regaliamo tonno in scatola e pasta Barilla; riprendiamo la strada e dallo specchietto la osservo, ha una mano sul cuore e con l’altra continua a salutarci. Arriviamo a YELABUGA, si accentua il rumore al retro-treno del camper, avevo già notato una certa “ruvidezza” che però spariva a caldo, cerchiamo comunque di arrivare a Kazan per porvi rimedio; il signor Giuseppe, proprietario dell’hotel, potrebbe darci una mano. A tarda sera raggiungiamo il parcheggio che ci ha accolto all’andata, ceniamo e prima di dormire cerco nei miei appunti l’indirizzo di un’officina IVECO: è a Mosca, spero di arrivarci indenni. 738 i km. percorsi oggi.

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Giovedì 4 Agosto; partiamo alle 7, c’è un bel sole, ma solo + 8° la temperatura; la strada è la stessa dell’andata, ma ci appare più bella, notiamo anche numerosi laghetti affollati da starnazzanti anatre e oche sorvegliate da bambini. Prima di NIZNIJ NOVGOROD traffico bloccato per un grave incidente: scontro frontale tra due auto, i lenzuoli stesi a terra celano i corpi di tre persone; la polizia ci devia su una strada secondaria, la P125, che va a MUROM; la guida EDT la descrive come la città più bella di tutta la Russia, andiamo a controllare. Ottima e appena asfaltata la strada che corre tra boschi di betulle; betulle che ormai cominciano a perdere le foglie e che adagiandosi sul nastro di asfalto attendono di essere sospinte ai bordi della carreggiata dalle auto in transito. Un moderno ponte supera il fiume OKA e ci immette nella cittadina; lungo il viale principale notiamo numerose chiese, alcune ancora da restaurare, la torre dell’acqua e nei pressi un bel mercato. Sul lungo fiume svetta la grande statua di re Vladimiro; con una scalinata si accede al monastero racchiuso da una candida cinta muraria. Le due chiese, un’antica di legno e l’altra grandissima in mattoni rossi con le cupole dorate, sorgono in un curatissimo giardino tra laghetti, orticelli e recinti con numerosi animali da cortile. Un inserviente ci accompagna nel santuario affollato di fedeli che partecipano a una funzione religiosa cantata. Anche la P72 che ci porta a VLADIMIR è ottima, da qui deviamo per SUZDAL, *(città dell’anello d’oro già visitate nel lontano 1999) nel supermercato Globus facciamo una discreta spesa e in una moderna area di servizio rifornisco il VAS di gasolio e GPL per i servizi di bordo. A Suzdal entriamo nel Kremlino, parcheggiamo presso la cattedrale della Natività della Vergine; abbiamo appena il tempo per fare qualche foto alle sue cupole d’oro luccicanti al sole che sta tramontando; ceniamo, poi facciamo un primo giro per la cittadina che però è scarsamente illuminata. Km. 838.

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Venerdì 5 Agosto; giornata luminosa e tiepida, a piedi iniziamo a visitare questo villaggio medievale; numerose sono le chiese che sorgono nella campagna tra le anse del fiume Kamenka; nel convento Alexandrovsky sono parcheggiati tre camper francesi, ci accodiamo a loro per la visita guidata del vicino monastero di S. Eutimio. Nel complesso, racchiuso da altissime mura in mattoni rossi, visitiamo la chiesa dell’Assunzione, gli alloggi dei monaci e la prigione; nella cattedrale, alcuni tenori ci deliziano con canti sacri; poi, dall’alto campanile, si diffonde nell’aria un fragoroso concerto di campane. Fatto un pieno di acqua e trovato un posto per scaricare ecologicamente grigie e nere, lasciamo la città diretti a VLADIMIR. Pranziamo presso la Cattedrale della Dormizione, tutta bianca e ornata da pregevoli bassorilievi; vediamo la porta d’oro e la grande statua di re Vladimiro. Partiamo per MOSCA alla ricerca dell’assistenza IVECO, sempre più spesso si accende la spia dei freni, e talvolta anche quella rossa EDC, mentre il rumore del retrotreno diventa insopportabile e forse pericoloso. Percorrendo l’anello interno della tangenziale alla ricerca dell’officina, trovo le indicazioni per KOLOMENSKOE, antica residenza reale che sorge in un parco sul fiume Moscova, ne approfittiamo per visitare l’affascinante chiesa di Kazan, la strana torre dell’orologio, la chiesa dell’Ascensione e il vicino campanile di S. Giorgio. Chiedo a “Silvia” di condurmi a IZMAYLOVO, ricordo un grande parcheggio già frequentato nel 1999, vicino alla metro linea 3 “Partizanskaya” e al “Vernissage”; sostiamo per 600 Rubli al giorno nel piazzale tra gli alberghi “Beta-Gamma-Vega-Delta”; ci è preclusa la possibilità di rifornirci di acqua e luce, ma noi siamo autosufficienti anche per 4-5 giorni; però possiamo collegarci gratuitamente a internet. Ceniamo, poi giriamo per i tanti negozietti e ritrovi per turisti. Km. 240

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Sabato, 6 Agosto; oggi è giorno di matrimoni in Russia, vicino al Vernissage è stato recentemente costruito un villaggio fiabesco, un “set” per questi eventi; dopo la cerimonia civile, i novelli sposi, parenti e amici festeggiano con buffet e brindisi, concedendosi a numerosi scatti fotografici. L’ingresso è a pagamento, 70 Rubli, ma ne vale la pena. Proseguiamo la visita nel vernissage dove, tra i tanti articoli esposti, si possono trovare molte icone, dipinti, tappeti e oggettistica del recente passato. Con il metrò della linea tre ci spostiamo al Kremlino, pranziamo in un ristorantino dei rinnovati magazzini GUM e poi deliziamo gli occhi girando nella favolosa piazza Rossa, visitiamo S. Basilio, il Kremlino con le sue belle chiese, il galoppatoio, i giardini circostanti, la fiamma eterna con il cambio della guardia; curiosiamo nel grande supermercato sotterraneo poi stanchi torniamo al camper. Scambiamo le impressioni di viaggio con altri camperisti Italiani che sono in visita al vernissage, e che fanno parte di un tour organizzato. Dopo cena salutiamo parenti e amici via internet.

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Domenica 7 Agosto; sempre in metrò ci dedichiamo alla visita di un altro quartiere di questa grande metropoli; camper mosca panoramal’Arbat è una via pedonale e tra bar, negozi e bancarelle, spesso si esibiscono numerosi artisti di strada; nella Nuova Arbat sorgono esclusivi hotel e ristoranti; i negozi di alta moda, oggi chiusi, espongono prestigiose “firme” Italiane. Sul lungo fiume, in una vecchia fabbrica ristrutturata, ci sono numerosi pub, locali da ballo, esposizioni di artisti; noi visitiamo un’esposizione fotografica sulla repressione e le “purghe” Staliniane, e il museo del sesso. Arriviamo alla gigantesca Cattedrale del Cristo Salvatore, ma non possiamo entrare perché stanno girando un film. Nel cielo azzurro si stagliano due grandi palazzi stile “Soviet” adibiti a uffici, in uno c’era la sede del KGB. Tornati in piazza Rossa, passiamo a fianco dell’hotel Russia, che è in ristrutturazione, come pure in ristrutturazione è il teatro Bolshoi. Alle 20.00 mentre il sole sta tramontando, torniamo stanchi nel nostro camper.
camper Mosca Monumento conquistatori spazioLunedì, 8 Agosto; oggi, tanto per cambiare, ci dedichiamo alla visita di altri monasteri; per primo quello fortificato di Novospassky formato da due chiese in mattoni rossi e con cupole azzurre e stelle dorate, bello e curato il giardino; poi andiamo a Novodevichy, molto più grande del precedente, le sue cupole a cipolla scintillanti si riflettono nel vicino stagno; nel cimitero attiguo riposano scrittori, poeti, statisti e molti personaggi famosi. Ci trasferiamo al parco delle realizzazioni economiche Russe, ma dopo la disgregazione dell’impero Sovietico ha perso il suo fascino; oggi molti edifici sono completamente vuoti. Nelle vicinanze, presso il grande hotel Cosmos, ammiriamo il monumento dedicato ai conquistatori dello spazio; la sagoma di un missile, tutto in titanio, svetta in un bel cielo azzurro. Molto bello è il monumento tutto in acciaio cromato, dove due fidanzati sorreggono una grande falce e martello. Prima di tornare al camper visitiamo alcune delle più belle stazioni della metropolitana, vere opere d’arte. Stanchi, ma soddisfatti per le cose viste, ci rilassiamo nell’accogliente VAS.

Martedì 9 Agosto; usciamo dal parcheggio alle 8.00, programmo “Silvia” per condurmi all’officina IVECO che si trova sulla M2 nel sobborgo di SERPUCHOV. La strada è a quattro corsie ma insufficienti per l’intenso traffico. Finalmente intravvedo un grande complesso di officine, per l’assistenza di Mercedes, Volvo, Ford, Kamaz, Man, Iveco, e altre ancora. Una guardia giurata ci indirizza a un cancello che da accesso all’officina. A un tecnico, in inglese, segnaliamo le problematiche; chiama poi il capofficina, un Rumeno che fortunatamente parla benissimo l’Italiano; questi collega il computer per fare la diagnosi dell’EDC *(electronic diagnostic control) ma non rileva nessuna anomalia. Percorriamo un tratto di pista per evidenziare i rumori del retrotreno: si tratta dello sgranamento del cuscinetto causato dalla rottura del paraolio, l’olio ha anche impregnato le guarnizioni dei freni. Stilano il preventivo e accertato come avremmo pagato, danno inizio ai lavori; noi ci accomodiamo in una stanza con tanto di TV, computer, ping-pong, distributore di bevande, mentre da una vetrata possiamo assistere ai lavori. L’intervento dura quasi quattro ore, dopo il test di prova sono accompagnato nell’ufficio per saldare il conto 16.000 Rubli, circa 400 €. Sono le 17.00, scambio d’indirizzi e saluti al capofficina Rumeno, poi con la M2 arriviamo a JASNAIA POL’ANA e sostiamo presso la tenuta dello scrittore Tolstoj. Km 174.

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Mercoledì, 10 Agosto; di buon mattino visitiamo la casa e il luogo di sepoltura di Tolstoj, che riposa sotto un camper Tula cattedrale palazzo kremlinotumulo di terra tra le betulle. Andiamo a TULA, che in questi giorni festeggia trecento anni dalla fondazione. Il Kremlino è racchiuso da alte mura; all’interno, in un prato incolto, troviamo una chiesa-palazzo in mattoni rossi con cinque cupole arrugginite; la vicina cattedrale è stata trasformata in parte in un museo di armi. Dopo una passeggiata per via Lenina addobbata a festa, passando per il mercato, torniamo al camper. Prossima meta è OREL, sostiamo nella grande piazza Lenina di fronte al teatro. Passeggiamo per la via pedonale sino alla confluenza dei fiumi Orlik e Oka, nella vicina piazza Mira c’è un carro armato della II guerra mondiale. Pranziamo poi partiamo per KURKS che raggiungiamo velocemente grazie all’ottima M2-E105. Entrando in città ci appare subito il campo di battaglia che nel Luglio 1943 vide la più grande guerra tra carri armati; i blindati Russi ebbero la meglio e KURKS fu la prima città a essere liberata. Tanti reperti bellici sono ancora sul posto, numerose le lapidi commemorative; nel museo della battaglia un plastico evidenzia le strategie militari dell’evento. Sostiamo per la notte in un Tir-Park presso il mercato centrale sul fiume Tuskar. Km376.
Giovedì 11 Agosto; anche oggi c’è il sole, ci troviamo a un centinaio di kilometri dalla frontiera con l’Ucraina, 350 circa da Kijew, potremmo terminare il nostro lungo viaggio in terra di Russia, e rientrare a casa, ma abbiamo ancora 10-12 giorni a disposizione, il camper funziona a meraviglia e nessuna spia evidenzia anomalie; con Adele decidiamo di vedere ancora un po’ di Russia. In altri viaggi avevamo visitato SARATOV, SAMARA, ROSSOS sul DON, (Nicolajevka), NOVOCERKASSK, MINERAL’NYIE VODY, PATIGORSK, DOMBAJ (alle pendici del monte ELBRUS), SOCI, (sul mar Nero), ci mancano VOLGOGRAD, ELISTA e ASTRACHAN: andiamo!! Prendiamo la A144 verso VORONEZ; la città nuova è costruita sulle anse del fiume DON e ci appare gradevole, a dispetto della descrizione della guida EDT; in un supermercato facciamo qualche acquisto, troviamo un posto per mangiare ad HANNA. A BORISOGLEBSK imbocchiamo la trafficatissima M6 che proviene da Mosca, per molti kilometri scorre tra campi di grano, dove schiere di trebbiatrici lo mietono. Dove è stato ultimato il raccolto vengono bruciate le stoppie, il fumo invade la strada offuscando il cielo e rendendo l’aria irrespirabile, per di più il manto stradale peggiora con conseguente diminuzione della velocità . Arriviamo a LOG alle 20,00 e con il buio; mentre faccio rifornimento, mi accorgo che ho la ruota posteriore interna quasi sgonfia; chiedo al gestore se posso sostare per la notte, ci da il permesso in cambio di una bottiglia di vino, ma domani alle sei dobbiamo andare via. Mentre Adele prepara la cena tolgo la ruota e la faccio riparare. Giornata calda e afosa, dopo una rinfrescante doccia cena e a letto. Km 825.

Venerdì 12 Agosto; puntualissimi partiamo alle sei; mancano 80 km. a VOLGOGRAD, la strada migliora notevolmente; la città si è sviluppata solo sulla riva destra del Volga per più di 70 km., quindi per trovare la strada che porta a ELISTA, la dobbiamo attraversare quasi tutta. Ci fermiamo solo per fare rifornimento di acqua e per acquistare pane e meloni. La temperatura alle 9.00 è già di + 35°; la strada è discreta, senza traffico e corre tra campi con i soliti incendi di stoppie, anche il clima è afoso, si viaggia con il condizionatore acceso. Il paesaggio è pre-desertico, attraversiamo qualche piccolo villaggio; la polizia entrando a SADOVOJE mi ferma, ho superato di ben 2 km il limite dei 40 orari!!, fortunatamente niente “protocol”, ma in uscita, un’altra pattuglia mi raccomanda di rispettare i limiti. A mezzogiorno arriviamo a ELISTA e innanzi al grande, meraviglioso tempio Buddhista pranziamo. Incuriosita dal camper, ma più dalla nostra lontana provenienza, una giovane è bella ragazza, si propone per una visita guidata della città, accettiamo volentieri. Ci conduce nella periferia Sud sino a raggiungere un monastero che sorge isolato nella campagna; il giovane Lama ci fa partecipi di una cerimonia votiva a Buddha in nostro onore; ci racconta poi la storia del tempio e dei vari riti di preghiera; congedandoci ci invita a percorre per tre volte il perimetro del tempio facendo girare le innumerevoli “ruote votive”. Con la nostra guida torniamo in centro per ammirare il grande e maestoso tempio che sorge su una collinetta attorniato da decine di Stupa; ha i tetti dorati a pagoda, sormontati da tanti animaletti portafortuna in terracotta. Una doppia scalinata di marmo, con al centro una cascatella originata da una fontana, da accesso alla grande sala di preghiera . All’interno le pareti sono decorate con drappi di seta dipinti a motivi floreali; innumerevoli strisce rosse, gialle e azzurre pendono dal soffitto, altri drappi dai colori sgargianti avvolgono le colonne lignee. Nei numerosi altarini, oltre agli antichi libri di preghiera, sono esposti numerosi minuscoli Buddha. Lasciamo il VAS nel piazzale e a piedi visitiamo il centro città, il parco, poi nell’ufficio turistico la guida si lascia fotografare nel costume tipico di Elista. Soddisfatti della visita, ripartiamo per Volgograd ripercorrendo la stessa strada dell’andata. In città il traffico serale è intenso, impieghiamo oltre un’ora per fare 50 km ed arrivare al parcheggio presso il tristemente famoso mulino, simbolo della battaglia di Stalingrado. Km. 712.

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Sabato 13 Agosto; alle 8.00 il sole è già alto, la temperatura di 28°, iniziamo la visita della città. Molti dei palazzi attorno al vecchio mulino portano ancora i segni dei feroci combattimenti dell’assedio durato 4 mesi; visitiamo il vicino museo sulla difesa di Stalingrado, poi ci spostiamo nel parcheggio della montagnola MAMAY, dove sorge la grande statua della Madre Russia che incita il popolo a combattere gli invasori. Una grande scalinata, con ai lati sculture di eroi e scene epiche, immette nel Pantheon; sui muri sono incisi i nomi degli oltre 7000 soldati che perirono nella difesa della città; una mano in marmo sorregge la fiaccola della fiamma eterna. Andiamo a vedere lo storico carro armato T30, che sparando l’ultimo colpo di cannone, pose fine ai combattimenti. Cerchiamo un posto per mangiare, un Russo ci propone di oltrepassare il Volga e sostare sulle sue rive; con un ardito ponte sospeso lungo 1800 metri arriviamo su una spiaggia affollata di bagnanti e zona di pic-nic; suscitiamo molta curiosità quando, estratto il tendalino, pranziamo all’aperto. Tornati in città, mentre mi avvio sulla M6 diretto ad Astrachan, scoppia un pneumatico; lo sostituisco, poi cerco di rimpiazzarlo; *(preferisco avere 2 ruote di scorta visto lo stato delle strade!!). E’ sabato, molti gommisti sono chiusi, non trovando un’adeguata soluzione, ripieghiamo sulla M21 verso l’Ucraina. Adele rimpiange il fatto di non poter andare ad Astrachan, la consolo promettendogli la visita di Kijew; in 300 km di buona strada arriviamo a SACHTY, sostiamo nel parcheggio di un motel per 100 Rubli. Km. 394.

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Domenica 14 Agosto; alle 9.00 arriviamo a NOVOSACHTINSK, spendiamo gli ultimi Rubli in gasolio; la vicina frontiera Russia-Ucraina è abbastanza intasata, dopo una discreta attesa ci presentiamo ai doganieri, che ci contestano di aver soggiornato per troppi giorni in Russia senza un giustificato motivo; tutto si risolve mostrando le fatture dei Tir-Park frequentati e delle riparazioni del camper. Negli uffici della polizia sbaglio più volte a compilare i moduli d’ingresso (scritti solo in Cirillico) causando una lunga coda, poi finalmente mi viene in aiuto una signora che fa la badante in Italia; sono le 15.00 quando lasciamo la dogana e in uno sporco piazzale pranziamo. La E40 non ci consente di viaggiare speditamente per colpa dei frequenti tratti in rifacimento; con un paesaggio monotono e villaggi all’apparenza poco interessanti arriviamo a IZ’UM. Stanchi e annoiati alle 21.30 entriamo nel piazzale di un bellissimo albergo, al “maitre”, che ci fa parcheggiare sul prato, chiediamo e otteniamo di fare il pieno di acqua. Un cameriere ci accompagna nella suntuosa sala da pranzo, il menù ha prezzi stratosferici, non fa per noi; educatamente ringraziamo e salutiamo. In centro città la piazza principale ci accoglie per la notte. Km. 360

Lunedì 15 Agosto; alle prime luci dell’alba partiamo, ci piacerebbe arrivare a KIJEW prima di sera, per camper Kijew piazza Ivana Franka palazzo kimerefesteggiare degnamente il Ferragosto. Pessima è la strada M03 sino a CHAR’KOV, poi migliora notevolmente; pranziamo a LUBNY in una moderna area di servizio con generatore e condizionatore accesi per il gran caldo. Alle 16.00 siamo alle porte di Kijew, “Silvia” in poco tempo ci porta in centro e al nostro “solito” parcheggio in piazza IVANA FRANKA. Lasciato il VAS, a piedi, raggiungiamo lo storico supermercato “Bessarab’ja”; la grande Ulica Chrescatyk, oggi è vietata alle auto, c’è una grande manifestazione a favore di Iulia Timoshenko, incarcerata ingiustamente. Oltre ai manifestanti c’è anche molta gente che, come noi, si gode la città in un giorno festivo. Dopo cena passeggiamo piacevolmente per le animate vie cittadine e nel bar “Mafia” sorseggiamo birra e vodka. Km. 620.

Martedì 16 Agosto; a piedi, partendo dalla grande piazza Indipendenza, ci rechiamo nei luoghi più caratteristici della città: la porta d’oro, il teatro dell’opera, le cattedrali di S. Michele e di S. Sofia; nell’antico quartiere Podil, dominato dalla grande statua della Madre Ucraina, visitiamo il monumento a Vladimiro, la fontana di Sansone, il monastero “dei Fiori”, la chiesa di S. Cirillo e della Natività, edificata sulle rive del Dneper. Con la funicolare andiamo nel quartiere dei ministeri e delle ambasciate; sulla salita che porta alla bella chiesa di S. Andrea, curiosiamo tra i banchi di numerosi artisti e antiquari. In un antico locale del quartiere Ebraico, pranziamo ottimamente, spendiamo 360 Grivne = 31 € in due. Mai stanchi, passando dal grande Arco della Fratellanza, andiamo al Parco della Gloria Eterna e visitiamo il Memoriale-Museo della seconda guerra mondiale; con la visita del vicino monastero delle grotte, (Lavra) terminiamo la giornata. Tornando al parcheggio notiamo che il tempo sta cambiando, dopo una bella giornata di sole, d’improvviso sembra di essere in autunno, un forte vento stacca le foglie dagli alberi, le donne dalla minigonna passano ai pantaloni, anche i manifestanti assicurano le tende-dimora per affrontare il peggio. Cena nel camper, poi scendiamo in piazza Indipendenza e nel bar “Celentano” gustiamo vodka e un buon caffè espresso; un violento acquazzone ci sorprende tornando al VAS. Alzata l’antenna satellitare, seguiamo qualche notizia dall’Italia, poi passiamo indisturbati la notte con la stufa accesa.

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Mercoledì 17 Agosto; ci attardiamo un po’ a letto, fuori continua insistente la pioggia; volevamo rimanere anche oggi a Kijew, ma sicuramente a breve il tempo non migliorerà. Decidiamo di lasciare la città, con la M6 superiamo ZITOMIR, da qui deviamo per BARANOVKA, paese di una badante che conosco, e lavora a Parma. Ci rendiamo conto perche vengono in Italia, a parte i lavori nei campi non hanno altre attività, se non cercare di vendere funghi e altri prodotti del sottobosco. A ROVNO pranziamo, è tornato anche il sole e il caldo; siamo vicini al famoso monastero di POKAJEV e con una deviazione decidiamo di visitarlo. E’ in splendida posizione su un colle che domina la piatta campagna; l’ingresso è libero, ma niente gonne, calzoncini corti e magliette, ci adeguiamo, e visitiamo le due chiese e il refettorio; è un bel complesso, ma ormai abbiamo fatto “indigestione” di chiese e monasteri!! Il sole sta tramontando, pensando di fare prima prendo per ZOLOCEV, purtroppo è una pessima strada, impieghiamo due ore per fare 80 km.; arriviamo alla periferia di Leopoli alle 21.00, il parcheggio di un motel ci accoglie per la notte. Km 680.
Giovedì 18 Agosto; il nostro lungo viaggio sta per concludersi, puntiamo direttamente verso la dogana Ucraina. A UZGOROD, fatto il pieno di gasolio, spendiamo le ultime Grivne in un supermercato. Uscendo dalla città, mi ferma la polizia e mi sottopone all’alcol-test, sono positivo: 0,12!!; passa quasi un ora per convincerli che non ho bevuto, la causa è il colluttorio che uso abitualmente e contiene alcol. Alle 10.00 arriviamo nella frontiera presso COP, la stessa dell’andata. La polizia fa una minuziosa ispezione del camper, tutto regolare, se non alcuni farmaci di uso comune che non possono essere importati in Ucraina; discussioni a non finire, poi con l’intervento di una ragazza che fa da interprete risolviamo il problema, sono le ore 13.30. Dopo la lunga fila per arrivare alla dogana Ungherese di ZAHONY, vengo incolonnato con i pulmini che portano le badanti in Italia, questo causa una notevole perdita di tempo per le lungaggini burocratiche e per l’ispezione di tutti i loro bagagli. Alle 18.00 sono ancora in attesa del mio turno, poi c’è il cambio del personale, l’arrivo di due pullman che hanno la precedenza su tutti, e finalmente alle 20,00, messo il camper sulla buca iniziano i controlli; devo compilare una dichiarazione scritta in Cirillico, dove nego di possedere sigarette, alcol, armi, munizioni, droga, icone, eccetera; dopo un’ulteriore stressante e minuziosa ispezione, possiamo entrare in Ungheria. Non abbiamo mai avuto tanti controlli come in queste due frontiere, dieci ore di stress. Dopo pochi km. in un Tir-Park ceniamo e dormiamo. Km. 315.

Venerdì 19 Agosto; partiamo presto, la giornata si presenta luminosa, la strada N° 4 è in rifacimento ma deserta, potremmo pranzare a BUDAPEST; mentre mi chiedo dove saranno finiti i tanti furgoni di badanti Ucraine due di essi si incrociano e per evitarmi finiscono sulla ghiaia, sollevando alcuni sassi che si infrangono sul frontale e sul parabrezza del camper. A KISVARD inizia la nuova autostrada *(bollino di 8 Euro per sette giorni) che ci permette di raggiungere il ring di Budapest in poco tempo. Troviamo un comodo parcheggio di fronte al parlamento e percorrendo la via pedonale Vaci Utcka, arriviamo al mercato coperto, dove pranziamo con specialità locali. C’è un gran caldo, con il condizionatore acceso puntiamo sul Balaton; dopo Nagykanizsa entriamo in Croazia; superiamo Varazdin, aggiriamo Zagabria che già conosciamo e alle 16.00 siamo a Karlovac. La bella autostrada E65 mi consente una buona andatura, tanto che pensiamo di riuscire a raggiungere Matulji, per cenare nell’ottimo ristorante “Dina”. Il sogno svanisce a Delnice, scoppia un altro pneumatico, fortunatamente senza gravi conseguenze, ma dopo la sostituzione mi trovo senza ruote di scorta; chiedo a “Silvia” di indicarmi il gommista più vicino, si trova in città a Rijeka; alle ore 20.30 siamo sul posto, gommista chiuso e cena sul camper. Su belle autostrade abbiamo percorso 836 km.

Sabato, 20 Agosto; alle 8.00 puntuale arriva il gommista, riesce a procurarmi una gomma di scorta usata ma simile alle mie, servirà per rientrare tranquillamente a Parma. Abbiamo ancora tre giorni a disposizione e nel bel campeggio di Moscenika Draga, che spesso ci ha ospitato al ritorno dai nostri viaggi, ci rilassiamo con bagni, passeggiate e mangiate di pesce; ripensiamo al bel viaggio che adesso possiamo considerare concluso.

Martedì 23 Agosto; lasciamo il campeggio, in un baleno siamo a Fernetti; rimetto il telepass sul parabrezza, e ripercorrendo il nastro d’asfalto che già molte volte abbiamo calpestato torniamo a casa. Km 540.

Abbiamo percorso in totale km. percorsi 24415, ma nel prossimo appuntamento vi daremo il resoconto puntuale di tutte le spese che abbiamo affrontato e anche qualche suggerimento in più per i camperisti!

 

Autore: 
Redazione CamperLife
Punteggio: 
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Data Aggiornamento: 
12-12-2016
Data Pubblicazione: 
29-05-2012