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Romania, una piacevole sorpresa

Giorno 03 agosto -Gorizia – Siofok.


Il nostro viaggio inizia a Gorizia al confine con la Slovenia. Già la sera precedente abbiamo incontrato i nostri compagni di viaggio ed il coordinatore Fabio di Rotta360, il Tour Operator al quale ci siamo affidati per intraprendere questa avventura in camper. Avendo acquistato la vignetta partiamo velocemente direzione Lubiana. L’autostrada è scorrevole ed il poco traffico presente consente di mantenere una discreta media oraria. Soste per relax e rifornimenti di gasolio interrompono la monotonia di questa prima tappa percorsa tutta in autostrada. L’ultima sosta consente l’acquisto della tassa autostradale ungherese. Sulle onde radio che collegano i nostri CB si alternano informazioni sulla strada, commenti e battute. E’ così che all’improvviso davanti a noi compare il lago Balaton. L’autostrada costeggia questa enorme distesa d’acqua sino a Siofok dove raggiungiamo il campeggio sul bordo del lago. Accediamo facilmente e prendiamo posizione nelle piazzole prenotate. Mentre il capogruppo disbriga le classiche formalità, ci prepariamo per il pomeriggio di sole e bagni. Parecchi turisti affollano le sponde del lago, importante località di villeggiatura non solo per gli ungheresi. Il lago con la sua lunghezza di 79 km per una larghezza di 13, ha una profondità media di circa 3 metri. Per poter nuotare occorre spostarsi  molto distante dalla riva. La cena ci raccoglie attorno ai tavolini da campeggio sistemati a comporre una lunga tavolata. Sarà la prima delle tante cene che condivideremo nel corso di questa vacanza.


Giorno 04 agosto – Siofok – Timisoara.


Anche oggi una lunga tappa di trasferimento, ripresa l’autostrada puntiamo con i nostri camper in direzione Budapest  per poi deviare a sud prima dell’ingresso nella capitale, raggiungendo la località di frontiera di Cenad. Siamo finalmente in Romania, anche qui paghiamo la “rovinieta”, tassa obbligatoria per poter percorrere le strade rumene. Regoliamo i nostri orologi portando le lancette avanti di un’ora.


Attraversiamo piccoli centri urbani dall’aria povera, poi grandi fabbriche dai nomi italiani, una delocalizzazione a favore dell’economia rumena. Le strade sono in buone condizioni a differenza delle aspettative e presto siamo a Timisoara, capitale della regione del Banato ed importante centro industriale con un percorso storico importante. La tappa odierna si conclude al campeggio posto nella periferia cittadina. Dopo cena partiamo in taxi per una visita serale del centro storico di Timisoara dove possiamo cambiare qualche Euro con la moneta locale. Lasciamo i taxi in prossimità della zona pedonale del centro storico e raggiungiamo Piazza Unirii con preziosi edifici in stile barocco, poi Piazza della Libertà ed infine Piazza della Vittoria con il bellissimo teatro. Da qui un’ottima prospettiva notturna sulla Cattedrale ortodossa. Questo è anche il luogo della vita serale di Timisoara, locali affollati e famiglie al passeggio vivacizzano la caldissima serata che ci invita ad assaggiare un buon gelato.


Il rientro in taxi al campeggio chiude la nostra prima giornata in Romania.


Giorno 05 agosto – Timisoara – Hundeoara - Alba Iulia.


La prima tappa di oggi ci conduce a Hundeoara per visitre il castello Carvinilor. Facciamo così il nostro ingresso nella regione della Transilvania, nome derivato dall’espressione latina “oltre la foresta”, regione ricca di fortezze medievali, città fortificate edificate nel periodo sassone, ma anche conosciuta per la fantasia dello scrittore Bram Stoker che ha scelto questo territorio per l’ambientazione del suo romanzo sul Conte Dracula. Il castello Corvinilor presenta esternamente la sua massiccia struttura. L’accesso avviene attraverso un lungo ponte in pietra e legno che rende l’aspetto esterno del castello ancora più spettacolare. Dalla corte interna si accede ai vari saloni e torri, la struttura nel suo complesso è uno dei migliori esempi di architettura gotico-medievale della Romania. Purtroppo gli ambienti interni non sono paragonabili alla maestosità della struttura esterna. I saloni sono vuoti e pochi oggetti di scarso valore sono stati inseriti in epoca recente.


Dopo pranzo lasciamo Hundeoara per recarci ad Alba Iulia, città considerata la capitale spirituale della Romania, fondata dai romani nel II secolo con il nome di “Apulum”. Entriamo nella cittadella fortificata attraversando il recinto di mura a forma di stella con sette punte, composta da 7 bastioni e 6 porte di accesso fu progettata dall'architetto italiano Giovanni Morando Visconti.


La Cittadella è molto ben conservata, l’area è pedonale ed è un piacere camminare tra ampie piazze dalle quali si ergono ricchi palazzi e Cattedrali. Tra i tanti meritano Il Palazzo Vescovile, La Cattedrale della Riunificazione in stile greco-ortodosso che unisce in sé elementi dell'architettura valacca e moldava con  il suo alto campanile alto 58 metri e la Cattedrale romano cattolica: l'edificio più importante dell'architettura medievale della città.


Non essendoci campeggi in Alba Iulia, per la sosta notturna siamo ospiti di un albergo nelle vicinanze: accordi già presi in precedenza prima della nostra partenza con Rotta360. L’ambiente è molto bello, anche se la sosta notturna è sul parcheggio dell’hotel, ci vengono offerti delle camere per l’utilizzo delle docce e servizi igienici e l’utilizzo della piscina esterna dove possiamo rinfrescarci al termine di una giornata afosa. Non possiamo chiudere questa bellissima giornata se non con un’ottima ed abbondante cena con grigliata di carne a bordo piscina.


Giorno 6 agosto – Alba Iulia – Salina Turda – Sighisoara.


Lasciamo Alba Iulia e in mattinata siamo a Turda, parcheggiamo i nostri camper per salire alla miniera di sale con taxi offerti dall’organizzazione.


La miniera, nota dai tempi dei romani, venne ceduta ai capi della Chiesa cattolica della Transilvania nel tredicesimo secolo, e soltanto a partire da quell’epoca compare in documenti ufficiali.


Le saline restarono in attività sino al 1932, vennero poi utilizzate come rifugio antiaereo durante la seconda guerra mondiale. Solo da pochi anni l’area è stata trasformata in museo. L’ingresso avviene tramite un lungo corridoio scavato nel sale che conduce alla parte museale con diverse stanze dove vengono illustrate le tecniche di estrazione. Da qui accediamo alla parte superiore della Miniera Rodolfo. Siamo a 40 metri di altezza dal fondo di questa enorme caverna, dall’alto lo spettacolo è impressionante e mostra tutta la sua grandezza. Possiamo accedere alla parte inferiore di questa prima camera tramite ascensore o scale in legno. Siamo meravigliati dagli enormi spazi dove sono stati allestiti un piccolo centro sportivo, un anfiteatro, un parco giochi con campo da bowling, e persino una ruota panoramica. Ma non è finita, notiamo una balconata dalla quale possiamo affacciarci per scoprire una seconda grande camera chiamata Miniera Teresa. Diverse decine di metri sotto i nostri piedi osserviamo un laghetto con piccole barche a remi. Scendiamo sino al fondo della miniera attraverso anguste scale in legno. Siamo affascinati dalle stalattiti di sale e dalle colorazioni delle pareti causate delle ombre di nero, grigio e ambra.


Terminata la visita riprendiamo la marcia per Sighisoara, la strada è ottima e ci permette di raggiungere la meta in prima serata.


Il nostro campeggio è proprio nel centro della cittadina. Ha anche al suo interno una piscina aperta durante il giorno a clienti esterni. Sistemati i nostri camper prepariamo la cena comune utilizzando le strutture del piccolo bar. Serata all’insegna dell’allegria pregustando la visita di Sighisoara dell’indomani.


Giorno 7 agosto – Sighisoara.


Raggiungiamo a piedi la cittadella fondata dai Sassoni nel 12 ° secolo ed oggi uno dei più bei borghi medievali e meglio conservati in Europa, tanto da essere dichiarata Patrimonio dell' Umanità dall' UNESCO.  Altra sua caratteristica è aver dato i natali a Vlad Dracula, noto anche come Vlad Tepes (Vlad l'Impalatore), divenuto famoso grazie ai romanzi del conte Dracula. La sua abitazione è ora diventata un ristorante che accoglie molti turisti e curiosi al suo interno. Dalla piazza principale della cittadella, Piata Cetatii, si affaccia la Torre dell'Orologio, chiamata anche Torre del Consiglio poiché ospitava le assemblee cittadine e risalente al 1676.  Raggiungiamo tramite la “scalinata degli studenti”: percorso con gradini in pietra coperto da una struttura in legno, la parte più alta del borgo per visitare “La Chiesa sulla Collina”, dedicata a San Nicola ed eretta sui resti di un’antica Chiesa romana del duecento.


Visitiamo la Chiesa del Monastero in stile barocco per poi passeggiare lungo le vie del centro fiancheggiate da antichi edifici dai colori vivaci. Tutto l’insieme rende l’aspetto di questo borgo vivace e gradevole. Sostiamo in uno dei locali che si affacciano su Piazza Cetatii gustandoci l’aria rilassante. Rientriamo in campeggio per pranzo trascorrendo il resto della giornata a bordo piscina sotto un sole cocente. In serata, con parte del gruppo risaliamo al centro storico per cena. Naturalmente da bravi turisti scegliamo il locale sito nella vecchia casa di Dracula.


Giorno 8 agosto – sighisoara – Biertan – Medias – Sibiu.


Come tutte le mattine iniziamo presto i preparativi per la partenza, desiderosi di visitare nuove mete.


La strada è in buone condizioni e presto lasciamo l’arteria principale per deviare lungo il tracciato di pochi chilometri che ci conduce a Biertan. Visitiamo la prima delle Chiese fortificate e tra le più importanti, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 1993.


La Chiesa è protetta da tre livelli concentrici di mura difensive con un’altezza di 35 metri. Anche se il complesso non è tra i meglio conservati, si può valutare l’imponenza della struttura che si erige al centro del piccolo paese. Il fulcro è la chiesa a tre navate edificata  tra il 1495 e il 1516 in stile tardo gotico con elementi rinascimentali e barocchi, ma le sue principale caratteristiche sono la porta di legno della sacrestia, costruita nel 1515 con un particolare sistema di serratura ed il più grande altare ligneo della Transilvania.


Ritorniamo sui nostri passi sino alla strada principale dove dirigiamo i nostri camper verso Medias che prese il nome da “Per Medias” (città al bivio) nel periodo di occupazione romana.


Abbiamo tutto il tempo per visitare la chiesa fortificata di Santa Margherita, recarci per acquisti al locale mercato dalle decine di bancarelle di frutta coloratissime e passeggiare nella grande piazza circondata da edifici dai colori vivaci prima del pranzo e di riprendere il nostro cammino.


Nel primo pomeriggio entriamo nella città di Sibiu. Notiamo subito l’importanza turistica di questa città, sviluppatasi nel periodo commerciale tra oriente e occidente, dall’alto numero di turisti che percorrono le sue piazze e vie del centro storico. A ragione Sibiu è stata eletta nel 2007 Capitale europea della Cultura. Ognuna delle tre piazze della città alta raccoglie edifici di pregio: in Piata Mare (piazza Grande) sorge la Chiesa romano-cattolica in stile barocco, la torre del consiglio e Palazzo Brukental con il museo d’arte moderna più importante della Romania ed il museo di storia nazionale, Piata Mica o Piazza Piccola è ricca di negozi e bar, mentre in Piazza Huet si erge la Cattedrale evangelica. Passeggiamo tra monumenti ed antichi palazzi, attraversiamo il “Ponte delle bugie” : il primo ponte in ferro della Romania dove una leggenda racconta che su questo ponte le giovani coppie dichiaravano il loro amore. Il nostro gruppo si divide in base agli interessi personali, noi ne approfittiamo per passeggiare lungo la via pedonale Nicolae Balcescu, ricca di negozi ed antichi palazzi. Scendiamo nella pare bassa della città per ammirare quanto resta dei vecchi bastioni che cingevano la cittadella.


Ma è ora di lasciare questa bellissima località e ricomposto il gruppo ci mettiamo in marcia per raggiungere il campeggio a qualche chilometro da Sibiu ed immerso nelle colline di questo bel territorio. Il campeggio è spartano, molto affollato da gruppi provenienti da ogni nazionalità per l’interesse di questa regione, e con quell’atmosfera rilassante che si può assimilare in campagna. La temperatura dovuta all’altitudine non invoglia a cenare all’aperto, ma come oramai d’abitudine non possiamo rinunciare ad una bicchierata comune prima di recarci a dormire.


Giorno 9 agosto – Sibiu – Fagaras - Prejmer – Bran.


La prima sosta di oggi ci porta a Fagaras dove visitiamo le fortezza costruita nel 1310.  Nel XVII secolo, abbandonati gli scopi difensivi, fu trasformata in una sontuosa residenza dei principi della Transilvania. Con l’occupazione dell’esercito austriaco, iniziò ad essere utilizzata a fini militari. Nel corso della storia passò all’ esercito rumeno sino ad essere trasformata in carcere duro per detenuti politici nel periodo comunista. E’ costituita da un edificio centrale circondato da alte mura con cinque torri. Il largo fossato tutt’oggi colmo di acqua rendeva difficile l’accesso. Ora piccole barche per turisti navigano nelle acque del fossato. Accediamo dal ponte levatoio sino all’ampia corte interna. Nelle sale interne del palazzo ben ristrutturate è stato allestito un museo che visitiamo con interesse. Percorriamo il perimetro interno delle mura prima di ritornare ai nostri camper.


La strada panoramica sale lungo i rilievi montani in mezzo ad una ricca vegetazione. Velocemente raggiungiamo Brasov, continuiamo il nostro cammino per raggiungere il villaggio di Prejmer per visitare la più grande Chiesa fortificata d'Europa sud-orientale, anch’essa inserita nel Patrimonio dell’UNESCO. Costruita dai cavalieri Teutonici nel 1212-1213 è stata completata nel 1225 e successivamente adattata allo stile cistercense. Da un stretta galleria a volta accediamo all’area interna superando le spesse mura di 12 metri di altezza. Siamo impressionati dall’architettura di questa struttura con la piccola Chiesa posta al centro e le 272 celle che furono costruite per ospitare gli abitanti del villaggio in caso di pericolo: ogni famiglia del  villaggio aveva una camera designata per ripararsi in caso di attacco. Le camere sono disposte su 4 piani ed accessibili tramite scale e ballatoi in legno. Accediamo alla piccola Chiesa, spoglia, ma suggestiva, entriamo nelle piccole celle salendo nei meandri della struttura difensiva attraverso strette scale in pietra o legno, prima di visitare il piccolo museo dove sono esposti utensili e costumi dell’epoca.


Ora ci aspetta l’ultimo tratto di strada per raggiungere Bran dove alloggiamo al Vampire Camping, giusto in tema dato che stiamo entrando nella leggenda di Dracula e nel luogo dove nacque la sua fama.


Iniziamo i preparativi per la grigliata di carne che avevamo programmato per la serata. Si accendono le griglie ed ognuno di noi si dedica ai propri compiti per questa grande cena comune.


Giorno 10 agosto – Bran – Brasov – Rasnov – Bran.


Il clima mattutino ci ricorda che siamo a circa 700 metri di altitudine, ce ne accorgiamo quando usciti dai nostri camper respiriamo l’aria frizzante. Su consiglio del coordinatore decidiamo di lasciare alcuni veicoli in campeggio dato che l’itinerario di oggi prevede il rientro al campeggio per la sera. Ci raccogliamo sulla metà dei veicoli e partiamo in direzione Brasov, la principale città della Transilvania per importanza culturale e commerciale. Fondata dai cavalieri teutonici nel 1211 e fortificata dai Sassoni. Saliamo sino Piazza Sfatului, ampia e circondata da ricchi edifici in stile barocco molto ben ristrutturati e decorati. Al centro della piazza l’imponente ex palazzo amministrativo ora divenuto museo di storia. Camminiamo sino alla Porta di Caterina eretta di fronte al quartiere di Nord Ovest con le caratteristiche quattro torri e costruita in stile rinascimentale. Aveva questo nome durante il Medioevo e fino al 1820 fu l'unico accesso verso il quartiere Schei di Brasov.


Lasciata Brasov ci portiamo a Rasnov dove saliamo sulla cima della collina per visitare la cittadella fortificata, importante punto difensivo del territorio grazie alla sua posizione. Fu costruita nel 1215 dai cavalieri teutonici per mezzo di un accordo tra i sassoni ed il Papa. Finalmente, dopo qualche minuti di attesa riusciamo a parcheggiare i nostri veicoli dato che tutti i parcheggi sono presi d’assalto dalle moltitudini di turisti. Dato il caldo ed i circa due chilometri di strada pedonale in salita che porta all’ingresso della fortezza, decidiamo di usufruire della “navetta”: un trattore alla quale è agganciato un carro con aggiunta di sedili.


Dopo aver attraversato le possenti mura all’ingresso principale, ci rendiamo conto che poco è stato conservato. Anche la piccola collina esistente all’ingresso e sulla quale era edificata una piccola Chiesa, venne distrutta durante le opere di restauro eseguite tra il 2000 e il 2008. La posizione della Chiesa è segnalata da un perimetro di rocce che indica la posizione originale.


Gli edifici meglio ristrutturati sono stati trasformati in negozi di souvenirs che deturpano a nostro giudizio l’originalità della struttura. Dall’alto però si gode una bella panoramica della vallata e dei campi sottostanti.


Ma ora abbiamo appuntamento con la visita più attesa della giornata: il castello di Bran, meglio conosciuto come castello di Dracula. Rientriamo al campeggio e parcheggiati i nostri veicoli, con l’ausilio di taxi ci rechiamo al centro del piccolo abitato di Bran dove, sulla vicina altura, vi è la fortezza più famosa e visitata della Transilvania. In origine il castello venne costruito come posto di guardia per la dogana tra la Transilvania e la Valacchia. In successive vicende venne occupato dalle truppe austro-ungariche e nel 1920 venne donato dal consiglio comunale di Brasov alla regina Maria di Sassonia che lo ristrutturò per la personale dimora. Le varie ristrutturazioni avvenuti nei diversi periodi storici da quello gotico militare a rinascimentale, hanno reso il suo aspetto architettonico attuale alquanto singolare. Sormontato da quattro torri, racchiude al suo interno un labirinto di camere, corridoi e passaggi segreti che ne aumentano il suo fascino. A renderlo più austero è la sua posizione sulla cima della collina. E’ per l’insieme delle sue originalità che lo scrittore irlandese Bram Stoker, pur non avendolo mai visitato personalmente, lo scelse quale dimora del suo personaggio: il conte Dracula, ispirato al personaggio realmente esistito di Vlad Tepes III noto come l’impalatore.


In realtà Vlad Tepes non fu mai proprietario del castello, ma trascorse solo qualche periodo nella fortezza come prigioniero.


Accompagnati dalla simpatica e brava guida Cristiana, contattata da Rotta360, percorriamo le varie stanze del castello nelle quali sono stati riposizionati arredi non originali, ma fedeli ricostruzioni sulla base di documenti dell’epoca.


Terminata la visita e ci dedichiamo al passeggio tra le molte bancarelle di souvenirs prima del rientro in campeggio.


Giorno 11 agosto – Bran – Sinaia (Peles) – Bucarest.


Oggi lasciamo la Transilvania ed entriamo nella regione della Valacchia. Attraversiamo i Carpazi meridionali su una bellissima strada che serpeggia tra le montagne e contornata da una fitta vegetazione. Raggiungiamo quota 1.100 metri prima di iniziare la nostra discesa verso la cittadina di Busteni, importante località di villeggiatura. Il paesaggio e le abitazioni ricordano il nostro stile ”alpino”, la località è molto frequentata, ricca e vivace. Una breve sosta ci consente di effettuare le provviste alimentari anche per la cena comune di questa sera. Raggiungiamo la città di Sinaia, e saliamo al parcheggio posto nelle vicinanze del castello di Peles che troviamo ancora vuoto ed accessibile ai nostri veicoli.


Un breve passeggiata ci consente di raggiungere l’ingresso del castello dove una moltitudine di turisti è in fila per l’ingresso. L’ organizzazione di Rotta360 ha previsto la visita accompagnati da una guida in lingua italiana che permette di evitare la lunga attesa ed accedere direttamente alla struttura del castello, eretto nella seconda metà dell’800 da re Carlo I come sua residenza estiva. L’architettura raccoglie nel suo  insieme quella  neorinascimentale-tedesca e neogotica. Le 160 stanze interne sono riccamente decorate e arredate da oggetti preziosi. Anche le vetrate sono di alta qualità artistica e vanno considerate le raccolte di oggetti preziosi ed armi provenienti da ogni parte del Mondo. Si possono visitare solo le stanze adibite ai ricevimenti e le zone giorno, mentre sono escluse ai turisti le zone notte. Anche questa struttura ci impressiona per la raffinatezza degli arredi, il grande pregio delle decorazioni, ed il valore degli oggetti conservati. Ultima tappa odierna la capitale Bucarest che raggiungiamo seguendo la nuova autostrada .


Facciamo così il nostro ingresso in capitale nel tardo pomeriggio prendendo posizione al campeggio. La giornata si conclude tra chiacchere e risa attorno ai tavolini dopo una sostanziosa cena di gruppo.


Giorno 12 agosto – Visita Bucarest.


Alessandrina, la nostra guida, ci raggiunge alle nove di mattina al campeggio. Siamo già pronti e desiderosi di iniziare la visita di Bucarest. Con il bus a nostra disposizione ci immergiamo nel traffico della capitale mentre Alessandrina inizia la spiegazione che permette di conoscere le sue principali caratteristiche. Diversi palazzi si susseguono lungo il nostro percorso, edifici storici dalle pregevoli linee architettoniche ora sedi di importanti uffici amministrativi, università o istituti. Un tour del perimetro del palazzo del Parlamento permette di verificarne le dimensioni esterne prima di visitarne l’interno. Costruito nel 1984 per volere dell’allora leader del Partito comunista Nicolae Ceausescu quale simbolo della grandezza del regime dittatoriale. Le dimensioni colossali lo pongono come secondo palazzo amministrativo più grande al mondo dopo il Pentagono e il terzo più grande per volume dopo Cape Canaveral negli Stati Uniti e la Grande Piramide in Egitto. Costruito su di una collina, per la sua realizzazione venne demolito un intero quartiere di 40.000 edifici, 19 Chiese cristiane ortodosse, 6 Sinagoghe e templi ebraici e 3 Chiese protestanti. Progettato dal giovane architetto Anca Petresc è composto da 12 piani, tra cui 4 livelli sotterranei e un enorme bunker antiatomico, le sue 3.100 stanze sono decorate esclusivamente con materiali rumeni. Vennero impiegati 700 architetti e 20.000 operai su turni di 24 ore per cinque anni.


Superati facilmente i severi controlli all’ingresso, Iniziamo la visita interna di questo enorme edificio e ci rendiamo subito conto dell’assurdità di questa struttura. Enormi spazi vuoti, saloni dai volumi impressionanti, lampadari composti da migliaia di lampadine, immensi tappeti e tendaggi inneggiano alla megalomania dell’ex dittatore. Un mostro difficile da utilizzare ai giorni nostri, così che solo poche aree sono realmente occupate dagli uffici del governo. Uno spreco di denaro dato che ancora l’opera non ultimata richiede continue risorse per il suo mantenimento. Riprendiamo il bus per raggiungere la Cattedrale patriarcale ortodossa, Sandrina non risparmia le spiegazioni, molto attenta a soddisfare ogni nostro quesito sulla storia e cultura rumena. Prima di pranzo una breve visita alla piccola e graziosa Chiesa ortodossa di Stavropoleu vicino al ristorante Carù cu Bere dove sosteremo per il pranzo programmato dall’agenzia. Il ristorante antico ed arredato in stile liberty è un vero gioiello. Danzatori e musicisti si alternano in spettacoli durante l'ora di pranzo. Forse il locale più famoso e caratteristico di Bucarest, anche il menù, con varie scelte di cibi ottimi ed abbondanti soddisfa le nostre aspettative.


Il pomeriggio trascorre con la visita del Museo di Storia Nazionale con grande interesse solo per  la stanza con gli antichi monili ed oggetti in oro. Una riproduzione della colonna traiana in gesso fatta negli anni 1939 – 1943 con i vari pezzi posti ad altezza uomo permettono di osservare gli altorilievi da vicino, cosa impossibile nell’originale situato a Roma. Rientriamo al campeggio stanchi, ma soddisfatti per questa giornata che commentiamo durante un brindisi notturno prima di recarci nelle nostre cuccette.


Giorno 13 agosto – Visita di Bucarest.


Secondo giorno di visita guidata della capitale, prima sosta al Museo Cotroceni, antica residenza reale ed oggi in parte occupato dagli uffici del Presidente. Per questo, come per il Palazzo del Parlamento i controlli all’ingresso sono molto scrupolosi. Nell’area esterna sorge la Chiesa ortodossa  ricostruita a nuovo dopo il terremoto e la demolizione del regime comunista. Percorriamo le bellissime sale e gli appartamenti dell'antica residenza. Successivamente ci rechiamo al Museo d’Arte con una favolosa raccolta di opere d’arte sia rumene che europee.


La scelta per il pranzo cade sull’ Hard Rock Cafe, con noi resta Alessandrina nonostante il suo impegno sia già terminato. Approfittiamo della sua presenza e disponibilità per approfondire le nostre conoscenze sulla Romania. Salutata la nostra guida decidiamo di recarci in gruppo al Museo del Villaggio. Il programma prevedeva il pomeriggio libero per tutti i partecipanti, ma il nostro gruppo oramai sempre più coeso ha deciso di partire in gruppo per la visita. Il bus che resterà a nostra disposizione sino a sera ci accompagna all’ingresso dell’area dove nel museo a cielo aperto, sono ricostruite delle vere abitazioni trasportate dalle varie regioni della Romania. Ogni struttura mostra le caratteristiche abitative della regione dalla quale proviene.


Questa sera al campeggio abbiamo un’occasione in più per una cena comune. Il compleanno di uno dei partecipanti, con l’immancabile torta, è motivo di brindisi e allegria.


Giorno 14 agosto – Bucarest - Murighiol.


Oggi tappa di trasferimento per raggiungere il Delta del Danubio, raggiungiamo l’ autostrada che seguiamo in direzione Costanza per circa 95 chilometri prima di abbandonarla dirigendoci a Slobotia su strada normale. Una breve sosta e di nuovo in marcia per Tandarei e Giurgeni dove attraverseremo il Danubio sul moderno ponte con relativo pedaggio. Continuiamo a transitare su strada in buone condizioni e traffico quasi assente. Attorno a noi le ampie pianure monotone lasciano ora spazio a bei panorami collinari con pochissimi segni di urbanizzazione.


Siamo nella regione di Drobogea che si affaccia sul Mar Nero e comprende il Delta del Danubio, la nostra prossima meta. Raggiungiamo Tulcea, antico porto e fondata dai daci, venne conquistata dai romani, successivamente passò sotto il domini bizantino, poi quello genovese dal 10° al 13° secolo per cadere in mano ottomana. Qui sostiamo per pranzo in un parcheggio a pagamento lungo il Danubio, abbastanza ampio per contenere i nostri camper. Quattro passi lungo la via pedonale che costeggia il fiume ci mostrano il volto di una città che, sebbene importante per la sua posizione e per l’interesse turistico del delta, si presenta abbastanza fatiscente e trascurata. Gli enormi palazzi che fiancheggiano il lungofiume, mostrano il loro degrado. Dopo pranzo ci muoviamo per raggiungere Murighiol, il piccolo villaggio dalla quale inizieremo il nostro percorso per la scoperta del Delta del Danubio. Il Campeggio dove sostiamo è gestito da Octavian e sua moglie, Octavian parla molto bene italiano avendo abitato per anni nel nostro Paese prima del rientro in Romania con l’idea di aprire un campeggio ed organizzare le escursioni nel delta. Molto gentile si mette subito a disposizione per rendere il nostro soggiorno gradevole. Data l’elevata temperatura trascorriamo la parte restante del pomeriggio all’ombra delle poche piante del campeggio sino all’ora di cena dove iniziamo le ormai consuete attività per l’organizzazione della cena di gruppo. In serata passeggiamo sino al centro del piccolo abitato che però risulta essere solo un incrocio di due vie. L’unico bar aperto e frequentato da giovani rumeni ci consente di trascorrere un poco di tempo prima di recarci a dormire.


Giorno 15 agosto – Tour delta Danubio in barca.


Alle 6 di mattina siamo già pronti per l’escursione in barca del delta. Su consiglio di Octavian e del nostro coordinatore abbiamo deciso di partire all’alba per avere maggiori possibilità nell’avvistamento degli uccelli. Inoltre il clima caldo di queste zone suggerisce di muoversi al mattino dove le temperature sono più accettabili. Partiamo con auto fornite dal campeggio per raggiungere la zona di imbarco. Due piccole imbarcazioni sono già pronte per il nostro gruppo. Data la grande siccità di questi ultimi mesi il livello del fiume è molto basso e le imbarcazioni con grande pescaggio sono impossibilitate a navigare. Siamo contenti che questi piccoli natanti con motore fuoribordo ci consentano di poter visitare il delta senza limitazioni, entrando nei canali più piccoli per poter ammirare il meglio della fauna. Indossati i giubbetti salvagente inizia la navigazione in quest’area considerata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco e area protetta dal WWF. Nei suoi circa 3.446 km quadrati trovano il loro habitat naturale oltre 1200 varietà di piante, 300 specie di uccelli e  45 specie di pesci d'acqua dolce.  Con le quantità enormi di materiale alluvionale trasportato dal Danubio, il delta aumenta la larghezza del delta di circa 40 metri ogni anno e tre sono i rami principali in cui si divide il grande fiume: Chilia, lungo circa 104 km, il più a nord che delimita il confine tra Romania e Ucraina; Sulina, lungo circa 71 km, è il ramo centrale continuamente dragato per consentire la navigazione; Sfintu Gheorghe, lungo circa 123 km, è il ramo più meridionale.


Tra questi rami una miriadi di canali, piccoli laghi nel quale navighiamo per osservare centinaia e centinaia di pellicani, aironi, anatre ed altre varietà di uccelli tra i quali riconosciamo le sterne, il falco pescatore, il falco di palude, l’aquila di mare. Piccole rane si muovono su tappeti di ninfee che spesso coprono l’intero specchio di acqua sulla quale ci troviamo a navigare. Sbarchiamo soddisfatti dopo una gita di quattro ore per raggiungere il nostro campeggio. La giornata si conclude con una cena di gruppo nel vicino ristorante, poi subito a nanna: anche domani sveglia di buon mattino per il lungo trasferimento che ci porterà direttamente al nord della Romania, nella regione di Moldova.


Giorno 16 agosto – Murighiol - Dragomirna.


Poco prima delle 7 la nostra carovana marcia allineata in direzione Galati. Attraversiamo nuovamente Tulcea prima di raggiungere la sponda del Danubio dove imbarchiamo i veicoli sul traghetto che permette di attraversare il fiume con una breve e suggestiva navigazione di 15 minuti. Sbarchiamo a Galati, solo una breve sosta per rifornimento di carburante e subito in marcia. I chilometri di strada si susseguono velocemente ed è così che raggiungiamo Bacau per pranzo dove sostiamo nell’ampio piazzale di fronte alla


Cattedrale ortodossa. I prossimi 150 km ci conducono a Suceava, poi finalmente Dragomirna dove ci appare il Monastero nella sua bellezza. Nonostante i tanti chilometri della tappa odierna, grazie alla valutazione dei tempi di sosta ed alle strade in buone condizioni,  siamo giunti alla meta più velocemente del previsto pur mantenendo velocità di tutta sicurezza. Ci sistemiamo nella piccola struttura turistica di fronte al complesso monastico dotato di bungalow e di piccolo ristorante. I proprietari si prodigano per fornirci allacciamenti elettrici per ogni veicolo, il luogo è piacevole, i servizi essenziali, ma dopo una rilassante doccia calda siamo pronti per una buona cena ed una serata rilassante chiaccherando piacevolmente con i nostri nuovi amici.


Giorno 17 agosto – Dragomirna - Putna - Sucevita - Moldovita - Voronet.


Iniziamo la visita al Monastero di Dragomirna dove una Monaca che parla francese ci guida nella visita della struttura. La traduzione fatta dal nostro coordinatore Fabio consente di comprendere la storia e le peculiarità di questo luogo di culto. Siamo subito impressionati dalla sacralità dell’ambiente. La tranquillità, i movimenti pacati delle suore, il silenzio e l’architettura danno a noi un senso di pace rilassatezza.


Dragomirna venne costruito nel primo trentennio del XVII secolo ed è il Monastero medioevale più alto della Bucovina. Grazie all’architettura ortodossa, alle sue proporzioni ed alle incisioni scolpite nella sua pietra, ne fanno uno dei più interessanti Monasteri e tra quelli maggiormente visitati. La sua nascita risale al 1602, quando venne costruita la piccola chiesa del cimitero e dedicata ai santi Enoch, Elia e Giovanni il teologo. Successivamente nel 1609 la chiesa più grande venne dedicata allo Spirito Santo. Nel 1927, quando ebbero inizio le invasioni da parte dei tartari e dei turchi si rese necessario dotare il Monastero di un muro di difesa con quattro torri quadrate ai suoi angoli. All’interno delle mura, sui lati occidentale e settentrionale furono costruite le celle tra il 1843 e il 1846. Nell’antico refettorio è ora ubicato il museo dove è possibile osservare alcuni manoscritti dell’arte miniaturista della scuola di Dragomirna. Ma la caratteristica principale resta naturalmente la Chiesa, priva di abside con la pianta molto allungata rispetto alla larghezza di soli 9 metri vuole simboleggiare una barca: simbolo della Chiesa cristiana. La sua altezza rilevante con la torre che raggiunge i 42 metri rappresenta ornata da fregi, indica la preghiera che si innalza al cielo.


Al suo interno e solo dietro l’altare e lungo la navata, vi sono splendidi affreschi. Prima di lasciare questo superbo luogo acquistiamo vari prodotti naturali realizzati dalle suore, souvenirs ed oggetti d’arte.


Raggiungiamo Putna in tarda mattinata, a differenza di Dragomirna il Monastero risulta essere più turistico perdendo il fascino dovuto al luogo. Fu uno dei primi Monasteri costruiti da Stefano il Grande tra il 1466 e il 1469. Solo nel 1481 vennero aggiunte le mura difensive. Purtroppo la Chiesa originale andò distrutta nel 1653 e venne ricostruita nel in epoca successiva. Pranziamo nell’ampio parcheggio del Monastero prima di continuare le nostre visite.


Dopo 40 km di strada siamo a Sucevita. Questo Monastero, forse il più bello tra tutti, fu fondato nel 1581 da Gheorghe Movila, vescovo di Radauti. Seguendo i numerosi turisti accediamo alla corte interna protetta da mura alte 6 metri e quattro torri agli angoli. La chiesa è superbamente decorata sia internamente che esternamente con affreschi che rappresentano episodi del Vecchio e del Nuovo Testamento. Colori dalle tonalità intense quali il verde, l’oro ed il blu ci emozionano. Cerchiamo di scattare più foto possibili nella speranza di poter trattenere questi ricordi.


La strada che porta al monastero di Moldovita si addentra in una fitta foresta di pini con un susseguirsi di tonanti. Nel breve percorso siamo affascinati dalla natura che ci circonda e raggiungiamo in breve tempo il piccolo piazzale antistante il Monastero. A differenza degli altri luoghi di culto, Moldovita è di dimensioni inferiori, ma nell’insieme, a nostro giudizio, più caratteristico ed originale. Costruito per volere di Petru Rareş, figlio illegittimo di Stefano il Grande nel 1532, ma dipinto cinque anni più tardi. Molto belle anche in questo Monastero le pitture sulle pareti interne ed esterne con colorazioni predominanti di giallo, rosso, verde e blu. I dipinti sono dedicati alla Vergine Maria, per il suo intervento nel salvare la città di Costantinopoli dall’assedio persiano avvenuto nel 626 ed alla genealogia di Cristo.


Prossima tappa Voronet che raggiungiamo in prima serata, non manca la sosta per l’acquisto di funghi porcini dei quali questa zona è ricca da parte di un partecipante. Non essendoci campeggio ci eravamo preparati a trascorrere la notte sul grande parcheggio a pagamento vicino al Monastero dove però riusciamo ad allacciarci alla corrente elettrica. Purtroppo l’alta pressione ed il caldo che sino ad ora ci hanno accompagnato lasciano il posto ad una leggera perturbazione. Grandi nuvole stanno coprendo il cielo e con alcuni compagni decidiamo di visitare subito il Monastero, mentre altri preferiscono posticipare la visita all’indomani. Voronet è il più conosciuto tra tutti i Monasteri dipinti soprattutto per il famoso colore blu che prende il nome del luogo. Derivato dai lapislazzuli, il colore può cambiare la sua tonalità in base al grado di umidità atmosferica. Il Monastero Venne costruito nel 1487 per volere di Stefano il Grande per celebrare una vittoria contro i Turchi. Solo nel 1546 vennero eseguiti i dipinti esterni rappresentanti scene bibliche come il Giudizio universale, la Genesi ed Inni Sacri. La serata non invoglia a restare all’esterno, anche per la leggera pioggia che ha iniziato a cadere. Ci raccogliamo nei nostri camper per una serata “casalinga”.


Giorno 18 agosto- Voronet - Barsana - Seghietu Marmatiei.


Terminata la visita di Voronet per coloro che non l’hanno visto la sera precedente, partiamo per il trasferimento che ci porterà nella regione di Maramures. Attraversiamo la cittadina di Campolung, poi Pojorata dove la strada inizia a serpeggiare nella salita lungo rilievi morbidi e coperti da ricche foreste. Raggiungiamo il passo di Mestecanis, siamo sempre più affascinati dalla bellezza del panorama. Continuiamo sino a Iacobeni, raggiungiamo la città di Vatra Dornei situata al fondo della valle. Procediamo sempre attenti al panorama, una pausa caffè prima della salita al passo di Tihut a quota 1.100 metri. Ancora i nostri occhi spaziano su rilievi morbidi punteggiati da abitazioni e fattorie ben tenute, alternanze di diverse tonalità di verde, lo scuro degli alberi e quello più chiaro dei campi. Giungiamo a Bistrita all’ora di pranzo dove approfittiamo del parcheggio di un grande supermercato per la sosta che consente l’acquisto di generi alimentari e pausa pranzo.


Ora la strada è diretta a nord, purtroppo i manto stradale non è in buona condizioni e molto frequentato anche da veicoli pesanti per il primo tratto. Proseguiamo ad una velocità di circa 40/50 km orari. Iniziamo a salire sino a raggiungere il passo Setref. Un portale in legno decorato con le tradizionali incisioni segna l’ingresso nella regione di Maramures, spesso definita la “terra del legno”, dove continuano i ritmi legati alla terra delle comunità rurali e presto veniamo a contatto con il folklore locale: sulla nostra strada incrociamo uomini su cavalli con bardature dai colori vivaci, i cavalieri vestono i costumi tradizionali come le intere famiglie trasportate da carri decorati. Musiche e canti accompagnano questa festosa processione che si avvia a festeggiare un matrimonio. Attraversando piccoli centri abitati con portali di accesso alle proprietà costruiti in legno e decorati, osserviamo le prime Chiese in legno dai tetti snelli e svettanti verso il cielo sino a raggiungere Barsana, uno dei borghi più importanti della valle del fiume Iza ed il cui nome deriva da “barsan” che significa pastore. Accediamo al Monastero ed anche se non antico, essendo stato costruito tra il 1993 ed il 1995 con i soldi ed il lavoro dei fedeli di Bârsana, il luogo è suggestivo.  All’interno del complesso vi è una delle più grandi chiese in legno d’Europa oltre alle caratteristiche costruzioni adibite ad alloggio delle Monache, case degli artigiani che lavorano al complesso ed alloggi per i pellegrini. La Chiesa è stata dichiarata monumento storico ed è meta di turisti e pellegrini. Pochi chilometri e siamo a Seghietu Marmatiei dove ci rechiamo subito al campeggio pronti ad organizzare la consueta cena comune all’aperto nonostante le basse temperature.


Giorno 19 agosto – Seghietu Marmatiei - Sapanta - Carei.


In mattinata ci rechiamo al museo/memoriale delle vittime e della resistenza di Seghietu Marmatiei. Inserito in una vecchia prigione politica il museo rievoca la repressione comunista nel Paese. Giudichiamo la visita interessante anche se purtroppo non vi sono spiegazioni in italiano tranne un ciclostile consegnatoci all’ingresso.


Partiamo in direzione Sapanta distante solo 20 chilometri. Riusciamo a parcheggiare i nostri veicoli in prossimità del Cimitero Allegro. Superata la zona con le molte bancarelle di prodotti artigianali, ci troviamo di fronte a questa stranezza entrata a far parte dell’elenco dei patrimoni dell’umanità dell’UNESCO. Non nascondiamo la nostra perplessità nell’entrare in un luogo inusuale: moltissime tombe sono tutte sormontate dalla caratteristica croce di colore blu, sulla quale sono state realizzate incisioni con scenette e testi che hanno lo scopo di raccontare la vita del defunto. L’ironia e l’umorismo sono il lato opposto a ciò che possiamo pensare di trovare in un cimitero. Il tutto nacque nel 1935 per opera dello scultore locale Ioan Stan Patras che decise di costruire delle croci per distinguere le varie tombe dipingendole di blu, il colore della speranza e lasciando ulteriori cenni sulla vita dei suoi compaesani defunti. Girovaghiamo in questo luogo confondendoci con i tanti turisti presenti.


Dopo pranzo riprendiamo il cammino, siamo nella parte più a nord della Romania e la strada costeggia il fiume Tibisco, affluente del Danubio e confine con l’Ucraina per poi continuare a sud salendo tra rilievi boschivi sino al passo Huta. Ora scendiamo sul versante opposto, la nostra marcia prosegue spedita sino a Setu Mare dove sostiamo nel parcheggio di un supermercato per acquisti e pranzo.


Nel tardo pomeriggio raggiungiamo la cittadina di Carei, non avendo nessuna peculiarità interessante ci rechiamo al campeggio sito nella stessa area di un grande centro balneare con piscine e giochi d’acqua. Purtroppo le temperature basse e le molte nuvole si stanno addensando sopra di noi, non invogliano ad usufruire delle piscine. Prepariamo la brace sulla grande griglia comune del campeggio dove cuociamo le carni per le nostre cene. In serata inizia una leggera pioggia e trascorriamo le ultime ore della giornata nel locale del centro balneare.


Giorno 20 agosto – Carei - Budapest.


Prima della partenza ci rechiamo in centro a Carei per poter convertire la moneta locale in Euro. Fortunatamente anche in questa piccola località vicino al confine non mancano gli uffici di cambio. Qualche piccola spesa e siamo pronti a partire. Già a metà mattina siamo al confine con l’Ungheria, qualche controllo sui nostri veicoli e dei documenti, riportiamo l’orologio indietro di un’ora  e subito di nuovo i marcia per la città di Debrecen che attraversiamo con qualche difficoltà essendo state chiuse le vie principali per la manifestazione in occasione della festività nazionale. Il 20 agosto infatti si festeggia Santo Stefano d’ Ungheria, primo Re e fondatore dello Stato e della Chiesa ungherese, incoronato proprio il 20 agosto dell’anno 1.000 con la corona inviata da Papa Silvestro II. E’ inoltre la festa della Costituzione.


Dopo Debrecem ci immettiamo in autostrada, ora la nostra marcia prosegue dritta su Budapest intervallata da brevi soste per pranzo, pausa caffè e rifornimento carburante. Attraversare Budapest non è facile, ma grazie alle indicazioni via radio del nostro capogruppo riusciamo a mantenere la colonna compatta nel traffico cittadino. Attraversiamo il Danubio sul ponte Elisabetta e proseguiamo sino al campeggio. Lo troviamo molto affollato, ma grazie alla prenotazione fatta precedentemente da Rotta360 i nostri posti sono garantiti. Siamo fortunati perché a Bucarest ha piovuto in continuazione nei tre giorni precedenti il nostro arrivo, ora però sembra che il tempo stia concedendo una tregua. Ci rechiamo in città con l’autobus di linea per una prima visita. Saliamo alla vecchia Buda dove sono in atto i festeggiamenti: grande affollamento di persone, bancarelle invogliano ad acquistare prodotti di artigianato locale e cibi. Scendiamo a piedi sino al Ponte delle Catene chiuso alla circolazione di veicoli. Purtroppo non riusciamo ad attraversarlo dato che poco prima del nostro arrivo viene chiuso anche ai pedoni per i preparativi dei fuochi artificiali che andranno in scena nella notte. Proseguiamo a piedi lungo il Danubio cercando varchi tra la folla. Per oggi siamo soddisfatti e rientriamo al campeggio in Taxi. Festeggiamo il nostro arrivo a Budapest ed il mio compleanno con una cena al ristorante del campeggio.


Giorno 21 agosto – Visita guidata di Budapest.


Ci ritroviamo al ristorante del campeggio per la colazione. Abbondanza di dolci, formaggi, salumi, frittelle, crepes, altri cibi particolari ungheresi, te, latte e caffè, il tutto incluso nella quota del campeggio in carico a Rotta 360. Alle 9 incontriamo Maria, la guida che arriva con il bus a noi dedicato per la visita di Budapest. Sembra che il tempo sia decisamente migliore ed un splendido sole ci accompagna nel nostro tour.


Saliamo come prima tappa alla collina di San Gerardo per una bellissima panoramica dall'alto della città. Giustamente la guida ha lasciato la visita della vecchia Buda nel pomeriggio per poter avere il sole alle spalle, condizione migliore per le foto. Maria si prodiga in spiegazioni, con molta abilità e senza annoiarci affronta temi di storia, geografia, introducendo con abilità cenni di vita, tradizioni e curiosità della vita ungherese. Passiamo al quartiere dello sport per raggiungere le vecchie terme. Procediamo a piedi sino al castello di Vajdahunyad costruito appositamente tra il 1896 ed il 1904 per raccogliere i diversi stili architettonici dell'Ungheria. Passiamo alla vicina piazza degli eroi, da qui con il nostro bus torniamo in centro per visitare la Basilica Cattedrale dedicata a Santo Stefano. Ci rechiamo poi al mercato coperto dove approfittiamo per pranzare. Nel pomeriggio raggiungiamo il Palazzo del Parlamento, puntuali sull’orario di visita prenotato. Seguiamo i controlli di sicurezza all'ingresso prima di iniziare la visita guidata. L’interno del palazzo è meraviglioso, intere sale, corridoi, scale rivestite da lamine d’oro. Il palazzo fu costruito tra gli anni 1885 e 1904 in stile neogotico. Le sue dimensioni sono di 268 metri di lunghezza e 123 di larghezza con un’altezza di 96 metri della grande cupola, altezza equivalente alla Basilica di Santo Stefano per rispettare l’equilibrio tra mondo civile e religioso. Molto interessante la visita delle sale ancora in uso dal Parlamento e l’interno della grande cupola dove sono custodite la corona, lo scettro, il globo crucigero e la spada di re Santo Stefano venerate dal popolo ungherese come reliquie. Trasportati dal nostro bus raggiungiamo la collina dove sorge l’antica Buda.  Visitiamo la Chiesa di Mattia costruita tra il 1255 ed il 1269. Sotto il dominio turco venne trasformata in Moschea. Il restauro terminato nell’anno 1896 la ricostruì parzialmente imprimendo lo stile gotico. Il suo interno è decorato con splendidi affreschi, mentre le pregevoli vetrate rendono luminose immagini e giochi di luce. Continuiamo la visita al bastione dei pescatori con le favolose panoramiche del quartiere di Pest e del Palazzo del Parlamento che si affaccia sul Danubio. Siamo molto grati a Maria che ha saputo guidarci con passione in questo tour. Interpellata su argomenti sia storici che religiosi, ha fornito risposte precise e dettagliate. Rientriamo al campeggio soddisfatti della bellissima giornata. Ci ritroviamo per la cena comune usufruendo dei tavoli esterni del ristorante del campeggio con i cibi da noi preparati.


Giorno 22 agosto – Budapest - Gorizia- Km 585.


Purtroppo è l’ultimo giorno della nostra vacanza, lasciamo Budapest con la promessa di ritornarvi e subito inizia la nostra marcia verso casa. Le autostrade ci accompagneranno sino in Italia, pochi intervalli per rifornimenti, pause relax e pranzo ci consentono di raggiungere in poche ore il confine italiano. Ci dispiace salutare i nostri amici anche se ci promettiamo di incontrarci presto, magari tramite un raduno o forse in un prossimo viaggio con Rotta360. Sicuramente resteremo in contatto. Terminato il viaggio possiamo fare un resoconto su quanto abbiamo visto. La Romania è stata una piacevole sorpresa, nonostante le nostre titubanze prima della partenza, dovute all’idea che spesso si ha in Italia di questo Paese ed alla poca conoscenza degli aspetti turistici, dobbiamo invece affermare che il viaggio ci ha soddisfatto. Un notevole sviluppo delle zone ad interesse turistico hanno permesso di osservare piccoli borghi e città molto ben curate, con palazzi storici ben ristrutturati. Il viaggio è stato un crescendo di interessi dove in ogni regione sono state evidenziate le particolarità che le caratterizzano, città storiche, castelli, Chiese, Monasteri, ma anche tanta natura sia nei paesaggi montani come nel delta del Danubio. Una continua emozione. Anche la viabilità è stata una sorpresa, le strade principali sono sempre ben tenute, molte di nuova costruzione ed ampie, mentre si notano enormi cantieri sparsi sul territorio per la costruzione di nuove autostrade.


Un grazie a tutti gli amici che hanno condiviso con noi questo viaggio ed all’organizzazione di Rotta360.


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