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Che paura ci sono i botti! | Fido in Camper

I festeggiamenti a fine anno sono per la maggior parte dei nostri amici a quattro zampe una condizione stressante. Vediamo come gestire questo momento rumoroso e spaventoso per loro.

In quasi tutti i Comuni italiani si vietano spettacoli con i fuochi d’artificio o l’esplosione dei  botti ma purtroppo queste regole spesso non vengono rispettate e i cani, con il loro udito decisamente più sviluppato del nostro, vivono delle situazioni davvero insopportabili. Non si tratta solo dei botti ma vale anche per i rumori forti ed i frastuoni dai quali, pur di sottrarsi, i cani tentano la fuga o cercano riparo nascondendosi. Molti proprietari vivono anche loro l’avvicinarsi delle feste di Capodanno con ansia e preoccupazione perché non sanno come gestire Fido e Micio durante questa lunga notte di festa. Per aiutarli potremo “giocare d’anticipo” e qualche settimana prima consultare il nostro medico veterinario o un esperto in comportamento perché possa dirci come e cosa fare in caso di emergenza botti facendo riferimento alle esperienze passate vissute da Fido e Micio.

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Qualche consiglio

Potremmo ad esempio anticipare l’uscita della sera con il cane ad un orario con ancora un po’ di luce per non rischiare che mentre siamo a passeggio vengano sparati dei petardi o botti vicino a noi che spaventino il cane tanto da fargli avere delle brusche reazioni o addirittura tentare la fuga. Se colto alla sprovvista, anche il conduttore esperto potrebbe essere in difficoltà a controllare un cane terrorizzato. Per la gestione invece tra le mura domestiche si possono adottare alcuni accorgimenti come quello di posizionare il tappetino o la cuccia all’interno di una stanza dove il cane o il gatto ama solitamente rilassarsi e dormire. Chiudere porte e finestre con le persiane, accendere la televisione o la radio sono consigli per camuffare e filtrare in parte l’eventuale rumore causato dallo scoppiare dei botti. Molto importante è imparare a leggere i segnali che il nostro amico a quattro zampe ci manda: abbaiare di continuo, essere irrequieti, sporcare in casa, ansimare o tremare sono atteggiamenti di un malessere che non dobbiamo limitare sgridando o punendo il nostro amico. Al contrario dovremo dimostrare un comportamento naturale e non forzarlo ad uscire dal suo nascondiglio nel caso ne avesse trovato uno. Non costringiamolo a  mangiare o a fare qualsiasi attività controvoglia. Potremmo eventualmente tentare di distrarlo con un gioco nuovo ma se non otteniamo la sua attenzione o risposta evitiamo d’insistere, non sempre il cane o gatto in preda alla paura si lascia coinvolgere o toccare. Accarezzarlo troppo potrebbe risultare dannoso perché un’esagerazione di carezze ai loro occhi risulterebbe un rinforzo delle paure e non un sollievo come invece accade per noi umani.

Valide precauzioni

I gatti potrebbero miagolare o leccarsi di continuo e se non sono abituati a stare confinati in casa per aiutarli ricordiamoci magari di munirli di due lettiere. Evitiamo di lasciarli fuori all’aperto perché se spaventati potrebbero fuggire lontano e perdersi. Quando sono impauriti i riferimenti che il gatto solitamente prende quando si allontana per esplorare il territorio circostante la casa vengono meno perché prevale l’istinto di fuggire il più lontano possibile dalla fonte di disagio. Non essendo inoltre obbligatorio fare il microchip al gatto risulterà molto più difficile essere rintracciati se qualcuno lo dovesse trovare. Per il cane invece il microchip è obbligatorio e in parecchie città è richiesto che abbia anche la medaglietta sul collare. Accertarsi in vista del Capodanno che i dati del microchip siano esatti è un buon sistema di prevenzione ai tantissimi casi di perdita e di smarrimento di cani e gatti che purtroppo avvengono a fine anno. Sempre per motivi precauzionali è bene controllare che la rete di recinzione, le porte, le finestre di casa e i cancelli del giardino siano ben chiusi ed antifuga. Prepararci per tempo per cercare di  affrontare ogni spiacevole evenienza ci aiuterà a sentirci più sicuri e non trasmetteremo ulteriore ansia al cane. Gli animali sono molto condizionati dai nostri stati d’animo e sono abituati a leggere le nostre mimiche facciali, le posture e i gesti 24 ore su 24 perché è così che imparano ad assecondarci e a vivere vicino a noi in un ambiente che per loro è tutto tranne che naturale. Noi invece generalmente dedichiamo pochissimo tempo a imparare a capirli e spesso ci ostiniamo a pensare che comprendano tutti i nostri discorsi mentre loro ci insegnano che è sentirsi parte del branco e non essere soli che aiuta ad affrontare le paure. Rispettando la specificità e le esigenze del cane e del gatto riusciremo ad aiutarlo a superare il suo disagio e facendo nostro il suo linguaggio costruiremo quotidianamente le basi per una convivenza felice e serena.

LO SAPEVI CHE…

Il microchip è obbligatorio dal 2008 per l’identificazione e la registrazione dei cani. Si tratta di una capsula piccolissima che viene iniettata sottocute con una siringa particolare. Si posiziona con un rapidissimo intervento indolore e che non richiede anestesia. La capsula ha un codice che permetterà l’immediata identificazione del proprietario del cane tramite l’utilizzo di un lettore scanner che è in dotazione alla Polizia Municipale, ai veterinari della ASL, ai veterinari liberi professionisti e agli accalappiacani.

 

 

Autore: 
Sara Ortolani
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Data Aggiornamento: 
03-01-2019
Data Pubblicazione: 
03-01-2019