| Le feste sono ormai prossime e chi può sta già pregustando i vari itinerari studiati per assaporare qualche giorno di relax. Oltre a pianificare percorso e meta, però, è bene dedicare almeno un pomeriggio a un controllo accurato del nostro fedele compagno di viaggio. |
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| Certo, chi ha un mezzo nuovo, ancora in garanzia, probabilmente farà un sorrisetto sarcastico in merito a questa affermazione. Ma la cosa non è del tutto giustificata. Anche se si dispone di un mezzo recentissimo, infatti, non bisogna mai trascurare i controlli di base, della meccanica e dei vari dispositivi. Se il vostro mezzo è ancora in garanzia, e siete quindi obbligati, o siete fedelissimi alla manutenzione programmata delle officine autorizzate, trascinate il vostro bisonte in officina e fategli fare un bel tagliando. Se siete liberi da questi vincoli e, come ogni camperista che si rispetti, geloso del proprio cofano quanto della prole, rimboccatevi le maniche e cominciate a controllare i livelli. |
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Nello specifico, il livello dell'olio motore, che andrà rabboccato se necessario oppure sostituito assieme al filtro, soprattutto se appare ormai nerastro e denso di residui.
Se avete intenzione di macinar parecchi chilometri durante l'inverno e di presentarvi in primavera a ridosso del prossimo cambio olio, è consigliabile preferire una viscosità più adatta ai climi rigidi, soprattutto se utilizzate lubrificanti di medio livello.
Se siete, invece, soliti utilizzare i più costosi multigrado in commercio, non datevi questa pena. La loro qualità permette di incorrere in qualche leggerezza senza causare conseguenze. |
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Poi, il livello del liquido di raffreddamento per un controllo ed eventuale rabbocco. Anche se ormai la qualità dei liquidi antigelo ha raggiunto un livello tale da non renderlo strettamente necessario, è buona prassi, diffusa soprattutto tra i camperisti di lungo corso, scaricare dal radiatore e dal serbatoio di compensazione il liquido refrigerante e sostituirlo completamente, soprattutto se ha all'attivo una percorrenza elevata durante l'ultima estate. Se non siete pratici, soprattutto nel procedere allo spurgo dell’aria dal circuito, fatevi assistere da qualcuno competente. Non è nulla di complicato, ma occorre saperlo fare.
E ancora, il livello olio dei freni, il livello olio idroguida-servosterzo, il livello del liquido e carica della batteria motore e di quella dei servizi (se ne manca fino a un quarto, rabboccare con acido elettrolito. Se la carenza è maggiore e la batteria non recentissima, non sarebbe male prendere in considerazione l'idea della sostituzione). Trucco del nonno: smontare i morsetti, spazzolare con spazzola metallica gli stessi e i poli, rimontare il tutto e coprire poli e morsetti di grasso, per evitarne così l'ossidazione.
Poi, non si deve tralasciare il livello di usura delle pasticche dei freni. Quest'operazione, superflua se il computer di bordo vi avvisa quando si giunge a un eccessivo consumo, è da condursi con attenzione, o con l'aiuto di un meccanico o di un gommista, se viaggiate con mezzi anni '90 o precedenti. Infatti, sia che ne siano dotati o meno, il funzionamento del sensore - che dovrebbe indicare un'eccessiva usura, segnalandola generalmente tramite la medesima spia che indica l'inserimento del freno a mano - non può certo considerarsi attendibile. |
Infine, condizione e pressione degli pneumatici (una pressione leggermente più bassa di quella prescritta, soprattutto immediatamente prima di iniziare la scalata alle strade di montagna, può favorire la tenuta, il grip e la frenata), presenza e stato delle catene da neve (quante volte capita di sentire, fermi all’autogrill “Le catene! Ero sicuro di averle caricate…”) e, ancora, controllo e sostituzione delle spazzole tergicristallo (se hanno già una stagione alle spalle, procedere senza rimorso).
Inoltre, in caso di lunghe soste, non disdegnate di caricare la copertura termica per il motore. Soprattutto nella zona filtro nafta è frequente incorrere in casi di condensa che, gelando, potrebbe creare qualche fastidio di troppo. |
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| Passando alla cellula, prima di tutto è consigliabile un attento esame esterno allo scopo di individuare eventuali rotture o crepe nei pannelli, di cui non ci si era accorti al ritorno dall'ultimo viaggio e non si sa bene come, ma escono sempre fuori dopo un periodo di rimessaggio. |
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Poi, soprattutto in vista di mete da sotto zero, controllare che non vi siano macchie di umidità, specialmente nella parte superiore e tra le varie giunture, che con l'abbassarsi della temperatura potrebbero ghiacciarsi |
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| dando luogo a danni anche rilevanti (operazione ovviamente superflua se avete un monoscocca o un integrale di ultima generazione). |
| Di seguito, stato delle guarnizioni di portelli, sportelli, lucernari e via dicendo in modo da scongiurare fastidiosi spifferi. Se son secche e screpolate, oppure umide (indice di infiltrazione d’acqua o di condensa) sostituirle con delle nuove. Naturalmente, se stiamo parlando di due metri di guarnizione che recano un danno di un centimetro, o che presentano segni strani in uno o in un paio di punti, un ritocco con silicone o prodotti simili (ce ne sono di ottimi in commercio, anche specifici per determinati materiali) può rivelarsi consigliabile al contrario di una costosa sostituzione. |
| Infine, integrità, pulizia e funzionamento dell’eventuale ma ormai molto diffuso pannello fotovoltaico e del relativo, se presente, parallelatore di ricarica. |
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Passando all'interno, quasi ovvio è il dedicarsi subito alle bombole del gas, verificandone l'integrità della struttura, degli attacchi, delle valvole, delle tubazioni e procedere alla sostituzione della bombola qualora fosse necessario.
Sempre in vista di temperature molto basse, consuetudine diffusa è l'optare per il propano, che garantisce una resistenza notevole proprio alle basse temperature.
Controllare, poi, lo stato e l’efficienza della stufa, con particolare attenzione alle bocchette di servizio in presenza di impianti a circolazione d’aria canalizzata (installati su quasi tutti i mezzi più recenti), del boiler e naturalmente della cucina. |
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| Merita anche un controllo l’impianto idraulico, per verificare che non ci siano perdite e ristagni, e quello elettrico. In particolare per questi ultimi, si impone la verifica dello stato e dell’integrità degli attacchi alla rete esterna (cosa che vale anche per quello del gas, se ci si reca in uno di quei campeggi che forniscono l’attacco diretto del gas, diffusi soprattutto in alta Italia). |
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| Naturalmente, i controlli appena consigliati sono generici e adattabili grossomodo a tutti i mezzi più o meno recenti. Quelli di ultimissima generazione, con tanto di centralina digitale, computer di bordo e un migliaio buono di sensori e rilevatori, rendono inutili molte delle precedenti verifiche, indicando con dovizia di particolari su cosa, come e quando intervenire. Non tutti però viaggiano su mezzi ultramoderni e quindi un po’ di sano fai-da-te può rivelarsi utile a scongiurare fastidiosi contrattempi. |
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| Per contro, parlando di mezzi meno recenti, la casistica degli accorgimenti o degli imprevisti è talmente diversificata, a seconda dei modelli, che meriterebbe un articolo specifico per ognuno. |
| Dalla candela di cera per ammorbidire le cinghie (ben nota ai possessori di Westfalia), al sale e al secchio da posizionare sotto lo scarico (lasciato rigorosamente aperto) sempre presenti nel baule di alcuni camper, alla tanica d’olio per trasmissione perennemente semivuota, fondamentale a chi si accompagna a mezzi su base Iveco antecedenti al ’95, si potrebbe quasi dire che gli unici in grado di consigliare questo o quel controllo sono coloro che vi hanno macinato insieme migliaia e migliaia di chilometri. |
| A queste particolarità, poi, si aggiungono ovviamente quelle che affliggono, nel bene e nel male, i mezzi di base da cui i nostri beniamini derivano. |
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| E qui bisognerebbe dilungarsi, ad esempio, sulla fragilità del motore cinque cilindri WolksWagen serie Transporter, o sull’inossidabilità dei motori Daily e Ducato, che si paga con impianti elettrici, diciamo non proprio affidabili e che impongono una scorta di fusibili e lampadine degna di un autoricambi. |
| Oppure, sull’approssimazione di certi assali Ford fine anni ’90. Ma qui stiamo trascendendo in discorsi da autogrill. D’altra parte, ogni medaglia ha il suo rovescio. |
| Quanti tra voi, ad esempio, si son trovati a sorridere dall’alto della cabina del proprio mezzo ormai maggiorenne, vedendo il proprietario dell’ultima navicella spaziale girare nell’area non attrezzata elemosinando un po’ d’acqua, perché il cibernetico sensore del megatecnologico serbatoio, gestito dalla futuristica centralina digitale ha pensato bene di scaricare il medesimo completamente, perché il precisissimo termostato ha rilevato una temperatura inferiore ai sei gradi centigradi? |
| Alla fine, ogni mezzo si accompagna sempre alla relativa dose di gioie e dolori… |
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