Come rivestire il pavimento su McLouis Lagan 211

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Paolo vuole ripagare il suo “Mek” dei bei momenti che sa regalare a lui e al resto dell’equipaggio. Per questo si è rimboccato le maniche e ha rifatto in toto la pavimentazione

Premetto che non sono un esperto ma, vista la nostra passione per i viaggi itineranti, cerco di rendere il nostro mezzo il più piacevole possibile. È anche un modo per ripagarlo dei bellissimi momenti che passiamo insieme. Per questo, dopo un fine settimana a Pieve di Ledro in occasione della festa di San Michele, ho promesso a mia moglie e alla mia bimba che avrei provveduto al rifacimento del pavimento del nostro Mek, un McLouis Lagan 211 che abbiamo acquistato l’anno scorso e che, come unico punto negativo, aveva la pavimentazione.

Costi e materiali di lavorazione
Per lo più ho utilizzato strumentazioni già in mio possesso per cui i costi sono stati contenuti. Ho speso in totale 45 euro per i listoni in pvc e 12 euro per i para-spifferi utilizzati come bordo.

Tempi di realizzazione
Poco più di due giorni. Io sono riuscito a portare a termine il lavoro occupando un fine settimana e la mattinata del sabato successivo.

La scelta del materiale
Ho scartato da subito la seppur bella e valida ipotesi del linoleum, poiché volevo proprio un “pavimento”. Sul sito CamperLife ho visto dei lavoretti eseguiti da altri utenti e mi sono innamorato della soluzione con listoni in pvc effetto legno che hanno caratteristiche per me ottimali. Anzitutto sono lavorabili senza l’ausilio di strumentazione professionale, sono già muniti di fondo adesivo (e che adesivo!) e aderiscono perfettamente al già esistente pavimento. Inoltre hanno uno spessore esiguo e trascurabile (1,80 mm) e, al contrario, un’elevata resistenza. In ultimo, ma non meno importante, il colpo d’occhio che danno al veicolo è davvero convincente. Volendo trovare una pecca ai listoni, direi il peso. In negozio all’atto del ritiro quando ho sollevato la confezione da 16 listoni sono rimasto sorpreso. Non pensavo pesassero tanto! Fortunatamente il mio mezzo è abbondantemente sotto la soglia di portata massima, per cui il peso del nuovo pavimento non mi ha preoccupato. Semmai mi ha convinto ad accantonare l’ipotesi di realizzare in seguito un garage, un lavoro che avrebbe cambiato di poco la funzionalità del mezzo ma lo avrebbe appesantito eccessivamente.

Il materiale occorrente
L’installazione dei listelli è tutt’altro che complicata e l’occorrente è ridotto al minimo. Servono un buon paio di forbici, un normalissimo cutter, un righello, un metro, una matita, una base d’appoggio e una riga per il taglio. Al posto di quest’ultima, io ho utilizzato una bolla. Non tanto per controllare la correttezza dell’esecuzione del lavoro (incollerò i listoni sul già esistente pavimento), quanto per avere un valido appoggio per il cutter al fine di eseguire linee decise durante i tagli effettuati. Come mi è stato suggerito, non ho fatto alcun uso di siliconi e mastici vari, che avrebbero solo fatto spessore e creato delle bolle d’aria.

I primi posizionamenti
Per prima cosa ho individuato la zona da cui partire con il primo listone “integro”. Non volevo correre il rischio di procedere in maniera non lineare e ritrovarmi una pavimentazione diagonale rispetto al mobilio: ho individuato il punto proprio sotto al sistema di riscaldamento Truma e, affiancando provvisoriamente diversi listoni simulando il risultato finale, mi sono sincerato che la prima fila aderisse perfettamente ai mobili della cucina. Ho incollato quindi i listoni realizzando il corridoio centrale e ho iniziato la seconda fila con un listone tagliato esattamente a metà: mi è subito piaciuto l’effetto ottico: la superficie, seguendo questo metodo, risultava infatti “sfalsata”. L’unica accortezza da avere è quella di spingere bene il bordo del listone che si sta posando con quello del listone già posizionato, onde evitare fastidiose fessure.

Le pose più delicate
In poco tempo sono arrivato ai primi tagli, i più semplici per la verità, quelli alla fine della cellula verso la cabina. Consiglio di prendere al meglio le misure, di disegnare il taglio sul listone in lavorazione (io ho usato una normalissima penna che ho poi cancellato con una spugnetta umida) e di appoggiare il listone senza scoprire la superficie adesiva per un ulteriore controllo. Se serve, siamo ancora in tempo a rifinire il pezzo con ulteriori ritagli. Se scoprissimo subito la parte adesiva, avremmo in poco tempo le mani ricoperte di collante e il listone posizionato sarebbe impossibile da sollevare per eventuali altre lavorazioni. Ho continuato il lavoro spostandomi dalle corsie centrali verso le pareti del camper incontrando i tagli più impegnativi, come il bordo tondo della doccia.

Qui abbiamo due possibilità: o creiamo una dima di cartone o andiamo “a occhio” molto delicatamente. Io ho creato la dima solo per la zona di entrata a contatto con gli scalini, per tutto il resto ho proceduto con la misurazione: nel caso del bordo stondato ho eseguito prima un taglio triangolare e poi, con pazienza, ho inciso la curva finchè ho ottenuto la misura esatta. Penso che il tempo di realizzazione della dima sarebbe stato lo stesso. Non ho badato al millimetro eventuale tra listone e bordo perché sapevo già che avrei messo una cornice, che avrebbe coperto eventuali piccole imperfezioni. Una volta effettuato questo taglio, gli altri sono risultati più semplici. Sono così arrivato alla zona dei gradini di entrata. Qui la forma da dare al listone era particolare per cui ho preferito procedere con una dima. Ho preso un foglio di carta da sarto trasparente, l’ho steso sulla superficie da ricoprire, ho disegnato la sagoma di cartone correggendo le imperfezioni in eccesso e l’ho riportata sul listone. Per i pezzi più piccoli ho proceduto come per il bordo del bagno, eseguendo tagli diritti e lavorando “di fino”.

Gli ultimi ritocchi
Per ultimo, ho pensato al bordino scartando subito l’ipotesi di un materiale “rigido” poiché, visti i profili da lavorare, non sarebbe risultato un bel lavoro. Leggendo il forum sul sito di CamperLife, ho optato per i para-spifferi per la loro facilità di applicazione, per il colore in tono con l’interno del mezzo e per la loro resistenza a eventuali “scontri” con l’equipaggio. L’unica preoccupazione che avevo era il fissaggio: non ero sicuro che l’adesivo in dotazione tenesse. Mi sono così premunito di graffette, le stesse che si mettono nelle agganciatrici da ufficio. Le ho inserite in punti “tattici” con funzione di fermagli. Sono praticamente invisibili e il risultato sembra tenere bene. Per il bordino degli scalini ho utilizzato anche del mastice (poco, per non sporcare nulla) così da poterli calpestare senza troppi pensieri. Anche qui il risultato sembra ottimo. Soddisfatto del lavoro, sono pronto per nuovi viaggi… con i piedi sul mio nuovo pavimento!

Buoni chilometri a tutti!

 

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Autore: 
Paolo Salzano