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Dall'Italia al Marocco | Vivere in camper

Dai colori brillanti delle città ai mercatini affollati, fino a incontrare l’immenso deserto con il suo silenzio e il cielo stellato: il Marocco offre tantissime opportunità di viaggio per chi ama la storia e l’arte, ma anche il mare, la montagna e il deserto

Il primo mese on the road del progetto Stepsover

camperlife rivista camperisti vivere in camper progetto stepover maroccoIl nostro viaggio, iniziato un paio di anni fa con la preparazione vera e propria della nostra casa a quattro ruote, prende il via a tutti gli effetti dal porto di Genova,  quando ci imbarchiamo sulla nave che ci condurrà in Marocco. Navigare con il traghetto che collega Genova a Tangeri è di per sé un’esperienza che merita di essere vissuta almeno una volta nella vita. Qui si fanno incontri con tanti viaggiatori, famiglie di emigrati marocchini che tornano a casa per le ferie, marinai che hanno girato mezzo mondo sulle navi e ne hanno sempre una nuova da raccontare. Nonostante due giorni di navigazione possano sembrare tanti, in realtà il tempo a bordo scorre veloce. Questo momento per noi si trasforma in una vera e propria occasione per rilassarci dopo i preparativi degli ultimi minuti, che hanno significato lasciare la nostra casa in Italia per iniziare una nuova vita on the road.

Perchè il Marocco
camperlife rivista camperisti vivere in camper progetto stepover maroccoConosciamo molto bene il Marocco, ci siamo stati diverse volte e con diversi mezzi di locomozione. Il paese è grande e offre tantissime possibilità di viaggio per chi ama la storia, il mare, la montagna o il deserto. Il Marocco è un’ottima destinazione per chi si muove in camper, tutte le principali località turistiche sono ben servite con campeggi, a volte anche di ottima qualità. Non ultimo i prezzi sono molto accessibili, il cibo è ottimo e l’ospitalità del popolo marocchino è una garanzia per quanto riguarda il calore e l’attenzione per il turista. Personalmente, amiamo le destinazioni poco frequentate, nonché le aree prettamente desertiche del Marocco, paese che offre la possibilità di ammirare sfaccettature, colori, fauna e flora del Sahara, che va ricordato non sono solo per la sabbia e le dune di Merzouga.

L’inizio del viaggio
Sbarcati a Tangeri passiamo la prima notte ad Asilah, bel villaggio di pescatori arroccato su un affascinante promontorio dove è possibile ammirare la bella Kasbah dalle particolari strette vie affrescate dagli artisti locali. Rigenerati dall’ottimo pesce che è possibile degustare in uno qualsiasi dei tanti ristoranti che si trovano intorno alla vecchia fortezza di Asilah prendiamo la direzione di Midelt, iniziando la nostra traversata del Medio Atlante. La strada sale di quota, si raggiungono altitudini elevate ma l’asfalto è ben mantenuto e quindi non si fatica ad ammirare il paesaggio e godere dell’aria di montagna.

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A pochi chilometri da Midelt ci fermiamo in un campeggio che ci ha ospitato già altre volte, il Timnay (N 32° 45’ 10’’ E 4° 55’ 10’’), uno dei pochi lungo questa strada, ma che ha il vantaggio di avere anche un ottimo ed economico ristorante dove è possibile assaporare il classico Cous Cous Royale. Scendendo in direzione di El Rachidia il panorama cambia completamente, la vegetazione di alta montagna lascia il posto alle rocce e alla terra giallo scuro tipica di questa regione pre-sahariana. Arrivati ad Ar Foud si ha la sensazione di trovarsi su un altro pianeta e per noi significa avvicinarsi al deserto che tanto amiamo. La città di Ar Foud, che è stata anche set del famoso film italiano Marrakech Express, è cambiata negli ultimi anni con il proliferare di ristoranti, negozi di souvenir e tour operator, ma il profumo che si respira è ancora quello dell’antico caravanserraglio, punto di sosta dei carovanieri con i loro dromedari che dovevano affrontare la traversata del deserto. Da qui la tentazione di toccare con mano la sabbia dell’Erg Chebbi è tanta, quindi percorriamo i chilometri che ci separano da Merzouga attraversando delle splendide aree ricche di palmeti sapientemente coltivati dagli abili contadini marocchini.

Verso il deserto
Merzouga è una delle principali mete turistiche del Marocco, a seconda dei periodi dell’anno quella che dovrebbe camperlife rivista camperisti vivere in camper progetto stepover maroccoessere un’oasi abitata da poche decine di persone si trasforma in una febbricitante via di passaggio di feste, colori e veicoli di ogni tipo. Merzouga è un punto di incontro di tanti differenti tipi di viaggiatori, da quelli pronti per correre un Rally a quelli più spartani, che da anni “navigano” le sabbie di mezzo mondo. Qui ognuno trova il suo spazio, la propria sistemazione che può essere tra le dune di sabbia, nell’albergo a quattro stelle o in un ottimo campeggio dotato di docce con acqua calda. Noi effettueremo il giro completo dell’Erg Chebbi, uno dei due veri e propri Erg (deserto di sabbia) del Marocco (l’altro è il Chegaga poco più a Sud). Ci avventureremo in un percorso dedicato a chi guida mezzi capaci di muoversi sulla sabbia e che ci condurrà dalla parte opposta delle dune di Merzouga. In questo luogo sarà possibile godere della solitudine e dei cieli stellati privi dell’inquinamento delle luci artificiali dell’uomo. A Merzouga, per chi optasse per una soluzione di sosta più organizzata rispetto alla nostra, consigliamo il camping Ksar Sania gestito da due bretoni che si sono trasferiti in Marocco qualche anno fa (N 31° 5’ 4.963’’    W 4° 0’ 29.16’’).

Passeggiare nelle gole
Il nostro viaggio prosegue tornando tra i monti dell’Atlante, per raggiungere le imperdibili Gole del Todra, parallele a quelle del Dades, altrettanto affascinanti e di innegabile bellezza per via della particolare strada, ormai da qualche camperlife rivista camperisti vivere in camper progetto stepover maroccoanno asfaltata, che si arrampica sulla montagna dando una perfetta visione dall’alto della ricca e verdeggiante gola sottostante. Il tracciato Rissani-Tinehirm-Boumalne du Dades si può percorrere in un giorno, ma noi consigliamo di prendersela con calma, magari sfruttando l’occasione di ammirare i paesaggi offerti dalle grandi vallate che si presentano al cospetto dell’Alto Atlante. Sia nelle Gole del Todra che in quelle del Dades abbiamo fatto delle lunghe passeggiate all’interno del palmeto, abbiamo parlato con i contadini locali che non hanno esitato a farci scoprire le tradizionali tecniche di irrigazione nonché la complicata arte della fecondazione delle palme da dattero. Le due gole sono collegate da una strada sterrata che tuttavia è percorribile solo da mezzi adatti al fuoristrada e di dimensioni più piccole rispetto a quelle del nostro camion, quindi per questa volta la eviteremo. Le sistemazioni in campeggio non mancano sia al Dades che al Todra, ma non tutte queste sono di buona qualità. Quando ci è capitato di passare da queste parti abbiamo sempre scelto il camping l’Atlas che ha un accesso privilegiato al palmeto del Todra e offre molta ombra per ripararsi dal sole nei momenti più caldi della giornata (N 31° 33’ 15’’ W 5° 35’ 10’’).

La città di Ourzazate
Proseguendo lungo la strada nazionale N°10 ci dirigiamo poi verso Ouarzazate, vera perla dell’Atlante, che con la sua enorme Kasbah si farà amare per i souk dove acquistare tanti prodotti di differente tipo: alimentari, artigianali, cosmetici. Nonostante le dimensioni e l’importanza della città di Ourzazate, le strutture adatte a ricevere i viaggiatori camperlife rivista camperisti vivere in camper progetto stepover maroccoin camper non sono molte. Quelle più vicino al centro sono da evitare per via delle condizioni di semi-abbandono, invece è da preferire il camping Municipale (N 30° 55’ 392’’ W 6° 53’ 202’’): situato un po’ fuori dalla città, offre una sistemazione discreta per passare uno o due giorni in tranquillità. Per raggiungere il centro si potrà usare un taxi, che in dieci minuti conduce alle porte della Kasbah, dove si trovano ristoranti, negozi ed eventualmente qualche mini-market dove rifornirsi di alimenti da portare nel camper. Da Ouarzazate ci troveremo a percorrere la bellissima strada d’alta quota che conduce prima al passo del Tizi-N-Tichka e poi a Marrakech, città famosa in tutto il mondo sia per la bellezza delle sue moschee e dei suoi souk che per la coloratissima piazza Jamee El Fnaa, dove ogni notte vengono camperlife rivista camperisti vivere in camper progetto stepover maroccoallestiti i tradizionali ristoranti di strada. Preparatevi al freddo su questa strada: non è difficile in tutti i momenti dell’anno vedere la neve sul passo del Tizi-N-Tichka che si trova a circa 2300 metri, mentre una volta raggiunta Marrakech è invece facile che faccia caldo anche fuori dal periodo invernale.

Il fascino di Marrakech
Marrakech è una città facile da amare. Ma anche da odiare, se non la si sa prendere per il verso giusto. Città turistica, dove i mercanti hanno la capacità di vendere a prezzi esorbitanti prodotti che altrove vengono pagati come minimo un terzo, è un luogo dove bisogna imparare l’arte della contrattazione, dove bisogna sapersi prendere il tempo giusto per ogni acquisto. Il segreto è non acquistare subito, una volta scelto il vostro prodotto indagate sul prezzo richiesto da diversi venditori e alla fine trattate. Non c’è un prezzo giusto per ogni cosa, l’importante sarà pagare quanto voi ritenete corretto per le vostre tasche. Sono necessari diversi giorni per godersi appieno il fascino di Marrakech e come sempre anche noi questo tempo ce lo prendiamo. Sostiamo al campeggio Le Relais De Marrakech (N 31° 42’ 408’’ W 7° 59’ 407’’) che si trova a qualche chilometro dal centro ma che offre, oltre ad una bella piscina indispensabile quando fa caldo, anche di servizi igienici sempre puliti e personale simpatico e disponibile. Anche in camperlife rivista camperisti vivere in camper progetto stepover maroccoquesto caso è possibile raggiungere il centro con taxi pagando una tariffa fissa equivalente a circa 4 euro a corsa.

Lago, monti e vallate
Il nostro viaggio prosegue in direzione del Lago Bin El Ouidane, che dista da Marrakech circa 200 km. Qui potremo godere di fantastici panorami alpini offerti dalle montagne dell’Alto Atlante. Le sistemazioni organizzate non sono molte, ma i luoghi dove fare campeggio libero in tutta sicurezza non mancano. Il lago offre la possibilità di praticare la pesca ma anche di fare lunghe passeggiate respirando un’aria frizzante e pulita. Dal lago proseguiremo verso la montagna chiamata Cattedrale De Rochers per via della sua caratteristica forma, un luogo raggiungibile percorrendo un centinaio di km di cui un ultimo tratto di circa 30 km su pista sterrata. Procedendo con cautela, il percorso è fattibile con qualunque tipo di veicolo. Ma è bene evitare di percorrerlo in caso di pioggia, perché il terreno potrebbe diventare scivoloso. Da qui la nostra strada prosegue con l’intento di raggiungere la particolare valle dell’Ait Bou Guemes, questa volta su un percorso adatto solo ai veicoli 4x4. La strada sale di quota oltre i 2300 metri e offre una splendida vista dell’Alto Atlante in tutta la sua fierezza. La valle, che prima dell’apertura della pista che oggi la collega a Demnate rimaneva isolata per circa sei mesi all’anno, conserva ancora la sua genuinità dato che il turismo in questo luogo è ancora praticamente assente. È trascorso circa un mese da quando abbiamo messo piede in Marocco e in questo luogo isolato ci fermiamo a pensare sui passi successivi del nostro viaggio, che inizialmente ci vedeva diretti verso Oriente, ma che qui prenderà una svolta differente...

Marocco: le cinque domande più comuni che ci vengono poste

  1. Quando andare? Il Marocco è una destinazione perfetta per tutto l’anno, tuttavia per la sua grande varietà geografica è bene sapere che sull’Alto Atlante d’inverno fa molto freddo e spesso le strade vengono chiuse per neve. D’estate al contrario è da evitare il deserto per via del grande caldo: le temperature diurne possono avvicinarsi ai 50°C e le tempeste di sabbia camperlife rivista camperisti vivere in camper progetto stepover maroccosono frequenti. Infine il mare d’inverno ha un clima mite, ma se volete fare il bagno è meglio scegliere l’estate.
  2. È un paese sicuro? Abbiamo fatto almeno una decina di viaggi in Marocco prima di questo e pertanto possiamo dire che si tratta di un paese sicuro. Non ci sono vere e proprie zone da evitare, se non quelle delle montagne del RIF al confine con l’Algeria, che comunque sono raggiungibili solo a cavallo di un asino.
  3. Quanto tempo è necessario per visitarlo? Anche restando in Marocco sei mesi non si finirebbe di vederlo tutto, tuttavia per visitare ad esempio i luoghi descritti in questo articolo sono sufficienti due settimane. Naturalmente va considerato il tempo necessario per raggiungere Tangeri e per tornare a casa, quindi almeno altri quattro giorni aggiuntivi.
  4. Quanto costa? Il Marocco è un paese economico, il Diesel costa circa 90 Centesimi di euro al litro, mentre per i campeggi spenderete mediamente 10 euro per due persone e un veicolo.
  5. Se succede qualcosa al veicolo potrò ripararlo? I meccanici marocchini sono abili a riparare con pochi attrezzi qualsiasi cosa, certo però se dovesse guastarsi un componente elettronico le cose potrebbero diventare più difficili. Meglio partire con il veicolo in ottime condizioni.

 

Autore: 
Simone Monticelli e Lucia Gambelli
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Data Aggiornamento: 
02-03-2018
Data Pubblicazione: 
02-03-2018