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Mille auguri a Camaldoli (Ar). In camper alla scoperta della tradizione monastica

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Doppio millenario in Toscana. Dopo quello della città e della Cattedrale di Sansepolcro  c'è un altro importante luogo religioso e storico, sempre in provincia di Arezzo, che si appresta a festeggiare le sue mille candeline: si tratta dell’Eremo di Camaldoli. E un viaggio in camper potrebbe essere l'occasione per rivivere l'antica tradizione monastica, immersi in una millenaria foresta dell'appennino tosco-romagnolo.
Camaldoli è una località situata nel comune di Poppi, all’interno del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona e Campigna ( www.parcoforestecasentinesi.it). Qui nacque l’Eremo fondato dal monaco ravennate San Romualdo, vissuto a cavallo dell’anno Mille, che ha trascorso buona parte della sua vita in modo itinerante, traferendosi da un luogo all’altro per fondare piccole comunità monastiche o riformare cenobi ed eremi già esistenti. Se a molti questo eremita risulta essere sconosciuto, sappiate che in vita fu un uomo rinomato e ricercato da papi e imperatori, propugnatore di istanze di rinnovamento spirituale che si andavano diffondendo nel secolo XI. Negli ultimi anni della sua vita, Romualdo incontrò il vescovo Teodaldo di Arezzo che, appunto, gli offrì una proprietà posta sui monti al limite dei confini della diocesi, in mezzo ai boschi dove vi erano sette emersioni di acqua sorgiva: il “campo di Maldolo”. Non si conosce il significato della parola Maldolo, anche se leggenda lo collega a Maldolo d’Arezzo (da qui Ca’ Maldoli), un conte che avrebbe donato il terreno. Con l’arrivo di Romualdo e nel giro di pochi decenni, l’Eremo si trasformò in un vero e proprio cenobio, che rimodellò la primitiva struttura camaldolese.
 
A poca distanza dall’Eremo, dove si trova la cella di san Romualdo, si trova il Monastero, composto anche dalla foresteria, dall’antico ospizio e dall’antica farmacia, dove i monaci lavoravano spezie e piante medicinali per curare i malati. La farmacia, con i pregiati mobili in noce, il soffitto a cassettoni e gli armadi con ante impreziosite da intagli, risale al 1513, quando venne ristrutturata dopo i molti incendi che l'avevano danneggiata e talora anche distrutta. La chiesa del Monastero, in stile barocco e dedicata a san Donato e sant’Ilariano, venne decorata nel 1361 da Spinello Aretino. Col passare del tempo e viste le condizioni precarie dell’edificio, venne ricostruita su modello della chiesa del monastero camaldolese di San Michele a Venezia, ma anche questa pianta venne più volte rimaneggiata. Oggi conserva tele di Giorgio Vasari. Non dimentichiamo, infine, che nel Rinascimento Camaldoli divenne un importante centro culturale (ospitò pure Lorenzo il Magnifico e la sua corte di letterati) e dopo il 1520 attivò una tipografia. La biblioteca della foresteria raccoglie oggi circa 300 mila volumi.
Per le famiglie e i bambini molto divertenti possono rivelarsi le passeggiate nella Riserva Biogenetica di Camaldoli, che si sviluppa intorno all’Eremo e che oggi è gestita dal Corpo Forestale dello Stato. La Riserva si estende fino alla Foresta della Lama, oggi in territorio romagnolo. Molto importante la presenza della fauna, tra cui si segnalano quattro specie di ungulate (cervo, daino, capriolo e cinghiale), oltre al loro predatore naturale, il lupo. Abbondante anche la fauna ornitica e i mammiferi minori, come gli scoiattoli .
 
Oggi, 7 febbraio, i monaci, gli eremiti e le monache camaldolesi daranno il via alle “celebrazioni millenarie”, un periodo di eventi di tipo religioso e culturale, che si protrarranno oltre il 6 agosto 2013. Una data lontana e un calendario ricco di appuntamenti diversi per riscoprire e approfondire la storia dell’Eremo e riproporre i valori che l’hanno animata. Si comincerà con le principali feste liturgiche, dalla dedicazione delle chiese del monastero e dell’Eremo (25 giugno e 23 agosto), che ricordano il momento fondativo e dei loro titoli (6 agosto Trasfigurazione, 7 agosto santi Donato e Ilariano), alla solennità di san Romualdo (19 giugno). Poi l’approfondimento storico, cui sono dedicati due convegni che si terranno nella foresteria del Monastero. Il primo (31 maggio-2 giugno 2012) tratterà il tema “Camaldoli e l’Ordine Camaldolese dalle origini alla fine del XV secolo”, mentre il secondo (30 maggio-1 giugno 2013) proseguirà la stessa indagine per i secoli XVI-XX. Con le iniziative del Millenario, però, si desidera anche offrire delle occasioni per approfondire il significato dell’esperienza monastica contemporanea e della vita benedettina-camaldolese. Per questo motivo sono stati istituiti due convegni, nell’ottobre 2012 e 2013, e altri incontri serali aperti a tutta la popolazione. Ma gli eventi del Millenario non si svolgeranno unicamente a Camaldoli: sono previste mostre che evidenzino la storia e alcuni aspetti della produzione artistica e letteraria dell’Eremo e del Monastero a Arezzo, Firenze, Ravenna e Venezia, città in cui la presenza camaldolese è stata molto significativa lungo questi mille anni di storia.
Infine, anche Camaldoli si è forgiato di un logo in occasione di questi millenari festeggiamenti.
 

Il risultato del lavoro, affidato alla “Sesamo comunicazione visiva” di Figline Valdarno, nel suo insieme è il simbolo della stretta comunione tra Terra e Cielo che si vive proprio nell’Eremo. Ogni tratto figurativo sintetizza un elemento ben preciso: il triangolo celeste rappresenta l’Eremo, l’arco marrone la Terra (il territorio di Camaldoli, la montagna) e il triangolo arancio il Monastero, che appartiene alla terra ma che è in contatto con Dio.
La Provincia di Arezzo ha programmato invece degli interventi che prevedono la sistemazione della zona antistante al monastero mediante la pulizia e conservazione del lastricato in pietra esistente; l'adeguamento della viabilità con la realizzazione di nuovi parcheggi per autovetture e autobus ed un percorso pedonale con illuminazione molto soffusa, adeguata all'ambiente. Saranno infine abbattute le barriere architettoniche per l'accesso alla farmacia e sarà realizzata nella viabilità esistente una piccola rotatoria che consentirà facilità di manovra a macchine e autobus.

Se passate da Camaldoli non potrete non andare a Poppi, al centro del Casentino.
Il borgo medievale è una città murata alla cui sommità signoreggia il Castello dei Conti Guidi, opera della celebre famiglia di architetti Di Cambio e "prototipo" di Palazzo Vecchio in Firenze.
Al suo interno potrete ammirare la Biblioteca Rilliana, ricca di centinaia di manoscritti medievali e di incunaboli. Altro elemento di assoluto rilievo è la cappella dei Conti con un ciclo di affreschi trecenteschi attribuiti a Taddeo Gaddi, allievo di Giotto.
Scendendo dal castello si incontra la Propositura dei Santi Marco e Lorenzo (sec. XVIII), mentre
davanti a questa, nella piazza principale, è visibile un raro esempio di barocchetto toscano, l'oratorio della Madonna del Morbo (sec. XVII), edificio a pianta esagonale con cupola a squame cinto da un delizioso portico.

Al suo interno una pregevole Madonna con Bambino di Filippino Lippi. Proseguendo per il borgo maestro fiancheggiato da portici, si giunge alla Badia di S. Fedele. La visita può concludersi con una passeggiata lungo la cinta di mura medievali, dalle quali si può ammirare il panorama della campagna toscana. Poi potrete prendervi una pausa, soprattutto per i bambini, e andare allo Zoo di Poppi, il primo e a oggi l'unico ad ospitare la sola fauna europea. Il Parco si estende su una superficie di circa 50 ettari con piante di pini, castagni e querce secolari ed è aperto tutto l’anno.
Al ritorno o all’andata (in questo caso se venite dalla superstrada E45 dovete uscire a Pieve Santo Stefano), d’obbligo è la visita al Santuario della Verna .
Nel 1213 Orlando Catani, conte di Chiusi in Casentino, vi invitò Francesco d’Assisi con queste parole: “Io ho in Toscana uno monte divotissimo il quale si chiama monte della Vernia, lo quale è molto solitario e salvatico ed è troppo bene atto a chi volesse fare penitenza, in luogo rimosso dalle gente, o a chi desidera fare vita solitaria. S’egli ti piacesse, volentieri Io ti donerei a te e a’ tuoi compagni per salute dell’anima mia”. San Francesco accettò e da quel momento La Verna divenne uno dei romitori nei quali ogni anno egli amava passare prolungati periodi di ritiro. Qui, nel 1224, ricevette le Stimmate.
Da allora La Verna è divenuta un luogo di spiritualità immerso in un contesto mistico e affascinante, contesto creato in parte dai frati francescani attraverso l’architettura e l’arte del convento, dall’altra donato dall’ambiente naturale, ossia la particolare conformazione rocciosa del monte e la stupenda natura che lo circonda . Il Sacro Sasso della Verna, un grande “dente” sul crinale appenninico, si erge inconfondibile su tutta l’intera valle del Casentino. Questo “dente” roccioso fuoriesce da meravigliosi boschi di faggio ed abete, boschi che fanno da cornice all’intero Santuario e che accompagnano in belle passeggiate. La più bella e la più praticata è sicuramente la salita alla Penna, l’apice del monte. Da qui si apre un panorama spettacolare sull’intera Romagna.

Presso il Santuario potrete anche fare un giro nel museo, composto da grandi sale quattrocentesche e da ambienti significativi della vita dell'antico convento. Il museo espone corali miniati del XV secolo, suppellettili liturgiche, parati e dipinti. Particolare rilievo hanno il crocifisso ligneo policromo attribuito a Giovanni Angelo Montorsoli e un busto in ceramica attribuito ad Andrea della Robbia. Il percorso si conclude con la sala dedicata all'antica farmacia, al laboratorio di spezieria e al fuoco commune. Riguardo i della Robbia, ricordiamo che in Casentino sono presenti quasi cinquanta terrecotte robbiane, di cui un terzo si trovano a La Verna. Nella Basilica del Santuario Francescano è conservato uno dei capolavori di Andrea, l’Annunciazione.
Le figure rappresentate in questi altorilievi in terracotta invetriata mutano espressione a seconda del punto d’osservazione e della direzione della luce da cui sono illuminate.
Infine domenica 13 maggio Papa Benedetto XVI si recherà ad Arezzo, al Santuario francescano della Verna (verso le 17) e a Sansepolcro (alle 18) per rendere omaggio a questi importanti Millenari.
 
Come raggiungere Camaldoli e Poppi
Se arrivate da Cesena Nord, lasciate la E45 ss3bis a Bagno di Romagna e seguite le indicazioni per la SR71 che conduce sulla SP67 con arrivo al Monastero di Camaldoli. Per coloro che vengo dall’autostrada A1, uscite ad Arezzo e proseguite per Casentino- Bibbiena-Cesena sulla Statale n. 71. Al chilometro 11 dopo Bibbiena, bivio strada provinciale per Camaldoli, Km. 4. Arezzo e Camaldoli distano 50 km.
Per raggiungere Poppi dovete percorrere la stessa Statale 71 e poco dopo Bibbiena, si prende a sinistra la strada della Consuma (70) e dopo circa 5 km si giunge a Poppi. Il comune casentinese dista da Arezzo 39 km.
 
Informazioni utili
A seconda del vostro percorso, diverse sono le possibilità di sosta nelle zone indicate.
Se volete fermarvi vicino a Camaldoli, a 2 chilometri da Poppi c’è Camping La Pineta di Maurizio Norcini (Via Camaldolese 33 Loc. Avena), in posizione ideale per raggiungere Camaldoli e La Verna. C’è anche un punto sosta camper a pagamento presso l’Eremo, oppure uno gratuito prima del ponte all’inizio del paese.
Per altre informazioni sul Sacro Eremo di Camaldoli (52010 Camaldoli, Arezzo): tel 0575-5560 44/21; fax 0575-556042; mail: segreteria.millenario@camaldoli.it o sito internet www.camaldoli.it.

Se volete invece sostare a La Verna o dintorni, a Località Vezzano c’è il Camping Village La Verna, ai margini del Parco delle foreste casentinesi e a 2 km dal Santuario francescano. Il camping è aperto da Pasqua ad ottobre. Altrimenti a Pieve Santo Stefano, vicino alla superstrada E45, si può far base presso l’area Grey Camper -dettagli.

Altre utili indicazioni per la sosta a Chiusi della Verna, Poppi e dintorni nel nostro dbase nazionale

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Punteggio: 
5
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Coordinate: 
Latitudine: 11.820062000000 - Longitudine: 43.793325000000