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Visite e Viaggi Itineranti

Tour enogastronomico nel nord Italia

Un tour da ovest a est in 9 piatti tipici

In camper per un tour enogastronomico del nord Italia

Da Ovest ad Est in 9 piatti tipici

Nel caso in cui, per una volta, il richiamo della strada stuzzicasse l’interesse non proprio del nostro intelletto, ma quello di palato, stomaco e compagnia bella, l’idea di un tour o un weekend dedicato esclusivamente alla soddisfazione del nostro appetito enogastronomico potrebbe non esser da scartare. Esploriamo quindi il nord Italia, percorrendolo da ovest ad est in nove tappe…ehm… piatti tipici da scoprire…

I profumi delle Langhe: Barolo e nocciole

Partendo da Genova e imboccando con il camper la A10 verso Savona e quindi la A6 verso Torino, in un paio di ore si arriva nella piccola ma suggestiva regione geografica del Roero. Qui, subito fuori dalla piccola cittadina di Bra, le dolci colline e le distese di vitigni di Nebbiolo si alternano alle famose “Rocche”, voragini profonde scavate nei secoli dal fiume Tanaro, che regalano scorci affascinanti e suggestivi. Proseguendo verso est (sulla SS231), attraversando il Tanaro e passando nella regione geografica delle Langhe, si raggiunge la cittadina di Alba, nota soprattutto per la lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale. Alba, però, è altrettanto e più “gaudentemente” celebre anche per i suoi vini (Barolo, Barbaresco, Dolcetto, Barbera) e per i suoi tartufi bianchi.
camper cucina tipica piatti langhe La cittadina, con il Duomo tardo - gotico e le sue “cento torri” cinquecentesche, si può facilmente visitare a piedi, lasciando il camper nel parcheggio davanti alla stazione degli autobus, in piazza Medford (coordinate GPS: 44° 42' 4" N 8° 1' 50" E) e passeggiando lungo l’affollatissimo Corso Vittorio Emanuele, gustando un panino farcito con Raschera d’alpeggio o Bra, saporiti formaggi locali. Nel pomeriggio si prosegue verso Asti. Parcheggiato il camper nell’area di sosta di Piazza del Palio (coordinate GPS: N44°53'51" E8°12'36"; acqua, scarico cassetta wc, scarico pozzetto), potrete visitare la Cattedrale di Santa Maria Assunta, la Torre Comentina e i resti delle antiche mura duecentesche. A cena, è il momento di gustare qualche piatto tipico: tajarin con sugo di selvaggina, agnolotti del plin, cappone, torta di nocciole e baci di dama, il tutto “bagnato” da un bicchiere di Barolo o, per chi preferisce i vini bianchi, di Sauvignon; infine, un sorso di Vermut per digerire il pantagruelico pasto.

Tra castelli e capunet: il Canavese

Il mattino successivo si parte con il camper alla volta del Canavese. Imboccata la SS590 in direzione di Rivarolo Canavese e superata di poco la cittadina piemontese, si arriva ad Agliè e al suo imponente castello medievale. Il camper cucina tipica piatti  castello agliecastello di Agliè, con il parco circostante, risalente al XII secolo e fondato dalla casata dei San Martino, da maniero ha subito varie trasformazioni nel corso dei secoli, per diventare prima residenza privata. Spogliato di quasi gran parte dei suoi preziosi arredi sotto l’occupazione napoleonica, è stato poi riportato allo splendore a metà ‘800. Aperto al pubblico da gennaio a dicembre, da martedì a domenica (ore 8.30 - 19.30); per info e prenotazioni tel. 0124330102. A pochi km da Agliè si trova il castello di Masino. Antica fortificazione in posizione strategica tra Ivrea, Vercelli e la Valle d’Aosta, trasformato in residenza e arricchito con straordinari affreschi tra il Seicento e il Settecento, è stato acquistato dal FAI nel 1988. Aperto da marzo a settembre dalle 10 alle 18 e in ottobre, novembre e nella seconda metà di febbraio dalle 10 alle 17, tutti i giorni escluso il lunedì e i festivi (per info tel. 0125 778100). Tornando verso Ivrea e lasciando il camper nell’area di sosta in via Dora Baltea 3, è arrivato il momento per assaporare i piatti tipici della zona. Da assaggiare i capunet, tradizionali involtini di cavolo verza ripieni di carne e la trofeja, zuppa di fagioli e cotenna di maiale che prende il nome dalla caratteristica pentola di terracotta in cui viene cotta. A tutto ciò, perché non abbinare poi un Carema D.O.C., vino rosso dal profumo intenso. Per la notte si può anche decidere di dormire nel campeggio Lago San Michele, in via lago San Michele 13 (tel. 3404899602, servizi: bar, piscina, campo da tennis, accesso disabili, animali ammessi).

Il Gattinara di Orta San Giulio

A circa un’ora e mezza da Ivrea, prendendo la A4 verso Milano e poi la A26 verso Gravellona Toce e passando dal Piemonte alla Lombardia, si raggiunge il Lago d’Orta. Da Orta San Giulio, bellissimo borgo sulla riva est del lago, camper cucina tipica piatti lago orta san giuliopartono - ogni 10 minuti, da Piazza Motta - i motoscafi per Isola San Giulio (si può lasciare il camper nel parcheggio dietro l’ufficio informazioni turistiche; coordinate GPS: 45° 47' 50" N 8° 24' 54" E). Unica isola del Lago d’Orta, Isola San Giulio è quasi interamente occupata dall’abbazia benedettina Mater Ecclesiae e si può facilmente girare a piedi percorrendo la “via del silenzio e della meditazione”. Gli altri edifici dell’isola sono tutte ville private, un tempo abitazioni degli ecclesiastici. Rientrati a Orta, si può decidere di spostare il camper nell’area di sosta in Loc. Parco del Sacro Monte, a pochi metri dal centro o presso il Camping Cusio (via Don Bosco 5, tel. 032290290; servizi: bar, ristorante, piscina, tennis, internet) e dedicarsi a scoprire il magnifico borgo. Nel piccolo centro storico, gli eleganti palazzi seicenteschi ornati da ricchi loggiati creano l’atmosfera di un salotto. La chiesa di Santa Maria Assunta, in cima alla “salita della Motta”, colpisce per il portale in serpentino, gli affreschi di Rossetti e gli originali capitelli. Giunta l’ora di cena, la tradizione locale propone, tra i piatti tipici, il tapulone, nella sua antica ricetta a base di carne di manzo, verza, lardo, burro e scalogno, servito con la polenta e un buon bicchiere di Gattinara, vino rosso prodotto con il vitigno nebbiolo, asciutto e un po’ amaro.

Pizzoccheri e Sforzato sulle tracce di Manzoni

Da Orta San Giulio, il mattino dopo si riparte in direzione Como (A8, SP57, SP46 e SS342), quindi da Como verso Lecco (SS639), dove ci si può fermare per il pranzo e una visita della bellissima cittadina affacciata sul Lago di Como, sulle tracce di Alessandro Manzoni (lasciando il camper nel parcheggio gratuito e sempre aperto di via Toscanini). Tra la Basilica di San Nicolò e il palazzetto del Governatore spagnolo (ora adibito a biblioteca), tra la Torre Viscontea e Via Cavour, si possono ritrovare tracce dei luoghi descritti da Manzoni nei suoi Promessi Sposi, come il convento di Pescarenico e il palazzo di Don camper cucina tipica piatti Orrido BellanoRodrigo. Proseguendo con il camper verso nord e costeggiando il Lago di Como, passando per Bellano e il suo “Orrido”, formato dalle acque del fiume Pioverna, che hanno scavato uno stretto e ripido passaggio tra le rocce, si giunge in serata nel paese di Colico, sovrastato dall’imponente Monte Legnone. Tra torri, fortificazioni medievali ed eleganti ville ottocentesche, Colico accoglie i turisti con i suoi famosi pizzoccheri, pasta di grano saraceno rozzamente tagliata e condita con verze, patate e formaggio Casera, e lo Sforzato, caratteristico vino valtellinese ottenuto con il processo della sovra maturazione. Per la notte si può sostare nell’area attrezzata a pagamento sulla riva del lago, dopo il Circolo Nautico, in via Montecchio, ma si può decidere anche di cenare nell’agriturismo El Logasc (via Laghetto 45/B, Baia di Piona - aperto da metà aprile a fine ottobre) e pernottare in una delle piazzole adibite ai camper.

Il Trenino Rosso del Bernina: tra chisciol e Grumello

Da Colico si riprende il viaggio verso Tirano (a circa un’ora e mezza di distanza percorrendo la SS38), che sorge sulla riva occidentale dell’Adda. Attraverso le tre porte principali della cittadina (Porta Poschiavina, Porta Bormina e Porta Milanese) si entra nel piccolo centro storico della cittadina, circondato dai resti di imponenti mura e sovrastato dalla Torre del castello di Santa Maria (il “Castellaccio”). Passeggiando tra i viali alberati e gli eleganti palazzi signorili (Palazzo Salis, Palazzo Quadrio, Palazzo Marinoni), si incontra il Santuario della Madonna di Tirano, monumentale edificio religioso, il più importante di tutta la Valtellina.
camper cucina tipica piatti Trenino Rosso del BerninaMa l’attrattiva più famosa di Tirano è il Trenino Rosso del Bernina , che in circa due ore e mezza, attraverso una spettacolare ferrovia di montagna, percorre la tratta Tirano - St. Moritz, raggiungendo i 2253 metri di quota del Passo Bernina. Inaugurata nel 1908 per il primo tratto e completata due anni dopo, la ferrovia, attivo tutto l’anno, passa attraverso paesaggi suggestivi, in estate come in inverno. Il biglietto A/R costa 72 euro (per info e prenotazioni tel. 0342706263). Lasciando il camper nell'area attrezzata a pagamento di via della Polveriera, si può dunque salire sul Trenino Rosso e decidere se raggiungere l'esclusiva località turistica di St. Moritz o se fare tappa in una delle sedici fermate lungo il tragitto.
Di sera, rientrati a Tirano, si possono assaporare i tradizionali chisciol , quiche di grano saraceno condite con formaggi d'alpeggio, ma anche una gustosa polenta di cervo o camoscio cotto nel lavech, la tipica pentola valtellinese in rame. Un robusto Grumello D.O.C. e un dolce liquore al mirtillo per chiudere la giornata. Se si vuole passare la notte in campeggio, si segnala il Camping Aprica - convenzionato con CamperLife.it a circa 20 minuti da Tirano, in via Nazionale 507 (tel. 0342710001 ; servizi: ristorazione, bar, market, tennis tavolo, bocce, area passeggio cani).

Il Sud Tirol e i suoi knodel

Imboccando la SS38 in direzione Merano e valicando il Passo dello Stelvio, si arriva dopo circa due ore e mezza a Merano, in Alto Adige. Adagiata in una conca sulle rive del fiume Passirio, Merano accoglie i turisti con un paesaggio spettacolare, nel quale le Alpi e la macchia mediterranea si mescolano perfettamente per ricreare un o scenario suggestivo e particolare. Lasciato il camper nel parcheggio a pagamento della MeranArena, in via Piave 46, si camper cucina tipica piatt  Val Pusteriapuò trascorrere la giornata a conoscere questa città giovane e vivace. Il centro storico ospita il Kurhaus, teatro in stile liberty, sede di incontri e manifestazioni. Proseguendo con il camper verso la Val Pusteria, si toccano i graziosi paesi di Bressanone e Brunico. Nel caratteristico comune di Brunico, disteso ai piedi di Plan de Corones, si può cenare nell'elegante Piazza del Municipio o in Via Centrale con canederli (knodel), speck , Muller Thurgau (fresco e delicatamente profumato vino bianco secco) e aromatiche grappe di ginepro o genziana. Per passare la notte si segnala il parcheggio a pagamento di piazza Mercato di Stegona, a due passi dal centro (coordinate GPS: 46° '47 44" N 11° 55' 47" E).

Udine e Cividale del Friuli: Tocai e frico

Da Brunico scendendo verso Cortina d'Ampezzo, si arriva, percorrendo la SS52 fino a Tolmezzo e quindi la A23, a Udine, passando dal Trentino al Friuli. Città elegante e conviviale, famosa per i suoi palazzi in stile gotico veneziano, Udine accoglie i turisti con il Palazzo Patriarcale e le sue Gallerie del Tiepolo, il Duomo Duecentesco di Santa Maria Annunziata, la Loggia di Lionello e Piazza della Libertà, il Castello, che domina la città. Per visitare Udine si può lasciare il camper nell'area gratuita dietro l'ospedale Santa Maria della Misericordia, in via Chiusaforte (coordinate GPS: 46° 4' 50" N 13° 13' 23" E).
camper cucina tipica piatti cividale del friuli A mezz'ora da
Udine, il suggestivo comune di Cividale del Friuli, arroccato sulle rive del fiume Natisone, offre l'opportunità di trascorrere un piacevole pomeriggio tra le sue nobili strade cinte da possenti mura. Dopo una visita alla Basilica di Santa Assunta, del XV secolo, in stile gotico veneziano, ci si può rilassare sorseggiando un bicchiere di Tocai, vino bianco raffinato e dal retrogusto di mandorla amara, accompagnato dal frico, tipica focaccia friulana a base di patate, cipolle e formaggio. A Cividale si può trascorrere la notte nell'area di sosta in Via delle Mura.

Mantova: tra Lambrusco e sbrisolona

camper cucina tipica piatti Torre della Gabbia mantovaRientrando verso il luogo di partenza, si lascia il Friuli per proseguire in direzione di Mantova (A4). Qui, passeggiando per l'incantevole Piazza Sordello, si possono ammirare i principali monumenti architettonici basso medievali della città, come Palazzo Ducale, residenza dei Gonzaga, duchi di Mantova, risalente al XIII secolo, la Cattedrale di San Pietro, sede vescovile dall'imponente campanile romanico,e la medievale Torre della Gabbia, situata in Via Cavour ma ben visibile da Piazza Sordello. Una visita merita indubbiamente il Palazzo del Te, fatto costruire nella prima metà del '500 da Federico II Gonzaga su una zona lacustre sapientemente bonificata. Dalla pianta quadrata e affacciato su un grande giardino anch'esso quadrato, il Palazzo del Te è famoso per le sue stanze mirabilmente affrescate, come la Sala dei Giganti, la Sala di Amore e Psiche, la Camera del Sole, la Sala dello Zodiaco. Il lato meridionale del giardino è occupato dalle fruttiere, mentre nell'angolo orientale si trova l'Appartamento della grotta, piccola loggia che dà su un giardino privato. Si può sostare gratis nell'area di Viale Te (a due passi dal Palazzo del Te) (coordinate GPS: 45° 8' 49" N 10° 47' 19" E) e a cena è d'obbligo provare i tradizionali tortelli di zucca, accompagnati da un Lambrusco D.O.C. e, come dolce, la tipica torta “sbrisolona”, simile a una crostata.

Sulla strada di casa: Parma e la Riviera di Levante, tra crudo e testaroli

Da Mantova, tornando verso Genova, si imbocca la SS420 verso Parma, per pranzare, tra gli eleganti edifici della Parma Nuova e quelli popolari della Parma Vecchia, con un panino al crudo di Parma, salame di Felino o culatello di Zibello e un sorso di Sauvignon. Nel pomeriggio, un'ultima tappa lungo la Riviera Ligure di Levante, tra terrazzamenti di ulivi e odore di anciue fritte.
camper cucina tipica piatti cinque terre
A cena, testaroli al pesto (che prendono il nome dal tegame in cui vengono cotti, il testo) e un Colli di Luni bianco D.O.C. presso l'agriturismo Ca du Chiuttu, nell'entroterra spezzino (coordinate GPS: 44° 16' 30" N 9° 35' 26" E).
 
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Autore: Silvia Rivetti
Data: 13/06/2012
 
 
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ste10
Bello! Sia se hai una decina di giorni sia se vuoi frazionarlo in qualche week end!!! ciao
13
Giu
 
 
 
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