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L'Italia si svela: San Giovanni Suergiu

Tesori straordinari nascosti in un'isola "lontana" scopriamoli con gli amici del Club Camperisti Sardi


La Sardegna spesso e volentieri viene pubblicizzata, nelle patinate riviste turistiche, come un’isola affascinante per il mare e le coste uniformandola così, di fatto, ai tanti anonimi “villaggi turistici” sparsi per il mondo tralasciando l’aspetto culturale che, invece, la contraddistingue per la sua particolarità. Una terra ricca di tesori, a volte nascosti, dove nessuno, neppure gli stessi abitanti, ne conosce l’esistenza. Certamente non si parla, come nell’immaginario, di tesori luccicanti e occultati dai pirati dentro forzieri in un’isola sconosciuta e indicati da vecchie e misteriose mappe, ma di preziosi beni culturali che segnano le origini di un popolo e la storia di una terra antica.
Rupe Antropomorfa sfinge San Giovanni Suergiu Grazie a Mario e Daniela, soci del Club Camperisti Sardi, è stato possibile, lunedì 30 aprile e martedì primo maggio, conoscere la “Rupe Antropomorfa” (chiamata anche Sfinge) e il villaggio e il sito delle Domus de Janas di Is Loccis Santus; un patrimonio situato nel comune di San Giovanni Suergiu, un’area di grande interesse storico, culturale e ambientale del Sulcis, nella parte sud occidentale della Sardegna a pochi chilometri da Cagliari il cui toponimo “smergi” (con cui si chiamava il monte San Giovanni e la sua piana), significa sughero e ci fa immaginare un vasto bosco di querce che si avvicinava quasi fino al mare.

L’appuntamento è fissato per il primo pomeriggio del 30 aprile al ristorante e pizzeria ”Perda Rubia” nel comune di San Giovanni Suergiu dove, grazie all’ospitalità del titolare, Roberto, persona cortese e attenta al mondo dei camperisti, il gruppo composto da 13 camper e da quasi trenta partecipanti si prepara a trascorrere tra vecchi e nuovi amici un piacevole momento a contatto con le bellezze di una parte di questa Sardegna, a volte sconosciuta anche a chi ci vive da tanto tempo.
San Giovanni Suergiu club camperisti sardi Inoltre, è stata l’occasione per incontrare Roberto Pucci e Bonina Loi, assessore comunale della Cultura e Spettacolo e presidente della Proloco del comune di San Giovanni Suergiu. Incontro utile per evidenziare, in una chiacchierata informale, come questa tipologia di turismo all'aria aperta è in costante aumento ed è orientato alla scoperta di luoghi suggestivi. Il Sulcis, con le sue particolari bellezze naturali e le più importanti testimonianze di archeologia mineraria al mondo, è in grado di proporre un'offerta completa e di alta qualità. Inoltre, da non Is Loccis Santus San Giovanni Suergiu club camperisti sardisottovalutare l’importanza come modello di sviluppo economico e di nuova proposta di attrazione turistica per il territorio.

Dopo una serata trascorsa in pizzeria e grazie soprattutto all'offerta proposta dal titolare del "Perda Rubia" (pizza e bibita a scelta più pernottamento tutto a 10 euro), la mattina del primo maggio i camperisti, grazie alla Proloco, hanno avuto la possibilità di visitare, in una piacevole escursione a piedi, la Sfinge, il borgo Rosso Porpora che sorge a ridosso del sito archeologico di Is Loccis Santus. Preziosi e straordinari tesori che nessuno ne ha mai saputo niente o mai parlato.

La Rupe Antropomorfa, o Sfinge, è una roccia molto particolare avvolta da un “mistero”: un’antica scultura o una banale roccia modellata dal vento? La stessa archeologia non sembra rispondere a questo quesito perché al momento questa formazione non è oggetto alcuno di studi ufficiali. Ricerche del tutto indipendenti da parte di diversi studiosi la fanno appartenere ad un contesto controverso, addirittura contemporaneo dell’antica civiltà egizia, facendo riferimento a frequentazioni degli antichi guerrieri Shardana, forse di stanza in Sardegna alla fine del II millennio a.c. con il faraone Ramesse II, il quale si avvalse della loro collaborazione come mercenari nella famosa battaglia di Kadesh contro gli Ittiti. Realtà o fantasia? Ancora non ci sono certezze. Per ora meglio restare sul concreto e ammirare, invece, tutto il panorama attorno all’enigmatico volto della “sfinge”. La zona circostante è ricca di testimonianze archeologiche in un arco temporale che va dal neolitico (le domus de janas di is Loccis Santus) passando per il nuragico e arrivando
Domus de Janas San Giovanni Suergiu club camperisti sardi fino alla dominazione romana dell’attuale Sant’Antioco, l’antica Solby.

Dopo la visita alla sfinge è stata la volta della collina di depositi vulcanici dove si trovano dodici Domus de Janas immerse in un paesaggio mozzafiato che si affaccia verso il mare. A guidare il gruppo una giovane e preparata ragazza della cooperativa che gestisce l’area archeologica.

Ma il Loccis Santus è anche un piccolo villaggio, un “medau” in sardo, che risale molto verosimilmente al 1700 ed è frutto della fusione di due famiglie, i Locci e i Santus, da cui deriva il suo nome e sorgeva dove anticamente era insediato il villaggio nuragico.

Una giornata intensa e ricca di tante emozioni, accompagnate da un viaggio nella storia e nel passato attraverso un territorio con un patrimonio culturale ancora sconosciuto. Purtroppo una sola giornata non basta per poter scoprire ed apprezzare, anche nel dettaglio, tutte queste bellezze.

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Ma grazie all'ospitalità del comune di San Giovanni Suergiu da parte dell’assessore della Cultura, Roberto Pucci e del presidente della Proloco, Bonina Loi, che metteranno a disposizione i servizi della struttura del campo sportivo di Matzaccara, una frazione dello stesso comune, in modo da poterli utilizzare come area di scarico e carico, in attesa che lo stesso comune - come è nelle intenzioni - si doti di un’area attrezzata, sarà possibile visitare nuovamente questi preziosi beni culturali così vicini e tanto lontani dal nostro sapere.
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Terminata l’escursione, tutti insieme a pranzo - ospiti della proloco ad un prezzo simbolico - per trascorrere la parte finale della giornata del primo maggio in un clima allegro e festoso con l’affetto e l’amicizia tra vecchi e nuovi camperisti gustando le prelibatezze enogastronomiche del posto e di un terra, la Sardegna, che continua ad affascinare non solo i turisti, ma anche i suoi stessi abitanti. Nel tardo pomeriggio dopo le danze di gruppo accompagnate dalla musica “evergreen” (anni ’50, ’60, ’70 e ’80) ... tutti pronti a partire e con un arrivederci alla prossima occasione che sicuramente non mancherà.
 

 



Foto: Daniela Meloni

 


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