| Non sono un fanatico della televisione, anzi, ne vedo veramente poca, ma quella poca che vedo mi piacerebbe godermela in santa pace. |
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Purtroppo questa mia legittima aspirazione mi viene sistematicamente negata dalla pubblicità. Io capisco che la reclame, come si diceva ai tempi della mia gioventù, sia l'anima del commercio e che le televisioni abbiano bisogno degli introiti pubblicitari per sostenersi e pertanto non mi lamento degli spot in se stessi, ma della metodologia con cui questi vengono serviti agli spettatori indifesi.
Io credo che colui che decide il palinsesto sia una specie di sadico.
Probabilmente è a dieta e riversa la sua frustrazione, derivata da questa sua mancanza di cibo, su tutti gli italiani. |
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Vi faccio un esempio.
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A me piace, durante i pasti, vedermi il telegiornale, sia a pranzo che a cena e quindi durante l'ora in cui mi gusto i piaceri della tavola. Non sono mai stato molto capace a resistere alle tentazioni del cibo ed infatti la mia stazza lorda conferma questa mia debolezza. Tuttavia, per colpa della pubblicità, finirò per rinunciare all'unico piacere della carne che ancora mi resta. Infatti, non ho ancora portato il primo boccone alla bocca, che lo schermo mi fa vedere due persone che sgranocchiano con evidente voluttà delle costine di maiale, mentre una voce in sottofondo dice “uno dei due porta la dentiera”. Io non ho assolutamente nulla contro le dentiere, anzi, per fortuna che esistono, ma, pensare a questo organo masticatorio artificiale che evoca in me visioni di bicchieri colmi d'acqua in cui galleggiano dentiere mentre sto portando alla bocca la prima forchettata di spaghetti, mi infastidisce.
Tuttavia il richiamo del cibo è forte e quindi supero con uno sforzo di volontà le mie fobie e proseguo con il pasto, ma non faccio in tempo a fare mente locale al boccone successivo, che appaiono come d'incanto due belle signore che, in ascensore, si documentano sulle piccole perdite reciproche. E' un argomento interessante e va sicuramente sviscerato. Al mondo ci sono migliaia di persone che hanno questo problema e quindi dobbiamo trovare velocemente una soluzione. Però, se invece di risolvere questa annosa questione durante la pausa pranzo, la risolviamo dopo il caffè cambia qualcosa? Non credo che le due signore in ascensore soffrano di claustrofobia e quindi se anche aspettano qualche istante in più non dovrebbero venire colte da crisi di panico.
Signori pubblicitari, sono più che mai convinto che dobbiate raggiungere il vostro budget e che i vostri grandi capi vi stiano con il fiato sul collo, ma questo lo dovete fare proprio mentre mi sto gustando il mio pane quotidiano?
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Evidentemente non c'è peggior sordo di chi non vuole ascoltare e così il mio accorato appello passa del tutto inosservato.
Infatti, non ho ancora cominciato a pregustare il secondo che l'infernale apparecchio televisivo mi fa vedere una fila di bambini, tutti ben allineati e coperti, che vogliono farla a casa di Paolino. Questo ragazzino è certamente molto simpatico e utilizza un ottimo deodorante per il bagno e quindi ha molti amici, ma invitarli tutti a casa sua a fare i loro bisognini mentre io mi accingo ad attaccare il secondo, mi pare veramente crudele nei miei confronti.
Come se tutto quello che abbiamo visto sino ad ora non fosse bastato, la regia decide di esplorare a fondo l'ambiente bagno e, come condimento nouvelle couisine al mio piatto di carne, ci propina lo spot dell'anatra che si appresta ad immergersi in apnea nel WC. Per me è fonte di disgusto, ma immaginatevi cosa prova questa super anatra che deve continuamente nuotare nei WC delle case degli italiani in costante ricerca dei germi e sempre sotto l'occhio vigile della telecamera. Ultimamente ho notato che, per arrotondare lo stipendio, l'anatra si è anche data al pattinaggio artistico in bagno. Se continua così finirà per fare free climbing sul bidet.
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| Rinuncio al dolce per non dovere rischiare un collasso nervoso da sindrome pubblicitaria e passo direttamente alla frutta, ma proprio in quel momento il mio televisore fa un primo piano su di un signore che con un bastoncino infiocchettato comincia a pulirsi le orecchie. Per fortuna che la moglie interviene prontamente e gli impedisce di attuare quello che stava perpetrando. Io mi illudo quindi di poter mangiare il mio frutto in santa pace. Nella mia ingenuità, avevo infatti pensato che la moglie, conscia dell'ora canonica in cui gli italiani gustano il meritato pasto, si fosse resa conto che il cerume con gli spaghetti non va proprio d'accordo. E invece no, la moglie voleva semplicemente far notare al marito che esistono mezzi più moderni per l'igiene dei nostri organi uditivi. Tanto è vero che la telecamera fa una carrellata sull'interno dell'orecchio dove si evince chiaramente che uno spray prodigioso riesce ad arrivare dove il bastoncino fallisce. |
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| Devo però dire che i pubblicitari sono molto attenti alla nostra linea. Infatti, per impedire che assumiamo troppo cibo, ci mostrano lavastoviglie che sembrano dei pozzi neri e degli scarichi dei lavandini intasati da materiali vari, presi direttamente dalla discarica. A vedere cosa ci viene propinato, sembrerebbe che gli italiani vivano nella cloaca massima. |
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| Per fortuna che il mio pasto è terminato e quindi posso affrontare le delizie della pubblicità senza ulteriori sconvolgimenti. |
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Resta comunque il dubbio su cosa farò in futuro.
O smetterò di seguire i telegiornali durante il pranzo e la cena o dovrò rassegnarmi a prendere i pasti secondo la abitudine spagnola: pranzo alle 16 e cena alle 23! |
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Roberto Serassio
Roberto Serassio è nato nel 1946 a Torino, città dove ancora oggi risiede.
Viaggiando con caravan e camper sin dal 1982 ha avuto modo di formarsi un'esperienza di tutto rispetto, favorito dal fatto che avendo portato a termine gli studi negli U.S.A. e avendovi vissuto per lavoro parla fluentemente l'inglese, correntemente il francese e abbastanza correttamente tedesco e spagnolo.
Ha un passato da dirigente nell'industria, che ha lasciato nel 2000 per dedicarsi ad altra attività in proprio assieme alla moglie. Questo gli permette di poter dedicare molto più tempo ai viaggi, che organizza per se ma anche per gruppi, che poi guida nelle visite.
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