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Alto Adige, in camper!

Viaggio in camper nella terra dove prosperano i gerani

La strada scorre veloce sotto le ruote del camper. All'orizzonte già si profilano le cime delle Dolomiti dove questo viaggio ci sta conducendo. Siamo degli amanti della montagna e questa volta abbiamo voluto barattare i monti del Piemonte con quelli dell'Alto Adige. L'intenzione è di esplorare a fondo questa bellissima regione, sia dal punto di vista naturalistico che storico artistico e di effettuare delle puntate in Austria ed in Svizzera.

Bolzano Piazza Walther camper val pusteria val venosta trentinoNon è la prima volta che visitiamo questi luoghi, ma la loro bellezza è tale che, per noi, è fonte di continuo richiamo. Abbiamo letto in varie occasioni che l'Alto Adige non è, come si può dire, camper friendly. Noi in tanti anni di frequentazione non abbiamo mai avuto questa sensazione o, perlomeno, non ci siamo mai accorti che fosse peggio di altre regioni italiane.
Onde creare una sequenza ottimale di visita , abbiamo programmato tre campi base dai quali, con lo scooter, effettueremo le varie escursioni.
Il primo campo lo stabiliamo a Bolzano nel locale campeggio, dal quale ci muoveremo per visitare la parte meridionale del Sud Tirolo, successivamente ci sposteremo a San Lorenzo di Sebato per la visita della parte orientale e fare delle puntate in Austria. Per finire, ci trasferiremo a Laces da cui ci muoveremo per la zona occidentale e le escursioni in Svizzera.
Sistematici nel campeggio Moosbauer partiamo con lo scooter con destinazione Bolzano. La visita comincia da piazza Walther che potremmo definire il salotto buono della città.
Al suo centro campeggia il monumento dedicato a Walther von der Vogelweide,uno dei maggiori poeti cantastorie tedeschi del medioevo. Nel lato sud ovest trova collocazione il duomo gotico, dedicato alla Santa Maria Assunta, che possiede un tesoro annoverato fra i più ricchi inventari di corredi sacri di epoca barocca dell'area tirolese.

La visita prosegue con gli altri edifici sacri di Bolzano, tra cui bisogna assolutamente menzionare la Chiesa dei Domenicani, la Chiesa e il chiostro dei Cappuccini, la Chiesa dei Francescani ed infine la Chiesetta di San Giovanni in Villa.
Ci inoltriamo ora tra le vie e le piazze del caratteristico centro storico. Cominciamo con via Portici, da sempre una delle più conosciute della città. Cuore pulsante della vita commerciale,è famosa per la sequenza ininterrotta di negozi eleganti e raffinati. Proseguiamo per via Dr.Streiter corrispondente all'antico fossato nord del borgo medievale. Da notare i vecchi banchi in marmo del mercato del pesce. Il nostro girovagare ci porta adesso in via Bottai, famosa per le insegne in ferro battuto ed in via Argentieri su cui si affacciano il Palazzo Mercantile e la Casa Troilo. Continuiamo la passeggiata con vicolo della Mostra, considerata la strada ricca del centro storico sulla quale si possono trovare illustri dimore come il Palazzo Campo Franco e Palazzo Menz e concludiamo con vicolo della Pesa e con piazza delle Erbe, ritenuta con ragione, il cuore pulsante di Bolzano e dove, tutti i giorni, escluso sabato pomeriggio, domenica e festivi, tiene banco il famoso mercato di frutta e verdura coi suoi colori accesi e con la merce disposta in modo tale da sembrare delle sculture.
Non si può terminare la visita della città se prima non si sono visitati i suoi quattro castelli: Castel Roncolo, situato sullo spuntone di roccia all'inizio della Val Sarentino, Castel Mareccio, immerso in un vigneto a due passi dal centro storico, Castel Firmiano in cui Reinhold Messner ha inaugurato nel 2006 il museo della
montagna e Castel Flavon che ospita un ristorante.

San Romedio camper val pusteria val venosta trentino

Bolzano possiede numerosi musei, tutti molto interessanti. Quello che stuzzica maggiormente la curiosità è senza dubbio il Museo Archeologico dove è esposta la mummia di Oetzi l'uomo dei ghiacci, vecchio di 5300 anni, il cui corpo fu rinvenuto sul ghiacciaio del Similaun.
Esaurita la visita del capoluogo altoatesino, giunge l'ora di effettuare la prima escursione fuoriporta. Scegliamo quindi di percorrere la strada dei vini che ci porterà ad esplorare la zona attorno ai villaggi di Appiano e Caldaro. Per complicarci la vita e rendere più interessante la gita, decidiamo di raggiungere la meta scelta attraverso due passi famosi: il passo Palade ed il passo Mendola.
Lasciamo quindi la base di Bolzano con la strada 38 che ci porta
verso Merano. Giunti a Postal o Burgstall in tedesco, la lasciamo per imboccare la 238 che sale ai 1512 m del passo Palade da cui si scende verso il Trentino. Prima di salire al passo della Mendola effettuiamo, tuttavia, una deviazione sulla 43d sino a raggiungere il Santuario di San Romedio.
Posto in una profonda forra in cima ad un picco roccioso, emana un'aura di solennità e di mistero. Il complesso architettonico è formato da cinque chiesette sovrapposte in altezza, edificate in epoche diverse e collegate tra loro da una ripida scalinata. 

Terminata la visita si riprende, in senso inverso la 43d che ci riporta alla strada che sale al passo Mendola a quota 1303 m. Noto centro di villeggiatura, fu frequentato nel XIX secolo dalla corte degli Asburgo.L'architettura delle case e dei palazzi, posti in cima, è infatti, quella tipica della Belle Epoque. Dal passo si possono fare diverse escursioni. Molto bella è quella sul Monte Roen e sul Monte Penegal da cui si ha una vista magnifica sulla valle di Non.
Lanciamo ora lo scooter sulla discesa che ci porta a Caldaro raggiungibile anche con la funivia. Paese essenzialmente vinicolo, è situato al centro di vigneti che producono vini di alto lignaggio. Stiamo parlando di Gewuerztraminer, Lagrein e Cabernet Merlot. Dotato di un centro storico di tipico aspetto altoatesino, offre una piazza dove il turista si può rilassare magari gustando un bicchiere dei vini locali. Nella zona trovano collocazione alcuni castelli senz'altro degni di una visita. Citiamo: Castel Ringberg, Castel Kampan e Castel Sallegg.
La strada dei vini, costeggiando il lago di Caldaro, balneabile da maggio a settembre e su cui è stato recentemente costruito il lido, una moderna struttura balneare con piscina, ci porta a Termeno. Famoso per aver dato il nome al vino Traminer, è un paese dalle strade strette e tortuose che rendono il centro storico particolarmente attraente.
La strada verso il campo base ci porta ad Appiano, conosciuto come il paese dei castelli, tra cui il più noto, è il castello che porta il nome della località. Il comune è formato da ben nove frazioni. San Michele è praticamente il centro ed è dotato di una zona storica caratteristica dove il turista può passeggiare tra negozi e mercati. Appiano è il luogo ideale per ricaricare le batterie dopo una giornata intensa come quella che abbiamo oggi trascorso.

Lasciata la strada dei vini, ritorniamo al nostro camper per preparare l'itinerario del giorno seguente e per un giusto sonno ristoratore.
La giornata di oggi si annuncia impegnativa. Abbiamo infatti in programma un'escursione che ci porterà a valicare alcuni dei passi più significativi di tutto l'Alto Adige. Stiamo parlando del passo di Costalunga, del Passo di San Pellegrino, del Passo Pordoi e, per finire del Passo Sella e tutto a cavallo di uno scooter che, seppur potente, possiede sempre un sellino di dimensioni ridotte. Lascio alla vostra fantasia immaginarne le conseguenze sui nostri quarti posteriori.
Da Bolzano imbocchiamo la statale 12 che lasciamo, dopo pochi chilometri, per prendere la 241 della Val d'Ega. La prima sosta avviene sul lago di Carezza, magnifico bacino alpino incastonato tra fitti boschi di abeti. Le sue acque posseggono dei colori meravigliosi e per questo motivo, nella lingua ladina, viene chiamato il lago dell'arcobaleno. Famosi poi i panorami sul Catinaccio e sul Latemar.
La strada riprende affrontando la salita ai 1745 m del Passo di Costalunga. Giunti in cima, due storici alberghi colpiscono per la loro tradizionale struttura in pietra.
Dopo aver fatto riposare lo scooter e le nostre membra imbocchiamo la discesa che ci porta a Vigo di Fassa dove prendiamo la strada 48 verso Moena che merita una sosta per la cura architettonica degli edifici e per l'eleganza dei negozi. Prendiamo ora la 346 per salire ai 1918 m del Passo di San Pellegrino da cui scendiamo a Falcade, a Concenighe Agordino e a Caprile dove s'imbocca la 641 che ci porta ad ammirare un panorama strepitoso sulla Marmolada e sul lago di Fedaia. A questo punto il buon senso ci direbbe di proseguire sulla strada 641 e di scendere a Canazei evitando così la salita al Pordoi.
Purtroppo noi il buon senso non sappiamo dove stia di casa e quindi decidiamo di ritornare a Caprile dove riprendiamo la 203 che ci porta a Cernadoi per
imboccare la 48 che sale ai 2239 m del Pordoi. Giunti in cima, dopo i doverosi minuti di riposo, prendiamo la funivia che in quattro minuti ci porta al Sass Pordoi con un dislivello di 900 mt.
Passo Sella camper val pusteria val venosta trentinoInutile descrivere i panorami che si possono ammirare dalla cima. Bisogna proprio vederli. Riprendiamo il nostro mezzo di locomozione e scendiamo a Canazei dove una sosta si impone, sia per rilassarci, sia per la visita del grazioso paese, noto centro di villeggiatura.
Affrontiamo ora la salita che ci porta al Passo Sella, ultimo valico che scaleremo nella giornata odierna. Posto a 2240 m di altitudine il passo è un centro di vacanze sia estive che invernali e con il Pordoi è una delle mete più ambite da parte dei ciclisti di tutto il mondo.
A questo punto vorrei fare una considerazione.
Durante
l'ascesa ai passi che abbiamo valicato, abbiamo incontrato una marea di ciclisti che, giunti in cima, sembravano freschi e riposati. Noi abbiamo affrontato le stesse salite, ma con un mezzo a motore e giunti in vetta eravamo stremati. Sarà colpa dell'età?
Scendiamo ora a Selva di Val Gardena. l' ambita meta turistica, sia invernale che estiva, incastonata nel suggestivo paesaggio dolomitico, tra i massicci del Sassolungo, del Puez e del gruppo Sella.
Dopo esserci rilassati in questo luogo d'incanto, inforchiamo il nostro mezzo a due ruote per raggiungere Ortisei e per Ortisei camper val pusteria val venosta trentinoeffettuarne la visita.
Oltre alle tipiche abitazioni ed al suo elegante centro storico, questo lindo paesino possiede una serie di edifici religiosi di tutto rispetto.Da vedere: la Chiesa Parrocchiale di Sant'Ulrico e dell'Epifania del Signore, ricca di statue lignee di artisti locali, la Chiesa di Sant'Antonio,la Chiesa di Sant'Anna e, per finire, la Chiesa di San Giacomo. Prima di lasciare definitivamente la Valle ci fermiamo a Ponte Gardena per la visita del castello denominato Castel Forte. Da vedere assolutamente la biblioteca, la stanza gotica e la sala delle armature con gli affreschi genealogici.
Ora niente ci può più fermare nella nostra discesa a Bolzano e al conforto del nostro camper.
La giornata è stata veramente faticosa e per far passare la stanchezza non esiste niente di meglio che sedersi comodamente (si fa per dire, viste le ore passate sullo scooter ) davanti al veicolo, assaporando un buon bicchiere di vino.
Oggi effettueremo l'ultima escursione utilizzando Bolzano come campo base. La meta è Vipiteno che raggiungeremo attraversando la Val Sarentino e la Valle di Pennes. La strada che utilizzeremo per arrivare a destinazione è la 508 che passa proprio sotto a Castel Mareccio, visitato durante la giornata dedicata al capoluogo altoatesino.
Lontana dalle vie di comunicazione, la Val Sarentino, rappresente un vero e proprio paradiso per chi ama le escursioni in montagna. Un paesaggio intatto, fatto di campi e prati perfettamente tenuti, evidenziano la passione degli agricoltori locali per la propria terra.Le case contadine, perfettamente conservate, testimoniano la cultura per le tradizioni.
La strada prosegue in mezzo ad una natura stupenda. Non c'è una cosa fuori posto, tutto è diligentemente ordinato. Vi sono gerani dappertutto : sui balconi delle case, sulle finestre delle stalle, sulle spallette dei ponti, sui pali dei lampioni, senza parlare poi dei centri abitati che sfoggiano aiuole superbe. Insomma questo è veramente il luogo dove prosperano i gerani.

Vipiteno camper val pusteria val venosta trentinoAffrontiamo ora la salita che ci porta ai 2215 m del Passo di Pennes dal quale scendiamo a picco per raggiungere Vipiteno che andremo ad esplorare dopo aver visitato Castel Tasso. Situato nel comune di Campo di Trens offre al visitatore dei reperti veramente interessanti. Da vedere: la sala Verde con pitture ornamentali, la splendida grata in legno del tardo gotico, una decina di locali in perfetto stato di conservazione e le stube tirolesi risalenti al XII secolo. Sempre a Campo di Trens, trova ubicazione anche Castel Pietra che però, essendo abitato, si può visitare solamente dall'esterno.
Entriamo ora in Vipiteno, splendida cittadina facente parte del circuito dei borghi più belli d'Italia. Molte sono le cose da vedere, ma ciò che per noi è risultato più piacevole è stata la passeggiata lungo la sua via centrale dove si affacciano i più prestigiosi monumenti della città e le eleganti case coronate da merli e ornate
dai bovindi.
Molto piacevole è una sosta nei bar della piazza principale da cui si può osservare la gente, spesso in costume tradizionale, occupata nelle faccende quotidiane.
Da non mancare di visitare la Torre delle Dodici, il Palazzo del Municipio, l'Antica Commenda dell'Ordine Teutonico, la Chiesa Parrocchiale e la Chiesa di Santo Spirito.
Prima di lasciare definitivamente Vipiteno, ci spostiamo a Mareta per visitare Castel Wolfsthurn che, considerato il più bel castello del Tirolo, ospita il museo della caccia e della pesca.

Terminata la visita di questo interessante maniero, ci spostiamo a Stanga, nella valle di Racines, per ammirare le cascate del rio omonimo. Si tratta di un'escursione indimenticabile ed un impressionante spettacolo della natura. Le acque del rio Racines si insinuano, spumeggiando tra altissime pareti, nell'orrido di Gif o dell'imperatore Francesco Giuseppe e precipitano a valle formando numerose cascate su cui, appositi camminamenti, permettono una vista mozzafiato. Prendiamo ora la strada del ritorno che ci porterà a Bolzano. Questa volta scegliamo la numero 44 che passa attraverso il Passo Giovo, posto a 2094 m.
Superato il valico la strada scende verso Merano passando tra i borghi di Tirolo e di Scena, ambedue dotati di un castello. Oggi non li visiteremo poiché dobbiamo raggiungere velocemente il campo base per prepararci per la partenza dell'indomani, quando ci muoveremo, con il camper, verso San Lorenzo di Sebato.
Questa mattina la partenza avviene abbastanza presto perché, prima di imboccare la Val Pusteria, vogliamo effettuare alcune visite. Da Bolzano prendiamo la statale 12 che in circa trenta chilometri ci porta a Chiusa, dove ci fermeremo per visitare il Monastero di Sabiona. Parcheggiato il camper, imiziamo, a piedi, la salita, antica Via Crucis, che ci porta all'edificio conventuale. Considerata la culla spirituale dell'intero Tirolo sin dalla sua fondazione nel XVII secolo, Sabiona costituisce uno dei più antichi monumenti della regione. Oggi la rocca è sede di un convento di clausura di suore benedettine.
Novacella  camper val pusteria val venosta trentinoLa seconda visita della giornata riguarda la città di Bressanone. Molti sono i monumenti offerti al visitatore da questa cittadina, considerata la più antica della contea del Tirolo. La sua fondazione risale infatti al 901. Da vedere, oltre agli edifici religiosi e civili di gran pregio, il caratteristico centro storico, sede di negozi, trattorie e case tipicamente tirolesi ornate dagli immancabili gerani. Riprendiamo la statale n° 12 per fermarsi di lì a poco presso l'Abbazia di Novacella, capolavoro del barocco bavarese. Meritevoli ed interessanti dal punto di vista artistico sono la chiesa, il chiostro, la pinacoteca e la biblioteca. 
Da non trascurare il giardino storico, riaperto al pubblico nel 2004 dopo intensi lavori di restauro. Ancora oggi Novacella si sostiene economicamente con la vendita di prodotti agricoli come erbe aromatiche, frutta e vini di pregio e pertanto gli amanti
dell'enogastronomia potranno trovare, presso l'enoteca dell'abbazia o presso la cantina di mescita, una serie di prodotti enogastreonomici di alto valore aggiunto, sia prodotti localmente, che provenienti da altre abbazie.Riprendiamo il camper e ci trasferiamo velocemente, traffico della Val Pusteria permettendo, a San Lorenzo di Sebato dove ci sistemiamo nel campeggio Wildberg, magistralmente situato in una residenza del XIII secolo. Questo luogo costituirà, per i giorni necessari ad esplorare la parte orientale del Sud Tirolo, la nostra base logistica.Iniziamo la perlustrazione della valle visitando il maniero di Casteldarne che è uno dei pochi castelli, aperti al pubblico, interamente arredati. La stanza più interessante e forse più bella è la sala delle udienze del Principe Vescovo che elesse Casteldarne come sua residenza estiva. Tuttavia, non vanno dimenticati gli appartamenti del secondo piano ed i saloni del primo piano. Insomma, il castello è tutto da vedere.
L'esplorazione prosegue in direzione della statale 12 per la visita al castello di Rodengo.
Eretto nel XII secolo il maniero è in ottimo stato di conservazione e, con il castello di Firmiano, è uno dei più grandi della provincia di Bolzanoed è caratterizzato da una possente architettura fortificata. Gli affreschi, scoperti nel 1972, danno valore al castello in quanto costituiscono i primi esempi artistici medievali d'Europa.
Ritorniamo verso il nostro campeggio per la visita di Brunico. Prima però ci fermiamo a Chienes per ammirare un enorme magazzino dove vengono venduti pregiati articoli di abbigliamento tirolese, primi fra tutti i famosi loden. I prezzi del vestiario sono veramente alti, ma la qualità dei prodotti in vendita è altissima e vale certamente quanto richiesto.
Entriamo ora in Brunico, considerata la perla della Val Pusteria. La cittadina è veramente bella con il suo centro storico su cui si affacciano le case dall'inconfondibile stile tirolese. Una passeggiata lungo la sua via principale, su cui si trovano negozi raffinati, pasticcerie e caffè, ci fa far pace con la vita. Da non dimenticare la salita al castello dove si possono visitare le stanze vescovili e la cappella. Nel 2010 Messner ha ulteriormente dato lustro all'edificio, inaugurando, al suo interno, il quinto museo della montagna.
Con la visita di Brunico concludiamo la giornata pregustando, sin da ora, l'escursione che effettueremo domani e che avrà come meta la cittadina austriaca di Lienz.
Imbocchiamo la statale 49 che è mattino presto. D'altra parte la strada è lunga ed abbiamo in programma diverse visite. La prima fermata la effettuiamo a Monguelfo, dove ci aspetta Castel Welsperg che colpisce per il mastio insolitamente alto.
Facciamo la sosta successiva a Dobbiaco, dove visitiamo il grazioso paese ed il lago omonimo sul quale si snoda un sentiero didattico che fornisce informazioni interessanti sulla flora e sulla fauna del territorio. A Dobbiaco si trova anche la Via Crucis più antica del Tirolo. Composta da cinque cappelle, ha inizio dalla chiesa parrocchiale e si conclude a Lerschach.
Dopo pochi chilometri di strada 49 ci fermiamo nuovamente per visitare San Candido. Dotato di un grazioso centro storico, il paese offre al visitatore una serie di edifici religiosi degni di una visita. Citiamo: la Collegiata, considerato il più importante monumento romanico del Sud Tirolo, la Chiesa del Convento dei Francescani e la Chiesa Parrocchiale di San Michele.
La strada, dopo aver attraversato il confine di Prato alla Drava, si snoda nella curatissima e rilassante campagna austriaca. Attraversiamo villaggi pittoreschi e, seguendo il corso della Drava, giungiamo velocemente a Lienz. Capitale del Tirolo Orientale, la città possiede una buona reputazione come centro culturale. Da giugno a settembre il centro è chiuso al traffico e quindi, solamente accessibile ai pedoni, dando così al visitatore l'opportunità di effettuare passeggiate in pieno relax per ammirare i suoi edifici storici od i suoi negozi. Interessante il castello Bruck che ospita al suo interno il museo della città. Gli amanti dell'archeologia possono visitare, appena fuori Lienz, il sito di Agentum, fondato dai romani e del cui passaggio danno oggi testimonianza i ricchi scavi.
Per il ritorno decidiamo di seguire un'altra strada e al proposito prendiamo la 108 sino a Huben dove giriamo a sinistra sulla provinciale che porta ai 2052 m del Passo Stalle. Giunti in cima ammiriamo un superbo panorama sulla Croda Rossa e sul lago di Anterselva. La discesa verso Brunico avviene su di una strada a senso unico alternato, regolato da un semaforo.
Sono passati alcuni giorni molto impegnativi di vacanza e pertanto decidiamo di trascorrere la giornata odierna all'insegna del relax. Optiamo quindi per un tranquillo pic nic nella valle di Tures e nella valle Aurina. Lo scooter ci porta poco oltre Campo Tures, dove bisogna necessariamente lasciare il mezzo nel parcheggio, appositamente predisposto e proseguire a piedi. La cosa non ci dispiace, anzi ci dà la possibilità di effettuare una bellissima passeggiata lungo il corso dell'Aurino a diretto contatto di una natura magnifica.
Durante il ritorno ci fermiamo a Campo Tures per visitare l'imponente castello che rappresenta una delle più imponenti costruzioni medievali della provincia di Bolzano.
Grazie alla giornata di pieno relax appena trascorsa, oggi ci sentiamo in piena forma ed inforchiamo nuovamente il nostro mezzo a due ruote per un'escursione che ci porterà in alta val Badia. Da San Lorenzo di Sebato prendiamo la strada 244 che, in circa quaranta chilometri, ci porta a Corvara in Badia. Cittadina a vocazione essenzialmente turistica, non offre molto dal punto di vista artistico, ma i panorami e la natura che qui vi si può ammirare, compensano dalla mancanza di monumenti. Terminata la visita, ci lasciamo prendere dal desiderio, sempre presente in noi, di esplorare i passi alpini, Decidiamo quindi di salire, prima, al Passo di Campolongo e, poi, al Passo Gardena che non deludono le nostre aspettative panoramiche. Effettuiamo il ritorno per le stessa strada dell'andata ed, in poco tempo, ci ritroviamo a rilassarci seduti davanti al nostro camper.
Oggi è l'ultimo giorno che trascorreremo in Val Pusteria, domani ci trasferiremo in Val Venosta per la visita del Tirolo occidentale. Optiamo quindi per un escursione poco faticosa e stabiliamo come meta il lago di Braies.

lago di Braies camper val pusteria val venosta trentino

Per raggiungerlo si prende la statale 49 che si lascia a Villabassa per la provinciale che porta al lago. Giunti alla meta, veniamo accolti da acque color smeraldo e da un'incantevole cornice di monti che incoronano il bacino. Ne effettuiamo il periplo immergendoci, a tratti, nel bosco ricco di lamponi selvatici. Smobilitiamo il nostro secondo campo base e ci spostiamo verso la Val Venosta. Per raggiungerla decidiamo di scendere a Bolzano e poi con la strada 38 risalire la valle sino a Laces, meta del nostro terzo campo. Forse, se fossimo passati da Vipiteno e poi dal Passo Giovo, avremmo accorciato la strada, ma viste le dimensioni del nostro camper, abbiamo preferito effettuare un percorso più di respiro, anche se più trafficato.
A Laces ci fermiamo al campeggio omonimo, dove troviamo una comoda piazzola. Approfittiamo del restante pomeriggio per una visita a Silandro, capoluogo della Val Venosta. Molte sono le cose interessanti della cittadina, a cominciare dalla splendida zona pedonale, paradiso di passeggiate rilassanti e dello shopping, per poi proseguire con la visita della Chiesa e della Cappella di San Michele con il campanile più alto del Tirolo ed infine, la Spitalkirche al cui interno si possono ammirare gli affreschi del XIII e del XVI secolo consacrati alla S.S. Trinità. Situato in mezzo ai frutteti che producono le famose mele della Val Venosta, il paese è circondato da uno splendido paesaggio, orlato da romantici villaggi e rocche medievali.La più considerevole è il cosiddetto Castello di Silandro, oggi sede degli uffici giudiziari, ma degno di nota è anche il Castello Schlandersberg, costruito nel XIII secolo e restaurato in questi ultimi anni.
Oggi cominciamo la visita di questa parte dell'Alto Adige affrontando uno, dei forse più impegnativi passi italiani. Stiamo parlando dello Stelvio, un must per ogni appassionato di ciclismo.
La salita è impervia per i mezzi motorizzati, figurarsi per le biciclette. Eppure, durante l'ascesa, abbiamo incrociato una moltitudine di ciclisti che, grondanti sudore, pigiavano sui pedali, incuranti della fatica, al solo scopo di raggiungere la vetta.
Certamente deve essere una soddisfazione poter dire a tutti: io ho scalato lo Stelvio. Io ce lo fatta.  Dopo aver ammirato il superbo panorama sull'Ortles e sul Monte Cristallo, scolliniamo sino a raggiungere, sulla destra, la strada sterrata che ci porta in Svizzera e precisamente a Santa Maria im Muestertal dalla quale scendiamo a Muestair per visitare l'Abbazia Benedettina di San Giovanni con il suo ciclo di affreschi carolingi.
Esaurita la visita, peraltro interessantissima, ci spostiamo a Glorenza, bellissima cittadina medievale. Classificata come uno dei borghi più belli d'Italia, è completamente circondata da mura pressochè intatte e si rivela al visitatore come un gioiello architettonico di cui subito ci si innamora. Tutto della città va visto. Suggestivi portici, cortili interni, case con facciate gotiche, la piazza del mercato con la fontana, gli angoli pittoreschi e i suoi stretti vicoli invitano a una capillare esplorazione.
Oggi scendiamo nella bassa valle e andiamo a visitare Merano, Tirolo e Scena che avevamo trascurato durante l'escursione al Passo Giovo. Tuttavia, prima di raggiungere il fondo valle, facciamo sosta a Castelbello, tristemente famosa per l'incidente ferroviario occorso nell'aprile 2010. Qui visiteremo il castello che troneggia sul paese da un enorme blocco di roccia. Da vedere: la Cappella con i suoi affreschi del XIV secolo e metà XVI secolo, completamente restaurati nel 2001, la vecchia cucina, le sale del palazzo ed il cortile interno. Sempre nel comune di Castelbello trova collocazione il Castello di Juval. Di proprietà di Reinhold Messner, l'edificio ospita il Messner Mountain Museum che espone la più ampia collezione al mondo di cimeli tibetani, una raccolta di maschere dai cinque continenti ed una galleria, su più piani, di quadri di ambiente alpino.
Riprendiamo la strada 38 che lasceremo solamente all'arrivo a Merano. Molte sono le cose da gustare in questa bella città termale dal caratteristico aspetto” Belle Epoque”e viennese. Descrivere tutte le sue bellezze è un compito molto difficile per cui ci asteniamo dal proporre visite specifiche. Diciamo solamente che Merano va vista dedicandole tutto il tempo necessario per una sua visita a fondo. Probabilmente un solo giorno di permanenza non è sufficiente. Bisognerà mettere in conto un'ulteriore visita. Noi l'abbiamo esplorata già parecchie volte ed è per questo che, in questo viaggio, le dedichiamo poco tempo. Tuttavia, un input lo vogliamo dare. Non bisogna assolutamente perdersi il mercato della frutta e verdura coi suoi colori e con i suoi profumi.
Prendiamo ora la strada che costeggia il torrente Passirio e che ci porta a Tirolo. Villaggio molto bello, immerso in un contesto di vigne, ha nel castello la sua peculiarità più importante. Privo di arredi ospita una raccolta culturale di interesse storico, una documentazione della storia provinciale e una esposizione di reperti archeologici.
Proprio di fronte a Tirolo si trova il castello di Scena, edificato al centro dell'omonimo villaggio. All'interno del maniero si possono oggi visitare tutte le stanze fino all'ala privata del proprietario.Si ammirano mobili ed oggetti antichi, pitture ed una collezione di armi risalenti al XII-XIV secolo. Ripuntiamo la prua dello scooter verso l'alta valle facendo prima una sosta nella fabbrica di birra Forst per degustare un bicchiere di quest'ottima bevanda.
Oggi dedichiamo la giornata alle visite naturalistiche. Ci recheremo, infatti, nella Valle Martello e nella Val Senales. 
Cominciamo con la Val Martello che è la più prossima a Laces. Immersa nel Parco Nazionale dello Stelvio è molto rinomata per le sue gustosissime fragole e per le piste di fondo e di biathlon. Tranquillità, aria pura di montagna ed una natura intatta, una fauna ed una flora unica, fanno di questa valle il paradiso degli amanti della montagna.
La Val Senales si raggiunge scendendo sulla 38 sino a Naturno e da qui si prende la strada che porta in alta valle.
La prima tappa la facciamo a Certosa per ammirare il suo complesso claustrale. Parzialmente distrutto da un incendio nel 1924, l'edificio conserva ancora oggi l'antica casa del priore ed i resti delle mura e delle porte del convento. Riprendiamo la strada e raggiungiamo l'abitato di Corteraso da cui parte la funivia del Lazaun che in soli sei minuti porta a 3212 m. Con buona visibilità la vista si estende fino alle Dolomiti, al Massiccio dell'Ortles, il Gruppo di Brenta e lo Zugspitze.
E' l'ultimo giorno di vacanza, domani ritorniamo a casa nostra. Approfittiamo quindi dell'occasione per effettuare un'escursione che ci porterà a visitare due dei monumenti più significativi dell'Alto Adige. Seguendo la strada 38 verso il Passo Resia, troviamo a Sluderno Castel Coira. Il maniero è forse il più interessante tra quelli visti sin'ora. In particolare la sala delle armature raccoglie una delle più ampie collezioni mondiali d'armi.

Abbazia di Santa Maria trentino val pusteria val venostaRiprendiamo la salita verso il passo per fermarci, subito dopo Malles, all'Abbazia di Santa Maria.
Sopra Burgusio, ad un'altezza di 1340 m, svetta il Convento Benedettino più alto d'Europa. Nella solitudine delle montagne, da più di ottocento anni, i monaci conducono una vita monastica secondo la regola di San Benedetto. Da vedere: il portale ad arco a tutto sesto del duecento, l'affresco accanto al portale del settecento, gli affreschi e gli stucchi interni, la cripta, la Chiesa di santo Stefano ed il museo di Monte Maria.
Concludiamo quest'ultima escursione nell'abitato di Resia dove ammiriamo il lago artificiale da cui esce, come un dito puntato verso il cielo, il campanile della Chiesa sommersa.

Come abbiamo detto, con questa giornata finisce il nostro periodo di vacanza in terra alto atesina. Fortunatamente la nostra frequentazione di questa splendida regione non si esaurisce. Molte altre vacanze ci attendono per esplorare ancora più capillarmente il suo territorio. In un nostro precedente resoconto sulla regione bretone abbiamo scritto che non esiste solamente il mal d'Africa, ma anche il mal di Bretagna. Oggi siamo convinti che per noi, mia moglie ed io, esista anche il mal d'Alto Adige.

 

Autore: 
Redazione Camperlife
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Data Aggiornamento: 
20-05-2015
Data Pubblicazione: 
22-07-2011