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In camper a Tresigallo

 Breve resoconto, semiserio, con annesse considerazioni prettamente  personali, di un viaggio FUORI PORTA....Garibaldi, s'intende da Chioggia...

Meta assai pensata e finalmente raggiunta.
I protagonisti.

Il mezzo è un Laika ecovip4 , su ford transit 2500td del '96, forse datato ma tanto efficiente!
L'equipaggio: L'Abbondia - conducente - la Laura - navigatrice un po’ cecata, e, Gerardina,la canessa.

Quando? ... il 22 gennaio del 2011, era di sabato....
Più di qualcuno potrebbe dire? Doooove? E a far che? E dov’è?
Si trova ai confini con le terre di Romagna , dove ci si perde tra le campagne bonificate da Sua Eccellenza il Duce, dove ci si ritrova, su consiglio della signorina Garmin, accanto ad un manufatto enorme, mostro obsoleto ma ancora vivo, espressione di una archeologia industriale…. e la strada si fa quasi tratturo.

Bene, dopo aver per ben tre volte contraddetto la signorina di cui sopra, con alla mano una santa cartina, si arriva aTresigallo, alla rotonda su cui si affacciano diversi edifici un po’ particolari e il campo sportivo.  
Si capisce subito, dalla scritta e dalla struttura dell’entrata (sembra un portale da arco di trionfo) che questo elemento risale all’epoca fascista. Ma se girate l’occhio un po’ a sinistra e poi, subito dopo, a destra osservando con attenzione la prospettiva, vedrete subito che non solo il campo sportivo risale all’epoca ma anche l’impianto urbanistico.
Fin qua nulla di speciale o di strano, ci sono tanti posti che ancora risentono di quel tipo di architettura razionalista in auge negli anni trenta!!!
Ma QUI è TUTTO ORIGINALE dell’epoca, conservato e ultimamente ben restaurato.

Dalla rotonda su cui si affacciano diversi edifici che fanno da quinte ad una prospettiva monumentale ci dirigiamo al CIMITERO.
Vi chiederete perché.
Vogliamo iniziare la scoperta di questo paese di circa 4500 anime dalla FINE.

L’entrata è scenografica, un lungo viale di cipressi che piegati da un freddo vento sembrano quasi inchinarsi in gesto di ossequio al nostro passaggio.


L’ingresso con un’entrata a tre fornici, elementi simbolo della Santissima Trinità, costringe l’occhio a passare attraverso l’imponente portale di ferro e a osservare, sopra un basamento marmoreo, circondato da un parapetto di ferro battuto sul cui cancelletto di entrata sono presenti due faci fiammeggianti, una colonna bronzea che funge da quinta per lo sguardo che cerca di sfondare, di andare oltre. 
Questa è la tomba-mausoleo di Edmondo Rossoni: colui che volle il suo paese natio RIFONDATO, che volle esser il “pater suae patriae”.

A questo proposito non voglio tediarvi con citazioni di personaggi della storia che si sono “piccati” di essere i rifondatori della patria.
Visitiamo attentamente il cimitero, lindo, con un piano regolatore anche esso, con i contenitori dell’acqua appesi nelle apposite rastrelliere in ordine, linearità spazi ben distribuiti, sembra una vera città dei morti.
Siamo state veramente colpite dalla struttura di questo Camposanto.

Usciamo e decidiamo, col vento che non decideva a scemare, di andare subito nel cuore pulsante della Città Rifondata, piazza della Repubblica: la piazza che viene descritta a ferro di cavallo, ma che un signore anziano a cui chiediamo alcuni riferimenti, ci descrive come fatta a D, cioè in onore del DUCE.
Giusta osservazione: con la via che la chiude (si vede da una foto aerea esposta sotto il porticato, in occasione del restauro di alcuni edifici) la C forma una D.
Incuriosite chiediamo al signore in questione se l’orientamento politico del paese fosse rimasto tale nel corso degli anni, ma l’anziano signore con ironia bonaria, tipica dei romagnoli, ci risponde che “dopo neri son diventati rossi adesso fanno tutti il BUNGA BUNGA” e con una risata lo salutiamo in cerca di un ristorante od osteria, motivo per cui avevamo interpellato il “veceto”.


L’unico ristorante è chiuso ma un’altra piacevole sorpresa ci colpisce: sulla porta c’è scritto che ” il mio cane è benaccetto e solo se il mio cane garantisce per me io posso entrare”.
A questo punto lo stomaco incalza e ci dirigiamo al camper per mangiare vecchi bossolà rimasti come scorta e scambiarci al caldo le prime impressioni di questo paese che ci incuriosisce sempre più. Il resto del paese vi invito a scoprirlo da soli.


 


Testo e immagini di Valeria Busatta 


Autore: 
Redazione CamperLife
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Coordinate: 
Latitudine: 11.894576000000 - Longitudine: 44.817304000000
Data Aggiornamento: 
23-05-2015
Data Pubblicazione: 
14-02-2011