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La Mongolia, il viaggio in camper nelle terre dell'Est

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Il resoconto di Adele e Andrea Cobianchi sul lungo percorso per la Mongolia, dal 30 Giugno al 24 Agosto 2011 lungo un percorso di 24415 chilometri.

Nel corso del loro viaggio hanno attraversato:

  • Croazia,

  • Ungheria,

  • Ucraina,

  • Russia Europea,

  • Russia Asiatica

  • Siberia.


L’itinerario di massima è pronto e nel pomeriggio del 30 giugno partiamo a bordo dell’azzurro Motorhome New Line Evo allestito dalla VAS su meccanica IVECO; siamo soli io e mia moglie Adele, dolce, paziente e insostituibile compagna di viaggio, consapevoli che difficoltà e problemi quotidiani dovranno essere risolti solo da noi.

1 luglio 2011. La prima notte l’abbiamo passata in un’area di servizio autostradale presso le grotte di Postumia.Di buon mattino ripartiamo, attraversiamo velocemente Slovenia e Ungheria, che già ben conosciamo, e alle 19.30 arriviamo alla dogana di ZAHONY. Senza problemi lasciamo l’Ungheria, percorriamo il ponte sul fiume TISZA che la separa dall’Ucraina e dopo una discreta attesa sotto un violentissimo temporale, espletiamo le formalità doganali Ucraine: controllo dei passaporti, della carta verde, veloce ispezione del camper e, dopo la registrazione sul computer del nostro ingresso, lasciamo la dogana. Alle 21,30 nel piazzale di un motel di COP, mentre continua a piovere, sostiamo per cenare e passare la notte. In un giorno e mezzo di viaggio da casa abbiamo percorso 1266 km .

2 luglio, sabato. Partiamo alle ore 8 locali, e per accorciare il percorso prendiamo direttamente per MUKACEVO; *(meglio passare da UZGOROD!!) purtroppo la strada è un susseguirsi di buche ricolme di acqua che ne cela la profondità, e che abilmente cerco di evitare; dopo 40 km. finalmente ritroviamo la M06. Ora si viaggia bene, una bella strada scorre tra colline disseminate di pagliai e coltivate a ortaggi, i paesini hanno belle case di legno dai tetti in lamiera. Prima di STRYI mi ferma la polizia accusandomi di aver superato il limite dei 60 km/h; su un foglietto a biro, scrivono: km/h 66, li mando a “quel paese” e me ne vado!! *(E’ molto efficace il navigatore Garmin che, oltre a indicarmi il percorso da seguire, fornisce importanti notizie ed evidenzia i limiti di velocità.) Superata STRYI inizia una moderna superstrada a 4 corsie, con la quale arriviamo a LEOPOLI a mezzogiorno. La città già la conosciamo, in centro siamo alla ricerca di una banca per cambiare EURO in GRIVNE e di un negozio per acquistare pane fresco; pranziamo presso il bel teatro dell’opera. Riprendiamo la M06, da RIVNE a ZITOMIR troviamo numerosi lavori in corso, e scambi di carreggiata, fortunatamente il traffico è scarso e alle 19.30 arriviamo a KIJEW. Cerchiamo di raggiungere piazza IVANA FRANKA, in pieno centro, che ci ha già “ospitato” altre volte, ma causa una manifestazione politica c'è negato l’accesso; usciamo così dalla città e a BROVARY nel parcheggio di un grande ristorante, sostiamo e passiamo la notte. Km. 850.

3 luglio, domenica. Partiamo alle 6,30; la nebbia ci accompagna per i primi 100 km di M01, a KOPTI deviamo sulla M02. Bella è la strada che in 250 km., attraversando boschi di pini e betulle e senza mai incontrare paesi, ci porta verso la Russia. Ogni tanto fa capolino il sole, il traffico è inesistente, ho anche il tempo di inserire la scheda con gli aggiornamenti cartografici dell’intera Russia nel Garmin. Alle 11.00 siamo alla frontiera Ucraina; pochi i controlli per uscire, ci costa 50 Grivne la cancellazione nel computer. Per arrivare alla dogana Russa superiamo almeno un centinaio di TIR; un militare segna su un foglio il numero di targa e dei passeggeri poi veniamo indirizzati verso la polizia. I doganieri ci consegnano dei moduli da compilare, ma essendo solo in Cirillico, dobbiamo ricorrere all’aiuto di un ufficiale che gentilmente ci da una mano. Dopo i timbri d’ingresso sui passaporti, il rilascio della carta d’importazione temporanea del mezzo, seguita da una rapida ispezione del camper siamo in Russia. Al bivio di KALINOVKA, mentre il navigatore decide se farci percorre la M3 o la A142, pranziamo. Garmin, *(che da ora chiameremo “Silvia”) propende per la M3, ma ben presto ci rendiamo conto che non è stata una scelta felice: strada in cemento, molto sconnessa, con frequenti rattoppi e traffico caotico; procediamo a 60/70 km/h, per di più piove insistentemente. Alle 18,30, superata KALUGA, ci fermiamo più per lo stress che per la stanchezza. Entriamo in un grande Tir-Park che dispone di officina, distributore, lavaggio e fontanella per il rifornimento di acqua, la sosta ci costa 100 Rubli. Tra i tanti ristoranti e vari motel molte “donnine” sono in attesa di clienti. Alle 22,30 c’è ancora chiaro; doccia, cena e dopo un po’ di notizie TV dall’Italia a letto per una tranquilla nottata. 664 i km. percorsi oggi.

Lunedì 4 luglio. Dopo aver scaricato nere e grigie nella griglia per il lavaggio dei bus, partiamo alla volta di MOSCA che dista circa 160 km. La M3 diventa superstrada a due corsie per senso di marcia; sino al primo grande anello di Mosca si viaggia bene, poi il traffico s’intensifica nonostante le 4-5 corsie; “Silvia” ci informa che per trovare lo svincolo verso la M7 devo percorre ancora 48 km. Lasciamo il ring direzione VLADIMIR e, avendo esaurito i Rubli rimasti da un precedente viaggio, cerchiamo prima un ufficio di cambio, poi un negozio di generi alimentari; nel piazzale della fabbrica FERRERO pranziamo. E’ una bella giornata di sole, ottima anche la strada, occorre però fare molta attenzione alle pattuglie della polizia che immortalano le infrazioni con telecamere nascoste. Il limite di velocità è di 90 km/h, è una buona andatura che ci permette di ammirare il paesaggio e le tante bancarelle che, lungo la strada, espongono cesti in vimini, amache, piscine, e ogni genere di frutta e verdura. Arriviamo a NIZNJ NOVGOROD a metà pomeriggio e decidiamo di visitare la città che sorge dove il fiume OKA si getta nel VOLGA; imposto il navigatore su “Kremlin”, e speditamente lo raggiungiamo; piazzato il VAS sulle rive del fiume, iniziamo la visita. Con una scenografica scalinata, dal lungo Volga, si accede al KREMLINO che è racchiuso da possenti mura in mattoni; dai bastioni si ha una bella vista sulla città e sulla confluenza dei due fiumi. Nei giardini del Kremlino visitiamo la chiesa dedicata a S. Michele e un museo all’aperto di reperti bellici. Purtroppo il museo Sakharov, sulla repressione Sovietica, chiude alle 18.00, così non ci resta che passeggiare su ulica Bolshaya, lunga via pedonale affollata di giovani, con bei negozi, bar e ristoranti. Alle 21.00 ci spostiamo nel parcheggio del monastero Peshorsky che riflette le sue cupole e le guglie dorate nel Volga, il tutto esaltato da un infuocato tramonto; ceniamo e indisturbati passiamo la notte Km. 706

camper Niznj Novgorod mura kremlino camper Niznj Novgorod fortezza

Martedì 5 luglio. Partiamo alle 6,30 con il sole già alto, con una pessima circonvallazione intasata di TIR usciamo dalla città e imbocchiamo la M7; si alternano tratti di ottima superstrada, ad altri sconnessi o in rifacimento che rallentano l’andatura. Attraversiamo villaggi con casette di legno, le persiane colorate di verde e azzurro e spesso scolpite con motivi floreali; nei cortili sono esposte, su improvvisati banchetti, frutta e verdura, uova o funghi. Il paesaggio è cambiato, file di betulle delimitano sterminate pianure con bassa vegetazione, campi di cereali o di colza dai fiori gialli. Arriviamo a metà mattinata a ZELENODOL’SK; superato il Volga ci ferma la polizia per un controllo, e ci fa notare che siamo nella repubblica indipendente del TATARSTAN, e che la vicina KAZAN ne è la capitale. Qui i letti dei fiumi Volga e Kazanka sono enormi, con arditi ponti che poggiano su verdi isolotti, ci avviciniamo alla città. Già da lontano si notano le guglie e i minareti di chiese e moschee racchiuse dalle bianche e imponenti mura del Kremlino; nel grande parcheggio custodito, presso il ministero dell’agricoltura, lasciamo il camper. Avevamo previsto una sosta a Kazan in quanto, oltre alla visita, poteva essere l’occasione per ottenere la registrazione del visto. *(obbligatoria dopo 7 giorni di permanenza in Russia). Su internet avevo trovato l’Hotel Giuseppe, gestito da un Italiano, e che dista un centinaio di metri dall’ingresso principale del Kremlino, quindi per prima cosa cerchiamo l’albergo. Purtroppo il signor Giuseppe non c’è, ma alla reception ci spiegano che solo se pernotteremo almeno due notti in albergo avremo la registrazione dei visti; inoltre ci assicurano che, essendo il nostro un viaggio itinerante e in camper, tale registrazione non sarà necessaria e mai potrà esserci contestazione da parte della polizia; ci fidiamo!! Apprezziamo due ottimi caffè Lavazza e iniziamo la visita della città. Dalla piazza 1° Maggio entriamo nel Kremlino che dal 2000 è protetto dall’UNESCO; passando sotto l’antica porta, sovrastata dalla torre dell’orologio con alla sommità una grande stella a cinque punte, percorriamo il viale principale dove sono esposte le foto della recente ristrutturazione. Tra giardini e parchi ben tenuti, sorgono i vari palazzi governativi; nelle vicinanze della Torre Syuyumbike visitiamo la Cattedrale dell’Annunciazione, e poco oltre la grandiosa Moschea Kul Sharif, con i quattro minareti protesi in un limpido cielo azzurro. Dopo la spesa in un rifornito supermercato, torniamo al camper per pranzare. Nel pomeriggio, percorrendo l’area pedonale tra eleganti palazzi da poco restaurati, troviamo la Cattedrale Barocca dei Santi Pietro e Paolo, poi gli edifici classici della biblioteca e dell’università Lenin. Nelle vicinanze del limpido laghetto Kaban, alimentato da due canali in parte sotterranei che provengono dal Volga, visitiamo le moschee di Sultanov e Nurullah. Tornati al parcheggio, troviamo due famiglie di turisti Russi che girano con macchina e roulotte e con i quali cerchiamo di conversare; alle 23.00 c’è ancora luce ma stanchi ci ritiriamo per riposare. Kazan ci ha piacevolmente sorpreso, merita sicuramente un viaggio. Km. 414 e almeno 10 a piedi!!

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Mercoledì 6 Luglio. Alle sette siamo pronti per partire, i roulottisti Russi ci vengono a salutare, e ci indicano camper Miass Europa Asia sulla carta una località turistica degli Urali dove potremmo rincontrarci questa sera. Trovo qualche difficoltà a uscire da Kazan, poi “Silvia” mi accompagna agevolmente sulla M7; sino a NEBEREZHNYYE CHELNY è una buona strada e poco trafficata, poi frequenti lavori in corso per la costruzione della seconda corsia ci rallentano il passo. Prima di UFA presso un tir-park-motel-ristorante-market, già frequentato in un precedente viaggio, sostiamo per pranzare, rifornirci di acqua e gasolio; con una tangenziale di oltre 40 km. evitiamo la città e con la M5 iniziamo la salita sugli Urali. Il percorso è impegnativo, non per la strada a tornanti, ma per il traffico rallentato dai numerosi camion e dai frequenti controlli della polizia. Scendendo i tir costretti ad una andatura a passo d’uomo, formano lunghe code di veicoli e con scarse possibilità di sorpasso; chi sopraggiunge segnala con i fari la presenza della polizia. Inizia a calare il sole, ma voglio arrivare a MIASS, località che già conosco e dove s’innalza il monumento che divide simbolicamente l’Europa dall’Asia. Sono le 22.00, spengo il motore nel cortile dell’officina IVECO; porto in avanti di un’altra ora le lancette dell’orologio, quattro ore in più rispetto all’Italia, cena e a letto. Oggi intera giornata al volante, solo soste “tecniche”; monotono il tratto da Kazan a Ufa; bello il passaggio sui monti Urali e il valico che supera di poco i mille metri; fortunatamente ci ha accompagnato un bel sole e una temperatura gradevole, mai superiore ai 30°. Oggi sono 768 i km. percorsi; da casa ne abbiamo fatto 3818.

Giovedì 7 Luglio. Alle nove raggiungiamo e superiamo CHELYABINSK, da qui inizia la M51; buona la strada che scorre tra filari di betulle dai tronchi bianchi che luccicano al sole, da campi sterminati spesso coltivati a colza, e punteggiati da stagni. Il traffico è composto prevalentemente da giganteschi tir dal lungo muso; tir che solitamente viaggiano in gruppo per aiutarsi in caso di guasti; frequenti i distributori e i tir-park. Superiamo KURGAN, a PETUKHOVO la M51 prosegue per PETROPAVLOVSK e il KAZAKISTAN, noi per arrivare sulla E30 percorriamo circa 20 km di una pessima e polverosa pista. Alle 21.30 locali c’è ancora luce, superiamo ISHIM, e nel paesino di ABATSKIY ci accoglie il parcheggio di un grande albergo, cena, bevuta di ottima birra e a letto per un tranquillo e meritato riposo. In 14 ore di guida abbiamo percorso 756 km. di monotone strade ma con il sole; tutto procede secondo il programma e senza nessun problema.

Venerdì 8 Luglio. La E30 ci porta a OMSK; da qui ritroviamo la M51, è stata asfaltata di recente e ci consente una buona andatura; purtroppo solito e monotono il paesaggio. Puntualmente rincontriamo i tir che spesso sorpassandoli ci salutano, dalle targhe si evince che potrebbero andare a Vladivostok. Troviamo anche quattro camion super attrezzati tipo Overland; con il CB ci scambiamo i saluti ma niente più, parlano solo Russo. Sotto sera arriviamo a NOVOSIBIRSK capitale della Siberia; una nuovissima tangenziale di 80 km. ce la fa evitare. Spesso si accende la spia che indica mancanza di acqua nel circuito di raffreddamento; nel paesino di MOSHKOVO, trovato posto in un bel tir-park; (80 Rubli) cerco di porre rimedio aggiungendo “paraflù”; ceniamo, poi i gestori del bar ci offrono the e pistacchi. Abbiamo fatto ben 980 km. oggi e più due fusi orari!!

Sabato 9 Luglio. Ci svegliamo con una leggera pioggerellina, la temperatura è + 10°; dopo aver controllato il livello del liquido di raffreddamento si parte. E’ la M53 che ci porta a YURGA, entriamo in città che si presenta grigia e anonima, la attraversiamo alla ricerca di una rivendita di generi alimentari. La commessa non riesce a capire cosa vogliamo, nonostante che “pane” lo scandiamo in quasi tutte le lingue del mondo, il nostro “khleb”= pane in Russo, non scalfisce minimamente la fantasia della giovane commessa; usciamo comunque con il pane, ma non ci azzardiamo a chiedere altro. Anche KEMEROVO, non ci attrae più di tanto; percorriamo le vie cittadine con un traffico caotico che, regolato da lunghissimi tempi semaforici, lentamente si snoda tra palazzoni anneriti dallo smog; la fiamma che arde altissima dalla ciminiera di una raffineria, a mo di faro, ci indica la direzione da seguire. Proseguiamo per MARIINSK, è un villaggio con belle case di legno, nella piazza centrale c’è un grande monumento raffigurante una donna e un bambino che piangono i morti in guerra. In uno spiazzo vicino ad una cappellina ci fermiamo per pranzare, i campi circostanti sono coltivati a cereali, che attendono il sole per maturare. Presso l’aeroporto di KRASNOYARSK, troviamo una grande esposizione di aerei Russi in vendita; un camper rifornimento acqua tir park balay ardito ponte supera il fiume YENISEY, lasciamo la città con una nuova tangenziale; la campagna circostante è occupata da numerose serre e i vari prodotti vengono caricati sui carri trainati da vecchi e sbuffanti trattori. Continua ad accendersi la spia dell’acqua dell’IVECO, ma essendo piovuto quasi tutto il giorno, gli schizzi di acqua m’impediscono di capire dove sia la perdita. Sostiamo a BALAY in un tir-park in costruzione, chiedo ai ragazzi di rifornirmi di acqua e questi per pochi spiccioli con secchi e imbuto fanno il pieno. Con il calar del sole arrivano molte famiglie che alloggeranno per la notte in minuscole casette e, vedendo il camper, devo soddisfare la loro curiosità, poi nel bar ci offrono caffè e biscotti. Sempre monotono e piatto il paesaggio, boschi di betulle con i tronchi spaccati dal vento o dal gelo e campi incolti dove pascolano liberi cavalli e mucche; fortunatamente bella e poco trafficata la strada, a parte i soliti giganteschi tir che giornalmente rincontriamo. Km. 788 e altro fuso orario.

Domenica, 10 Luglio. Partiamo alle 7.00, piove ancora, temperatura +8°; percorrendo la M53 il pensiero va costantemente al radiatore del motore. Finalmente un monumentale portale ci immette nella città di KANSK, cerco un meccanico per porre rimedio alla perdita dell’acqua del motore. Un ragazzo, che fortunatamente parla Francese, mi accompagna in un complesso di varie officine, capiscono il problema, ma essendo festa m’invitano a ritornare l’indomani. Giriamo un po’ per la cittadina, niente male la cattedrale, il teatro e il solito monumento a Lenin che campeggia al centro della grande piazza. Per non perdere un giorno decidiamo di proseguire; la strada che esce dalla cittadina è un vero “gruviera” con enormi buche ricolme di acqua, un ultimo monumento dorato dedicato a Lenin sembra invogliarci a lasciare velocemente la città. Per diminuire la pressione nel circuito idraulico viaggio senza il tappo del vaso di espansione, fortunatamente il motore non si surriscalda, ogni tanto aggiungo acqua, ma procediamo senza intoppi. Percorriamo un centinaio di km con una leggera pioggerellina, entriamo nella regione IRKUTSKAYA e aggiungiamo un’altra ora in più all’orologio; la strada diventa una pista fangosa, si procede a 30/40 km/h; sempre più spesso faccio il rabbocco d’acqua. Oltre ai miei guai aiuto anche un motociclista Polacco a rialzarsi dopo una caduta nel fango, poi raggiungo gli amici che non si erano accorti dell’accaduto invitandoli a tornare indietro. Spesso la ferrovia Transiberiana s’incrocia con la strada, e sono lunghe le attese per il passaggio del treno; a NIZHNEUDINSK attendiamo quasi un’ora per veder transitare un lunghissimo treno carico di legname; anche i distributori sono più rari e quando li trovi il gasolio costa più del solito. In sei ore percorriamo solo 170 km, è la strada peggiore in assoluto, un incubo; molti i lavori in corso per il suo rifacimento, spero di trovarla finita al ritorno. Arriviamo a TALUN con il buio, entriamo in un affollato Tir-Park, il guardiano, con precisione maniacale ci fa parcheggiare (gratis) presso uno scuolabus adibito a dormitorio, in uno stanzino maleodorante e fatiscente ci mostra toilette e doccia, poi augurandoci buona notte se ne va. Non ho molta fame, penso a come rimediare alla perdita del radiatore, sono indeciso se usare il “turafalle” che mi sono portato o se farlo riparare, poi crollo per la stanchezza e lo stress. Km. 520.

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Lunedì 11 Luglio. Alle 6,30 siamo già pronti per partire; nello scuolabus dormono tre dei cinque motociclisti Polacchi incontrati ieri, chissà se arriveranno in Mongolia; lasciamo il parcheggio e cerchiamo un’officina, “Silvia” me ne indica 4 o 5 nei dintorni. Entriamo nella più vicina, nel piazzale vediamo numerosi Tir in fase di riparazione; due ragazzi visionano e capiscono il problema, piazzo il camper sulla buca, e sotto la mia camper smontaggio riparazione radiatore supervisione iniziano a smontare pezzi per accedere al radiatore. Trovate le perdite, in auto mi accompagnano da un ricambista a prendere il necessario per la riparazione, con vari tentativi cercano di turare le falle, ma sembra tutto inutile. Dopo un paio di telefonate arriva il capofficina, abilmente “strozza ed elimina alcuni tubetti”, segue la prova di tenuta, e inizia il montaggio. Sono le 16.00, pago per l’intervento 4710 Rubli, e ripartiamo. La strada ora è asfaltata, si snoda tra pinete e prati con una vegetazione spontanea di fiori lilla, il sole ne esalta i colori. Risolto il problema viaggiamo più tranquilli, ma devo fare molta attenzione a non investire le tantissime lepri che invadono la strada. Dopo NORY sostiamo nel grande parcheggio di un ristorante; curiosando in cucina, ci ispirano gli spiedini di manzo e le costine di lepre; per due abbondanti porzioni, pane e ottima birra, spendiamo 400 Rubli, la sosta è gratis. Solo 280 i km percorsi oggi sulla M53.

Martedì, 12 Luglio.
Partiamo alle 7.00, c’è il sole e la temperatura è di +12°; la strada non è perfetta e non superiamo mai i 70 km/h. I villaggi che attraversiamo sono formati da izbe, spesso fatiscenti anche se abitate, e disposte in unica fila lungo la via, dietro sconfinati campi a volte coltivati a cereali e colza. Prima di ANGARSK ritroviamo i 4 “Overland” fermi, ci scambiamo i saluti con claxon e trombe. Alle porte di IRKUTSK, chiedo a “Silvia” di condurci in un supermercato, siamo a corto di viveri. Acquistiamo pane, birra, pesce del lago Baykal già arrostito, caviale, fragole e meloni di produzione locale, l’insalata è venduta in vasetti con terra e radici, finalmente abbiamo anche un buon approccio con le varie commesse. Pranziamo nel piazzale del mercato attorniati da numerosi curiosi che cercano di individuare la nostra provenienza dalla targa e dal “Tricolore”. Lasciamo la città, dopo un centinaio di km. di buona strada tra boschi di abeti, e superato un passo di quasi 1000 metri, abbiamo una spettacolare visione di KULTUK, cittadina adagiata sulle rive del lago BAYKAL. Indecisi se entrare in Mongolia percorrendo la A164, passando dalla Repubblica Buriata e approdare sul lago KHOVSGOL NUUR, optiamo per la M55 che corre stretta tra la montagna, la ferrovia e il lago, ma con scarse possibilità di sostare. Nel villaggio di BABUSKIN, troviamo alcune fontanelle per rifornirci di acqua; chiediamo il permesso di sostare sul prato presso un bar, permesso concesso solo dopo che due ragazzine hanno munto e allontanato le mucche. Sono le 20.30, con il sole ancora alto facciamo una passeggiata sulle rive del lago; poi doccia, cena e a letto, domani potremmo entrare in Mongolia. Km. 570.

camper Irkutsk mercato camper Babuskin rifornimento acqua

Mercoledì, 13 Luglio. E' una bellissima giornata, +22° la temperatura; la M55 progressivamente si allontana dal lago, con continui sali-scendi attraversiamo grandi boschi di conifere e sconfinati pascoli con mucche e cavalli. Lungo la strada notiamo un Monastero che attira la nostra attenzione; è abitato da una comunità di Buriati che vivono in simbiosi, indipendenti e fuori dalla civiltà; hanno, mucche, pecore, pollame e un rigoglioso orto; ci accolgono con un bel concerto di campane. Un ponte che supera il fiume Selenge ci immette nella bella città, e capitale della Buriazia ULAN-UDE; cerchiamo un ufficio di cambio per convertire Euro in Rubli e in Togrog, la valuta Mongola; il grande orologio della piazza ci indica che qui sono le dieci, quindi otto ore in più rispetto all’Italia. Lasciata la città seguiamo le indicazioni di “Silvia” per K’ACHTA e la Mongolia che dista poco più di 200 km. La strada è discreta, traffico inesistente, incontriamo solo molte pattuglie di militari; frequenti i posti di blocco, che, dopo aver controllato i documenti, ci lasciano proseguire. Qualche Buddha e diverse Stupa ci appaiono ai lati della strada, le piante circostanti sono adornate di nastrini colorati; le persone indossano costumi tipici Mongoli e compiono riti propiziatori lanciando monetine e accendendo bastoncini d’incenso. Arriviamo a K’Achta alle 13.00, non abbiamo voglia di mangiare, ma fretta di sbrigare le formalità doganali Russe e Mongole. Da casa abbiamo percorso 9880 km. e ora ci troviamo nel polveroso piazzale della dogana Russa in attesa di proseguire il nostro viaggio. Solo uno scassato furgone ci precede, la polizia, con il disappunto dell’autista Mongolo, ci fa cenno di superarlo; suscita molta curiosità il nostro modo di viaggiare e la nostra lontana provenienza, purtroppo non riusciamo a conversare con i doganieri: taliaschi, sparuschi da ?; alla nostra negazione ribattono: in Ruschi niet englisc!! I doganieri ritirano i moduli di immigrazione e la carta d’importazione del camper che ci erano state consegnate nella frontiera di SOPYC, appongono i timbri di uscita sul passaporto e dopo una sommaria ispezione del VAS, ma solo per soddisfare la curiosità, lasciamo la Russia. Percorse poche centinaia di metri siamo nella dogana Mongola, mi fanno sostare nella vasca per la disinfestazione e dopo che alcuni spruzzini hanno irrorato il sotto-scocca mi invitano negli uffici doganali. Personale gentilissimo, parlano Inglese; dopo aver compilato e timbrato i moduli d’ingresso temporaneo del camper e d’immigrazione, controllo dei passaporti poi a turno tutti visitano il VAS, addirittura fotografandosi all’interno.
Oggi abbiamo percorso 450 km. e finalmente siamo in MONGOLIA!!

camper Monastero fattoria Buriati camper Stupa Mongolia

Il veloce viaggio di andata verso la MONGOLIA, quasi 10000 km. in tredici giorni, non ci ha dato il tempo di visitare le molte città incontrate lungo il percorso; dopo l'esperienza "Mongola", avendo ancora molti giorni a disposizione e tanta voglia di vedere, diamo sfogo alla nostra curiosità.

Ma tutto questo ve lo racconteremo nel prossimo appuntamento, sulla via del ritorno!

 

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