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Viaggio in Sardegna

 


Come scoprire in otto giorni l'isola dei nuraghi, i tesori di mare e di terra.


Da una vita mi sentivo rimproverare: "Ma come, non sei mai stato in Sardegna? Il mare più… le spiagge più…".
Dopo tanti viaggi rivolti a esplorare paesi remoti, quest'anno ha prevalso il desiderio di perlustrare le coste della nostra decantata Sardegna, cercando, sempre, di seguire la strada più vicina al mare, bella o brutta che fosse. Lo scopo del viaggio, è stato quello di assorbire l'anima esotica di questa meta turistica evergreen, spesso definita i "tropici d'Italia".
La particolarità che fa anche di questo viaggio una piccola impresa è il poco tempo a disposizione: soltanto 8 giorni. Un tour, certamente, intenso e creativo, vissuto con genuino trasporto da Clelia, Fabio e Giorgio (rispettivamente di 10, 8 e 2 anni), ormai provetti viaggiatori, abilmente diretti da Rosy, la mia eclettica mogliettina.


Un bel giorno, e potrebbe essere d'estate ma anche di primavera o all'inizio dell'autunno, giungiamo puntuali alla dogana marittima di Livorno Galvani, e saliamo sulla nave, già piena di camperisti, in gran parte stranieri. Tra loro numerosi i veterani. Da novizi, ci caratterizza l'entusiasmo. Il mattino seguente, il sole illumina le isole Tavolara e Figarola e attracchiamo al porto di Olbia, il main gate d'ingresso in Sardegna.
Si sbarca in un paesaggio decisamente esotico: ricorda l'Africa o il Medio Oriente. La SS125 verso sud, ci appare in eccellenti condizioni. La segnaletica è chiara, tutto è ben organizzato, pulito.


Da Porto Istana a Porto San Paolo, per noi ha inizio un divertente carosello di spiagge distanti pochi chilometri dalla statale. Tentiamo di classificare, nella memoria, tante differenze dal denominatore comune: un mare splendido con acque cristalline dalle tonalità turchesi, sabbie bianchissime, profumo di mirto e tanto spazio a disposizione, sempre.
E ancora, ginepri plurisecolari, grandi palme e la poesia dei fiori, con molte case ricoperte di bouganville. Unico neo, l'assalto di zanzare all'imbrunire, in prossimità degli stagni.


All'incantevole mezzaluna di Cala Brandinchi, si accede solo dal parcheggio a pagamento, posto a pochi metri dalla battigia. La Cinta (San Teodoro) ci colpisce per vastità e bellezza. A Santa Lucia ci riforniamo d'acqua alla fontana accanto alla caserma dei Carabinieri e a Capo Comino troviamo la costa invasa da foglioline di Poseidonia Oceanica fondamentale nell'equilibrio del nostro mare. Pare che l'odore putrescente di questa pianta faccia bene ai polmoni.
Al km 242, in corrispondenza della Casa Cantoniera, imbocchiamo, a sinistra, la strada sterrata che, in 4 km, ci conduce a un grande stagno secco.Verso Cala Gonone Arriviamo alla sconfinata spiaggia di Berchida, indicata da Legambiente come la più bella d'Italia. Pini e ginepri delimitano l'arenile e dalla sabbia candida e finissima, crescono gigli selvatici, profumatissimi. Altra particolarità del luogo: le singolari sculture di rocce rosa, create dai turisti, sovrapponendo grosse pietre a forma piramidale. A metà pista, di fronte al maneggio, s'incontra un agriturismo con bar-ristorante. All'alba del nostro secondo giorno in Sardegna, facciamo bagno e colazione a Cala Liberotto e prima di avviarci verso Dorgali, oltrepassiamo il breve tunnel dirigendoci verso Cala Gonone in un panorama mozzafiato.Tutta la costa nord dell'Ogliastra è un'isola nell'isola, protetta dal continuo alternarsi di scogliere a picco sul mare, custodi di calette. Una frana sulla litoranea non ci consente di raggiungere il piazzale in cima a Cala Fuili. Allora, scendiamo in una spiaggia attigua fatta di sassolini rossi e bianchi, e l'acqua è limpida a temperatura perfetta. Questa perla della costa orientale, tuttavia, ci appare un po' troppo mercantile. Gli stessi vigili mostrano un atteggiamento poco sardo. Il via vai di battelli, gommoni e motoscafi rombanti corrono in massa a Grotta del Bue Marino, Cala di Luna, Cala Gloritze, Cala Mariolu e verso un'infinità di altre baie da poster. Tutto ciò, c'induce a proseguire il viaggio, prima del previsto.
La linda SS125 s'inerpica agile sulle alture selvagge del Parco Nazionale del Golfo di Orosei, fino al passo di Genna Silana (1017 m). Ora, l'occhio spazia tra valli, crinali e aree boschive, abbellite dalla Paeonia silvestre, raro fiore vermiglio, spontaneo solo in ecosistemi integri. Scendiamo alle scogliere rosse di Arbatax, lungo una via ornata da enormi cespugli di oleandri rossi, rosa, bianchi e gialli, fichi d'india, olivastri, carrube d'arabia e Hibiscus.
A S. Giovanni, sul litorale di Muravera, scopriamo una fontana nella piazzola accanto alla spiaggia, su cui si può pernottare liberamente.


L'isola di Serpentara
Terzo giorno. Dopo aver dormito indisturbati nel centro di Costa Rei, per il bagno delle 7 ci spostiamo nella rotonda del VeraClub, 1 km a sud, con l'immensa spiaggia di facile accesso e in genere meno affollata.
Troviamo un'altra grande spiaggia con un comodo parcheggio sterrato accanto al mare, a Cala Marina, 7 km più avanti. Qui, un giovane camperista ci raccomanda caldamente Cala Pira: proseguiamo per 4 km. Un masso di granito ci indica di girare a sinistra, per una strada polverosa.Siamo in una conca di sabbia bianchissima, guarnita da rocce. Risaliamo, lentamente, la litoranea, con l'isola di Serpentara che ci segue al largo. All'altezza della pizzeria Oleandro, giriamo sotto il ponte per raggiungere i camper parcheggiati in riva alla spiaggia semideserta di Punta Is Molentis, una stupenda serie di calette di sabbia cangiante.
Dai camperisti scopro che la Sardegna ha l'enorme pregio di essere sicura: qui il furto non è di casa. I turisti vanno al mare lasciando aperte le proprie abitazioni e nessuno osa violarle. Ancora una manciata di chilometri ed entriamo nella stazione balneare di Villasimius, dove la graziosa barista del Playa Cafè, ci consiglia Porto Giunco, sulla costa orientale della penisola di Capo Carbonara. Un doveroso sopraluogo, alcune foto e la scoperta di preziosi rifugi ancora intatti, tra cui Porto su Ruxi (Capo Boi) o Cala Regina.
A Cagliari pernottiamo nel recinto del porto turistico, di fronte al parcheggio libero del Santuario di Nostra Signora di Bonaria, risalente al 1326. L'indomani (quarto giorno) alle 7 sostiamo brevemente a Forte Village.
Passiamo, poi, dall'antico centro cartaginese di Chia e proseguiamo per le dune di Porto Campana, un'area comunale da 4 euro al giorno. Il camper, tuttavia, lo lasciamo nello spiazzo gratuito antistante lo stagno di Su Giudeu, e ci godiamo il mare tra dune di sabbia dorata.
Poco oltre la strada termina nel parcheggio (3 euro) della piscina naturale di Cala Cipolla, una delle località più suggestive del litorale di Chia, distante solo qualche minuto di cammino attraverso colline di sabbia rossiccia. Siamo a Capo Spartivento, un tratto di mare molto caro ai surfisti. A metà mattinata ci avviamo a perlustrare la frastagliata 'Costa del Sud', anch'essa vigilata dall'interminabile catena di torri d'avvistamento spagnole, edificate nel XVI secolo. Dall'alto, la vista di barche ormeggiate nei fondali bassi e trasparenti attorno a Capo Malfatano donano l'illusione e il privilegio di vivere l'emozione di una spiaggia tutta per sé.


Lungo la via sostiamo sul bordo di Cala Piscinni, un'ampio arco di sabbia chiarissima, mare verde e una ventina di persone in tutto, perlopiù camperisti. A sinistra la baia confina con l'insenatura di Torre di Piscinni: piccole cale protette da scogli levigati, emergenti dallo specchio d'acqua, come ideati da un cultore di giardini Zen.
Seguiamo per chilometri la recinzione della zona a servitù militare e torniamo sulla costa per visitare Porto Pino, con le suggestive dune sahariane forgiate dai venti del sud: dividono il mare vitreo dai boschi di pini d'Aleppo. La lunga spiaggia si trova presso l'abitato, al termine della lingua di terra tra gli stagni di Maestrale e Brebeis, particolarmente cari agli amanti del birdwatching.
Sull'istmo, che conduce all'antico insediamento fenicio di Sant'Antioco, ci riforniamo d'acqua nel ristorante di Silvana e Benedetto, fonte d'informazioni a raffica mentre ci servono tagliolini all'aragosta, seppie ripiene e ricche porzioni a base di pesce al forno, per 20 euro a testa.


Oggi tutto maialino
Giriamo verso sud e in breve ci troviamo nell'area di sosta del ristorante di Mario e Pinella a Cala Saboni, nella parte occidentale dell'isola. Ogni sera, i due osti cucinano per i camperisti un "menu a tema" al costo di 5-10 euro a testa: "Oggi tutto maialetto, domani tutto pesce spada o gamberoni o agnello; si decide assieme…". E' una piccola spiaggia di arenaria granulosa e sassolini circondata da scogli che rendono l'acqua ancora più limpida.
Torniamo sulla SS126, e ci fermiamo per dare una rapida occhiata alle due grandi spiagge turistiche di Plagemesu e Funtanamare, prima di salire sulla litoranea, lungo la scogliera fino a Masua e al suo scenico attracco di Porto Flavia, davanti all'imponente scoglio chiamato Pan di Zucchero. Da lontano lo scoglio dona l'illusione ottica di essere unito al monte Nai, al quale si accede tramite l'ingresso di una miniera abbandonata che conduce, direttamente, sulle falesie a strapiombo sul mare.
Il recinto per i camper (8 euro) si trova sopra a un lieve promontorio, con discesa alle spiaggette facilitata da una comoda scalinata. Nella caletta a sinistra, una piccola cascata d'acqua dolce funge da doccia naturale per i bagnanti. Il parcheggio è, comunque, fornito di docce, acqua potabile.
Il quinto giorno inizia con un tonico bagno precolazione, una frana ci costrige a girare per Iglesias.
Visitiamo il tempio punico-romano di Antas, ad appena 2 km dalla statale, e a Fluminimaggiore restiamo incantati dai fantasiosi murales di protesta, i cui temi sono la miniera e gli scarichi fognari, con lettere aperte ai sindaci interessati. Qui, ci informano che da Piscinas la strada sterrata non consente ai camper di attraversare il fiume verso la Costa Verde. Ci consoliamo con le dune in prossimità di Porto Palma, riservate, però, ai clienti del centro di equitazione Ala Birdi, in groppa a cavalli sardo-arabi, e di Pistis, una lunga spiaggia delimitata da scogliere di basalto poco a nord di Torre dei Corsari.
Alle 18,30 parcheggiamo accanto al Duomo medievale di Oristano (1288), per una passeggiata nel centro di questa storica città, prima di trasferirci per la notte a S. Giovanni di Sinis, dietro la chiesa paleocristiana (V sec.), accanto ad alcuni altri camper.
Sesto giorno. Di primo mattino visitiamo il magnifico sito archeologico di Tharros, insediamento fondato dai Fenici nell'VIII secolo a.C., divenuto, in età punica (VI sec. a.C.), una delle città più importanti della Sardegna.
Sul promontorio, una scala tortuosa conduce alla cima della torre spagnola, da cui si gode l'intero panorama della penisola di Sinis. Anche le fresche case dei pescatori, ricoperte di erba palustre, sono una vivida testimonianza della Sardegna di un tempo.


Anguille a San Salvatore
Cinque chilometri a settentrione, i venditori d'anguille di San Salvatore ci ricordano il selvaggio West di Sergio Leone. Qui, infatti, è stata ambientata un'intera serie di "spaghetti western", tra i quali Per un pugno di dollari con Clint Eastwood. Nella piazza centrale, rimane solo il saloon, vicino alla chiesa, costruita sopra un famoso pozzo sacro neolitico, adibito al culto delle acque e interamente scolpito nella roccia. Ora, una bella strada ornata da palme nane ci conduce in breve al parcheggio (3 euro per 4 ore; 4 per 24 ore) dell'affollata spiaggia quarzifera di Is Arutas, già occupato da una dozzina di camper. Davanti, l'interminabile distesa di granelli di quarzo traslucidi (è proibito appropriarsene) che scendono in un mare limpido dalle gradazioni turchesi.
Alle spalle si allungano cordoni dunali, coperti da arbusti di macchia mediterranea. Coricato al sole ho raccolto il lamento di un chicco di quarzo: "Da milioni di anni sto qui, nato negli abissi del mare, non portatemi via!"
L'acqua è più fresca, piacevolmente tonificante. Nel caldo del mezzogiorno riaccendiamo il motore e lungo la via sostiamo a Santa Caterina di Pittinuri, delimitata da due torri spagnole in cima a immacolate scogliere calcaree. A poche centinaia di metri, sorge l'antica città romana di Cornus, teatro della cruenta battaglia del 215 a.C.: spense la rivolta sardo-punica.
Proseguendo verso Bosa, a nord. Raggiungiamo la spiaggia, la migliore ci pare quella sul lato nord del fiume Temo. Tuttavia, poco prima di Torre Argentina, notiamo una distesa di camper, "sinonimo di garanzia", in uno spiazzo affacciato sul mare. Siamo a Cumpoltittu, una serie di candide spiaggette circondate da muri di rocce tufacee e vulcaniche, nei quali il vento e il mare hanno scavato piccole grotte e scolpito strane figure. Questo è uno degli ultimi rifugi dell'avvoltoio grifone.


Alghero catalana
Ad Alghero parcheggiamo di fronte al mercato, a pochi passi dal porto, dove antichi bastioni intatti custodiscono la vecchia città d'impronta gotico catalana, bagnata su tre lati dal mare.
Qui si parla un vecchio dialetto catalano e anche i nomi delle vie, dei monumenti, gli orari e i ritmi sono tuttora spagnoli: dopo i Doria di Genova, che nel IX secolo scacciarono gli arabi e la colonizzarono per quasi 250 anni, nel 1353 Alghero divenne una colonia della corona aragonese
Col sole ancora alto, seguiamo il golfo protetto del parco botanico e faunistico di Porto Conte, che ci conduce alla vetta panoramica di Capo Caccia. Ben 656 ripidi gradini scavati nella roccia (escala del cabirol o scala del capriolo) discendono il Promontorio delle Ninfe fino alla Grotta di Nettuno: una serie di spettacolari cavità, corridoi, saloni di stalattiti e limpidi laghetti sotterranei interamente illuminati dalla corrente elettrica. Al tramonto, raggiungiamo il borgo dell'Argentiera, col parcheggio accanto al ristorante, distante un centinaio di metri dalla spiaggia.
Quando entriamo a La Pelosa, nell'estremità nord-occidentale dell'isola, manca poco a mezzanotte. L'unico parcheggio autorizzato ai camper, un desolato spiazzo senza servizi e caro (1,50 euro l'ora e 18 al giorno - gratis dalle 20 alle 8), si trova all'inizio del lungomare accanto all'hotel Roja.
Settimo giorno. Con le prime luci dell'alba mi avvio a perlustrare il luogo e resto perplesso dalla lingua di sabbia che caratterizza questa celebre spiaggia. Il contesto, comunque è straordinario, protetto dai faraglioni di Capo Falcone e dall'isola Piana (donata dalla famiglia Berlinguer allo Stato). Gli fa da degna cornice l'isolotto con la famosa torre aragonese del 1578, raggiungibile a piedi dalla spiaggia, seguendo il guado. Da qui, partono numerose escursioni in catamarano per il parco dell'Asinara (40 euro).
Ci spostiamo a Stintino, l'antico borgo di pescatori genovesi. Proseguiamo per Torre Saline, dove inizia un'interminabile spiaggia Giungiamo a Porto Torres e saliamo alla singolare basilica di S. Gavino (XI sec.), costruita in stile romanico pisano arcaico. Fuori città ci colpisce la bellezza la spaiggia di Balai.
Un rapido sguardo a Platamonia, lido circondato da pinete e dune su cui fioriscono gigli selvatici, vasto arenile, che continua verso est per oltre 15 km, attraverso Marina di Sorso. La litoranea ci regala la veduta d'insieme di Castelsardo, un borgo medioevale pieno di cultura, dominante sul golfo dell'Asinara.
Percorsi 5 km, sulla sinistra, subito dopo il bivio per Sedini, entriamo nella surreale architettura del nuraghe dell'Eni, comunemente noto come nuraghe Su Tesoru, uno dei monumenti della civiltà nuragica, iniziata 1800 anni prima di Cristo. La strada da Olbia fa emerge, con forza, una sostanzia considerazione: la Sardegna è unica, aspra e dolce, depositaria di un'antica cultura pastorale tanto misteriosa quanto affascinante, che la rende incomparabile. Nel tratto di strada successivo, abbondano i caseifici e ne approfittiamo per acquistare formaggi genuini, pecorini e caprini davvero squisiti.
Un'altra spiaggia chilometrica ci attende a Badesi Mare. Quando arriva il mometo dello spuntino pomeridiano a base di pane carasau, ci trasferiamo nel piazzale della spiaggia Rena Bedda di Vignola, accanto al camping Baia Blu. Sulla costa, la piccola chiesa di San Silverio patrono dei pescatori galluresi.
Alla fine di un altro seducente lembo di costa sarda, qualcosa cambia: mentre svoltiamo per scendere a Rena Majori, un gruppo di camperisti ci avverte che "ai camper è vietato l'accesso". Stessa cosa per Rena Bianca, che segue di poco. Noi arriviamo ugualmente a piedi, scendendo una scalinata dalla piazza centrale. Da qui in avanti, "proibito" diventa una parola molto ricorrente. A Santa Teresa di Gallura, i vigili ci fanno girare per tornare all'ingresso dell'abitato, nel parcheggio dietro il distributore Esso. Il piccolo centro marino si è sviluppato su due scogliere e la strada per Capo Testa è troppo stretta, pertanto nei mesi estivi non è consentito il transito ai camper.


Decidiamo di procedere verso altri lidi. D'altronde domani è per noi l'ultimo giorno sull'isola e il tempo stringe. Ceniamo sul promontorio di Porto Pollo, affacciati sull'isola dei Gabbiani e la costa. Il parking è ben visibile a 100 metri dal mare. Puntiamo per Liscia di Vacca, nell'estremità nord della Costa Smeralda. Passiamo la mattinata dell'ottavo ed ultimo giorno in famiglia, negli artefatti Giardini di Porto Cervo, e dopo il pranzo e i saluti seguiamo la bella strada per Portisco e Marinella.
In breve siamo sul lungomare di Golfo Aranci, di fronte all'isola conica di Figarola, abitata da mufloni allo stato brado. Sulla via per Olbia, ormai ubriachi di spiagge, visitiamo Bianca, Baracconi.
Immaginavo che fossero molte le baie, ma non così tante: deserte o affollate che siano. Noi abbiamo girato la Sardegna per conoscerla nei suoi vari aspetti, ma se avessimo scelto di fermarci in un luogo qualsiasi, avremmo ugualmente trascorso una vacanza d'eccezione. Saliamo puntuali a bordo dello stesso "ferry" dell'andata e due ore dopo prendiamo la via del mare, che ci riporterà alla frenesia del continente.


Notizie utili


La sosta


Aree attrezzate (AA) e camper service (CS) indicati in senso orario, come il nostro viaggio:
San Teodoro, CS a pagamento presso depuratore comunale, via Marconi, nord paese dietro spiaggia La Cinta.
Cala Gonone, AA Camper Service Palmasera, viale Bue Marino a 2 km dal centro, aprile-settembre (tel. 078493105).
Santa Maria Navarrese, AA Costa Orientale, loc. Tancau, vicina mare (tel. 0783669354).
Porto Corallo, AA Sosta Camper Turimar, fronte spiaggia (tel. 3281151605).
Muravera, AA sulla SS125 a 4km dal mare, tutto l'anno (tel. 070.9930703; www.camperservice-muravera.it).
Villasimius, AA in loc. Campus, fuori abitato, statale per Cagliari (tel. 3496169104); CS depuratore comunale, acqua in loc. Fontane.
Cagliari, AA Cagliari Park, via Caboni 13, centrale (tel. 070303147; www.campercagliaripark.it).
Pula, CS vicino rovine Nora. Chia (Domus de Maria), AA loc. Spartivento, recinto vicino mare, market e ristorante, aprile-settembre (tel. 0709230043).
Sant'Antioco, CS ingresso abitato, presso distributore.
Nebida, AA Coop. Nuova Miniera, strada costiera per Masua, no elettricità, apertura annuale (tel. 3392736246).
Buggerru, CS parch. Comunale, pagamento. vicino mare.
Oristano, AA parcheggio stadio Tharros, via Dorando Preti, vicino centro, acqua e pozzetto gratuiti, contattare Ass. Camperisti Nord Sardegna (tel. 079292393).
Bosa, AA loc. S'Abba Druche, 4km dopo l'abitato, direzione Alghero, a ridosso spiaggia, estivo (tel. 070670512).
Torre Argentina, AA Coop. Costa Blu, 7km da Bosa, litoranea per Alghero (tel. 3687045001).
Alghero, AA Park Paradise, loc. Le Bombarde, a nord centro, ombra, bar-rist., estivo (tel. 079936033).
Fertilia, AA I Platani, loc. Arenosu, km 32,500 della SS291, 6km da Alghero e 1.5km dal mare, navetta, area verde, piscina, mini-golf, tutto l'anno (tel. 079930335).
Capo dell'Argentiera, CS, parch. Accanto ristorante, 100m spiaggia.
Pozzo San Nicola, AA La Pineta, loc. Nodigheddu, provinciale per Stintino, accanto al rist. La Perla del Golfo (tel. 34708811433).
La Pelosa, parch. Comunale, pagamento, accanto Hotel Roja, no servizi, pernot. consentito.
Platamonia, AA Campsite al km 13 della SP81, a 200m spiaggia, aprile-settembre (tel. 079233082). Sorso Marina, AA Camping Li Nibari, annuale (tel. 079310303).
Vignola Mare, AA Camping Ecologico Marina delle Rose a 2km paese, 30 metri spiaggia, tutto l'anno (tel. 079602090).
Palau, parch. Centrale, pagamento, divieto altrove.
Porto Pollo, AA via principale, 100m dal mare.
Porto Cervo, parch. lungomare e passeggiata.
Porto Rotondo, parking sterrato, 500m paese.
Golfo Aranci, spiazzo pizzeria, acqua, 1km oltre il paese.


Informazioni
Esit (Ente sardo industrie turismo), tel. 07060231, www.esit.net.
Enti Regionali Autonomi di Soggiorno e Turismo, www.sitos.regione.sardegna.it


Spese trasporti
Moby Rider, camping on board notturno, AR 343,00euro
Diesel per 1373 km di Sardegna (media di 171 km al giorno) 190,00 €


 


Autore: 
Rosy
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