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In camper alla scoperta di Racconigi (Cn), nel Roero piemontese

RACCONIGI (Cn) (vai al sito ufficiale)
Racconigi è una cittadina della provincia di Cuneo che può essere considerata la porta della provincia Granda. La cittadina si trova nella pianura alluvionale che, stretta tra le ultime propaggini delle alpi Cozie e delle colline del Roero, si estende tra Torino e Cuneo. La fama della cittadina in Italia e in Europa è dovuta sicuramente al suo castello sabaudo, patrimonio mondiale dell'UNESCO. Attualmente grazie per l'appunto a questa reale villeggiatura, fa parte del circuito delle terre sabaude.
A fine settecento in un romanzo di un autore murellese Racconigi viene presentata come "...un des plus beaux pays du monde". II settecento fu, infatti, per Racconigi un' epoca di grande splendore, grazie alla ricchezza portata dall'industria serica da un lato e alla cerchia di fedeli attirati dal castello dall' altro.

Il centro abitato è stato eretto su di un altipiano posto ad una altezza che varia tra i 180 e i 400 metri slm. Viene attraversato dal torrente Macra, dal suo tributario Mellea e da numerosi canali . Al confine settentrionale del comune si trova la foce del Macra che confuisce nel Po. La zona è ricca di risorgive e il terreno, tra i piu fertili della provincia, è adatto alla coltivazione intensiva di prodotti cerealicoli. I boschi che un tempo ricoprivano gran parte della campagna sono stati sostituiti da piantagioni di pioppi. Sebbene frutto dell'opera dell'uomo, è notevole il bosco-parco del Castello di Racconigi che si estende per circa 180 ettari con piante autoctone che superano i 150 anni di età.
Il paese, benchè la zona sia abitata già dall'epoca Romana, ha origini medievali ed inizia a svilupparso intorno all'anno 1100 per raggiungere i momenti di massimo splendore intorno alla metà del 1800. Il centro abitato ha subito nei secoli numerose trasformazioni, per far spazio a piazze ed edifici monumentali, ancora oggi esistenti.

Piazza CARLO ALBERTO
Fino al 1831 questa piazza non esisteva: le case di un intero quartiere arrivavano infatti a ridosso dell' attuale cancellata del castello.
Quando Carlo Alberto sali al trono, il castello venne iscritto nelle «Reali Villeggiature» e iniziarono notevoli lavori di ampliamento. Per costruire una piazza scenografica di ingresso al castello, vennero abbattute numerose case e fu costruito in nuovo Palazzo di Città, realizzato in stile neoclassico daII'ing. Reyneri (costruito tra il 1838 e il 1841). II busto del Re dello Statuto (sotto il porticato del municipio) è opera di Giuseppe Dini e venne inaugurato il 27 novembre 1887, contemporaneamente al nuovo ponte sul torrente Maira, anch' esso dedicato a Carlo Alberto. Accanto al busto di Carlo Alberto c'è il busto di Umberto I (ultimo re d'Italia, nato proprio in Racconigi). Al pian terreno una lapide ricorda la visita alla città dello zar Nicola Il, il 23 ottobre 1909 (in quell' occasione era presente anche il primo ministro Giovanni Giolitti).

Piazza VITTORIO EMANUELE II
La piazza assunse l'aspetto attuale tra la fine del '500 e i primi anni del '600 quando alcune tra le famiglie più ricche della città (tra cui anche quelle di imprenditori serici) la scelsero come sede delle loro residenze. Tra queste c'è il Palazzo Maccagno, su cui spiccano le decorazioni murali che ne accrescono il prestigio e l'altana a loggiato ripartita in undici campate da archi a sesto ribassato. Il palazzo alla sinistra, su cui è presente una meridiana, è probabilmente appartenuto nel 1500 ad una famiglia dinasticamente collegata agli Acaja. L'interno delle sale ai primi piani è caratterizzato da soffitti a cassettoni con fregi. Il Palazzo Ferrero, anch'esso da poco ristrutturato, occupa tutto il lato orientale della piazza.

Piazza Vittorio Emanuele II

Sull'ampio cortile interno si affacciano balconate a ballatoio, utilizzate per l'essiccatura del gelso. Il suo doppio loggiato porta alle torri a scala sui piani superiori. La casa Pochettino di Serravalle, oggi in parte sede di una banca, presenta ancora antichi segni delle preesistenti strutture medievali.
Il palazzo Alberti Balegno, sull'angolo tra via A. Spada, l'antica contrada del Pozzo, e via Levis, l'antica contrada dei Servi, ha un bellissimo cortile con portici, doppio loggiato e torre scala a quattro ordini di archi. La sua ristrutturazione è detta a Rococò in quanto tesa ad uniformare esteticamente gli altri edifici. Tutti questi edifici non sono altro che l'accorpamento a edifici medioevali preesistenti; lo testimonia il fatto che tra alcuni di questi esistano ancora oggi delle quintane (intercapedini di circa un metro).

Via SANTA CHIARA

Lungo via Santa Chiara, sulla sinistra, spicca un edificio recentemente restaurato e conosciuto come la Casa del Pozzo. La sua facciata a 'scacchiera' blu e bianca, con raffigurazioni di pesci ed altri simboli è tra le più belle di Racconigi. Essa può essere considerata la Casa più antica della città e conserva ancora, sia all'esterno (cortile verso San Giovanni) che all'interno (soffitto a cassettoni e affreschi) parti della struttura originaria quattrocentesca.

Storia del CASTELLO (visita il sito ufficiale)

Il castello di Racconigi

All'inizio del secolo XIII, Manfredo Il fece innalzare un castello al posto della vecchia casaforte, di pianta quadrata con quattro torri agli angoli, provvisto di fossato e di una cappella. La città fu circondata da mura soltanto nella seconda metà dello stesso secolo. Dopo la morte di Isabella di Villehardouin nel 1625, il duca Carlo Emanuele I, con atto del 5 giugno 16298, fece cessione di Racconigi a suo figlio cadetto Tommaso, primo principe di Savoia Carignano.

Fu Tommaso ad occuparsi per primo della necessità di rimaneggiare il castello, per cui chiese all'ing. militare Carlo Morello di preparare un progetto. Allo stesso tempo fece acquisti di terreni per ingrandire il parco che venne recintato e furono piantati numerosi alberi di gelso ed olmi. Il figlioEmanuele Filiberto si decidesse ad iniziare le opere volute da suo padre nel castello. Nel 1676 il principe di Carignano nominò Guarini insegnante del suo nipote prediletto Luigi Giulio nelle tecniche di fortificazione militare. Emanuele Filiberto non poteva quindi fare a meno, di affidargli la preparazione di un progetto per la "reydificatione" del castello di Racconigi. Il risultato della felice scelta del principe lo si può oggi apprezzare nella facciata Nord, vero gioiello dell'architettura del '600, ammirevole per

Particolare del castello

l'equilibrio, le proporzioni, l'eleganza. G. Guarini iniziò i lavori il 10 novembre 1676 con le demolizioni che giudicò necessarie, tra cui la parte superiore del maschio medievale dove in generale si procedeva alla esecuzione dei prigionieri alloggiati nelle carceri esistenti al pianterreno del castello. Dal maschio furono ricavate più di 270.000 mattoni riciclati dopo, nel resto della costruzione. Sfortunatamente il progetto del maestro non fu totalmente portato a compimento. Posteriormente al suo decesso nel 1683 i lavori continuarono fino al 1688 sotto la direzione di Francesco Baroncello. Tra i disegni dell'architetto (individuabili nella brillante ricerca di A. Lange) figura una scala a collo d'oca destinata all'ingresso della facciata Nord, due scale circolari per l'ingresso di mezzogiorno, ed un cortile d'onore antistante a quest'ultimo che non furono mai completati. Alla stupenda creazione del Guarini, dobbiamo aggiungere un altro fatto di grande importanza riguardante i giardini a Nord del castello.
Contemporaneamente alla preparazione del progetto del Borgogno, il principe chiese all'architetto giardiniere francese Andrè Le Nòtre ,capolavoro dell'architetto è il giardino del castello di Versailles, di eseguire dei disegni per la sistemazione di un giardino che avrebbe occupato l'ampio spazio esistente dinanzi alla facciata Guariniana. Trattamento rigoroso, simmetrico, lineare che, partendo dal castello, si estende verso l'orizzonte.

Gli Appartamenti delle Regine
Sono riaperti al pubblico gli Appartamenti delle Regine: 25 stanze restaurate al II piano del Castello Reale di Racconigi che ritornano al loro splendore originario e vanno ad arricchire il percorso di visita: si offre al visitatore l’opportunità di cogliere l’atmosfera della Residenza Sabauda così come era a partire dagli anni Quaranta dell’Ottocento e fino alla fine della monarchia nel nostro paese con la nascita della Repubblica.

La MARGARIA (vai al sito)
Parallelamente all' ampliamento del castello e del parco si fece evidente la necessità di costruire un edificio destinato a dare alloggio ad un settore del personale impiegato nella Villa Reale: guardie da

caccia, addetti alla mungitura delle mucche toscane e svizzere delle cascine, addetti alla produzione di formaggi, capo giardiniere, ecc ; assieme ad un fienile, le staIle e le scuderie. Pelagio Palagi disegnò il progetto dando alla struttura uno stile neogotico -romantico, aggiungendo una cappella, e preparando la torre destra come "reposoir" della regina.
Il PARCO (
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Il Parco reale di Racconigi, delimitato da un muro lungo 6 Km, ha un'estensione di 170 ettari, pari a circa 446 giornate piemontesi.

Al suo interno un lago di 18 ettari, viali e sentieri per una lunghezza complessiva di 25 Km, canali e costruzioni.Straordinario lo spettacolo dell'autunno, che presenta al visitatore una tavolozza cromatica completa come in pochi altri luoghi. Suggestivo il parco anche d'inverno, quando le nevicate mettono in risalto i tronchi di alberi monumentali e le trame di rami e cespugli. Sorprendente sempre, nei tagli e nell'intonazione, il linguaggio della luce. Gli uccelli abitano la parte più interna del parco, quella lasciata al naturale ciclo vegetati- vo. Vi è una folta colonia di aironi cinerini con garzette, anatre, nibbi bruni, poiane, picchi, fringuelli. Da qualche anno sul Castello e sulla Margaria nidificano le cicogne. Numerosi gli scoiattoli; sono stati avvistati tassi e volpi. Il complesso reale di Racconigi è proprietà dello Stato italiano dal 1980.

Centro delle CICOGNE (vai al sito)
Il Centro LIPU di Racconigi è nato nel 1985 al fine di reintrodurre la Cicogna bianca in Italia. Successivamente si è aggiunto il progetto Anatidi che dal 1989 include il programma per la reintroduzione del gobbo ruggioso. Inoltre nel 1995 il Centro è stato ampliato così che oggi occupa una superficie di 6 ettari, dei quali 2 allagati a palude.

La Cicogna Bianca è un uccello di grandi dimensioni (altezza 1 mt, apertura alare 1,80 mt, peso 3,5 Kg) di colore bianco ad eccezzione delle penne remiganti dell'ala che sono nere, con becco e zampe arancioni. Vive in ambienti aperti come paludi, praterie umide e pianure erbose. È un uccello migratore che nidifica in Europa e Nord Africa, mentre sverna in Africa. Compie questo lungo viaggio, perchè durante il periodo invernale in Europa non troverebbe abbastanza cibo (insetti, anfibi, rettili, pesci, roditori). La cicogna bianca nidifica su alti edifici, comignoli, campanili e tralicci dell'alta tensione. In marzo e aprile depone 4-6 uova e dopo un mese di incubazione schiudono i pulcini, che impiegheranno 3 mesi prima di volare pronti per la prossima migrazione. Estinta come nidificante in Italia dal 1700 per l'eccessiva caccia, per il disturbo ed il saccheggio dei nidi, il progetto della Lipu ha l'intento di ricostruire la popolazione una volta esistente. così grazie all'esperienza ed alla disponibilità di un suo socio - Bruno Vaschetti - nel 1985 arrivarono le prime 10 cicogne donaate dal Centro Svizzero di Altreu. Nella primaveera '86 già la prima coppia nidificava n libertà, dando qundi inizio ad una nuova generazione di cicogne italiane.
La mostra in corso 

I GIORNI DELLO ZAR Dal 6 dicembre 2009 al 21 marzo 2010
Giunta alla sua nona edizione, la rassegna "Racconigi, il Palazzo, il giardino, l'inverno" racconta quest'anno i giorni dell'attesa dello Zar di Russia Nicola II, in visita di stato. Giorni di fermento, di preparativi, di ammodernamenti, pilotati da una grande macchina organizzativa. Il Prefetto del Palazzo del Quirinale, in costante collegamento con il Ministero della Real Casa, coordinava via telegrafo ogni operazione. Arrivavano così le istruzioni per il cerimoniale, le disposizioni per i controlli di sicurezza, partivano ordinativi e commissioni. Racconigi divenne per tre giorni "capitale" d'Italia, al centro delle attenzioni della stampa e della diplomazia dell'Europa e del Mondo. Il visitatore, come nei giorni immediatamente precedenti l'arrivo di Nicola II, scopre il palazzo in pieno fermento. Il telegrafo riceve messaggi; le cucine abbondano di vettovaglie che andranno a comporre i menù delle fatidiche giornate; la servitù, che si affaccenda negli appartamenti, fantastica quel mondo lontano, freddo e pieno di neve da cui giungerà l'ospite. Ospite che, durante il lungo viaggio verso l'Italia, scrivendo alla madre, immagina il paese che lo accoglierà: il caldo, soleggiato e agrumato stereotipo italiano. Non farà caldo e non ci saranno aranci in fiore in ottobre a Racconigi, durante la visita dello Zar. Ma Nicola II descriverà, nelle successive lettere alla madre, l'accoglienza come "graziosissima", il re e la regina ospiti semplici e "discreti", i principini "molto carini".

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Una gita in campagna, la si definirebbe, se non fosse per i momenti storici e di rappresentanza che giustificavano la visita: la firma del Trattato di Racconigi, lo scambio di doni e onorificenze, la serata di gala, rigida nel suo cerimoniale, con il banchetto, cui sedettero 54 personalità, e il concerto, diretto dal Maestro Pietro Mascagni. 

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Come arrivare al castello di Racconigi :
Impostate queste coordinate sul vostro navigatore:N 44.768329 E 7.67562

Per i dettagli su come raggiungere il castello cliccate qui

Per la sosta con i camper

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Materiale tratto dal sito ufficiale del Comune di Racconigi e dal sito ufficiale del Castello Reale di Racconigi

 

Autore: 
Redazione CamperLife
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Data Aggiornamento: 
18-01-2018
Data Pubblicazione: 
09-01-2010