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Sardegna, la costa di Nord Est | Viaggi in camper

Esploriamo con il camper un affascinante territorio fatto di aree marine protette, selvagge dune di sabbia, stagni e fenicotteri rosa: sono le zone costiere intorno ai paesi di San Teodoro, Budoni e Posada in Sardegna. Un’isola che, fuori stagione, non smette di meravigliarci

Sardegna beata per mare e per terra
La stagione estiva sta lentamente volgendo al termine ma il desiderio di mare e di sole non si è ancora placato. Le giornate sono lunghe e tiepide, le temperature ci consentono di fare piacevoli nuotate ma anche di pedalare in bici o di fare escursioni, i prezzi sono ovunque un po’ più bassi. Questo è il momento giusto per partire e andare in Sardegna: a settembre, quando le spiagge pian piano si svuotano, quando la ressa e il frastuono sono echi lontani, quando il clima è spesso gradevole, quando tutto è concesso. Con il camper si possono beatamente esplorare la costa e il primo entroterra, sicuri di non trovare problemi per le soste. Vari parcheggi, a pagamento e affollati in estate, specialmente quelli nei pressi delle spiagge, fuori stagione diventano quasi per magia tranquilli spiazzi gratuiti vista mare.

Una montagna in mezzo al mare
Lasciati alle spalle il porto e la città di Olbia, si imbocca la curvilinea strada costiera 125, l’Orientale Sarda: due strette corsie che, procedendo verso sud, in pochi chilometri attraversano paesi, insediamenti turistici e località balneari. In estate sarebbe un attraversamento faticoso e caotico, fuori stagione è piacevole e lento per scelta. Questo tratto di strada è il primo assaggio della Sardegna e dell’atmosfera che si troveranno in seguito. La strada all’improvviso conduce in vista di una montagna piantata in mezzo al mare: monolitica, squadrata, con pendici a strapiombo.

È l’isola di Tavolara, al centro dell’Area Marina Protetta Tavolara Punta Coda Cavallo, un angolo di Mediterraneo unico per la straordinaria bellezza del paesaggio, per gli aspetti geomorfologici, biologici e ambientali. Fanno parte dell’area tre isole rocciose e impervie (Tavolara, Molara e Molarotto) e la costa fra Capo Ceraso e Cala Finocchio (comprendendo anche Capo Coda Cavallo). È tutto un susseguirsi di insenature, spiagge di finissima sabbia, calette e promontori ricoperti di macchia mediterranea. Famose sono le cosiddette piscine di Molara, squarci di azzurro in un mare blu cobalto, e la spiaggia Spalmatore di Tavolara, unico posto dove l’isola assume un andamento orizzontale. Qui il ristorante Da Tonino (tel. 0789/58570) conserva il ricordo del Re di Tavolara e del regno più piccolo al mondo (www.tavolara.it). L’area protetta, istituita nel 1997, occupa una superficie di mare pari a 15.091 ettari con un’estensione costiera di circa 40 chilometri. Il territorio è suddiviso in Zona A di riserva integrale, Zona B di riserva generale e Zona C di riserva parziale: tre categorie che disciplinano le attività consentite e vietate tra accesso, balneazione, pesca, immersioni, ecc. (www.amptavolara.com). Per raggiungere questo angolo di paradiso si possono noleggiare piccoli gommoni, visto che numerosi sono i punti noleggio sulla costa. Oppure è possibile approfittare delle escursioni organizzate in battello, ugualmente offerte in abbondanza.

Le spiagge e gli stagni retrocostieri
Proseguendo sulla strada 125 si lambisce Cala Brandinchi, una delle spiagge più belle della zona, con finissima sabbia bianca e mare traslucido. Per i suoi colori, per la trasparenza dell’acqua, per i suoi bassi fondali, è chiamata “la piccola Thaiti” e ovviamente in estate è decisamente affollata. La strada prosegue e costeggia uno degli ambienti lagunari più interessanti della costa orientale: lo stagno di San Teodoro (www.stagnodisanteodoro.it). Da ora in poi, fino a Capo Comino, gli stagni retrocostieri saranno una costante del paesaggio. Lo stagno di San Teodoro è un habitat naturale e selvaggio dove si riflette il volo roseo dei fenicotteri e dove numerosi uccelli acquatici trovano riparo. Un vero paradiso per il birdwatching, visitabile grazie ad alcuni percorsi segnati. Lo stagno è appena separato dal mare dal lungo cordone di sabbia de La Cinta, altra famosa spiaggia. Ampia, vellutata, con basse dune modellate dal vento, appare come una lunga falce bianca che anche in alta stagione offre spazio per tutti. Lungo i 37 chilometri di litorale sotto il dominio di San Teodoro, le spiagge si rincorrono fra scogliere granitiche e morbidi arenili. Sono quasi tutte raggiungibili a piedi, comodamente o per mezzo di piccoli sentieri, e sono servite da vari sbocchi al mare. La cittadina di San Teodoro si è sviluppata alla fine del XVII secolo attorno alla chiesa dedicata al martire Teodoro, soldato romano d’oriente. Oggi è una rinomata località balneare che offre servizi di ogni tipo ed è caratterizzata da una forte presenza turistica stagionale concentrata nel periodo estivo.

Un gioiello tra terra e mare
La strada avanza, occhieggiando cale e spiagge incantevoli e, infine, si butta fra le case di Budoni. A cavallo fra la Gallura e le Baronie, Budoni fino a qualche tempo fa era un centro agro-pastorale. Oggi invece è vocato quasi integralmente al turismo ed è dotato di una moderna rete di strutture e servizi. Via Nazionale è la principale strada del paese, sui suoi lati si affacciano botteghe di abbigliamento, articoli per la nautica, oggetti di artigianato e souvenir, prodotti enogastronomici.

Fra le spiagge, la più frequentata è Baia di Budoni, con un mare verde-azzurro: lunga ben 4 chilometri, facilmente raggiungibile e prossima ai parcheggi, si caratterizza per le piccole dune, la pineta, i fondali bassi e la presenza di zone umide retrostanti. Notevole l’ultimo tratto, con la spiaggia di Sant’Anna, lo stagno omonimo e la pineta sul piccolo promontorio che chiude la baia a sud: uno specchio di mare amato dagli appassionati di pesca, immersioni e snorkeling. Da segnalare la presenza di una Fido Beach, dove gli amici a quattro zampe e i loro padroni possono trovare un’oasi di pace riservata. È la spiaggia Li Salineddi e si trova in corrispondenza del promontorio che separa la spiaggia di Li Cuppulati e la prima parte dell’insenatura di Salamaghe, da cui si origina la bella Baia di Budoni. L’accesso è libero ma ci sono semplici regole da rispettare, indicate sul cartello all’ingresso. La caratteristica naturalistica forse più peculiare di Budoni sono i cinque stagni costieri: Li Cucutti, Li Salineddi, Stagno Morto, Sant’Anna e S’Ainu. Piccoli specchi salmastri dove, tra tamerici e giunchi, trovano riparo testuggini e colonie di fenicotteri rosa, aironi bianchi e falchi pescatore. Qui inoltre nidificano tante specie di uccelli, come cormorani, folaghe, pavoncelle e gabbiani reali. Budoni Welcome, la nuova cabina di regia del turismo territoriale del Comune (tel. 0784/844007), organizza escursioni alla scoperta della flora e della fauna, degli scorci più belli e della memoria storica di un territorio che nasconde ogni giorno nuove sorprese.

Il castello, il fiume, il mare
Poco dopo Budoni si apre la fertile pianura disegnata dalle anse del Rio Posada. Il fiume sbocca in mare all’estremità di una lunga e morbida spiaggia ma, prima di terminare il suo viaggio, sembra attardarsi nel suo voler creare zone umide e stagni nella zona retrocostiera del litorale sabbioso. È un ambiente di grande valore naturalistico dove mare, fiume e terra sfumano e si intrecciano fra loro. L’Ufficio Turistico di Posada, situato nel centro storico presso il CEAS Centro di Educazione Ambientale e alla Sostenibilità (tel. 0784/1949588), oltre a informazioni su eventi, servizi e ospitalità locale, propone attività guidate all’aria aperta alla scoperta delle risorse naturali e culturali della zona. In particolare, organizza escursioni in kayak nell’area della foce del Rio Posada e appuntamenti per l’avvistamento e l’osservazione dell’avifauna nelle zone umide. Il centro storico di Posada è avviluppato attorno a uno sperone di roccia: è uno scenografico borgo che conserva l’antica struttura medievale con vicoli tortuosi collegati da ripide scalinate, archi e piccole piazze. Su tutti troneggia il torrione del Castello della Fava, il Casteddu de sa Fae, un nido d’aquila da cui si domina il vastissimo paesaggio della piana e della infinita spiaggia che si estende fino alle località di San Giovanni e La Caletta.

L'orientale sarda verso Capo Comino
La strada Orientale Sarda instancabilmente procede. Seguendola si giunge alla località balneare di Santa Lucia, nel comune di Siniscola. Il borgo è un tranquillo agglomerato di poche case basse dal piglio essenziale e démodé. O forse sarebbe meglio descriverlo come un villaggetto messicano, dominato da una torre aragonese. Una bella pineta può offrire l’ombra per una piacevole sosta.

Chilometro dopo chilometro si arriva al lembo di sabbia e agli scogli più orientali di tutta la Sardegna: quelli di Capo Comino. L’ambiente è selvaggio e di grandi dimensioni. Un incredibile paesaggio di dune impalpabili, cespugli di ginepro e gigli selvatici che fa da contrappunto al granito rosa della scogliera irsuta di macchia mediterranea, su cui vigila ieratico il vecchio faro. La bellezza di queste dune le ha portate a essere palcoscenico ideale di alcune scene del film “Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto”, diretto nel 1974 da Lina Wertmuller, in cui Mariangela Melato e Giancarlo Giannini, naufraghi dispersi, alternativamente si amano e se le danno di santa ragione. Ai piedi del vecchio faro la strada termina, oltre non si va. Una sorta di finis terrae declinata in sardo. Come per i due protagonisti del film, il posto giusto dove far perdere le proprie tracce.

Durata viaggio: circa due settimane
Lunghezza itinerario da Olbia a Capo Comino: circa 65 km

In formazioni utili per il camperista

Per arrivare in camper
Da Olbia si giunge a San Teodoro percorrendo la strada costiera 125, lenta e panoramica. Oppure si può percorrere la veloce strada statale 131/Dir Carlo Felice, in direzione di Nuoro.

Cosa vedere e cosa non perdere
A San Teodoro, presso l’Istituto delle Civiltà del Mare, ha sede il piccolo ma interessante Museo del Mare che espone reperti archeologici rinvenuti nel centro abitato e nelle sue acque, reperti che testimoniano l’interazione delle popolazioni costiere con l’ambiente marino (tel. 0784/866180, via Niuloni 1, www.icimar.it). Il legame con il passato agro-pastorale è invece testimoniato a Budoni dal Museo dello Stazzo e della Civiltà Contadina. All’interno del museo sono stati ricostruiti quelli che erano gli ambienti della tipica casa di una volta, lo stazzo appunto (tel. 340/3198129, piazza Einaudi, www.museodellostazzo.jimdo.com).
Sulla terraferma merita una visita il Castello della Fava di Posada, edificato verso il 1200, di cui rimane visibile l’alto torrione quadrato. Altre antiche torri sono quelle di avvistamento a San Giovanni e a Santa Lucia, del XVII secolo. In mare aperto, da non perdere un tuffo nelle limpide acque dell’Area Marina Protetta di Tavolara.

Dove sostare in camper
San Teodoro: Campeggio Calacavallo, loc. Capo Coda Cavallo, di fronte alle isole Tavolara e Molara, GPS: Lat. 40.843586 – Long. 9.690092. Vari punti sosta nei parcheggi vicino a Cala Brandinchi e nel parcheggio dietro la spiaggia La Cinta.
Budoni: Campeggio Pedra e Cupa, convenzionato con il CamperLife Club, SS 125 Orientale Sarda, GPS: Lat: 40.703237 - Long: 9.716696. Campeggio Sa Marina, S.s 125 km 274,, GPS: Lat: 40.676527 - Long: 9.747669.
Posada: Campeggio Ermosa, loc. Su Tiriarzu,  convenzionato con il Club di CampeLife, apertura stagionale, GPS: Lat: 40.631086 - Long: 9.73915. Punto sosta nel parcheggio della spiaggia di Orville, a nord di Posada, GPS: Lat: 40.652188 - Long: 9.740796.
Siniscola: Camper Service Mazzella con area sosta, Zona Industriale Lotto 25/A,  GPS: Lat: 40.541461 - Long: 9.666546. Punto sosta in loc. Santa Lucia, vicino alla spiaggia, ai margini della bella pineta. Punto sosta nel parcheggio di Capo Comino, nei pressi del ristorante Il Moletto, dove vale la pena fermarsi e assaggiare le specialità di mare e di terra proposte dalla cucina.

Info turistiche
Ufficio Turistico di San Teodoro: piazza Mediterraneo 1, tel. 0784/865767 - 0784/851128, info@santeodoroturismo.it, www.santeodoroturismo.it.
Pro Loco Budoni: via Nazionale 202, tel. 0784/844050, www.prolocobudoni.it.
Ufficio Turismo di Posada: presso il Centro di Educazione Ambientale e alla Sostenibilità di Casa delle Dame, tel. 0784/1949588, ceasposada@tiscali.it, www.comune.posada.nu.it.
Area Marina Protetta Tavolara Punta Coda Cavallo: consorzio gestione, tel. 0789/203013, info@amptavolara.it, www.amptavolara.com.

Avviso ai naviganti
Una buona soluzione con formula camper e piccolo gommone può essere a Budoni con la sosta nel campeggio Sa Marina (vedi sopra per maggiori dettagli), dotato di un approdo naturale con boe e corpi morti e di un piccolo scivolo di alaggio. La distanza dal centro abitato suggerisce l’uso della bicicletta. Nei dintorni, carburante in banchina solo a Porto Ottiolu, frazione di Budoni. La bassa costa è formata da vasti cordoni sabbiosi intervallati da scogli anche affioranti, da considerare con attenzione durante la navigazione.

 

Autore: 
Arianna Mantovani
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Data Aggiornamento: 
07-10-2016
Data Pubblicazione: 
21-09-2016