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Saloni double-face. Oggi più che mai le fiere espositive sono occasioni importantissime per le imprese per far toccare con mano le innovazioni

Pronti a giocare la partita del futuro ai tempi supplementari concessi dal Coronavirus, il Caravan Salon di Düsseldorf (4-13 settembre) e il Salone di Parma (12-20 settembre), hanno già chiamato all’adunata i grandi big del caravanning con le loro rispettive corti di aziende della componentistica e accessoristica.

Come è subito trapelato, all’appello ha rinunciato in toto il gruppo Erwin Hymer che non parteciperà fino alla fine del 2020 ad alcun evento fieristico, adducendo come motivazione la scelta della salvaguardia della salute di dipendenti, clienti e partner commerciali.

Il gruppo francese Trigano ha invece dato subito la propria adesione, alla luce anche delle mille precauzioni elencate dagli organizzatori. Stando a quanto dichiarato, i due eventi europei si candidano come eventi “Covid-free” grazie a protocolli di sicurezza che non penalizzeranno più di tanto la visita ai vari padiglioni, pur garantendo la dovuta sicurezza.

È anche vero che i principali attori di un salone sono organizzatori ed espositori: soggetti economici per i quali la validità di un evento si basa sulla fredda analisi costi/benefici. È intuitivo che se i primi crescono e i secondi si prospettano meno interessanti, il gioco non vale la candela. Ma non sempre è così. Saloni meno opulenti del solito come questi targati 2020, possono essere comunque attraenti ipotizzando un cliente-visitatore particolarmente motivato all’acquisto. Inoltre, in prospettiva delle prossime edizioni, possono figurarsi addirittura molto appetibili specie per le aziende che mirano a consolidare spazi espositivi e particolari quote di mercato. La collocazione di fine estate delle due manifestazioni, le pone come sempre a crocevia ideale dei consuntivi e delle previsioni di vendita.

Staremo a vedere se, dopo i segnali incoraggianti sul venduto nel mese di maggio che ha segnato l’ingresso nella Fase 2 della pandemia, a Düsseldorf e Parma la ripresa si confermerà veramente sulla giusta rotta. Oggi più che mai le fiere espositive dei nuovi prodotti sono occasioni importantissime per le imprese per far toccare con mano le innovazioni; un momento cruciale dal punto di vista commerciale, ma anche un appuntamento di confronto irrinunciabile di idee, di progetti, di prodotti e di sollecitazioni per i dealer internazionali e per chiunque lavori in questo settore.

Tecnologie come la digitalizzazione, la live web chat, gli eventi on line o i vari social, saranno sempre più un fondamentale alleato della comunicazione, ma non credo possano sostituire del tutto la realtà. Per questo, ribadisco, i saloni sono tappe irrinunciabili per gli operatori del settore, come per i “vacanzieri” che amano la natura, il desiderio di libertà, la voglia di muoversi con un veicolo ricreazionale. Per chi invece ha preferito disertare i saloni - almeno per quest’anno - la scelta di non partecipare lascerà un vuoto importante e necessariamente sarà l’occasione per obbligarli a sperimentare soluzioni di comunicazione alternativa, pur non rinunciando anche a presentazioni “dal vivo” presso le rispettive reti vendita. Quello che è certo è che l’idea di sostituire i saloni con iniziative micro e macro virtuali non regge il confronto, tanto per ribadire che il rapporto diretto con le persone è insostituibile.