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Viaggio in Polonia

 


Polonia


luglio 2007 di Sergio e Elisa Cavina


Venerdì 13 : dopo un lunghissimo pomeriggio di lavoro, che sembrava non finire mai, si parte. Alle 22:15 mettiamo in moto e via verso Mestre lungo la statale romea e successivamente percorriamo l’autostrada per Udine, Tarvisio e ci fermiamo verso le 3:00 per un po’ di riposo notturno in un’area di servizio poco dopo il confine con l’Austria.
Km 412


Sabato 14 : dopo una dormita frettolosa e un buon caffè alle 8:00 ci rimettiamo in marcia. Il traffico in direzione nord-est è scarso e arriviamo agevolmente a Vienna, poi seguiamo le indicazioni per Brno e il confine con la Rep. Ceca.Usciti da Vienna l’autostrada finisce e si prosegue sulla statale 7- E461 che a tratti è tipo superstrada poi però si attraversano i paesini, tra campi di grano in corso di mietitura e belle vigne. In uno spiazzo all’ombra accanto ai vigneti ci fermiamo per un veloce pranzo. Alle 15:00 circa entriamo in Rep Ceca.
Alla frontiera gli austriaci non controllano neanche i documenti, mentre i Cechi arruffano il naso alla vista del certificato di espatrio per minori di Karen, ma subito gli dico di avere anche i passaporti con iscritta la bambina e ci danno il via tranquillamente. Al primo distributore (un agip, guardacaso) facciamo rifornimento con il gasolio a 28,90 corone al litro (all’incirca € 1) e acquisto la vignette per le autostrade Ceche (200 corone per 10 giorni).
Si prosegue in direzione Brno e successivamente sulla E462 passando per Olomuc. L’autostrada ceca a tratti ha un fondo invidiabile che però si alterna con quei terribili lastroni stile tedesco di qualche anno fa, che ci obbligano a velocità di 70/80 km orari per evitare di “smontare” il camper, tanto sono disastrati. L’ultimo tratto verso il confine di Cesky Tesin / Cieszyn è tutto agevole. Entriamo in Polonia con un controllo sommario dei documenti da parte dei Cechi e nessun controllo da parte dei Polacchi. Subito dopo rimpiangiamo i tratti peggiori dell’autostrada ceca, assaporando quanto scritto nei diari di bordo che avevamo letto sulla Polonia. Grandi solchi delle ruote dei camion e nei tratti dove frenano o accelerano si sono create delle cunette incredibili. Non parliamo poi dei passaggi a livello che sono da passare ai 5 km all’ora. Continuiamo sempre sulla E462 in direzione Cracovia.
Alla prima occasione ci fermiamo per prelevare dal bancomat degli Zloty. Arriviamo in tarda serata a Wadowice, paese natale di Carol Woitiwa, giriamo un po’ seguendo le frecce di alcuni parcheggi, ma non ne troviamo che ci soddisfino e non troviamo nessun collega camperista in sosta. Decidiamo di proseguire fino al santuario di Kalvaria Zebrzydowska, dove nel parcheggio attiguo si può sostare tranquillamente, come indicato nella guida vivicamper (gps 49,85993N 19,67486E). Non c’è nessun camper, speravamo che qualcuno ci fosse, ma rimaniamo a fianco di alcuni pullman di pellegrini. Km 1176


Domenica 15 : abbiamo dormito nel silenzio e tranquillità totale, ma poco dopo le 6:00 iniziano ad arrivare i pullman con i pellegrini che si recano al santuario. Vedremo poi che le messe iniziano alle 7:00. Certo sono tutt’altro che silenziosi quando arrivano, poi invece nel santuario sono silenziosi e devoti in preghiera. Così ci alziamo presto e visitiamo questo luogo, che è il secondo più frequentato della Polonia dopo Ccestochowa.
Poi ci mettiamo in movimento arrivando in poco tempo alle porte di Cracovia, che attraversiamo agevolmente essendo domenica mattina, e arriviamo al camping Clepardia (gps 50,09497N 19,94161E). E’ un campeggio non molto grande ma carino, con un bellissimo prato verde come fondo delle piazzole. C’è la possibilità di carico e scarico, anche se le grige te le fanno scaricare in un fossetto vicino alla recinzione esterna. Tariffa per camper, due adulti e corrente 72 zloty. A 3-400 metri c’è un supermercato e la fermata dell’autobus, che in 20 minuti porta in centro, linee 114 e 164, i biglietti li vendono alla reception e costano 2,50 zloty.
Piazziamo il camper, ci rilassiamo una mezz’oretta intanto che la Karen dorme e poi al suo risveglio partiamo per visitare il centro di Cracovia. Oggi essendo domenica c’è molta gente lungo le vie del centro e al castello del Wawel. Le lunghe code alla biglietteria per l’ingresso ci fanno decidere di ritentare domani, arrivando un po’ prima e magari con un po’ meno affollamento. Giriamo tutta la città vecchia, molto affascinante in ogni sua parte. Al centro della bella e grandissima piazza del mercato ci immergiamo in quello che era il mercato dei tessuti, oggi mercatino di souvenir di ogni genere.
Beh non va tralasciato che una buona birra da mezzo litro servita al tavolo in un bar del centro attorno alla piazza costa 7-8 zloty (all’incirca 2 €), così come hanno dei prezzi molto abbordabili i ristoranti e non ci facciamo scappare l’occasione di assaggiare la cucina locale.
Verso sera si torna al campeggio e come prima cosa ci facciamo una rinfrescante doccia. Si perché in questi giorni nel sud della Polonia sta facendo un caldo esagerato, più di trenta gradi. E pensare che fino ad una settimana fa, quando guardavo le previsioni meteo su internet, metteva sempre brutto tempo e temperature autunnali.
La serata la passiamo in campeggio, seduti al fresco fuori dal camper, e la Karen fa amicizia (nel senso che hanno giocato insieme anche se non si parlavano) con una coetanea tedesca, nostra vicina di piazzola. Km 1219


Il Wawel visto dalla riva della Vistola


La piazza del mercato con al centro l’ex mercato dei tessuti, oggi pieno di bancarelle di souvenir


Foto dell’interno delle miniere di sale
Lunedì 16 : anche oggi giornata dedicata alla visita di Cracovia. Partiamo prestino dal campeggio e ci rechiamo al Wawel, dove visitiamo la cattedrale, poi rinunciamo al resto perché Karen ha già dato segni di insofferenza ai luoghi chiusi e affollati. Per pranzo andiamo in un ristorante tipico con ambientazione e cucina rustica polacca. Ce lo hanno consigliato sul forum di COL e ne rimaniamo soddisfatti in pieno. Si chiama chlopskie jadlo ed è vicino alla piazza del mercato.
Il caldo in centro città si fa sentire parecchio e a metà pomeriggio torniamo al campeggio, dove dopo una doccia, ci rilassiamo all’ombra del camper, stesi nel verde prato.


Martedì 17 : dopo le operazioni di carico e scarico alle 9:40 usciamo dal campeggio con obiettivo le miniere di sale di Wieliczka. Avendo visto il caotico traffico che c’era ieri nello stradone che attraversa Cracovia da nord a sud, e che avevamo agevolmente percorso domenica mattina, decidiamo di fare l’autostrada che aggira da ovest la città, pensando di fare si un po’ di km in più ma con tranquillità. La scelta non è certo stata un successo, in quanto tra vari lavori in corso ci sorbiamo parecchia colonna. Seguiamo la direzione Bochnia-Tarnow e poi le indicazioni per “Kopalina Soli” Wieliczka.
Ci infiliamo, invitati quasi forzatamente, nel primo dei diversi parcheggi, con i parcheggiatori che si piazzano in mezzo alla strada per farti entrare. Paghiamo 15 zloty, ci sistemiamo su di un prato accanto ad altri camper francesi e siamo a circa 500 metri dalle miniere. Sapendo che il tour con guida in italiano in luglio c’è alle 13:00, mi reco a fare i biglietti (63 zloty a testa, bimba di 2 anni gratis, e 10 zloty per il permesso di fare foto), poi si torna al camper per uno spuntino veloce e torniamo all’ingresso. Il gruppo di Italiani che si va a comporre è di una trentina di persone, diverse delle quali camperisti. La ragazza che ci fa da guida parla bene l’italiano e la visita è durata circa un’ora e mezzo.
Dato il gran caldo esterno, il fresco che c’è all’interno della miniera ci da un po’ di sollievo e non ci fa sentire la fatica delle centinaia di scalini che bisogna scendere con la Karen in braccio. Alla fine della visita chi vuole può visitare anche il museo, oppure dopo essere passati in una zona con negozi di souvenir, bar e ristorante, ci si mette in fila per andare all’ascensore per risalire all’esterno. La capienza è ridotta, in quanto si tratta degli ascensori che usavano i minatori, e per questo l’attesa è lunga.


Tornati al camper ci mettiamo in marcia con direzione Sandomierz. Subito lungo la strada 4-E40 troviamo dei lavori in corso con una interminabile colonna, siamo stati fermi senza muoverci per quasi trenta minuti, sotto un sole che scioglieva l’asfalto. Per fortuna il climatizzatore e il motore sudavano al nostro posto. A Tarnow prendiamo la 73 in direzione Kielce fino ad incrociare la 79, poco dopo aver attraversato la Vistola su di un ponte di ferro. La 79 ci condurrà a Sandomierz attraversando una zona tutta coltivata a campi di mele, ortaggi con pomodori in primis, e anche qualche pesco e albicocco.
Si iniziano a vedere anche diverse cicogne con i loro nidi sopra ai pali dell’elettricità, anche vicino alla strada.
Arrivati a Sandomierz troviamo il camping Browarny (50,67974N 21,75387E), ai piedi della collina dove c'è il centro storico della cittadina. Provenendo da Cracovia sulla strada 79 bisogna seguire le indicazioni per Varsavia, poi dopo uno svincolo si nota sulla destra il mercato ortofrutticolo e poco più avanti sulla sinistra c'è il campeggio. Non si può svoltare subito a sx e occorre andare avanti al successivo semaforo per tornare indietro. L'ingresso è nello slargo della fermata dell'autobus.Buoni servizi e piazzole con un bel praticello come fondo e tavoli in legno per ogni piazzola. Il gestore parla un po’ di italiano. Unico inconveniente la vicinanza alla strada principale, con il rumore del traffico che si fa sentire, ma a dire il vero di notte non è esagerato come di giorno.
Km 1455


Mercoledì 18 : in mattinata facciamo una bella passeggiata per il centro di questo grazioso paese, arroccato su una collinetta. Anche qui il fulcro del paese è la piazza del mercato. In un forno acquistiamo due buonissime e grandi brioches e una pagnotta di pane per 5,30 zloty, poco più di un Euro.
Tornati al campeggio facciamo carico e scarico, degno di nota lo scarico delle grige, con una piazzola di cemento con doppia pendenza verso due pozzetti di raccolta. Paghiamo 40 zloty in tutto, l’equivalente di un’area di sosta economica da noi in Italia.
Ci mettiamo in marcia percorrendo la 777 e poi 824 fino ad arrivare a Kazimierz Dolni. La maggior parte di queste strade è molto dissestata, con continue toppe sull’asfalto che trasmettono vibrazioni a non finire. Si procede a velocità ridotta a meno di non voler smontare il camper. Le zone attraversate sono tipicamente rurali, piene di frutteti, meli in particolare, ortaggi e piante a cespuglio tipo lamponi e ribes, e l’impressione a giudicare dalle case e dai veicoli circolanti è che qui il benessere sia ancora lontano. Vediamo molte cicogne appollaiate sui loro nidi.
Arrivati a Kazimierz Dolni, cerchiamo un campeggio, dei due di cui avevamo notizia troviamo quello spartano segnalato nella guida vivicamper (avevamo anche la posizione gps 51,3312N 21,95895E) ma non vediamo neanche le indicazioni per l’altro che è gestito dall’hotel Spicherz. Non avendo necessità particolari ci fermiamo in questo “campeggio” molto alla buona, situato su un bel prato verde attorno ad una casa mezza diroccata. Come servizi vediamo un gabinetto “rustico” e un paio di lavandini all’aperto. Il gestore si sforza di dire qualche parola in italiano ed è premuroso nell’aiutarci a sistemare in piano il camper. Ci sono già alcune tende montate e nel pomeriggio arrivano un paio di westfalia, un tedesco e un olandese.
Il paese si raggiunge con un paio di km a piedi lungo il percorso pedonale-ciclabile sulla riva della Vistola. Ci rechiamo subito a mangiare in un ristorante, leggermente defilato dalla piazza principale e mangiano molto bene per un totale di 90 zloty (neanche € 25). Questo borgo è una meta turistica molto frequentata e si presenta molto curato. Saliamo fino alle rovine del castello e visitiamo la chiesa.
Km 1549


La piazza e dietro la chiesa di Kazimierz Dolni
Giovedì 19 : alle 8:00 il gestore del camping ci porta un sacchetto con tre panini freschi. Paghiamo 30 zloty e ci mettiamo in movimento. Nei nostri programmi c’era la foresta di Bialowieza, ma la notizia che ci è giunta ieri sera di un incidente ferroviario al confine tra Ucraina e Polonia (a neanche 200 km da dove siamo e sempre vicino anche a Bialowieza) con scoppio di cisterne di fosforo, ci fa cambiare itinerario. Forse siamo stati troppo scrupolosi, perché per quello che si sa non ci sono pericoli di spostamento per molti giorni della nube tossica, ma abbiamo anche pensato che in questi paesi ci possa ancora essere l’abitudine di non dire tutta la verità su queste cose.
Puntiamo allora diretti a Malbork, al nord quasi vicino a Danzica. Per arrivare a Varsavia non percorriamo la strada principale n.17, su consiglio sempre del gestore del camping, perché intasata da lavori in corso. Prendiamo la 801, che corre vicino alla vistola, scelta che ci porterà a fare circa 50 chilometri con il fondo disastrato, molti tratti ancora con i lastroni di cemento tanto vecchi che nei solchi tra uno e l’altro è cresciuta l’erba. Procediamo ai 40 km/ora. Arrivati nei pressi di Varsavia facciamo rifornimento alla shell credendo di evitare il rischio di carburante sporco e di cattiva qualità. Detto fatto, poco dopo per un paio di volte accelerando a fondo in salita si accende la spia dell’iniezione, poi noto che ad ogni cambiata il motore fa una fumatina bella nera.
Usciamo dalla città, che volutamente non visitiamo, con un po’ di difficoltà perché ad un certo punto lo stradone a tre corsie che percorrevamo finisce in una stradina in mezzo ai quartieri residenziali. Riusciamo ad immetterci finalmente sulla strada 7-E77, che ci condurrà fino ad Elblag con un fondo buono, in alcuni tratti con i solchi dei camion, ma tutto sommato scorrevole. Attraversando una zona boscosa ci fermiamo a comprare un cestino di funghi dai venditori a bordo strada.
Da Elblag la strada 22 ci porta a Malbork in breve tempo. Seguiamo le indicazioni per il castello e vediamo qualche parcheggio dove però non ci sono camper. Andiamo allora al camping 192, segnalato fin dai pressi del castello.(gps 54,04746N 19,04008E) Il camping è a circa 1,5 km dal castello, in una zona molto verde, con strada tranquilla e marciapiede per arrivare al castello e al paese. Paghiamo in anticipo 54 zloty per camper, due adulti e senza corrente.
I servizi sono un po’ malandati e preferiamo farci la doccia nel nostro camper. C'è la postazione per vuotare la cassetta del wc, ma non per le grige. Le scarico comunque nel pozzetto che è ai piedi di una colonnina per l'acqua. Stasera ovviamente si mangiano i funghi e poi a nanna perché i 500km fatti oggi mi hanno stancato non poco, non che siano stati tantissimi ma sono snervanti per lo stato delle strade.
Km 2060


Venerdì 20 : in mattinata andiamo a piedi in paese e al castello, oggi il cielo è leggermente velato di nuvole e tutto sommato fa si che non sia un caldo esagerato come è stato nei giorni scorsi. Una piacevole sorpresa è che si stà svolgendo una sorta di festa di rievocazione medievale tutt’attorno al castello.
Vediamo persone in costume fare le prove per gli spettacoli e i giochi che si svolgeranno in serata. Ci sono anche moltissime bancarelle e stand dove vendono pietanze rustiche. A mezzogiorno non ci tiriamo indietro e assaggiamo uno spiedino di carne e fettone di cipolla e una salsiccia alla griglia, accompagnati da patate intere arrostite, 40 zloty.


Veduta del castello di Malbork
Non andiamo però a visitare internamente il castello perché alla biglietteria ci dicono che la visita dura circa tre ore e i giri sono solo con accompagnamento della guida. Sarebbe stato chiedere troppo a Karen per stare buona quasi tre ore in silenzio dentro un castello. Ci limitiamo quindi a girare tutt’attorno questo bel castello, uno dei più grandi d’Europa. Attraversiamo il ponte pedonale sul fiume per fare delle foto panoramiche e notiamo dei parcheggi a pagamento dove ci sono vari camper in sosta. Tornati al camping si prepara un piattino di pasta per Karen e poi si parte in direzione Danzica. Troviamo agevolmente il camping Stogi, alla periferia della città, a due passi dal mare (gps 54,36993N 18,72994E). Il camping non si presenta un gran che, i servizi sono abbastanza mal ridotti e le piazzole praticamente non esistono. Ci piazzano in una stradina cementata in mezzo a delle roulotte, alle quali impediamo l’uscita delle auto, ma facendolo notare al gestore ci dice che va bene così. Qui pagheremo 51 zloty compreso la corrente.
Dopo esserci piazzati facciamo un giro in spiaggia e ci bagniamo i piedi nel mar baltico. Piuttosto freddina l’acqua.
La spiaggia è come riportato nella guida una delle più frequentate della città, e si presenta con un bel vialetto d’accesso, con diversi bar e un centro di soccorso tutto nuovo proprio sulla spiaggia. Km 2123


Sabato 21 : oggi andiamo in giro per il centro di Danzica. Appena fuori dal camping c’è il capolinea del bus T8 (che sostituisce il tram, citato in tutti i diari di bordo che avevo letto. Tram che non si vedono più circolare per Danzica, sostituiti da bus per la maggior parte vecchissimi). Scendiamo alla fermata davanti al Novotel, e in pochi passi siamo nel centro storico.
Questa città ci colpisce parecchio, secondo noi ha attinenze con città scandinave come Copenaghen e Stoccolma, probabilmente frutto dei legami avuti al tempo della Lega Anseatica.
Non ci facciamo mancare qualche acquisto di souvenir nella via dell’ambra, una stradina dietro la cattedrale piena di negozi e bancarelle con oggetti in ambra.


Domenica 22 : stamattina ci rimettiamo in marcia e usciti da Danzica ci fermiamo in un centro commerciale Auchan grandissimo, in pieno stile francese. C’è anche il distributore di carburante con prezzi scontati.
Proseguiamo sulla strada 6 fino a Reda poi sulla 216 in direzione penisola di Hel. Mai scelta fu meno azzeccata, perché ci troviamo imbottigliati in caotico traffico incolonnato, tra quelli che vanno via avendo finito le vacanze e quelli che stanno arrivando. Questa zona notiamo come sia un paradiso per i surfisti, perché in mare è pieno di windsurf e molte auto e furgoni hanno i windsurf sul tetto. Nella prima parte di penisola c’è un campeggio attaccato all’altro, tutti pieni zeppi e dall’aspetto disordinato. Avanzando verso Hel il traffico diminuisce, paesaggisticamente la zona è molto bella, con immense pinete e leggere dune di sabbia. Arrivati ad Hel ci fermiamo in un parcheggio a pagamento e facciamo una passeggiata nel paese. E’ molto affollato, ci sono molte bancarelle di ogni tipo, dai souvenir ai giochi per bambini ai dolci e gelati.
Tornati al camper pensiamo che questa penisola è troppo affollata per i nostri gusti e decidiamo di portarci direttamente a Leba, dove volevamo arrivare domani, per visitare le dune dello Slowinsky park. Ci sorbiamo un altro po’ di colonna per uscire dalla penisola (essendo una stretta penisola c’è una sola strada) poi con la 213 e 214 arriviamo a Leba. Nel frattempo ha iniziato a piovere. Ci dirigiamo nella parte ovest del paese seguendo le indicazioni per il parco.
Qui ci sono molti campeggi e ci fermiamo all’ Intercamp 81, avendo notato dalla strada alcuni camper . E’ situato praticamente all’uscita del paese (54,75861N 17,54182E), comodo sia per una passeggiata serale nel centro che per raggiungere le dune. I servizi sono decenti, c’è la possibilità di scaricare il wc ma non le acque grige, piazzole su prato con molti alberi per fare ombra. Due adulti, camper e elettricità per due notti spendiamo 117,20 zloty.
Appena ci sistemiamo inizia a piovere a dirotto, ma dopo un paio di ore smette e ci consente anche una passeggiatina serale in paese. L’aria è freddina, ci sono circa 16 gradi.
Km 2353


Lunedì 23 : al risveglio il tempo si è messo al bello. Subito in mattinata prendiamo fuori le biciclette e ci dirigiamo al parco Slowinsky. Dopo qualche km si arriva all’ingresso, ove c’è il parcheggio a pagamento per le auto (ci si può stare anche con i camper e ne vediamo un paio che hanno dormito qui). Si pagano 4,5 zloty a testa per l’ingresso e si prosegue con le bici, a piedi oppure con i trenini elettrici. C’è anche il noleggio bici. La stradina in lastroni di cemento arriva fino alla ex rampa missilistica e poi ancora un paio di km in terra battuta sempre in mezzo alla pineta e arriviamo dove finisce la strada. C’è un deposito sorvegliato per le bici, 5 zloty.
Siamo all’inizio delle prime dune, con ancora qualche albero pietrificato mezzo sommerso. Ci togliamo le scarpe e saliamo il sentiero che porta in cima alle dune. C’è ancora pochissima gente e ci possiamo godere in tranquillità questo bellissimo paesaggio. Tira ovviamente un forte vento che sposta molta sabbia e Karen questo non lo gradisce molto. Passeggiamo fino ad arrivare al mare, poi torniamo indietro. Durante il ritorno siamo all’ingresso del parco che sono le 11:30 e alla cassa c’è una lunga fila e altrettanta fila c’è per salire sui trenini elettrici.
Pomeriggio di relax in campeggio e cena con il pesce affumicato che compriamo in un chiosco vicino al porto dei pescherecci.


Martedi’ 24 : oggi è giornata di trasferimento ed iniziamo a dirigere la prua verso sud, con destinazione Tourun. Da Lebork prendiamo la strada 212, una strada con poco traffico e con il fondo quasi sempre buono, che attraversa una zona boscosa con piccoli paesini qua e la. Successivamente percorriamo la 25 e poi 80 fino ad arrivare a Tourun, dove abbiamo le indicazioni, anche gps del camping Tramp (52,9998N 18,60777E). Prima però seguiamo le frecce per il centro commerciale Carrefour, che ci porteranno fuori città dalla parte opposta.
Facciamo rifornimento di viveri e di carburante e torniamo indietro fino a trovare il campeggio. E’ situato appena oltre il ponte che attraversa la vistola in direzione di Wloclawek sulla strada 1. Un po’ rumoroso per la vicinanza della stazione ferroviaria e della strada, ma ben tenuto, servizi e docce un po’ vecchiotti ma puliti, scarico wc e acque grige. Hanno anche la w-lan per internet gratuita, solo che il segnale è debole e bisogna portarsi nella vicinanze della reception per collegarsi. E’ il primo camping dove ci sono pochissime tende e invece ci saranno una ventina di camper, quasi tutti tedeschi. Qui paghiamo 46 zloty a notte senza corrente.
Km 2652


Mercoledì 25 : ci alziamo con molta calma e ci avviamo a piedi a visitare il centro di Tourun. Durante l’attraversamento del ponte sulla Vistola ci sorprende un acquazzone che dura 10 minuti e poi lentamente spunta il sole e la giornata si fa bella. In questa città non ci sono tanti turisti come nei posti che abbiamo visitato fin ora. Ritornati nel pomeriggio al campeggio ci rilassiamo seduti fuori dal camper sorseggiando una birra.


Giovedì 26 : stamattina si parte per iniziare il viaggio di ritorno. Facciamo scarico e carico e via verso il confine tedesco di Francoforte sull’Oder (vicino a Berlino). Si va in direzione di Poznan che eravamo intenzionati ad aggirare con il tratto di autostrada A2, ma giunti all’inizio di questo tratto di autostrada leggiamo nei cartelli la scritta “platna” (allo stesso modo del peage in francia)che vuol dire a pagamento. Non sapendo come deve avvenire questo pagamento, vignette o casello, ed avendo volutamente finito gli zloty che avevamo, decidiamo di non percorrerla e attraversare la città sulla strada 2-E30. Non avevamo trovato nessuna notizia in merito a strade a pedaggio nelle varie informazioni raccolte prima di questo viaggio.
L’attraversamento di Poznan ovviamente risulta caotico e con alcune code ai semafori. Passiamo a fianco di una grande fabbrica della Volkswagen ed una della Man. Poi la strada si congiunge con il tratto di autostrada che termina e prosegue quasi sempre dritta e scorrevole verso la Germania. C’è un gran traffico di camion e si attraversano zone poco popolate e molto boscose, la strada è però scorrevole e ben tenuta. Non mancano gli anziani che vendono i funghi e baracchine dove si vendono souvenir di artigianato in legno.
In prossimità della frontiera la strada torna a doppia corsia e per molti km la prima è occupata dai camion in fila per il passaggio alla dogana. Dall’altra parte vedremo poi che la fila di camion è ancor più lunga. Noi invece non troviamo coda alla frontiera. Come all’ingresso in Polonia, i polacchi non fanno nessun controllo, mentre i tedeschi controllano scrupolosamente i mezzi targati Polonia o altri paesi dell’est. A noi controllano velocemente le carte d’identità.
Entrati in terra tedesca arriviamo nei dintorni di Berlino e poi prendiamo la A9 in direzione sud. Sotto Lipsia usciamo dall’autostrada per fermarci per la notte a Naumburg, a pochi km dall’uscita, dove dal database di touring24 si segnala un’area camper. La troviamo facilmente con le coordinate gps esatte. Si tratta di una parte di un grande parcheggio in prossimità del centro del paese e vicino al cinema. Si pagano € 3 al giorno con parchimetro. C’è una colonnina tipo sanistation con acqua a pagamento e una colonnina per l’elettricità sempre a pagamento. Ci sono diversi camper tedeschi in sosta. (Gps 51,14859N 11,81478E). Dopo cena facciamo un giretto nel centro che appare molto carino e ben tenuto anche se alle 22 della sera, in pieno stile tedesco, è quasi deserto. Solo nella piazza principale c’è ancora qualcuno in giro e un paio di bar aperti.
Km 3292


Venerdì 27 : uscendo da Naumberg ci fermiamo in un grande supermercato Kaufland per un po’ di provviste e per acquistare delle birre tedesche da portare a casa. Poi ritorniamo ad immetterci sull’autostrada A9 sempre in direzione sud. La tappa di oggi la abbiamo prevista sul lago Brombachersee, a metà tra Norimberga e Monaco. Seguiamo le indicazioni per il paese di Absberg ed arriviamo nel primo pomeriggio all’area attrezzata ai bordi di questo lago. Anche questa area è segnalata nel database di touring24. Si tratta di una grande area con ad occhio 150-200 posti camper a 8€ al giorno con carico e scarico, per l’acqua ci vogliono 20 centesimi, e allaccio elettrico a pagamento 50 cent. a kwh per molte piazzole (gps 49,13904N 10,87407E). Ci sistemiamo e subito scarichiamo le bici per andare a fare un giro sulle tante piste ciclabili che già avevamo adocchiato. Facendo il giro del lago constatiamo che deve essere una meta molto frequentata in questa zona, ed in effetti l’ambiente è molto carino. Nella serata il parcheggio si riempie del tutto, è venerdì sera, e siamo l’unico camper italiano presente.
Km 3580


Sabato 28 : ormai le vacanze volgono al termine, ma decidiamo di non rientrare oggi in Italia, per evitare il gran traffico che probabilmente ci sarà sull’autostrada del Brennero. Optiamo per far tappa a Garmisch Partenkirchen, che conosciamo bene. Da Absberg con la strada b2 ci portiamo nei dintorni di Monaco e poi con l’autostrada arriviamo velocemente, e incontrando poco traffico, a Garmisch. Ci fermiamo nell’area camper al parcheggio della telecabina wankbahn (gps 47,50460°N 11,10738°E) : € 9 al giorno più € 2 a testa di tassa comunale, che da però diritto ad utilizzare gratuiatamente i mezzi pubblici, un ingresso in piscina e altri sconti vari. Noi fermandoci per un pomeriggio e notte utilizziamo solo gli autobus per andare in centro. Al parcheggio ci sono anche le colonnine elettriche sempre con sistema a gettoniera ,un paio di docce calde a pagamento 1€, scarico e carico ad 1€ e w-lan a 2€ l’ora. Trascorriamo il pomeriggio passeggiando per l’affollato centro e sosta per un buon gelato e birra in una gelateria con tavoli all’aperto.
Dopo cena passiamo qualche ora seduti fuori dal camper all’aria fresca di montagna, pensando ai bei posti visitati e ai piacevoli momenti trascorsi in questa vacanza.
Km 3834


Domenica 29 : questa mattina sveglia anticipata ed alle 7:45 siamo in movimento. Da Garmisch ci portiamo in Austria sulla b23 e attraversiamo l’agevole Fernpass sulla b179. Una volta scesi non andiamo in direzione Insbruck per evitare il Brennero, sempre per evitare il più possibile il traffico. Passiamo per Lindau e poi passo Resia, Merano e a Bolzano sud ci immettiamo in autostrada. Il traffico è intenso ma scorrevole, comunque per evitare il nodo Modena-Bologna, a Verona usciamo e proseguiamo sulla transpolesana in direzione di Ferrara . Alle 17 circa voltiamo nel cortile di casa, come sempre con un po’ di amarezza per la fine delle vacanze, ma pienamente soddisfatti. E ancora come sempre abbiamo già in mente quali potrebbero essere le mete per le prossime vacanze in inverno, la prossima estate,…ma ora lasciamo riposare il nostro fedele compagno di viaggio : il camper.


CHILOMETRI TOTALI 4365
GASOLIO CONSUMATO 460,5 litri
MEDIA CONSUMO 9,5 km/litro


EQUIPAGGIO :
Sergio, Elisa e nostra figlia Karen (2 anni e 3 mesi), da Massalombarda (RA), su semintegrale Adriatik 680sp dell’ottobre 2004, che al ritorno ha all’attivo poco più di 46000km.


CONSIDERAZIONI:
viaggio effettuato dal 13 al 29 luglio 2007.
Il meteo in questo periodo è stato tutto sommato ottimo. I primi giorni a Cracovia era addirittura molto caldo, oltre i 30 gradi, ma di sera rinfrescava bene. Ovviamente sul mar Baltico c’erano temperature più fresche. Abbiamo preso la pioggia solamente un pomeriggio e sera a Leba e un acquazzone a Tourun.
La moneta locale è lo Zloty e in questo periodo viene cambiata a circa 3,80 con l’Euro.
Il prezzo del gasolio si aggira sui 3,80 zloty, mentre nei distributori dei centri commerciali francesi l’abbiamo trovato fino a 3,52 zloty.
Nei dintorni delle cittadine medio grandi ci sono sempre i supermercati e nelle grandi città ci sono mega-centri commerciali “alla francese” proprio dei marchi francesi (carrefour, auchan, intermarchè) oppure tedeschi (kaufland, real), nei quali si trova di tutto, anche i prodotti italiani più conosciuti.
Il costo della vita è per alcune cose molto più basso che in Italia e per altre non c’è una grande differenza. Ad esempio una birra da mezzolitro servita al tavolino dei bar in centro a Cracovia costa neanche 2 €, ed in generale gli alimentari al supermercato costano molto meno. Non abbiamo notato molta differenza su altri articoli come elettronica o abbigliamento.
Per la preparazione del viaggio ci siamo avvalsi della guida del Touring e di quella delle edizioni Vivicamper, e ovviamente dei diari di bordo presenti su internet e nelle riviste di settore.
Per la navigazione ho usato, come sempre, il mio metodo costituito da un notebook piazzato sul cruscotto davanti al passeggero con ricevitore gps e software autoroute 2007. In questa versione, per i paesi dell’est sono presenti solo le strade di grande importanza e i centri delle città in maniera molto dettagliata e aggiornata. E’ stato quindi utile acquistare una cartina della Polonia al primo distributore di carburante dove ci siamo fermati.
Per le soste noi siamo andati praticamente sempre in campeggio, anche se preferiamo le aree attrezzate o la sosta libera. Ma in Polonia aree attrezzate non ne esistono, e fare sosta libera non ci convinceva dal punto di vista della sicurezza. Va considerato che il prezzo medio di un campeggio per due persone e bimba piccola si aggira sull’equivalente di 15 € , praticamente come una area attrezzata da noi in Italia. Nelle località più rinomate ci sono anche molti parcheggi custoditi a pagamento, ma a volte si spende quanto in un campeggio e si sta in un piazzale asfaltato o polveroso. Avendo una bimba piccola che necessita di poter correre e giocare abbiamo scelto i campeggi.
Tutti i campeggi dove siamo stati disponevano dello svuotatoio per le cassette del wc, ma solo in due (Sandomierz e Tourun) c’era anche una griglia per scaricare le grige. A Cracovia ce le hanno fatte scaricare in un fossetto scavato nel prato vicino alla recinzione in un angolo del campeggio.
E’ quindi necessario attrezzarsi per poterle scaricare con la cassetta thetford o con un serbatoio mobile. Per come la penso io è meglio evitare lo scarico selvaggio, anche se ho avuto l’impressione che non avrebbe destato particolare interesse delle persone.
Le strade, che tutti definiscono disastrate, in molte occasioni lo sono veramente. I tratti che ho trovato messi peggio li ho citati nel racconto volta per volta. Sono anche frequenti i lavori in corso che causano a volte lunghe attese in colonna.


In conclusione la Polonia da noi visitata è stata una piacevole sorpresa, una bella vacanza.


Buoni viaggi a tutti, Sergio, Elisa, Karen.


 


Autore: 
Sergio & Elisa Cavina
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